nov 30 2011

Approvazione definitiva PGT: dichiarazione di voto di Proposta

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:14

Proposta per Castelcovati
Gruppo consiliare

CONSIGLIO COMUNALE
26 novembre 2011
Approvazione definitiva del Piano di Governo del Territorio

A nome del gruppo di Proposta per Castelcovati anticipo il voto contrario all’approvazione definitiva del P.G.T. predisposto dall’attuale Amministrazione comunale.

Poiché la programmazione urbanistica del territorio del proprio paese è azione importante, avendo conseguenze significative per tutti i residenti e per molto tempo, e dato che la “costruzione” del P.G.T. è un evento straordinario, sarebbe stato opportuno che la maggioranza esplicitasse chiaramente le motivazioni che l’hanno condotta a fare delle scelte anziché altre rispetto alle singole questioni affrontate dal P.G.T.
Invece si è avuta l’impressione che il gruppo politico che amministra Castelcovati abbia voluto semplicemente passare il più rapidamente possibile da una fase all’altra dell’iter previsto, demandando, nelle sedi di confronto pubblico, ai tecnici incaricati l’esposizione dei documenti predisposti, senza voler descrivere lo spirito che ha mosso le scelte.
L’impressione generale è, quindi, di trovarsi di fronte ad un P.G.T. nel quale le priorità non sono chiare e le scelte urbanistiche non hanno un indirizzo preciso.

L’unica finalità pubblica che sembra si voglia perseguire è la realizzazione di un nuovo municipio sul sito del Loc del sul, scelta che non condividiamo perché sicuri che le priorità per i cittadini di Castelcovati siano ben diverse da un investimento ingente, che inchioderebbe il bilancio comunale per molti anni, al solo scopo di realizzare un edificio di cui non si sente la necessità.

Restano per noi valide tutte le critiche mosse in occasione dell’adozione dello strumento urbanistico (attraverso un documento depositato agli atti il giorno stesso della seduta del Consiglio comunale del 20 luglio scorso), relativamente allo sviluppo frammentato e dispersivo degli ambiti di trasformazione residenziali, collocati in zone non strategiche per il completamento del tessuto urbano e che comportano ulteriore consumo di suolo; i piani di recupero per gli edifici artigianali e industriali inseriti nel tessuto urbano, per i quali non è prevista la riconversione in residenziale; la mancanza di aree per insediamenti produttivi, la cui allocazione viene rimandata invocando lo strumento del S.U.A.P.; gli eccessivi incrementi delle monetizzazioni degli standard urbanistici non reperiti e il costo del cosiddetto “standard di qualità”; gli indici edificatori troppo bassi (maggiore consumo di suolo e difficile sostenibilità economica degli interventi); la mancanza di una valida progettualità sulla viabilità; la scarsa attenzione per opere di mitigazione ambientale a nord del paese, a fronte delle infrastrutture altamente impattanti in fase di realizzazione o progettate; le previsioni urbanistiche frutto di scelte che ci hanno visto contrari in questi ultimi anni (la localizzazione di un nuovo municipio nell’ambito del piano di recupero del Loc del sul, con la contestuale scelta di alienare l’attuale palazzo comunale; la previsione di un’area per edilizia scolastica (per altro collocata in posizione non ottimale e con vie d’accesso “tortuose”) al di fuori di un contesto urbanistico che chiuda il comparto interessato, creando collegamenti accettabili; la realizzazione della bretella fra la SP 17 e la SP 72 in una forma che non realizzi una vera circonvallazione a nord del paese.

Si aggiungono: l’aumento di vincoli urbanistici nelle zone B, che potrebbero impedire anche piccoli interventi sulle unità abitative familiari; la mancanza di una esplicita e concreta politica edilizia per le fasce deboli della popolazione (giovani coppie, anziani, ecc.); l’errata scelta strategica sui piani di recupero terziari (gli indici previsti porteranno aggravio delle criticità delle zone interessate e non soluzione dei problemi, oltre a sfavorire il piccolo commercio esistente).

Attuando le scelte contenute nel PGT proposto l’Amministrazione comunale pare a noi abbia rinunciato al suo ruolo fondamentale in campo urbanistico: da un lato, coordinare e indirizzare le iniziative private relative all’edificazione e, dall’altro, promuovere uno sviluppo sostenibile del territorio che miri a raggiungere finalità di interesse collettivo con positive ricadute sulla vita di tutti i cittadini.

Castelcovati, 26 novembre 2011

Paolo Olivini
capogruppo


nov 25 2011

Piano di Governo del Territorio - parte 3

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:03

Di seguito presentiamo tutti i documenti che Proposta per Castelcovati ha prodotto lungo l’iter di formazione del P.G.T., fino alle 19 osservazioni presentate lo scorso 13 settembre, integrate dalle tavole grafiche delle nostre proposte e, per un adeguato confronto, dagli estratti del PGT adottato.

