feb 14 2012

Dal Bresciaoggi del 10 febbraio

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:12

Dal Bresciaoggi di venerdì 10 febbraio 2012 - PROVINCIA - Pagina 23

CASTELCOVATI. Un patto tra le minoranze per far fronte comune contro l´amministrazione

Stangata Ici, le opposizioni si preparano alle barricate

Il sindaco: «Molto rumore per nulla» Onger: «Restituire subito tutti i soldi»

comuneFronte comune dell´opposizione contro l´amministrazione di Castelcovati sulla questione Ici per i terreni edificabili. Le tre forze di minoranza stanno valutando misure comuni per contrastare la Giunta e farla tornare sui suoi passi, dopo diverse sentenze della Commissione tributaria sfavorevoli al Comune.
LA VICENDA era iniziata quando Onger e «Proposta» avevano contestato la «non applicabilità del nuovo
regolamento Ici 2010 in chiave retroattiva» e attaccato «la perizia Lupatini della cooperativa Fraternità Sistemi, che
prevede ingiustamente il massimo dell´edificabilità e non fa media con alcun valore di mercato che invece andava fornito con tanto di atti notarili o ufficiali alla mano». Onger poi aveva raccolto una quindicina di vertenze e alcune sentenze della Commissione tributaria che metteva «all´angolo su cifre importanti il Comune: in particolare su
170mila euro degli ultimi ricorsi, soltanto 25mila sono stati riconosciuti esigibili». Il sindaco ha risposto citando l´operazione Ici e parlando di «molto rumore per nulla e di un Luciano Onger che parla non si sa a che titolo essendosi dimesso da consigliere e non essendo più segretario o rappresentante di alcuna lista».
Ha però ammesso la sconfitta del Comune per alcuni ricorsi, ma ha parlato di una risibile minoranza chiedendosi «come faccia Onger a disporre di dati tanto precisi. E in ogni caso per noi parlano le cifre». A onore di cronaca né i giornalisti né le opposizioni hanno ricevuto dal Comune l´ammontare delle cifre oggetto di ricorsi sull´Ici dei terreni edificabili. Il sindaco si è limitato ad affermare che i ricorrenti sono il 2,5% del totale.
«CHIEDERSI come faccia a conoscere la vicenda - risponde Onger - quando l´11 gennaio in Comune è stata addirittura depositata una comunicazione formale della lista Impegno per Calstelcovati, firmata dal rappresentante Giovanni Alghisi, significa ignorare l´evidenza dei fatti. In più tale comunicazione, con toni parecchio accesi, è stata anche volantinata in paese. Il sindaco invece deve sapere che le opposizioni sono scandalizzate dal modo con cui il Comune ha cercato soldi con l´Ici dei terreni edificabili ai cittadini e ora è il caso che restituisca il denaro a tutti, anche a chi non ha fatto ricorso».
DATI ALLA MANO, Onger parla di «errore macroscopico oppure di furbizia politica del sindaco: o il sindaco mette nel calderone tutta la questione Ici, compresa quella relativa agli edifici, oppure va a prendere esclusivamente il numero di ricorrenti rispetto ai cittadini accertati. In entrambi i casi è un errore grave: il nostro attacco non riguarda l´Ici su case, uffici, fabbriche e negozi. Quello è già definito dal catasto. È ovvio che lì non ci siano ricorsi e l´opera di recupero è stata meritoria come in tutti i Comuni. L´errore gravissimo è stato invece applicare, dove c´era margine di arbitrarietà, imponibili folli, e questo è avvenuto per le aree edificabili. A tal proposito è vero che una quindicina
di ricorrenti sono la minoranza, ma sono un numero enorme se si considera che sono cittadini che hanno avuto l´ardire di spendere soldi con i fiscalisti e che si sono portati a casa il 90% del loro contenzioso. Finanziariamente l´operazione del Comune - conclude Onger - si è rivelata ingiusta efallimentare. Senza contare i 6mila euro di spese legali che il Comune dovrà sborsare».


gen 17 2012

Dal Bresciaoggi del 17 gennaio sull’ICI

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:38

Bresciaoggi di martedì 17 gennaio 2012 - PROVINCIA - Pagina 22
CASTELCOVATI. Il pronunciamento della Commissione tributaria «boccia» l´amministrazione

Stangata Ici, un boomerang: il sindaco rischia una batosta

di Massimiliano Magli
Accolti quattro ricorsi di cittadini per le imposte ritenute inique Per il Comune possibile scenario di reclami e rimborsi a «valanga»

stangata-ici-un-boomerangAlla «batosta» tributaria subita da alcuni contribuenti covatesi, ha fatto fronte nei giorni scorsi  una batosta giudiziaria, che questa volta ha colpito l´Amministrazione comunale.
A Castelcovati fa ancora rumore la forte contestazione sulle modalità di applicazione dell´Ici da parte della Giunta. E le quattro sentenze della Commissione tributaria, arrivate su altrettanti ricorsi promossi da aziende e privati, finiscono per sollevare un polverone, rischiando di compromettere l´intera operazione di riscossione con tanto di sanzioni promosse dal Comune.
A FAR NOTARE «il grave impasse in cui è caduto il Comune» è l´ex vice sindaco Luciano Onger, nonché delegato all´urbanistica. «Ho saputo, sentenze alla mano, del successo di quattro cittadini nel ricorso contro questa Amministrazione, per quelle che ritenevano gravi ingiustizie applicative».
I ricorsi hanno ottenuto sentenza nel 2011, da giugno a dicembre, e quanto si evince potrebbe mettere in difficoltà lo stesso Comune, qualora gli altri cittadini che non hanno fatto ricorso, molti dei quali per evitare ulteriori spese, facessero una sorta di class action contro il Comune.
«GLI IMPORTI che sono oggetto di sentenza - spiega Onger - ammontano a decine di migliaia di euro: cifre importanti. Inoltre la Commissione ha bocciato l´applicazione retroattiva dal 2009 al 2007 a fronte di due principi dominanti. Anzitutto la perizia utilizzata nell´individuare l´imponibile - spiega Onger - è stata fatta con metodo inaccettabile, perché ricostruisce il valore dell´area partendo dal valore finale del fabbricato, nell´ipotesi che tutta la volumetria utilizzabile sia realizzata. Questa è una follia - sostiene Onger -, perché basti immaginare che molti cittadini potrebbero preferire un giardino più grande, ma in tal caso pagano il giardino come se fosse edificato. In secondo luogo era richiesto, per individuare l´imponibile, una media con i valori di mercato. Il Comune ha previsto tale valore. Eppure - incredibile ma vero, non lo ha individuato numericamente».
Secondo Onger, inoltre, il Comune, avendo modificato il regolamento applicativo all´inizio del 2010, non avrebbe potuto applicare in via retroattiva tale modalità di calcolo.
«L´enorme ingiustizia di questo Comune - ha aggiunto l´ex vice sindaco - è che ha stravolto valori che erano già stati individuati dal Comune nelle precedenti Amministrazioni, con le Giunte di Aldo Onger e Roberto Orlandi: a quel punto i cittadini pagarono secondo quelle stime. Ora invece vengono trattati come scorretti, nonostante abbiano ubbidito a quanto prescritto loro dal Comune in quegli anni, con tanto di sanzioni».
A fronte delle recenti sentenze, Onger chiede al Comune di «restituire quanto tolto ai cittadini in modo ingiusto. Diversamente - ha concluso - si tratterà di somme con le quali dovranno fare i conti le future Amministrazioni».


