feb 14 2012
Dal Bresciaoggi del 10 febbraio
Dal Bresciaoggi di venerdì 10 febbraio 2012 - PROVINCIA - Pagina 23
CASTELCOVATI. Un patto tra le minoranze per far fronte comune contro l´amministrazione
Stangata Ici, le opposizioni si preparano alle barricate
Il sindaco: «Molto rumore per nulla» Onger: «Restituire subito tutti i soldi»
Fronte comune dell´opposizione contro l´amministrazione di Castelcovati sulla questione Ici per i terreni edificabili. Le tre forze di minoranza stanno valutando misure comuni per contrastare la Giunta e farla tornare sui suoi passi, dopo diverse sentenze della Commissione tributaria sfavorevoli al Comune.
LA VICENDA era iniziata quando Onger e «Proposta» avevano contestato la «non applicabilità del nuovo
regolamento Ici 2010 in chiave retroattiva» e attaccato «la perizia Lupatini della cooperativa Fraternità Sistemi, che
prevede ingiustamente il massimo dell´edificabilità e non fa media con alcun valore di mercato che invece andava fornito con tanto di atti notarili o ufficiali alla mano». Onger poi aveva raccolto una quindicina di vertenze e alcune sentenze della Commissione tributaria che metteva «all´angolo su cifre importanti il Comune: in particolare su
170mila euro degli ultimi ricorsi, soltanto 25mila sono stati riconosciuti esigibili». Il sindaco ha risposto citando l´operazione Ici e parlando di «molto rumore per nulla e di un Luciano Onger che parla non si sa a che titolo essendosi dimesso da consigliere e non essendo più segretario o rappresentante di alcuna lista».
Ha però ammesso la sconfitta del Comune per alcuni ricorsi, ma ha parlato di una risibile minoranza chiedendosi «come faccia Onger a disporre di dati tanto precisi. E in ogni caso per noi parlano le cifre». A onore di cronaca né i giornalisti né le opposizioni hanno ricevuto dal Comune l´ammontare delle cifre oggetto di ricorsi sull´Ici dei terreni edificabili. Il sindaco si è limitato ad affermare che i ricorrenti sono il 2,5% del totale.
«CHIEDERSI come faccia a conoscere la vicenda - risponde Onger - quando l´11 gennaio in Comune è stata addirittura depositata una comunicazione formale della lista Impegno per Calstelcovati, firmata dal rappresentante Giovanni Alghisi, significa ignorare l´evidenza dei fatti. In più tale comunicazione, con toni parecchio accesi, è stata anche volantinata in paese. Il sindaco invece deve sapere che le opposizioni sono scandalizzate dal modo con cui il Comune ha cercato soldi con l´Ici dei terreni edificabili ai cittadini e ora è il caso che restituisca il denaro a tutti, anche a chi non ha fatto ricorso».
DATI ALLA MANO, Onger parla di «errore macroscopico oppure di furbizia politica del sindaco: o il sindaco mette nel calderone tutta la questione Ici, compresa quella relativa agli edifici, oppure va a prendere esclusivamente il numero di ricorrenti rispetto ai cittadini accertati. In entrambi i casi è un errore grave: il nostro attacco non riguarda l´Ici su case, uffici, fabbriche e negozi. Quello è già definito dal catasto. È ovvio che lì non ci siano ricorsi e l´opera di recupero è stata meritoria come in tutti i Comuni. L´errore gravissimo è stato invece applicare, dove c´era margine di arbitrarietà, imponibili folli, e questo è avvenuto per le aree edificabili. A tal proposito è vero che una quindicina
di ricorrenti sono la minoranza, ma sono un numero enorme se si considera che sono cittadini che hanno avuto l´ardire di spendere soldi con i fiscalisti e che si sono portati a casa il 90% del loro contenzioso. Finanziariamente l´operazione del Comune - conclude Onger - si è rivelata ingiusta efallimentare. Senza contare i 6mila euro di spese legali che il Comune dovrà sborsare».

16 febbraio 2012, ore 21:40
Chissà cosa vuole dire il nostro Sindaco con la frase «molto rumore per nulla e di un Luciano Onger che parla non si sa a che titolo essendosi dimesso da consigliere e non essendo più segretario o rappresentante di alcuna lista».
170.000 euro non è esattamente il nulla, e per il momento, in Italia, non è obbligatorio esibire qualche alta carica per poter legittimamente esprimere la propria opinione. Basta ancora la condizione di semplice cittadino, in Italia.
A meno che non sia convinta di governare un comune che è già parte della “nazione padana”, retta da Umberto 1° da Gemonio, monarca di indiscussa eleganza, sobrietà di pensiero, e magnanimità verso i suoi fedeli sudditi.