  1. Interrogazione sul P.G.T. presentata il 17/07/2011;
  2. Risposta all’interrogazione dell’assessore all’urbanistica del 08/08/2011;
  3. Lettera di segnalazione errori riscontrati nei documenti del P.G.T. del 18/07/2011;
  4. Parere per l’adozione del P.G.T .del 20/07/2011;
  5. Lettera accompagnatoria delle 19 osservazioni al PGT depositate;
  6. Osservazione “A” proposta di eliminazione dell’ambito di possibile trasformazione A individuato dal Documento di Piano (nuova area edificabile per residenziale presso via Giotto-via Po);
  7. Osservazione “B” proposta di riduzione dell’ambito di possibile trasformazione A individuato dal Documento di Piano (nuova area edificabile per residenziale presso via Giotto-via Po), si allega la tavola 01;
  8. Osservazione “C” proposta di modifica dell’ambito di possibile trasformazione B individuato dal Documento di Piano (riconferma area edificabile per residenziale presso via Fontanone-via Toninelli), si allega la tavola 02;
  9. Osservazione “D” proposta di modifica dell’ambito di possibile trasformazione C (riconferma area edificabile per residenziale presso via Marocchina-via Rudiana) individuato dal Documento di Piano, si allega la tavola 03;
  10. Osservazione “E” proposta di eliminazione dell’ambito di possibile trasformazione D individuato dal Documento di Piano (nuova area edificabile per residenziale presso via Isonzo-via IV novembre);
  11. Osservazione “F” proposta di riduzione dell’ambito di possibile trasformazione D individuato dal Documento di Piano (nuova area edificabile per residenziale presso via Isonzo-via IV novembre), si allega la tavola 04;
  12. Osservazione “G” proposta di modifica dell’ambito di possibile trasformazione E (nuova area per scuole inferiori presso via De Gasperi-via Indipendenza) individuato dal Documento di Piano, si allega la tavola 05;
  13. Osservazione “H” proposta di un ambito di possibile trasformazione G (nuova area edificabile per residenziale presso via Fermi-via Fontanone) a completamento del tessuto urbano, si allega la tavola 06;
  14. Osservazione “I” proposta di un ambito di possibile trasformazione H (nuova area edificabile per produttivo presso via dell’Industria) a completamento dell’area artigianale-industriale, si allega la tavola 07;
  15. Osservazione “L” proposta di individuazione di area d’interesse pubblico in via Caduti per ampliamento della futura piazza, si allega la tavola 08;
  16. Osservazione “M” proposta di individuazione di una nuova area per la costruzione degli alloggi ALER in via Toninelli a tutela del parco esistente, si allega la tavola 09;
  17. Osservazione “N” proposta di modifica del tracciato stradale della cosiddetta “bretella nord” con la creazione di una vera tangenziale, si allega la tavola 10;
  18. Osservazione “O” proposta di individuazione di una nuova area verde in via Tagliate da attrezzare come “filtro” dall’inquinamento della TAV, della BREBEMI e della bretella nord a tutela dell’abitato esistente;
  19. Osservazione “P” prevedere la valorizzazione del percorso della roggia Castellana tramite la sistemazione a parco attrezzato con pista ciclopedonale;
  20. Osservazione “Q” proposta di eliminare il piano di recupero commerciale-terziario n. 4 relativo all’attuale municipio e all’area pubblica circostante, a tutela dei servizi pubblici e del commercio esistente;
  21. Osservazione “R” proposta di modificare le norme tecniche di attuazione previste nel Piano delle Regole relativamente ai piani di recupero di riqualificazione urbanistica commerciali e terziari (art. 28) a tutela di uno sviluppo coerente e sostenibile del tessuto urbano e del commercio esistente;
  22. Osservazione “S” proposta di incrementare del 15% l’indice territoriale SLP previsto per gli ambiti di trasformazione a destinazione residenziale a tutela del risparmio del suolo e del contenimento dei costi delle case;
  23. Osservazione “T” proposta di riduzione di almeno il 25% del nuovo onere denominato “standard di qualità” a tutela della sostenibilità economica degli investimenti edilizi e del contenimento dei costi delle case;
  24. Osservazione “U” proposta di eliminare un errore grafico di alcune tavole del Documento di Piano;

nov 18 2011

Polo logistico: tante promesse nessun risultato

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 12:31

Annunciato e in parte atteso come un evento che avrebbe modificato in maniera significativa e, ovviamente, in meglio la vivibilità e le condizioni economiche dell’ovest bresciano, ha iniziato ad operare nelle settimane scorso, nella campagna a sud di Chiari, al confine ovest di Castelcovati, il nuovo polo logistico della Sma-Auchan.
Ci sembra interessante ed istruttivo verificare se a tante attese e speranze abbiamo poi corrisposto i fatti o se piuttosto quelle speranze ad oggi siano andate in gran parte deluse.
Per farlo può essere utile ripercorrere brevemente le vicende che hanno portato dapprima alla scelta della localizzazione e poi alla realizzazione del nuovo polo logistico.