dic 02 2011

Dal Bresciaoggi del 23 novembre sul Polo Logistico

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Dal Bresciaoggi di mercoledì 23 novembre 2011 - Pagina 21 Provincia

L´OVEST SOTTOSOPRA. Sulla Provinciale 18 si è ancora in attesa della sistemazione dell´«incrocio della morte». E la tangenzialina di Castelcovati marcia a rilento

Promesse mancate, strade allo sbando

di Massimiliano Magli

Il polo logistico Sma-Auchan ha sconvolto la viabilità ma gli interventi promessi sono al palo o in ritardo Le note dolenti tra Chiari, Rudiano e Roccafranca

promesse-mancate-strade-allo-sbandoStrade allo sbando nell´Ovest Bresciano, a dispetto di tante promesse confezionate da quel «pacco natalizio» fuori
stagione che gli amministratori aderenti al Piano di area vasta avevano annunciato come «regalia» di Sma-Auchan per il polo ormai operativo sulla provinciale 72 Chiari-Roccafranca.
Se anche i Comuni con piccoli bilanci di tutta la provincia si adoperano per creare mozziconi di ciclabili nel proprio
territorio, quella che doveva essere la panacea di tutti i mali in fatto di viabilità minore, l´ area vasta clarense, sta facendo acqua su tutti i fronti.
È LETTERALMENTE una croce quella che si può tracciare sulla mappa geografica in fatto di pericolosità viabilistica in
questa zona: sono le direttrici 20 tra Rudiano e Comezzano- Cizzago (asse ovest-est) e la provinciale 72 (nord-sud) a rappresentare una oggettiva area viabilistica di sottosviluppo in fatto di tutela degli utenti «minori» della strada, in particolare per i ciclisti.
Ancora oggi, infatti, nessuna pista ciclabile è stata realizzata, a differenza di un progetto che prevedeva ben altro, a partire da realtà ricettive in ambito turistico-ambientale e opere di tutela per gli utenti deboli della strada, oltre che di potenziamento della viabilità maggiore. A questa «croce» è  da aggiungere la mancanza di qualsiasi intervento di adeguamento sulla Provinciale 18, in particolare per la messa in sicurezza dei cigli e la sistemazione «dell´incrocio della morte» tra via Rudiano e la provinciale stessa.
Il vice sindaco di Rudiano Pietro Vavassori si è detto «finalmente ottimista per un incontro fissato in Provincia tra pochi giorni che dovrebbe sbloccare le opere», ma resta oggettivo il maxi-ritardo su interventi che avrebbero dovuto precedere l´apertura del polo logistico.
La parola d´ordine, mentre la burocrazia amministrativa sembra stentare, è buio: buie sono le strade su cui un ciclista si cimenta in questa zona, ma soprattutto buie sono le politiche di prevenzione in un momento nel quale il traffico nella zona per la presenza di mezzi pesanti e dei cantieri sempre più invasivi della Brebemi è in costante aumento.
A ciò si aggiunga la situazione sul tratto escluso dall´area vasta per volere del Comune di Roccafranca che ha rinunciato a questo progetto per poi confezionarne uno di circa il doppio della superficie proprio a ridosso dell´incrocio di S. Fermo tra la provinciale 20 e la 72.
IL RISULTATO è che oggi queste strade rappresentano un «insulto agli utenti deboli che appartengono a territori depauperati in fatto di campagna dalle Amministrazioni locali in favore dei più ricchi»: così argomentava nei giorni scorsi anche il consigliere comunale Udc di Chiari Stefano Riccardi. A Roccafranca infatti la situazione è ancora più pesante perché non appare nemmeno prossimo un intervento di messa in sicurezza di strade come via Francesca Nord, o via Rudiano, particolarmente stretta e pericolosa per la presenza di scarpate, come pure per il proseguimento dalla località San Fermo della Provinciale 72: una strada questa percorsa quotidianamente da decine di ciclisti diretti agli insediamenti artigianali di S. Fermo.
IL SINDACO di Roccafranca Marina Murachelli, del resto, già questa estate ha definito in alto mare la ciclabile di via Fiume Oglio per mancanza di finanziamenti già richiesti. Facile immaginare quanto siano lontani i progetti sul territorio di Roccafranca per vie come quelle appena citate, per le quali gli elaborati mancano addirittura. Anche la tangenzialina per Castelcovati dalla provinciale 72 risulta ancora in fase di realizzazione, contrariamente agli ampi anticipi garantiti in fase di progettazione dell´area vasta annunciati dagli amministratori. La ciliegina - amara - sulla torta è legata al ritardo della Provincia anche per la variante della variante, ossia quel budello realizzato per la chiusura della variante alla Provinciale 11, cancellata per lasciare spazio alla Brebemi: per settembre era prevista un´opera di ampliamento del budello che in realtà è lontanissima, non essendo ancora iniziato nemmeno il cantieramento.


nov 18 2011

Polo logistico: tante promesse nessun risultato

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 12:31

Annunciato e in parte atteso come un evento che avrebbe modificato in maniera significativa e, ovviamente, in meglio la vivibilità e le condizioni economiche dell’ovest bresciano, ha iniziato ad operare nelle settimane scorso, nella campagna a sud di Chiari, al confine ovest di Castelcovati, il nuovo polo logistico della Sma-Auchan.
Ci sembra interessante ed istruttivo verificare se a tante attese e speranze abbiamo poi corrisposto i fatti o se piuttosto quelle speranze ad oggi siano andate in gran parte deluse.
Per farlo può essere utile ripercorrere brevemente le vicende che hanno portato dapprima alla scelta della localizzazione e poi alla realizzazione del nuovo polo logistico.

