La tanto decantata area vasta, che avrebbe dovuto cambiare la vocazione del nostro paese, trasformandolo da polo dell’edilizia a polo del benessere, si sta lentamente sgretolando.
Costituita in fretta e furia dal Sindaco di Chiari, con la silente complicità del nostro Sindaco, per legittimare la realizzazione del polo logistico Auchan-sma, l’area vasta in pochi mesi ha dimostrato di essere quello che noi sin dal’inizio avevamo denunciato e cioè un bel castello di carta senza alcuna possibilità di essere concretamente attuato. Alle perplessità di Rudiano, che da sempre ha evidenziato la necessità che il polo logistico fosse l’ultimo delle operazioni da portare a termine e non l’unica, si sono aggiunte nel tempo quella di Urago d’Oglio, che ha giustamente preteso che gli interventi volti a enfatizzare la propria vocazione fluviale fossero realizzati per primi, ed ora la scelta di Roccafranca (vedi articolo) che addirittura ha deliberato in Consiglio Comunale di uscirne. Moto significative sono le motivazioni che il Sindaco leghista di quel comune ha portato a sostegno della scelta: «Siamo in grado di gestire il nostro territorio senza dover per forza passare da Chiari» e «Non potevamo accettare la limitazione al PGT che l’adesione al patto avrebbe implicato».
L’unico comune che non ha detto mai nulla è Castelcovati, eppure anche noi dobbiamo ancora fare il PGT, e con la sottoscrizione dell’accordo di area vasta il nostro Sindaco ha deciso di delegare al altri la gestione del proprio territorio per settori strategici quali la viabilità e le aree produttive sottraendolo alla competenza del Consiglio Comunale cui è affidato per legge. Il risultato sarà che le nostre aziende, anche quelle già presenti, saranno consegnate nelle mani di un unico soggetto privato che potrà decidere tempi e costi. E non ci sorprenderebbe scoprire a posteriori che l’operazione sarà gestita dallo stesso operatore immobiliare di Auchan-sma, guarda caso esponente leghista e amico del Sindaco.
Con la speranza di esserci sbagliati!
Giornale di Brescia del 20 febbraio 2010 pag 18 La Provincia
Castelcovati «Botta e risposta» sull’Ici
Le minoranze contestano le modalità con cui viene realizzata la verifica sull’imposta dovuta nel 2003
di Barbara Bertocchi
CASTELCOVATISugli accertamenti Ici, è scontro in questi giorni tra maggioranza e opposizione. I tre gruppi di minoranza consigliare - «Impegno per Castelcovati», «Castelcovati al centro» e «Proposta per Castelcovati» - contestano le modalità con le quali l’Amministrazione del sindaco Camilla Gritti sta gestendo l’operazione di verifica dei pagamenti dell’Imposta comunale sugli immobili che i cittadini avrebbero dovuto eseguire dal 2003. Numerose sono infatti, a loro avviso, le irregolarità compiute dal Comune (il cui braccio operativo è la comunità Fraternità) in fase di accertamento.
In particolare circa le aree edificabili due sono i punti sui quali i consiglieri insistono: «Il fatto che - spiega Paolo Olivini di Proposta per Castelcovati - la perizia relativa ai valori delle aree stesse sia stata redatta da un ingegnere incaricato dalla cooperativa e non direttamente dal Comune e sia stata approvata dalla Giunta e non dal Consiglio. Ma soprattutto la scelta di attribuire alle aree edificabili ai fini del calcolo dell’Ici valori all’incirca doppi rispetto a quelli, indicati dall’Amministrazione, che sono stati di riferimento per chi ha pagato correttamente». Olivini commenta quindi: «È giusto che chi ha sbagliato debba pagare. Ciò deve comunque avvenire entro un certo limite. Anche perché così facendo il Comune rischia di indurre i piccoli proprietari terrieri a svendere i loro appezzamenti edificabili, ma coltivati perché troppo gravati dal peso dell’Ici. A nostro avviso appare illogico sovraccaricare così il settore immobiliare in un momento di crisi come quello attuale». Dal canto suo ecco il parere dell’Amministrazione: «Siamo stupiti - commenta la Gritti - che le minoranze contestino il controllo da noi avviato sull’Ici, invece di scandalizzarsi del fatto che gli accertamenti non fossero correttamente eseguiti sin dal 1992».
Circa la situazione dei proprietari di aree edificabili, continua: «Nei riguardi di questa categoria, corrispondente al 3-4% dei contribuenti, le precedenti Amministrazioni hanno tenuto un atteggiamento di privilegio generando iniquità fiscale ed un mancato introito nei bilanci comunali. Risponderemo - conclude il sindaco - ai consiglieri nel corso del tavolo di lavoro programmato per il prossimo il 25 f ebbraio».
Bresciaoggi di Sabato 16 Gennaio 2010, pagina 17 Provincia
IL CASO. I Comuni alla prese con la scarsità di risorse finanziarie
Ici, stangata preventiva sui terreni edificabili
Urago anticipa le destinazioni del piano di governo E castelcovati aggiorna le cartelle esattoriali
di Massimiliano Magli
Che non si tratti di cartelle pazze è sicuro, ma che diano alla testa dei cittadini che le ricevono è probabile. Accade a Urago e castelcovati, dove i Comuni hanno messo gli occhi sull’Ici consentita, ricorrendo a soluzioni differenti quanto analoghe per filosofia: colpire chi ha molto di più o chi non ha mai pagato.