La vicenda prende le mosse il 29 aprile 2008 con una lettera al Sindaco di Chiari di un intermediario immobiliare che, in nome e per conto di un importante gruppo internazionale, comunica di aver individuato in comune di Chiari, in Via Roccafranca la zona ideale per l’ubicazione di un grosso insediamento logistico dal quale “il suo Comune ed i Comuni circostanti trarranno sicuramente un grande beneficio…. la società è disponibile da subito ad effettuare alcuni lavori urbanistici, rotonde, piste ciclabili, e quanto altro si rendesse necessario per agevolare il flusso del personale verso l’insediamento”.
Fin dall’inizio il Comune di Chiari si mostra favorevole non solo per le ricadute economiche ed in infrastrutture ma anche per l’intravista possibilità di creare nuova occupazione, particolarmente necessaria nel momento in cui un’importante azienda di Chiari, la NK, versa in una profonda crisi dalla difficile soluzione.
Pur non negando gli aspetti positivi legati ad occupazione, risorse economiche ed infrastrutture i gruppi di minoranza di Castelcovati e Chiari evidenziano da subito i numerosi rischi che la realizzazione del Polo logistico in quella zona e con una viabilità ridotta e precaria può comportare. In particolare fanno notare che:

  • la zona interessata dall’insediamento è considerata ad alta sensibilità ambientale e pertanto rischia di essere compromessa in modo irreparabile se non vengono adottati significativi interventi di mitigazione ambientale, che tutelino rogge, fabbricati storici e paesaggio;
  • la viabilità di supporto è assolutamente carente in quanto il progetto del polo logistico prevede l’uscita sulla Provinciale 18, che presenta una carreggiata ridotta e scorre in fregio alla Roggia Castellana, le intersezioni stradali che permettono di raggiungere la viabilità principale rischiano di impattare notevolmente sugli abitati di Castelcovati e Urago d’Oglio;
  • l’incremento occupazionale atteso rischia di essere poco significativo in quanto le attività logistiche si avvalgono prevalentemente di contratti atipici, con manodopera poco qualificata, spesso assunta attraverso il meccanismo del lavoro interinale;
  • i tempi di realizzazione della nuova Bre Be Mi, la cui vicinanza può giustificare in parte la localizzazione del polo logistico, sono incompatibili con i tempi di messa in esercizio del nuovo polo per cui si corre il rischio di peggiorare gravemente una situazione viabilistica già compromessa.

Anche la provincia di Brescia si fa carico delle problematiche viabilistiche ed urbanistiche e chiede una diversa consistenza dell’insediamento, una diversa uscita del polo logistico utilizzando la rotatoria esistente ed una maggiore sincronia tra i tempi di messa in esercizio del polo e quelli di realizzazioni delle opere migliorative sulla viabilità esistente. Su questo ultimo aspetto prende posizione anche il Comune di Urago d’Oglio.
Il comune di Chiari d’intesa con i comuni limitrofi, anche attraverso il ricorso al piano strategico di Area Vasta, sembra farsi carico di molte delle perplessità espresse e si impegna a fare in modo che:

  • venga garantito un accesso diverso e meno pericoloso dal polo logistico sulla rotatoria insistente sulla SP72;
  • l’apertura del polo logistico sia successiva all’avvenuto potenziamento della viabilità esistente;
  • vengano eseguite opere di mitigazione ambientale e di collegamento ciclopedonale col nuovo insediamento;
  • vengano garantite le ricadute occupazionali.

Inoltre attraverso l’Area Vasta si prospetta un radicale miglioramento della vocazione della zona ritenuta non particolarmente significativa, e che dall’insediamento del polo logistico e dalle opere ad esso connesse potrà caratterizzarsi come zona a vocazione turistica, culturale, ambientale e del benessere; quest’ultimo sarà poi la caratteristica qualificante del comune di Castelcovati che, in cambio dovrà semplicemente rinunciare alle proprie prerogative urbanistiche in materia di attività produttive.  A questo punto il comune di Roccafranca, non disponibile a rinunciare ai propri poteri in cambio di poco o nulla, esce da Area Vasta.

Sulla scorta di questa cronistoria tentiamo di verificare cosa davvero è avvenuto e quanto invece si sta rivelando una cortina fumogena dietro la quale si è celata la natura puramente speculativa dell’operazione.