La vicenda prende le mosse il 29 aprile 2008 con una lettera al Sindaco di Chiari di un intermediario immobiliare che, in nome e per conto di un importante gruppo internazionale, comunica di aver individuato in comune di Chiari, in Via Roccafranca la zona ideale per l’ubicazione di un grosso insediamento logistico dal quale “il suo Comune ed i Comuni circostanti trarranno sicuramente un grande beneficio…. la società è disponibile da subito ad effettuare alcuni lavori urbanistici, rotonde, piste ciclabili, e quanto altro si rendesse necessario per agevolare il flusso del personale verso l’insediamento”.
Fin dall’inizio il Comune di Chiari si mostra favorevole non solo per le ricadute economiche ed in infrastrutture ma anche per l’intravista possibilità di creare nuova occupazione, particolarmente necessaria nel momento in cui un’importante azienda di Chiari, la NK, versa in una profonda crisi dalla difficile soluzione.
Pur non negando gli aspetti positivi legati ad occupazione, risorse economiche ed infrastrutture i gruppi di minoranza di Castelcovati e Chiari evidenziano da subito i numerosi rischi che la realizzazione del Polo logistico in quella zona e con una viabilità ridotta e precaria può comportare. In particolare fanno notare che:

  • la zona interessata dall’insediamento è considerata ad alta sensibilità ambientale e pertanto rischia di essere compromessa in modo irreparabile se non vengono adottati significativi interventi di mitigazione ambientale, che tutelino rogge, fabbricati storici e paesaggio;
  • la viabilità di supporto è assolutamente carente in quanto il progetto del polo logistico prevede l’uscita sulla Provinciale 18, che presenta una carreggiata ridotta e scorre in fregio alla Roggia Castellana, le intersezioni stradali che permettono di raggiungere la viabilità principale rischiano di impattare notevolmente sugli abitati di Castelcovati e Urago d’Oglio;
  • l’incremento occupazionale atteso rischia di essere poco significativo in quanto le attività logistiche si avvalgono prevalentemente di contratti atipici, con manodopera poco qualificata, spesso assunta attraverso il meccanismo del lavoro interinale;
  • i tempi di realizzazione della nuova Bre Be Mi, la cui vicinanza può giustificare in parte la localizzazione del polo logistico, sono incompatibili con i tempi di messa in esercizio del nuovo polo per cui si corre il rischio di peggiorare gravemente una situazione viabilistica già compromessa.

Anche la provincia di Brescia si fa carico delle problematiche viabilistiche ed urbanistiche e chiede una diversa consistenza dell’insediamento, una diversa uscita del polo logistico utilizzando la rotatoria esistente ed una maggiore sincronia tra i tempi di messa in esercizio del polo e quelli di realizzazioni delle opere migliorative sulla viabilità esistente. Su questo ultimo aspetto prende posizione anche il Comune di Urago d’Oglio.
Il comune di Chiari d’intesa con i comuni limitrofi, anche attraverso il ricorso al piano strategico di Area Vasta, sembra farsi carico di molte delle perplessità espresse e si impegna a fare in modo che:

  • venga garantito un accesso diverso e meno pericoloso dal polo logistico sulla rotatoria insistente sulla SP72;
  • l’apertura del polo logistico sia successiva all’avvenuto potenziamento della viabilità esistente;
  • vengano eseguite opere di mitigazione ambientale e di collegamento ciclopedonale col nuovo insediamento;
  • vengano garantite le ricadute occupazionali.

Inoltre attraverso l’Area Vasta si prospetta un radicale miglioramento della vocazione della zona ritenuta non particolarmente significativa, e che dall’insediamento del polo logistico e dalle opere ad esso connesse potrà caratterizzarsi come zona a vocazione turistica, culturale, ambientale e del benessere; quest’ultimo sarà poi la caratteristica qualificante del comune di Castelcovati che, in cambio dovrà semplicemente rinunciare alle proprie prerogative urbanistiche in materia di attività produttive.  A questo punto il comune di Roccafranca, non disponibile a rinunciare ai propri poteri in cambio di poco o nulla, esce da Area Vasta.

Sulla scorta di questa cronistoria tentiamo di verificare cosa davvero è avvenuto e quanto invece si sta rivelando una cortina fumogena dietro la quale si è celata la natura puramente speculativa dell’operazione.

Cominciamo dagli aspetti positivi, tutti rigorosamente in ambito privato:

  • Il polo logistico ha sicuramente migliorato la rete distributiva della società e quindi contribuito a ridurre costi e migliorare la redditività;
  • dalla realizzazione dell’opera hanno tratto beneficio le aziende che vi hanno lavorato e gli intermediari che hanno procacciato l’operazione;

Quanto agli aspetti negativi o alle speranze deluse, tutti rigorosamente in ambito pubblico:

  • ad oggi non è stato eseguito alcun intervento di miglioramento della viabilità esistente, con il risultato che questa, già problematica per i cantieri della BreBeMi, si trova ad essere ulteriormente aggravata da un intenso transito di veicoli pesanti, l’innesto del polo avviene ad oggi attraverso un’intersezione a raso sulla SP72 che costituisce un motivo di grave pericolo soprattutto in presenza di nebbia (dal Bresciaoggi del 01 settembre 2011);
  • non è stato realizzato nessun intervento di mitigazione ambientale e visiva al punto che il nuovo polo incombe sugli edifici esistenti e modifica sensibilemente la percezione del paesaggio;
  • non risulta che le problematiche occupazionali presenti in zona abbiano trovato una positiva risposta attraverso assunzioni nel nuovo polo logistico (dal Giornale di Brescia del 15 novembre 2011);
  • le risorse economiche promesse non hanno mai inciso in modo significativo sul bilancio del nostro comune;
  • il nostro comune ha rinunciato completamente alla possibilità di inserire nel PGT aree per le attività produttive esistenti e per gli artigiani, delegando di fatto ad un privato ed in esclusiva la gestione di un servizio essenziale;
  • quanto infine alla cittadella del benessere è meglio lasciar perdere.

Alla luce delle considerazioni esposte pare a noi evidente che non solo molte promesse non sono state mantenute e molte rassicurazioni non hanno trovato attuazione concreta, ma anche che gran parte delle promesse erano sin dall’inizio fasulle, costruite a posteriori per rassicurare e imbrogliare i cittadini.
Le amministrazioni leghiste della nostra zona, quelle stesse che dai loro manifesti esortavano a difendere la terra dei nosti padri, si sono rese protagoniste di un massacro del territorio che è servito solo ai privati, mentre hanno giocato con le attese e le speranze dei propri amministrati in termini di occupazione, vivibilità e ambiente.


nov 10 2011

Dal Bresciaoggi: Sisma in Giunta

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 14:48

Bresciaoggi del 10/11/2011

Sisma in Giunta, «salta» il vicesindaco

di R. PR. in collaborazione con Massimiliano Magli

CASTELCOVATI. Camilla Gritti Marini assume ad interim gli assessorati a Bilancio, Partecipate e Regolamenti.
«Licenziato» Luca Salvoni Il primo cittadino spiega: «Venuta meno la fiducia».
Le minoranze all’attacco.

