dic 02 2011
Dal Bresciaoggi del 23 novembre sul Polo Logistico
Dal Bresciaoggi di mercoledì 23 novembre 2011 - Pagina 21 Provincia
L´OVEST SOTTOSOPRA. Sulla Provinciale 18 si è ancora in attesa della sistemazione dell´«incrocio della morte». E la tangenzialina di Castelcovati marcia a rilento
Promesse mancate, strade allo sbando
di Massimiliano Magli
Il polo logistico Sma-Auchan ha sconvolto la viabilità ma gli interventi promessi sono al palo o in ritardo Le note dolenti tra Chiari, Rudiano e Roccafranca
Strade allo sbando nell´Ovest Bresciano, a dispetto di tante promesse confezionate da quel «pacco natalizio» fuori
stagione che gli amministratori aderenti al Piano di area vasta avevano annunciato come «regalia» di Sma-Auchan per il polo ormai operativo sulla provinciale 72 Chiari-Roccafranca.
Se anche i Comuni con piccoli bilanci di tutta la provincia si adoperano per creare mozziconi di ciclabili nel proprio
territorio, quella che doveva essere la panacea di tutti i mali in fatto di viabilità minore, l´ area vasta clarense, sta facendo acqua su tutti i fronti.
È LETTERALMENTE una croce quella che si può tracciare sulla mappa geografica in fatto di pericolosità viabilistica in
questa zona: sono le direttrici 20 tra Rudiano e Comezzano- Cizzago (asse ovest-est) e la provinciale 72 (nord-sud) a rappresentare una oggettiva area viabilistica di sottosviluppo in fatto di tutela degli utenti «minori» della strada, in particolare per i ciclisti.
Ancora oggi, infatti, nessuna pista ciclabile è stata realizzata, a differenza di un progetto che prevedeva ben altro, a partire da realtà ricettive in ambito turistico-ambientale e opere di tutela per gli utenti deboli della strada, oltre che di potenziamento della viabilità maggiore. A questa «croce» è da aggiungere la mancanza di qualsiasi intervento di adeguamento sulla Provinciale 18, in particolare per la messa in sicurezza dei cigli e la sistemazione «dell´incrocio della morte» tra via Rudiano e la provinciale stessa.
Il vice sindaco di Rudiano Pietro Vavassori si è detto «finalmente ottimista per un incontro fissato in Provincia tra pochi giorni che dovrebbe sbloccare le opere», ma resta oggettivo il maxi-ritardo su interventi che avrebbero dovuto precedere l´apertura del polo logistico.
La parola d´ordine, mentre la burocrazia amministrativa sembra stentare, è buio: buie sono le strade su cui un ciclista si cimenta in questa zona, ma soprattutto buie sono le politiche di prevenzione in un momento nel quale il traffico nella zona per la presenza di mezzi pesanti e dei cantieri sempre più invasivi della Brebemi è in costante aumento.
A ciò si aggiunga la situazione sul tratto escluso dall´area vasta per volere del Comune di Roccafranca che ha rinunciato a questo progetto per poi confezionarne uno di circa il doppio della superficie proprio a ridosso dell´incrocio di S. Fermo tra la provinciale 20 e la 72.
IL RISULTATO è che oggi queste strade rappresentano un «insulto agli utenti deboli che appartengono a territori depauperati in fatto di campagna dalle Amministrazioni locali in favore dei più ricchi»: così argomentava nei giorni scorsi anche il consigliere comunale Udc di Chiari Stefano Riccardi. A Roccafranca infatti la situazione è ancora più pesante perché non appare nemmeno prossimo un intervento di messa in sicurezza di strade come via Francesca Nord, o via Rudiano, particolarmente stretta e pericolosa per la presenza di scarpate, come pure per il proseguimento dalla località San Fermo della Provinciale 72: una strada questa percorsa quotidianamente da decine di ciclisti diretti agli insediamenti artigianali di S. Fermo.
IL SINDACO di Roccafranca Marina Murachelli, del resto, già questa estate ha definito in alto mare la ciclabile di via Fiume Oglio per mancanza di finanziamenti già richiesti. Facile immaginare quanto siano lontani i progetti sul territorio di Roccafranca per vie come quelle appena citate, per le quali gli elaborati mancano addirittura. Anche la tangenzialina per Castelcovati dalla provinciale 72 risulta ancora in fase di realizzazione, contrariamente agli ampi anticipi garantiti in fase di progettazione dell´area vasta annunciati dagli amministratori. La ciliegina - amara - sulla torta è legata al ritardo della Provincia anche per la variante della variante, ossia quel budello realizzato per la chiusura della variante alla Provinciale 11, cancellata per lasciare spazio alla Brebemi: per settembre era prevista un´opera di ampliamento del budello che in realtà è lontanissima, non essendo ancora iniziato nemmeno il cantieramento.