Cominciamo dagli aspetti positivi, tutti rigorosamente in ambito privato:

  • Il polo logistico ha sicuramente migliorato la rete distributiva della società e quindi contribuito a ridurre costi e migliorare la redditività;
  • dalla realizzazione dell’opera hanno tratto beneficio le aziende che vi hanno lavorato e gli intermediari che hanno procacciato l’operazione;

Quanto agli aspetti negativi o alle speranze deluse, tutti rigorosamente in ambito pubblico:

  • ad oggi non è stato eseguito alcun intervento di miglioramento della viabilità esistente, con il risultato che questa, già problematica per i cantieri della BreBeMi, si trova ad essere ulteriormente aggravata da un intenso transito di veicoli pesanti, l’innesto del polo avviene ad oggi attraverso un’intersezione a raso sulla SP72 che costituisce un motivo di grave pericolo soprattutto in presenza di nebbia (dal Bresciaoggi del 01 settembre 2011);
  • non è stato realizzato nessun intervento di mitigazione ambientale e visiva al punto che il nuovo polo incombe sugli edifici esistenti e modifica sensibilemente la percezione del paesaggio;
  • non risulta che le problematiche occupazionali presenti in zona abbiano trovato una positiva risposta attraverso assunzioni nel nuovo polo logistico (dal Giornale di Brescia del 15 novembre 2011);
  • le risorse economiche promesse non hanno mai inciso in modo significativo sul bilancio del nostro comune;
  • il nostro comune ha rinunciato completamente alla possibilità di inserire nel PGT aree per le attività produttive esistenti e per gli artigiani, delegando di fatto ad un privato ed in esclusiva la gestione di un servizio essenziale;
  • quanto infine alla cittadella del benessere è meglio lasciar perdere.

Alla luce delle considerazioni esposte pare a noi evidente che non solo molte promesse non sono state mantenute e molte rassicurazioni non hanno trovato attuazione concreta, ma anche che gran parte delle promesse erano sin dall’inizio fasulle, costruite a posteriori per rassicurare e imbrogliare i cittadini.
Le amministrazioni leghiste della nostra zona, quelle stesse che dai loro manifesti esortavano a difendere la terra dei nosti padri, si sono rese protagoniste di un massacro del territorio che è servito solo ai privati, mentre hanno giocato con le attese e le speranze dei propri amministrati in termini di occupazione, vivibilità e ambiente.


nov 15 2011

Il piano di Governo del Territorio - parte 2

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 17:22

In data 11 luglio 2011 Proposta per Castelcovati presentava un’interrogazione di chiarimento su alcuni aspetti del PGT, i cui documenti solo recentemente sono stati forniti in forma completa, seguita da una risposta ufficiale da parte dell’assessore all’urbanistica. Di seguito pubblichiamo il testo di tale interrogazione integrato punto per punto dalle “puntuali ed esaustive” risposte dell’amministrazione (testo riquadrato). Si allega copia integrale dei documenti stessi.

1) Interrogazione sul P.G.T. presentata il 17/07/2011;
2) Risposta all’interrogazione dell’assessore all’urbanistica del 08/08/2011.

 

 INTERROGAZIONE SCRITTA ALL’ASSESSORE ALL’URBANISTICA
11 LUGLIO 2011

 Proposta per Castelcovati
Gruppo consiliare

Alla cortese attenzione
dell’Assessore all’Urbanistica
di Castelcovati

Oggetto: interrogazione su alcuni aspetti del PGT

Ai sensi dell’art. 24, comma 3, del Regolamento del Consiglio comunale del Comune di Castelcovati, chiedo che alla seguente interrogazione non venga data risposta in Consiglio comunale, ma in forma scritta.

Al fine di meglio comprendere le motivazioni tecniche e/o politiche che hanno condotto codesta Amministrazione ad alcune scelte contemplate nella proposta di PGT che presto verrà portata all’attenzione del Consiglio comunale per l’adozione, sono a chiedere chiarimenti su alcuni aspetti del documento in oggetto.

________________________________________________________________________

Oggetto: risposta all’interrogazione del gruppo consigliare “Proposta per Castelcovati” del 11/07/2011 prot. N. 7901.

…[omissis]….

Leggendo attentamente il contenuto dell’Interrogazione da voi proposta alla mia attenzione, mi chiedo se il gruppo di minoranza “Proposta per Castelcovati” abbia avuto qualche rappresentante nelle varie commissioni e se sia stato rappresentato da qualche Consigliere Comunale nelle riunioni tenute nelle sedi opportune.