Uno strappo soft nei toni ma lacerante nella sostanza. Il sindaco di Castelcovati Camilla Gritti usa frasi di circostanza come «scelta dolorosa ma inevitabile» e «rammarico» ma l’allontanamento del suo vice Luca Salvoni potrebbe avere effetti imprevedibili sulla tenuta dell’esecutivo leghista. Per ora non ci saranno rimpasti di Giunta, nel senso che il primo cittadino ha deciso di non riaffidare l’incarico di vicesindaco e di assumere ad interim le deleghe assessorili a Bilancio, Programmazione, Società partecipate e controllate in carico a Salvoni. Il «licenziamento» non è stato un fulmine a ciel sereno ma l’epilogo di un’escalation dialettica fra le due più alte cariche del Comune. «Ho dovuto prendere atto mio malgrado che non esistevano più le condizioni politiche a amministrative per continuare la collaborazione con il vicesindaco - spiega Camilla Gritti -. Ringrazio Luca Salvoni per l’impegno profuso nell’attività amministrativa che ha contribuito all’attuazione del programma ma ho dovuto prendere questa decisione dolorosa dopo aver constatato che è venuto meno il rapporto fiduciario».
Ma quali sarebbero le presunte «colpe» di Salvoni? Il vicesindaco - per ora ha scelto la linea del silenzio - avrebbe pagato le posizioni critiche assunte, spesso soltanto a livello dialettico, sulla politica urbanistica e finanziaria della Giunta. L’allontanamento del vicesindaco ha dato fiato alle minoranze. «E’ un fatto grave - osserva Paolo Olivini consigliere di Proposta per Castelcovati -. Se dietro la scelta non si nascondono questioni personali o vicende di natura legale, la circostanza conferma la tesi sostenuta da tempo dalle minoranze, ovvero che in seno all’esecutivo covano spaccature e fronde che rischiano di avere effetti negativi sulla collettività».

Decreto sindacale N. 3 del 07/11/2011


ott 22 2011

Il rientro delle salme dal Bresciaoggi del 20 Ottobre

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 9:55

Si sta avviando ad una positiva conclusione la vicenda del rimpatrio delle salme di Paolo Nodari e Giovanni Brescianelli, i due soldati di Castelcovati fatti prigionieri dai tedeschi dopo l’8 settembre, deceduti nei campi di concentramento nazisti e attualmente sepolti nel Cimitero Militare Italiano d’Onore di Francoforte sul Meno.
Ci pare doveroso ringraziare il signor Roberto Zamboni che dal 1995 ha intrapreso una minuziosa ricerca con lo scopo di far conoscere ai parenti le località di sepoltura dei loro cari. Il signor Zamboni ha poi raccolto i dati in liste, suddividendoli per provincie. E’ grazie a questo elenco che ha preso avvio l’iniziativa di Castelcovati .

Signor Zamboni grazie di cuore.

Il passato vive sempre, purchè anche uno solo lo ricordi

Dal Bresciaoggi di giovedì 20 ottobre 2011 - PROVINCIA - Pagina 21

CASTELCOVATI. Il 5 novembre la cerimonia ufficiale per le esequie

Dopo mezzo secolo l´orrore lascerà spazio alla pietà

di Massimiliano Magli

Una telefonata del sindaco sblocca l´iter del rimpatrio delle salme dei due militari caduti sul fronte tedesco

È servita una telefonata direttamente in Germania, aggirando l´ufficio romano di Onorcaduti, per evitare la beffa di un altro anno senza il rimpatrio dei caduti covatesi Paolo Nodari e Giovanni Brescianelli. A prendere in mano il telefono il sindaco di Castelcovati Camilla Gritti che ha sollecitato un rientro che ormai pareva disperato, considerata la scadenza del 4 novembre che il Comune aveva fissato per celebrare solennemente l´evento con gli altri organizzatori: l´Associazione combattenti e reduci, l´Associazione Filo di Arianna e l´Istituto comprensivo di Castelcovati. I due soldati furono, di fatto, vittime della ritorsione tedesca dopo l´8 settembre, essendo caduti in Germania il 15 aprile 1944 (Paolo Nodari) e il 10 aprile 1945 (Giovanni Brescianelli) e attualmente sepolti nel cimitero militare di Francoforte. «Abbiamo ultimato tutte le pratiche - aveva commentato un mese fa il sindaco - ora speriamo che i tempi siano rispettati». Una speranza che rischiava di naufragare, senza il contatto di ieri con le autorità tedesche che hanno sbloccato l´iter. Dunque il 5 novembre la comunità celebrerà dopo oltre 60 anni i funerali per queste due vittime della seconda guerra mondiale. Alle 10.30 è fissata la messa in parrocchiale celebrata da don Marco Zanotti. Quindi gli interventi delle autorità in piazza Martiri della Libertà, infine la traslazione dei corpi al cimitero. Un riposo che pareva ormai insperato e che anche le famiglie hanno accolto come liberatorio. Non così per Battista Lupatini che invece resterà sepolto ad Amburgo, per volere della famiglia. La cerimonia sarà preceduta dalla serata del 4 novembre: alle 20.45 le scuole proporranno al teatro parrocchiale una drammatizzazione con cui ricostruire la vicenda degli altri soldati covatesi periti nelle due guerre.

 


set 17 2011

Dal Bresciaoggi: rientrano le salme dei nostri caduti

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 6:09

Bresciaoggi di Martedì 13 Settembre 2011 Pagina 22 Provincia

 CASTELCOVATI. Concluso l’iter burocratico

Rientrano in patria le salme degli eroi del fronte tedesco

di Massimiliano Magli

Brescianelli e Nodari sono sepolti a Francoforte Il costo dell’operazione sarà finanziato dal Comune.Finalmente l’attesa è finita: il sindaco di Castelcovati, Camilla Gritti, ha annunciato il rientro degli eroi covatesi, caduti durante la Seconda guerra mondiale. Si è infatti praticamente concluso l’iter affinchè possano tornare in Italia le salme di Giovanni Brescianelli e Paolo Nodari, attualmente sepolti nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno.Si avvera così una speranza nata nella primavera dello scorso anno, dopo la pubblicazione su «Bresciaoggi» del lavoro di ricerca del veronese Roberto Zamboni, andato a spulciare nelle liste di sepoltura per accertare la presenza di altri italiani mai rientrati in patria. «L’obiettivo - ha spiegato il sindaco - è di sistemare tutto in occasione della ricorrenza del 4 Novembre, quando le scuole e l’associazione culturale “Il Filo di Arianna” presenteranno una raccolta di testimonianze dei reduci della Grande guerra e dei familiari dei soldati scomparsi».
Lo scorso anno l’obiettivo era fallito, ma stavolta è arrivato il tanto atteso «via libera» del Ministero della Difesa che, con il Commissariato generale onoranze caduti in guerra, ha sbloccato il rimpatrio. Con tanto di… «fattura» indirizzata al Comune. Il costo è infatti di 2.593 euro per ogni salma: dunque oltre 5 mila euro che il Comune riuscirà a finanziare anche grazie al maxi spiedo organizzato il 26 settembre in piazza Martiri della Libertà (finito peraltro nel Guinness dei Primati con i suoi 72,70 metri).
Resteranno invece nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo le spoglie dell’altro covatese rinvenuto durante le ricerche: i familiari di Battista Lupatini, ora residenti a Roncadelle, hanno deciso di non organizzare il rimpatrio: «Proprio per non violare spoglie ormai persino difficilmente riconoscibili - ha spiegato nel febbraio scorso il fratello Italo - abbiamo preferito che Battista resti dov’è».