A Urago le esigenze di cassa sono ben visibili dalla decisione di mettere in atto la riscossione sulle superfici Ici che il nuovo Piano di governo del territorio prevede possano diventare edificabili. Già la precedente giunta aveva disposto che con il nuovo Pgt le aree in «odore» di edificabilità sarebbero state colpite da una parte dell’aliquota.
Il tutto, salvo poi restituire le somme percepite qualora, con la pubblicazione ufficiale sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia, fossero state stralciate aree precedentemente inquadrate come edificabili. Se questa operazione è in corso con la Giunta leghista di Antonella Podavitte è altrettanto vero, come ammette il sindaco Guido Madona, «che fummo noi a prevedere tale imposizione».
Del resto, l’unica variante rispetto al solito è che in questo caso si chiedono in anticipo i soldi sulle potenziali aree anziché attendere la loro determinazione.
Le percentuali crescono dal 30 al 60% in base alla natura della superfici: da quelle residenziali si sale progressivamente verso le artigianali e industriali, passando prima per le commerciali. Per dare un’idea, una superficie di 18 mila metri quadrati a destinazione artigianale paga un’Ici di circa 13 mila euro a Urago.
A castelcovati il caso è diverso. Il Comune ha aggiornato i valori delle aree edificabili, come previsto dalla legge, e su questa base inviato cartelle per decine di migliaia di euro. La minoranza Proposta per castelcovati accusa: «Un danno per l’edilizia, già provata dalla crisi». Inoltre viene contestata l’esazione (si parla di circa 250 mila euro) affidata alla coop Fraternità di Ospitaletto, con percentuali di compenso in relazione a quanto riscosso. «Ciò - spiega il consigliere comunale Paolo Olivini - finirà per gravare pesantemente sui compratori e sui costruttori di case». «Sono tutte bugie - ha commentato il sindaco Camilla Marini Gritti - a pagare certe somme tanto suggestive saranno soltanto gli evasori, per relative mora e sanzione, mentre chi ha beneficiato di un lascito continuerà a pagare i valori che ha sempre pagato». La Gritti ha inoltre definito «impossibile il rischio di speculazione delle cooperative di riscossione, perché il Comune ha la possibilità di autotutela definendo somme più basse laddove non sia convinta del valore indicato dalla coop». Ha infine ricordato che questa prassi è diffusa nei Comuni dei dintorni e che peraltro applicano il 7 per mille contrariamente al 6 di castelcovati.
Da molti mesi le pagine di cronaca dei quotidiani della nostra provincia si stanno occupando degli insediamenti di logistica di Chiari ed Azzano Mella, paesi nei quali le amministrazioni comunali sostengono con forza l’iniziativa, mentre le associazioni ambientaliste ed i comitati spontanei vi si oppongono con altrettanta decisione.
Ma nelle ultime settimane è intervenuta una significativa novità, la Lega Nord in provincia si è opposta formalmente alla realizzazione del polo di Azzano, provocando l’abbandono della seduta da parte del PdL e provocando una mezza crisi nella Giunta (leggi gli articoli Giornale di Brescia - BresciaOggi1 - Bresciaoggi2).
Non solo. Continua”Polo nord, polo sud”
Su indicazione di alcuni navigatori del nostro sito riportiamo la lettera inviata al direttore di Repubblica da Francesca Comencini, relativa all’operazione White Christmas.
Dalle lettere a Repubblica di giovedi 19 novembre 2009
Il “natale bianco” che insulta tutti noi
di Francesca Comencini
Caro direttore, leggo sui giornali dell’operazione “White Christmas”, messa in atto dal sindaco di Coccaglio, che consiste nell’individuare, casa per casa, tutte le persone straniere non in regola e cacciarle, in vista del Natale. La notizia mi colpisce, non solo per l’idea di accoglienza, di cittadinanza e di cristianità che la sottende, ma anche perché Coccaglio è il luogo dove riposano i miei nonni, Cesare Comencini e Mimì Hefti Comencini. Per loro mi sento in obbligo di scrivere questa lettera. Continua”Il “natale bianco” che insulta tutti noi”
Bresciaoggi di Domenica 25 Ottobre 2009 pag. 27 PROVINCIA
Castelcovati. Il Comune pubblica il bando ma l’abolizione dello Sportello affitto lo rende inaccessibile ai residenti
Il sussidio per i disoccupati diventa un miraggio di carta
di Massimiliano Magli
Il caso sollevato dalle minoranze: «La Giunta è in stato confusionale per penalizzare gli stranieri mette in ginocchio tutte le famiglie»
Un effetto domino dalla ricadute incontrollate e paradossali che, in un momento di crisi generalizzata rischia di colpire tutte le famiglie in difficoltà di castelcovati. Sicuramente, neppure l’Amministrazione civica pensava che la decisione di chiudere lo Sportello affitti potesse lacerare in più punti la rete di assistenza sociale. Lo strumento soppresso dall’esecutivo leghista guidato da Camilla Gritti Marini consentiva ai nuclei a basso reddito di captare i finanziamenti messi a disposizione dalla Regione per contribuire alle spese di locazione.
MA COME DETTO LA CHIUSURA Continua”Bresciaoggi del 25 ottobre e il bonus affitti”