Il contenuto della vostra interrogazione ha già, in parte avuto risposta implicita o esplicita nelle riunioni sia pubbliche che in quelle ristrette ai soli Consiglieri Comunali, ma non ricordo un solo intervento del capogruppo di Proposta per Castelcovati, il sig. Paolo Olivini, sempre rimasto taciturno e non collaborativo nelle scelte illustrate, che talvolta hanno prodotto giuste e puntuali osservazioni costruttive dagli altri gruppi di minoranza.

Rimango convinto che l’atteggiamento del vostro gruppo, non collaborativo, abbia cercato di ritardare l’adozione di questo importante documento, che dovrà risolvere alcune situazioni di degrado urbano dovute a scelte urbanistiche del passato non opportune per le caratteristiche del nostro territorio e della nostra gente.

…[omissis]….

________________________________________________________________________

 Sviluppo del tessuto urbano

A fronte delle limitate risorse economiche a disposizione delle amministrazioni locali, oggi più che mai lo sviluppo urbanistico di un paese è legato all’iniziativa privata, ma, al contempo, compito fondamentale in capo all’ente pubblico è il coordinare e indirizzare tali iniziative in modo da raggiungere finalità di interesse collettivo e promuovere uno sviluppo sostenibile del territorio.

Dunque:

a) Si è considerato che il PGT proposto pianifica uno sviluppo frammentato e dispersivo degli ambiti di trasformazione residenziali, creando alcuni “inutili” ampliamenti in zone non strategiche per il completamento del tessuto urbano?

b) Si è considerata l’opportunità di concentrare le nuove aree edificabili nelle zone del paese dov’è necessario il completamento delle reti viarie e tecnologiche o il potenziamento degli standard urbanistici carenti o addirittura assenti?

c) Si è considerata la pessima situazione infrastrutturale del quadrante sud-ovest del paese dove sono localizzate anche le strutture pubbliche dell’isola ecologica e del depuratore?

d) Si è considerato che in alcune zone quasi completamente urbanizzate sono presenti ampie aree verdi abbandonate o ancora coltivate che creano problematiche urbanistiche non indifferenti (via Roma, via Fontanone-via Fermi,…), sulle quali considerare l’opportunità di individuare ambiti di trasformazione alternativi a quelli proposti?

e) Si è validamente considerata la possibilità strategica di introdurre piani attuativi d’ufficio laddove si è riscontrato il disinteresse della proprietà privata a promuovere interventi aventi importanti ricadute positive per lo sviluppo omogeneo del paese?

f) Si è considerata l’opportunità di continuare la riqualificazione urbanistica dei quartieri residenziali al cui interno insistono realtà artigianali o industriali (o edifici dismessi) tramite piani di recupero, anche incentivati con il cambio di destinazione d’uso da terziaria o produttiva a residenziale, che permettano lo spostamento delle attività produttive in zone specificamente adibite?

 ________________________________________________________________________

 Volevo ricordarvi che l’avvio della procedura per l’attuazione del P.G.T. è iniziata nel 2008, pochi mesi dopo il nostro insediamento. Considerando che non mi ritengo un fannullone, nel corso dei tre anni che sono passati e che ci hanno portato all’adozione del P.G.T. il 20 Luglio scorso, si sono tenuti innumerevoli incontri e sono state fatte diverse considerazioni per ottenere un P.G.T. di qualità indirizzato al miglioramento della vita, mettendo a disposizione un maggior numero di servizi per la collettività.
Certo non posso pensare che le nostre scelte coincidano con le vostre aspettative, ma questo evidenzia l’unicità del documento proposto e sottolinea anche la poco affinità tra il nostro pensiero politico e il Vostro.

________________________________________________________________________

Costi delle nuove urbanizzazioni

Nel presumibile tentativo di aumentare la qualità delle nuove edificazioni, il PGT proposto prevede per gli ambiti di trasformazione residenziali una sostanziale diminuzione della capacità edificatoria, rispetto agli indici attuali, di circa il 40-50 %.
Per contro, non solo è stato aumentato di circa il 50% il costo delle monetizzazioni degli standard urbanistici non reperiti, ma si impone un nuovo onere di urbanizzazione (il cosiddetto “standard di qualità”) che, seppur necessario per reperire nuove risorse per investimenti, viene però applicato in modo esoso, prevedendo una quota variabile fra i 90 e i 120 €/mq di superficie lorda di pavimento.
Considerando la congiuntura generale, i costi di costruzione in continuo aumento e la perdita di potere d’acquisto dei salari medi, queste scelte rischiano di essere strategicamente e socialmente fallimentari.