set 10 2011

Su Via De Gasperi dal Bresciaoggi del 10 settembre

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Dal Bresciaoggi di Sabato 10 Settembre 2011 pagina 24 PROVINCIA 

CASTELCOVATI. Nel mirino la mancata riqualificazione della strada

Via De Gasperi, scoppia la polemica tra maggioranza e opposizione

Di Massimiliano Magli

Opposizione all’attacco su via De Gasperi a Castelcovati. Proposta per Castelcovati, partito di minoranza in Consiglio, ha definito «inaccettabili i ritardi sul recupero di via De Gasperi, a fronte di progetti e finanziamenti già avviati dalla precedente Amministrazione».
La strada, su cui si affacciano le scuole materna ed elementare è particolarmente pericolosa anche a fronte dell’intenso traffico. Il sindaco Camilla Gritti ha spiegato il mancato recupero affidandolo ai «finanziamenti che ancora devono arrivare dalla Provincia che tuttavia ha inserito l’opera nel programma triennale avendo assoluta intenzione di compartecipare al progetto».
Secondo «Proposta» tuttavia «è il sindaco il principale responsabile della paralisi amministrativa, mentre la crisi economica ha solo peggiorato la situazione; è stato il Sindaco - spiega Luciano Onger - a decidere la messa in liquidazione della Cast, società interamente partecipata dal Comune, che aveva il progetto approvato, il benestare della Provincia, le disponibilità finanziarie che avrebbero consentito in pochi mesi di completare Via De Gasperi. Da questa scelta immotivata sono derivate al comune di Castelcovati solo difficoltà, da una costosa liquidazione al completamento della variante est alla sp17, dagli alloggi per le giovani coppie all’ampliamento del cimitero, di cui si è negata per mesi la necessità e per cui adesso si cerca di vendere loculi ai vivi per coprire i costi».


ago 26 2011

Noi l’avevamo detto, purtroppo

Tag , , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 11:30

Non è certo motivo di particolare soddisfazione vedere avverarsi le previsioni, soprattutto se si considera che ogni previsione che si avvera rappresenta un fallimento per l’amministrazione leghista ma anche un danno per la collettività.
Ma purtroppo così sono andate le cose!
Procediamo con ordine e partiamo da un articolo apparso di recente su BresciaOggi e che di seguito riportiamo integralmente.

Dal Bresciaoggi di Sabato 20 Agosto 2011, pagina 19 PROVINCIA

IL CASO. Oltre ai 600 mila euro in carico al Broletto a rischio anche i 250 mila euro destinati alla rete fognaria

Il Governo «gela» Castelcovati: addio al progetto strada-sicura

di Massimiliano Magli

A causa della Finanziaria saltano i fondi provinciali per eliminare i fattori di rischio su via De Gasperi snodo nevralgico delle scuole 

L’austerità corre più veloce della sicurezza e per i genitori degli alunni che frequentano la materna e l’elementare di castelcovati si annuncia un altro anno scolastico di apprensione innescata ad ogni suono di campanella.
GIÀ, PERCHÈ ENTRARE ed uscire dalle aule ha un alto tasso di pericolosità a causa della strada provinciale 18 che i quel tratto assume la denominazione di via De Gasperi. Sulla strada, solcata ogni giorno da migliaia di veicoli, spesso sfreccianti, si affaccia la scuola elementare ma rappresenta anche un’arteria di comunicazione strategica per il traffico che gravita attorno all’asilo. La possibilità di mettere in sicurezza la via è stata al centro in questi anni di una vera a propria doccia scozzese, nel senso che il progetto era slittato prima per il commissariamento del Comune, poi per la difficoltà a riprendere i contatti con la Provincia chiamata a finanziare l’intervento.
Infine due anni fa l’annuncio del sindaco di castelcovati Camilla Marini Gritti: «Via De Gasperi sarà presto rifatta sfruttando il finanziamento recuperato dal Broletto». Ora la nuova delusione. L’opera è stata congelata dalla Provincia ma alla luce delle reali possibilità di reperire le risorse sarebbe meglio dire ibernata.
Il motivo dell’ennesimo dietro front è quello che ormai angustia tutti gli enti locali: la mancanza di fondi resa ancora più drammatica dai tagli del Governo e dalla manovra finanziaria.
PER castelcovati si tratta di un dramma amministrativo: con i 600 mila euro destinati alla messa in sicurezza della strada provinciale sono evaporati anche i 250 mila euro finanziati dall’Ato per il rifacimento della rete fognaria della zona.
«La manovra economica al vaglio del parlamento - ammette il primo cittadino di castelcovati - mette in scacco la Provincia che segue con apprensione i vari aggiornamenti. L’impressione comunque è che il finanziamento si stia allontanando come ha avuto modo di confermarmi il presidente del Broletto Daniele Molgora. Eppure - osserva Camilla Gritti Marini -, basterebbe una leggera modifica della Finanziaria perché l’impegno della Provincia possa essere confermato. Una cosa è certa - aggiunge il sindaco -: anche se l’opera sarà gestita direttamente da noi, senza i soldi del Broletto non ci potremo muovere. Tuttavia quanto in nostra possibilità è stato fatto come il rifacimento dei marciapiedi».
Certo non c’era notizia peggiore per le famiglie degli scolari che riprenderanno a frequentare questa strada, particolarmente pericolosa, tra poche settimane.

Purtroppo quelle del Sindaco, oltre che Consigliere Provinciale, sono lacrime di coccodrillo. E’ il Sindaco il principale responsabile della paralisi amministrativa, mentre la crisi economica ha solo peggiorato la sitiuazione.
E’ stato il Sindaco infatti a decidere la messa in liquidazione della Cast, società interamente partecipata dal Comune, che aveva il progetto approvato, il benestare della Provincia, le disponibilità finanziarie che avrebbero consentito in pochi mesi di completare Via De Gasteri. Da questa scelta immotivata sono derivate al comune di Castelcovati solo difficoltà, da una costosa liquidazione ancora in corso, alla perdita di contributi della Provincia, alla impossibilità di dare attuazione ad importanti opere pubbliche, da Via De Gasperi, per la quale ci si deve accontare dei marciapiedi finalmente asfaltati, al completamento della variante est alla provinciale 17, dagli alloggi per le giovani coppie all’ampliamento del cimitero, di cui si è negata per mesi la necessità e per il quale adesso si cerca disperatamente di vendere loculi ai vivi per coprire i costi, problema che la Cast non avrebbe avuto.

