gen 25 2012

Accertamenti ICI: il Comune restituisca il maltolto

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:37

A partire dall’autunno 2009, poi ancora dal gennaio all’ottobre 2010 ed infine da novembre 2011 fino ad oggi, le case dei cittadini di Castelcovati sono state invase da numerosi accertamenti d’ufficio, relativi all’ICI per gli anni a far corso dal 2003, per importi complessivi di molte centinaia di migliaia di euro.

Fin dall’inizio, insieme agli altri gruppi di minoranza, abbiamo approvato l’azione di verifica laddove colpiva evasori ed elusori dell’imposta, ma contestato le modalità di tali accertamenti, evidenziando in particolare i valori eccessivi attribuiti alle aree edificabili da una perizia approssimativa, che la Giunta aveva fatto propria con apposita delibera, ed il fatto che destinatari degli accertamenti fossero anche cittadini che già avevano corrisposto al Comune quanto dovuto in base alle delibere in vigore.

Ora quelli che erano dubbi e perplessità sono diventati certezze.

Infatti la Commissione Tributaria di Brescia, a partire dal settembre 2010, poi a giugno 2011 e anche più recentemente, si è pronunciata in merito ai ricorsi presentati da alcuni cittadini di Castelcovati contro gli accertamenti ICI per gli anni 2007, 2008 e 2009, accogliendoli integralmente e quindi ha dato torto al Comune.

Si tratta di circa quindici ricorsi, che riguardano accertamenti per oltre 170.000 euro e che rappresentano una percentuale elevatissima rispetto a quelli presentati (infatti molti cittadini non hanno presentato ricorso pur in presenza di importi ingenti, molto spesso per paura di più gravi conseguenze) che poggiano sulle seguenti considerazioni:

  • fino all’anno 2009 è illegittima l’applicazione retroattiva dei valori stabiliti dalla perizia del Comune nei confronti dei cittadini che abbiano già provveduto al versamento secondo i valori stabiliti dall’Amministrazione in carica in quel momento;
  • in ogni caso la perizia, sulla quale si basano gli accertamenti del Comune di Castelcovati, si fonda su di un presupposto non condivisibile in quanto stabilisce il valore dell’area edificabile partendo dall’ipotetico valore futuro del fabbricato da costruire; 
  •  infine per quanto riguarda il valore venale di aree simili a quelle oggetto di accertamento, il Comune non ha prodotto atti notarili idonei a definirlo.

Giova evidenziare come la Commissione Tributaria abbia riconosciuto la correttezza degli accertamenti per soli 25.000 euro, annullando tutto il resto.

Anche l’Agenzia del Territorio, nel dicembre 2010 ha ritenuto che la perizia utilizzata dal Comune contiene una “stima indicativa e di massima” oltre a grossolani errori. Come conseguenza, la Commissione Tributaria dichiarava nel settembre 2011: “Si deve concludere che la perizia stessa appaia priva di valido fondamento ed inidonea a costituire presupposto per la determinazione dei corretti valori delle aree e, conseguentemente, quale fonte di innesco degli accertamenti successivi”.

E’ evidente che con queste motivazioni la gran parte degli accertamenti ICI, che anche in questi giorni stanno arrivando ai cittadini di Castelcovati, è illegittima in quanto si basa su presupposti e metodi di calcolo errati ed in ogni caso per gli anni fino al 2009 compreso non può in alcun modo essere inviato accertamento a coloro che hanno versato l’ICI sulle aree edificabili in base ai valori vigenti all’epoca.

La questione non si pone tanto in termini giuridici, in quanto in materia tributaria le sentenze non producono effetti immediatamente trasferibili ai casi analoghi, limitando il loro valore alla questione oggetto del pronunciamento.

Esiste però una questione politica grande come una casa e che attiene alla equità, in quanto non pare accettabile che situazioni analoghe vengano trattate dal Comune di Castelcovati in modo difforme, e che quindi si determino disparità di trattamento tra i cittadini che hanno pagato subito e quelli che hanno seguito la procedura dell’accertamento con adesione, concordando importi inferiori rispetto all’accertamento, e ancora maggiore disparità con quelli più accorti che hanno presentato ricorso.

Chiediamo che l’Amministrazione si faccia carico del problema e vi ponga rimedio. Per questo avanziamo una articolata e ragionevole proposta che prevede:

  • il coinvolgimento della cooperativa che ha curato gli accertamenti, la quale, come ha avuto interesse a tenerli alti, percependo un compenso proporzionale all’incassato, dovrà ora prestarsi gratuitamente per il ricalcolo di tutti gli accertamenti e restituire quanto eventualmente incassato in modo improprio;
  • la nuova determinazione dei valori da prendere come riferimento per gli accertamenti, in modo che fino al 31 dicembre 2009 vengano tenuti buoni i valori stabiliti dalle amministrazioni in carica all’epoca mentre, a partire dall’ 1 gennaio 2010, siano definiti nuovi valori conformi al valore venale in commercio, evitando calcoli astrusi, che oltre tutto la commissione tributaria ha ritenuto illegittimi;
  • la restituzione ai cittadini delle somme versate in più, attraverso meccanismi anche rateali, in modo da salvaguardare il bilancio comunale, messo a rischio da una gestione approssimativa;
  • infine, considerato il permante orientamento della Commissione Tributaria, revocare gli accertamenti in corso, per evitare uno sperpero di denaro pubblico e privato in inutili cause, il cui esito appare scontato.

In fondo ci pare assolutamente normale aspettarsi che un buon amministratore locale, quindi vicino ai suoi cittadini e attento a tutelarne davvero gli interessi, sia capace di ammettere i propri errori e rimediarvi.

Magari chiedendo scusa ai cittadini che senza motivo sono stati chiamati dal Sindaco “evasori”.

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