Infatti:

a) Si è considerato che l’aumento sproporzionato dei costi e degli oneri, unitamente alla diminuzione del prodotto finale vendibile, potrebbe rendere economicamente insostenibili gli investimenti sugli ambiti di trasformazione, disincentivandoli e congelando di fatto lo sviluppo urbano del paese?

b) Si è considerato che la netta diminuzione degli indici edificabili costringerebbe il possibile investitore privato a realizzare tipologie edilizie di categoria alta e medio-alta aventi prezzi d’acquisto difficilmente accessibili alle famiglie a medio reddito o alle giovani coppie?

c) Si è considerato che l’imposizione di standard di qualità tra i 90 e i 120 €/mq di superficie lorda di pavimento porterà, in piena crisi del mercato immobiliare, ad un aumento di circa il 5-6% del prezzo finale delle case?

d) Si è considerato che, di fronte alle difficoltà economiche di sempre più ampie fasce della cittadinanza, sarebbe opportuno promuovere un piano di edilizia sociale, destinando da subito una quota delle nuove aree edificabili all’edilizia convenzionata?

e) Si è considerata l’opzione di ridurre in maniera meno sensibile rispetto a quelli vigenti gli indici edificabili degli ambiti di trasformazione residenziali, riducendo il numero e/o le superfici degli stessi, in modo da mantenere inalterata la popolazione insediabile, ma creando le condizioni generali sia per ottenere una sostenibilità economica più favorevole degli interventi edificatori, sia per ridurre l’impatto ambientale attraverso un minor consumo di suolo?

 ________________________________________________________________________

 Gli indici edificatori non sono stati ridotti del 40-50% come da voi riportato, ma bensì di un 25%. Questi dati appaiono evidenti nel Documento di Piano e non riesco a capire, alla luce di questo vostro abbaglio, come quindi abbiate valutato l’insostenibilità dell’attuazione dei nuovi ambiti di trasformazione.
Comunque proseguo nel chiarirvi che, a scomputo opere, gli oneri di urbanizzazione primari e secondari, negli ambiti di trasformazione, non verranno più corrisposti all’Amministrazione. Precedentemente con il P.R.G. venivano scomputati solo gli oneri primari. Si consideri inoltre che in realtà la trasformazione da terreno agricolo a terreno edificabile avveniva solitamente con atti d’obbligo dove il privato cedeva, oltre alle aree a standard, anche quota parte del terreno destinato all’edificazione (cosa avvenuta anche a Castelcovati vedasi P.L. via dell’Industria, P.L. di Via Cizzago). Sommando questi due costi per l’imprenditore si arriverà allo standard di qualità introdotto dalla legge 12/2005. Comunque i valori degli standard di qualità sono variabili e al momento della loro applicazione l’Amministrazione valuterà in base alle esigenze e in base al mercato.

________________________________________________________________________

 Considerando che nella risposta sopra riprodotta ci viene sottolineato un presunto abbaglio, di seguito si propone una tabella riassuntiva delle variazioni degli indici edificabili nel passaggio dal PRG al PGT precisando che nell’interrogazione ci riferivamo alle aree C di espansione.

N.B. Poiché il PGT ha modificato il nome di alcune tipologie di destinazione d’uso e l’unità di misura (mq/mq invece di mc/mq) la seguente tabella è stata sviluppata confrontando le tipologie equivalenti e ragguagliando gli indici moltiplicando le superfici per l’altezza virtuale di 3.00 metri

 

 

DESTINAZIONE AREA

 

INDICI VOLUMETRICI P.R.G.                    [mc/mq]

 

INDICI VOLUMETRICI P.G.T.                    [mc/mq]

 

VARIAZIONE INDICI VOLUMETRICI [%]

B 1.0

2.00

1.50

-25.00%

B 2.1

1.80

1.20

-33.33%

B 2.2

1.50

1.20

-20.00%

C                                 Ville Bifamiliari

1.0

0.60

-40.00%

C                              Ville a Schiera

1.1

0.60

-45.45%

C                              Palazzine

1.2

0.60

-50.00%

Cambi di destinazione in zona B

Si evidenziano nel PGT proposto alcuni cambi di destinazione d’uso di aree che il PRG prevedeva come agricole, senza l’individuazione di ambiti di possibile trasformazione (ad esempio, area in via A. Moro, delimitata a nord da via Pascoli; area a nord di via De Gasperi, delimitata dall’ambito di trasformazione E).

a) Si desiderano conoscere le motivazioni e gli strumenti utilizzati che giustifichino tale procedura, specificando contenuti ed estremi identificativi di eventuali accordi con i privati interessati.

b) Rispetto all’area contigua all’ambito di trasformazione E, si vuole sapere se il cambio di destinazione ha comportato aumenti volumetrici già utilizzati dal privato che sta costruendo in area collegata a quella di cui si tratta.