Basta leggere quanto riportato sul sito di Proposta per rendersi conto dei danni creati dalla Lega e dai suoi amministratori alla nostra comunità:

Scrivevamo il 30 ottobre 2008

  • definire gli accordi con la Provincia, già intrapresi dall’amministrazione precedente e recepiti in atti ufficiali del Consiglio Provinciale, per la riqualificazione di Via de Gasperi e della Sp 17, con la possibilità per il Comune di ottenere 600.000,00 euro a fondo perduto e per la Cast di realizzare significative opere pubbliche, sulle quali imputare una parte dei costi di gestione;
  • l’incarico alla Cast per la redazione di uno studio di fattibilità avente per oggetto la situazione del cimitero ed il suo eventuale ampliamento, che prenda in considerazione anche gli aspetti connessi con le forme di gestione, la titolarità delle concessioni, la problematica delle concessioni già scadute ed il regolamento cimiteriale. Questo studio potrebbe fornire all’Amministrazione dati significativi per adottare le scelte più idonee ad affrontare il problema del cimitero, a nostro parere non rinviabile, e che riteniamo possa trovare risposta adeguata attraverso l’affidamento a Cast;

E poi ancora il 27 novembre 2008

  • la conferma dell’affidamento dei lavori per la Via De Gasperi, già progettati e pronti per essere appaltati, assentiti dalla Provincia di Brescia e per i quali Cast ha già la necessaria disponibilità finanziaria: questo consentirebbe di imputare correttamente parte dei relativi costi di gestione, da cui si origina il notevole passivo 2008, alla nuova opera pubblica; anche questa nostra richiesta è stata respinta nel corso dello stesso Consiglio comunale.

E concludiamo con quanto abbiamo scritto il 27 giugno 2009, purtroppo di grande attualità dopo oltre due anni:

  • Gestire la cosa pubblica è complicato e richiede cultura amministrativa, che non si improvvisa in campagna elettorale. Se non la si possiede sono necessarie l’umiltà e la disponibilità ad ascoltare gli altri. Purtroppo questa maggioranza forte nei numeri ma debole di idee ha preferito arroccarsi, rispondere con arroganza, cercare di intimidire, salvo poi invocare aiuti e consigli sottobanco.
  • Ora i nodi stanno per venire al pettine e la responsabilità è solo vostra, signori della Lega, visto che avete ritenuto di sottrarre l’argomento (il futuro della Cast) alla discussione in Consiglio Comunale. Noi vi aspettiamo al varco e non faremo sconti, perché il vostro apprendistato è già costato troppo alla collettività.

giu 22 2011

Dal Giornale di Brescia del 31 maggio 2011

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 22:05

Giornale di Brescia edizione del  31/05/2011 sezione:LA PROVINCIA

«La Provincia fermi gli scavi alla Macogna»

I sindaci di Berlingo, Cazzago, Rovato e Travagliato schierati contro gli abusi

di Francesco Alberti

Nemmeno il più inguaribile pessimista avrebbe potuto pensare ad un percorso così pieno di ostacoli e trabocchetti.
Invece il cammino che dovrebbe portare alla nascita del Plis Macogna (parco locale di interesse sovracomunale) riserva sorprese a getto continuo.
Certo, quando i Comuni di Berlingo, Cazzago San Martino, Rovato e Travagliato hanno pensato di creare un mega parco da 402 ettari nell’Ateg 14 - un’area ricca di ghiaia (e quindi di interessi economici, legittimi per carità), a cui si aggiunge il business del «ritombamento» delle gigantesche buche con rifiuti - non pensavano certo di partire per
una spensierata scampagnata; ma neppure immaginavano di dover scalare l’Everest.
L’ultimo colpo di scena risale alla scorsa settimana, quando (anche in seguito a ripetute segnalazioni dei Comuni di Berlingo e Travagliato) la Guardia di Finanza ha sequestrato un parte del bacino sud, rilevando episodi di escavazione abusiva e riporto (sempre abusivo) di rifiuti: si parla di 54mila mc provenienti da un cantiere occupato da una ditta di idrocarburi.
Un affare di notevolissime dimensione, basti dire che la bonifica della cava Montini, in centro a Berlingo, costò nel 1996 alla Regione Lombardia, per l’asportazione e il collocamento in discariche autorizzate di 45mila mc di rifiuti tossico-nocivi, l’ingente somma (allora ovviamente in lire) di 6,7 milioni di euro. L’ultimo abuso in ordine di tempo ha fatto però traboccare il vaso della pazienza dei quattro Comuni.
«Nonostante tutto quello che è accaduto negli anni - hanno spiegato ieri mattina i rappresentanti dei quattro paesi -, Provincia di Brescia e Regione Lombardia continuano a intrattenere rapporti istituzionali con operatori economici responsabili di questa incredibile situazione. Cosa deve succedere ancora perché sia dichiarata l’inaffidabilità di imprese che realizzano grandi profitti e lasciano dietro di sé enormi costi economici e sociali dovuti ad
abusi, illeciti ed inadempienze di ogni genere?». I sindaci chiedono quindi decisioni immediate e concrete. Alla Provincia di Brescia - hanno continuato - chiediamo la sospensione immediata di tutte le autorizzazioni all’escavazione relative all’Ateg 14, in attesa che si chiarisca il quadro delle indagini attualmente in corso. Alla Regione Lombardia chiediamo l’archiviazione delle domande di discarica relative sempre all’Ateg 14 (una di rifiuti
inerti ed una di speciali); di discariche in quest’ambito ce ne sono già tre abusive: bastano e avanzano».
Gli amministratori si augurano infine di conoscere quanto prima gli esiti delle indagini in corso, per sapere se gli ultimi conferimenti abusivi possano aver inquinato la falda acquifera. I sindaci, quindi, non ne possono più di una situazione che, ad essere sinceri, è davvero  insostenibile e non sono per l’ambiente.


mag 28 2011

Dal Bresciaoggi del 25 maggio 2011

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 16:19

Dal Bresciaoggi di Mercoledì 25 Maggio 2011 PROVINCIA, pagina 23

Da Chiari arriva la replica: «I controlli? Spettano al ministero dell’Ambiente»

«Attorno alla cava BreBeMi troppi silenzi e incongruenze»

di Massimiliano Magli

Le minoranze restano perplesse «La prevista nascita di un autogrill non giustica un cratere così fondo: urge verificare l’entità degli scavi»

Da Chiari a castelcovati, crescono le forze politiche che chiedono la verifica dell’effettivo materiale prelevato dalla mega cava BreBeMi, in fondo a via Stradella, al confine cioè fra i due paesi.
I sospetti di scavi superiori a quelli autorizzati lanciati dalle minoranze di Chiari hanno trovato sponda nelle opposizioni di castelcovati, il territorio più penalizzato dal bacino di escavazione legato ai cantieri autostradali. Le risposte fornite dall’assessore all’Urbanistica di Chiari Davide Piantoni non hanno infatti convinto «Proposta per castelcovati». Secondo gli esponenti della lista di opposizione, la costruzione dell’autogrill previsto dal progetto non sarebbe da sola in grado di giustificare l’ampliezza degli scavi. «Chi controlla che estensione e profondità dello scavo, cioè le quantità scavate, siano conformi alle autorizzazioni? - si chiede con una vena polemica Paolo Olivini portavoce di Proposta per castelcovati -. Chi verifica che il sedime interessato allo scavo coincida con il progetto esecutivo delle stazioni di servizio?» si domanda ancora l’esponente di minoranza.
MA GLI INTERROGATIVI sollevati attraverso un documento non si fermano qui: i consiglieri di Proposta si chiedono come sia possibile che, pur non essendoci ancora la sede autostradale, si proceda con gli scavi per le stazioni di servizio. Per Olivini si naviga a vista, in un clima che non consente certezze sull’entità degli scavi. «Chi ci assicura che queste stazioni di servizio verranno poi realizzate? - si chiede -. Siamo perplessi perchè si stanno eseguendo delle operazioni di sbancamento senza avere presentato un progetto».
GLI ULTIMI QUESITI POSTI dalle minoranze di castelcovati riguardano gli aspetti economici: «Sono stati pagate gli oneri al Comune di Chiari? Sono state versate le indennità di escavazione?» si domanda Proposta che punta il dito anche contro l’esecutivo di castelcovati. «La maggioranza ha fatto calare un sospetto velo di silenzio su un’operazione di alto impatto ambientale a un passo dal proprio confine». La mobilitazione sta comunque sortendo i primi effetti. Il Comune di Chiari, lo ricordiamo, ha annunciato nuove verifiche pur sottolineando con l’assessore Piantoni «che spetta al ministero dell’Ambiente l’onere di sorvegliare la correttezza del maxi cantiere BreBeMi».


apr 05 2011

Dal Bresciaoggi: Polemiche e sospetti sulla cava autostradale

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:15

Dal Bresciaoggi di oggi Martedì 05 Aprile 2011 - Pagina 21 Provincia

CHIARI. Il Comune: «L’area dovrà ospitare due autogrill, comunque faremo delle verifiche»

Polemiche e sospetti  sulla cava autostradale

di Massimiliano Magli


Nel mirino delle minoranze finisce lo scavo BreBeMi in via Sandella «Aperto un cratere spropositato» L’Idv: «Ora faccia luce la procura»

05_21_bso_f1_419L´escavazione finita sotto il fuoco incrociato di sospetti e polemicheFuoco incrociato sui presunti abusi commessi nelle operazioni di scavo collegate alla costruzione dell’autostrada BreBeMi. Il caso è stato sollevato dalle opposizioni di Chiari e castelcovati. Nel mirino le opere di sbancamento del cantiere aperto al confine fra i due paesi.
Paolo Olivini leader di Proposta per castelcovati parla «di un cratere esagerato per dimensioni e profondità».
Il sito finito sotto la lente delle minoranze è quello di via Sandella, dove a est e a ovest i bulldozer e gli scavatori hanno creato enormi spianate con scarpate di circa dieci metri.

Perplesso è preoccupato anche il consigliere di opposizione clarense Ermanno Pederzoli. «Ho l’impressione che sia stato superato ogni limite - afferma -. L’Italia dei valori valuterà la possibilità di un esposto alla procura, ma qui il primo a vigilare dovrebbe essere il Comune, mentre è vergognoso che da anni non venga nemmeno convocato l’Osservatorio per le grandi infrastrutture che aveva il compito di informare la cittadinanza e i consiglieri sull’andamento dei lavori e sulle situazioni più critiche. Invece solo per vie traverse emergono notizie su escavazioni così impattanti».
ANCHE L’UDC, con il consigliere Massimo Vizzardi, ha annunciato un sopralluogo in via Sandella, dopo le polemiche già sollevate sul sito dell’ormai insediato polo logistico Sma-Auchan.
Progetto alla mano l’assessore all’Urbanistica Davide Piantoni, ricorda che «in quella zona sorgeranno i due autogrill come previsto dal progetto di BreBeMi per cui già questo giustifica un impatto superiore, ma non è tutto: va ricordato che in quel tratto l’autostrada si abbassa per procedere in trincea come espressamente richiesto dal nostro Comune per ridurre l’impatto per cui è chiaro che tutta l’area va ribassata in modo adeguato».
RISPOSTE CHE NON soddisfano il consigliere Idv che chiede controlli e accertamenti anche sui diritti di escavazione, «poiché va assolutamente verificato il regolarmente pagamento degli importi dovuti al metro cubo». L’assessore Piantoni garantisce un sopralluogo, ma ricorda anche che, «come previsto dagli accordi collaterali al progetto, è il Ministero dell’ambiente a sorvegliare sui siti di escavazione, pur restando possibile per il Comune segnalare eventuali situazioni sospette».
A margine una nota è doverosa: la segnaletica di cantiere dovrebbe essere aggiornata, con indicazioni che avvertono pedoni e ciclisti di queste strade di campagna della pericolosità del transito in questi tratti, anche per le difficoltà a respirare dovuta alle enormi polveri che si accumulano nell’aria, miste a calce idrata utilizzata per ottimizzare la posa del manto stradale.

 


set 02 2010

Sacro e profano

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 21:29

E’ comparsa oggi sul Giornale di Brescia (vedi articolo) la notizia, annunciata dal Sindaco di Castelcovati, che lo spiedo più lungo del mondo finanzierà il rimpatrio delle salme di tre nostri soldati morti dopo l’otto settembre 1943 nei campi di concentramento nazisti in Germania.

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Se da un lato non possiamo che condividere l’intenzione di rimpatriare con tutti gli onori le spoglie di Giovanni Brescianelli, Battista Lupatini e Paolo Nodari, iniziativa alla quale daremo tutto il nostro sostegno, dall’altro ci troviamo in totale disaccordo sulla scelta del nostro Sindaco di legare in modo quasi indissolubile, con il rischio evidente di farla passare in secondo piano, una iniziativa che ha un grande significato di riconoscenza morale e storica ad un evento con caratteristiche di sagra paesana.