 ___________________________________________________________________________

Il cambio di destinazione di alcune aree senza l’individuazione di ambiti di possibile trasformazione è stato reso possibile tramite la stesura di atti unilaterali d’obbligo da parte del privato nei confronti dell’Amministrazione, e in considerazione della contenuta estensione territoriale. Sono stati in ogni caso applicati i criteri di degli oneri secondari riportati nel Piano dei Sevizi.
I documenti sono a disposizione presso gli uffici.
Per il punto b), vi chiarisco che non sono stati rilasciati bonus volumetrici, ma è stata steso un atto unilaterale d’obbligo
.

___________________________________________________________________________

Ambiti di possibile trasformazione

a) E’ possibile conoscere i contenuti degli accordi stipulati con i proprietari delle aree interessate dai singoli ambiti di possibile trasformazione (atti unilaterali d’obbligo, ecc.), indicandone gli estremi e il numero di protocollo?

b) In particolare si desidera acquisire informazioni sull’operazione alla base dell’ambito di possibile trasformazione F: quali gli impegni del privato e quale la motivazione della creazione di una striscia edificabile parallela a via Caravaggio?

 ___________________________________________________________________________

Come ho detto in Consiglio Comunale sono pervenute n. 39 richieste/proposte da parte dei cittadini, n. 14 entro il termine e n. 25 fuori dai termini; non vi sono accordi con i cittadini, tutto è alla luce del sole, le richieste sono protocollate, elencate e conservate all’ufficio tecnico del Comune di Castelcovati e su richiesta è possibile consultarli.
Nell’ambito di trasformazione “F” nella scheda allegata sono espressamente riportati gli impegni che il privato si assume in caso di attuazione dell’ambito.
La striscia edificabile che l’Amministrazione otterrebbe, servirebbe unendo a quella già di proprietà prospiciente via Caravaggio, ad ottenere un ambito residenziale di iniziativa pubblica da riservare ad una edilizia convenzionata.
Mi domando, ma c’era qualcuno di voi alle riunioni?

___________________________________________________________________________

Piani di recupero in zona D1

a) Mentre per i piani di recupero nn. 1, 2, 4 e 6 vengono dettagliate le destinazioni d’uso all’art. 28 delle norme tecniche di attuazione del Piano dei servizi, per i piani 3 e 5 nulla viene specificato. E’ possibile conoscere la motivazione di tale differente trattamento di casi simili e, soprattutto, sapere cosa sarà possibile realizzare su tali aree?

b) Quali motivazioni hanno indotto ad individuare proprio un piano di recupero relativamente all’attuale municipio (oltre alla nota volontà di alienarlo)? E ancora, perché il suo perimetro comprende anche la superficie a parcheggio antistante (cioè standard già esistenti)? In altri termini: che tipo di operazione è prevista su questa area e che tipo di edificio potrebbe essere realizzato in sostituzione dell’esistente?

 ___________________________________________________________________________

 a) Anche le aree individuate come piani di recupero in zona D1 ai numeri 3 e 5 hanno le stesse destinazioni indicate nell’art. 28, si è verificato un errore di battitura che dovrà essere modificato in sede di osservazioni.

b) I motivi sono evidenti e tutto è legato alla costruzione del nuovo Municipio.

Spero di essere stato esaustivo nelle risposte, rimango a disposizione per confronti costruttivi.

___________________________________________________________________________

Ringrazio per la cortese risposta che vorrà dare.

Distinti saluti.
Castelcovati, 11 luglio 2011

 

Paolo Olivini
capogruppo

 


nov 10 2011

Dal Bresciaoggi: Sisma in Giunta

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 14:48

Bresciaoggi del 10/11/2011

Sisma in Giunta, «salta» il vicesindaco

di R. PR. in collaborazione con Massimiliano Magli

CASTELCOVATI. Camilla Gritti Marini assume ad interim gli assessorati a Bilancio, Partecipate e Regolamenti.
«Licenziato» Luca Salvoni Il primo cittadino spiega: «Venuta meno la fiducia».
Le minoranze all’attacco.

Uno strappo soft nei toni ma lacerante nella sostanza. Il sindaco di Castelcovati Camilla Gritti usa frasi di circostanza come «scelta dolorosa ma inevitabile» e «rammarico» ma l’allontanamento del suo vice Luca Salvoni potrebbe avere effetti imprevedibili sulla tenuta dell’esecutivo leghista. Per ora non ci saranno rimpasti di Giunta, nel senso che il primo cittadino ha deciso di non riaffidare l’incarico di vicesindaco e di assumere ad interim le deleghe assessorili a Bilancio, Programmazione, Società partecipate e controllate in carico a Salvoni. Il «licenziamento» non è stato un fulmine a ciel sereno ma l’epilogo di un’escalation dialettica fra le due più alte cariche del Comune. «Ho dovuto prendere atto mio malgrado che non esistevano più le condizioni politiche a amministrative per continuare la collaborazione con il vicesindaco - spiega Camilla Gritti -. Ringrazio Luca Salvoni per l’impegno profuso nell’attività amministrativa che ha contribuito all’attuazione del programma ma ho dovuto prendere questa decisione dolorosa dopo aver constatato che è venuto meno il rapporto fiduciario».
Ma quali sarebbero le presunte «colpe» di Salvoni? Il vicesindaco - per ora ha scelto la linea del silenzio - avrebbe pagato le posizioni critiche assunte, spesso soltanto a livello dialettico, sulla politica urbanistica e finanziaria della Giunta. L’allontanamento del vicesindaco ha dato fiato alle minoranze. «E’ un fatto grave - osserva Paolo Olivini consigliere di Proposta per Castelcovati -. Se dietro la scelta non si nascondono questioni personali o vicende di natura legale, la circostanza conferma la tesi sostenuta da tempo dalle minoranze, ovvero che in seno all’esecutivo covano spaccature e fronde che rischiano di avere effetti negativi sulla collettività».

Decreto sindacale N. 3 del 07/11/2011


nov 09 2011

Il Piano di Governo del Territorio - parte 1

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:19

Lo scorso 20 luglio il Consiglio comunale di Castelcovati ha adottato il nuovo Piano di Governo del Territorio (P.G.T.), lo strumento urbanistico che ha sostituito il vecchio Piano Regolatore Generale (P.R.G.). Il P.G.T. è composto da una serie di documenti e tavole, frutto di un lungo percorso che ha impegnato l’Amministrazione per oltre due anni.
Vari sono stati i passaggi formali attraverso i quali il P.G.T. è passato, fino ad assumere la forma che è stata portata in Consiglio.Purtroppo, ai vari appuntamenti, nonostante gli avvisi e gli inviti, pochi cittadini hanno presenziato, sostanzialmente solo alcuni dei tecnici del paese e pochissime persone che avevano qualche interesse in gioco. E questo è un peccato poiché la programmazione urbanistica del territorio del proprio paese non è cosa da poco, avendo conseguenze significative per tutti i residenti e per molto tempo.

Inoltre, la “costruzione” del P.G.T. non avviene tutti i giorni, ma è un evento straordinario. Per questo, maggiore è la partecipazione e l’attenzione prestata dai cittadini, minore è la possibilità per l’Amministrazione comunale di fare scelte sbagliate o nell’interesse di pochi. Proposta per Castelcovati ha promosso anche un’assemblea pubblica sul tema, ma anche in questa occasione la presenza di concittadini è stata scarsa.

Ma, dall’altro lato, si è avuta l’impressione che la maggioranza che amministra Castelcovati abbia voluto semplicemente passare il più rapidamente possibile da una fase all’altra dell’iter previsto, senza darsi il tempo e soprattutto darlo alle minoranze per analizzare insieme, con il dovuto approfondimento, i tanti aspetti implicati di un documento tanto complesso quanto importante.

Forse anche i gruppi di opposizione avrebbero potuto pretendere confronti più mirati e specifici, ma nelle commissioni e nelle occasioni pubbliche di presentazione del lavoro svolto, tranne le esposizioni chiare ma per forza di cose riassuntive dei tecnici incaricati, la parte politica si è tenuta molto in secondo linea, non indicando le motivazioni che hanno condotto l’Amministrazione a fare una scelta piuttosto che un’altra rispetto alle singole questioni. Questo modo di fare ha frenato anche nelle minoranze ogni stimolo all’approfondimento in dette sedi.

Un nostro legittimo tentativo di avere almeno qualche informazione e chiarimento su alcuni specifici punti attraverso un’interrogazione scritta all’Assessore all’Urbanistica non solo ha prodotto una risposta reticente e provocatoria su molte questioni, ma è stato anche interpretato come un tentativo di intralciare i lavori della maggioranza e di ritardare l’adozione del P.G.T.. Ma ciò è semplicemente ridicolo, perché ci conferisce un potere che non abbiamo: loro hanno i numeri per fare ciò che vogliono, quando vogliono e come vogliono; tant’è che hanno portato il documento all’attenzione del Consiglio comunale secondo i tempi da loro prestabiliti.

Dopo l’adozione e il periodo di deposito di un mese in cui i cittadini possono presentare delle osservazioni alle previsioni contenute nel P.G.T., il documento tornerà in Consiglio per una seconda votazione, durante la quale anche le singole osservazioni verranno votate. Se accolte, tutte o in parte, andranno a modificare l’originaria stesura del P.G.T., che verrà approvato definitivamente e sarà il nuovo Piano di Governo del Territorio di Castelcovati.

Prossimamente sul sito verranno pubblicati e messi a disposizione i vari documenti prodotti da Proposta per Castelcovati riguardanti il P.G.T.