Quello che chiediamo è molto semplice:

  • il rientro delle spoglie dei soldati avvenga a prescindere dallo spiedo più lungo del mondo e sia garantito con tutti gli onori dall’Amministrazione comunale, che è espressione di tutti i cittadini e non di una parte politica;
  • l’evento sia preceduto ed accompagnato, attraverso il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, delle associazioni d’arma, dei gruppi culturali e dell’intera comunità, da iniziative di approfondimento e di conoscenza, affinchè diventi l’occasione per riflettere su quegli eventi sconosciuti alle nuove generazioni, sul loro significato e sulla loro attualità.

Crediamo si tratti di una questione di dignità e rispetto che non sfugga ai più!


ago 05 2010

Riportiamo a casa i nostri soldati morti nei lager nazisti

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 21:00

Il Brescia Oggi ha pubblicato il 12 luglio scorso l’elenco di 300 militari bresciani (ma anche di qualche prigioniero politico o lavoratore coatto), che dopo l’8 settembre 1943, sbandati e senza ordine, gli stati maggiori smobilitati, il re in fuga, finirono con l’essere internati nei campi di prigionia degli ex alleati tedeschi, i famigerati Stammlager/Stalag. Deceduti e poi sepolti nelle fosse dei lager o nei cimiteri dei paesi vicini, furono esumati sul finire degli anni ‘50 e quelli identificati trasferiti in sei cimiteri italiani d’onore di Austria, Germania e Polonia.
Il capitolo degli internati rappresenta certo una delle pagine più cupe della storia italiana, quando non meno di 700mila soldati italiani si trovarono nel settembre ‘43 in poche ore a passare dalla posizione di alleati a quella di nemici, chiusi nei lager tedeschi, e soltanto una piccola parte accettò di tornare in Italia per vestire la divisa della Repubblica sociale italiana di Salò.

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Tra questi militari internati e poi deceduti nei campi di concentramento nazisti vi sono tre nostri concittadini:

BRESCIANELLI GIOVANNI, NATO IL 3 GENNAIO 1917 A CASTELCOVATI (BRESCIA) - DECEDUTO IL 10 GIUGNO 1945 - ATTUALMENTE SEPOLTO A FRANCOFORTE SUL MENO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D’ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO A - FILA 5 - TOMBA 22.

LUPATINI BATTISTA, NATO IL 16 SETTEMBRE 1922 A CASTELCOVATI (BRESCIA) - DECEDUTO IL 14 MARZO 1945 - ATTUALMENTE SEPOLTO AD AMBURGO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D’ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO 1 - FILA Q - TOMBA 22.

NODARI PAOLO, NATO IL 9 OTTOBRE 1915 A CASTELCOVATI (BRESCIA) - DECEDUTO IL 15 APRILE 1944 - ATTUALMENTE SEPOLTO A FRANCOFORTE SUL MENO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D’ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO M - FILA 9 - TOMBA 24.

Oggi vi è la possibilità di far rientrare a Castelcovati le salme dei nostri caduti, dopo che circa vent’anni fa erano rientrate quelli dei caduti sul fronte russo.
Chiediamo all’amministrazione comunale di farsi carico delle procedure e dei costi del rientro delle salme, una volta ottenuto il benestare dei famigliari, e di fare in modo che questa iniziativa diventi l’occasione per riflettere su quegli eventi e sul loro significato, coinvolgendo le scuole, le associazioni d’arma e dei combattenti, le associazioni del volontariato, le forze politiche e tutti i cittadini perché, nel ricordo del sacrificio dei nostri tre militari, si ritrovino le ragioni dell’unità nazionale.

Le notizie, le fotografie e le piante dei cimiteri sono tratte dal sito www.robertozamboni.com

Rassegna stampa

Bresciaoggi del 07 agosto 2010


ago 04 2010

La piazza che non c’è / 6: nuove iniziative dei gruppi di minoranza

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 21:19

I gruppi di minoranza presenti in Consiglio comunale, Impegno per Castelcovati, Castelcovati al centro e Proposta per Castelcovati, hanno già assunto iniziative comuni sul tema della piazza, contro un progetto dell’amministrazione ritenuto profondamente sbagliato, a prescindere dal’artificioso incremento volumetrico, oggetto del nostro esposto, per i motivi di seguito riportati.

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Pur essendo assolutamente chiaro l’inquadramento urbanistico, in quanto:

  • il Piano Regolatore Generale (PRG), approvato con Delibera Giunta Regionale della Lombardia n.7/3381 del 9 febbraio 2001 e pubblicato sul BURL, Serie Inserzioni, n. 20 del 16 maggio 2001, disciplina in maniera esauriente, all’interno delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA), il Piano di Recupero del “Loc del Sul”. In particolare all’articolo 30.3 - PIANI URBANISTICI ATTUATIVI vengono evidenziati i piani di recupero obbligatori ai sensi della legge 457/78, tra i quali, al comma c), è ricompreso il complesso edilizio “Loc del Sul”;
  • le caratteristiche principali dell’intervento sono che il piano di recupero è di iniziativa pubblica, che il corpo agricolo esistente posto a nord debba essere soggetto a ristrutturazione di tipo A e che venga consentito il recupero dei volumi demoliti;
  • oltre alla norma, quale allegato all’articolo 30.3 comma c), vi è una scheda progettuale che evidenzia lo stato di fatto, lo stato di progetto, le modalità di intervento e le sezioni;

l’intervento proposto dall’amministrazione e adottato dal Consiglio comunale:

  • non tiene conto delle esigenze connesse con l’interesse pubblico, previlegiando invece l’aspetto economico e l’interesse di eventuale operatore privato;
  • non ricava all’interno del perimetro una piazza di adeguate dimensioni, ma piuttosto una piazzetta interna, rialzata e poco fruibile, schiacciata dal nuovo ingombrante edificio previsto sulle Vie Chiari e De Gasperi;
  • prevede la costruzione, in fregio a Via Chiari, di un nuovo voluminoso corpo di fabbrica, che soffoca e sottrae alla vista gli edifici di pregio prospicenti;
  • prevede la realizzazione di un numero minimo di parcheggi aggiuntivi rispetto a quelli esistenti al momento dell’adozione ed irrisorio rispetto a quelli realizzati attraverso la demolizione del vecchio municipio;
  • prevede un numero di parcheggi comunque esiguo ed insufficente a far fronte alle necessità degli insediamenti residenziali, direzionali e commerciali previsti dal piano di recupero;
  • non consegue pertanto alcun miglioramento delle condizioni complessive del centro storico, che già si presenta sottodimensionato per parcheggi, finendo col pregiudicare ulteriormente le attività commerciali esistenti e la vivibilità complessiva del centro di Castelcovati.

Sulla scorta di queste considerazioni i rappresentanti dei gruppi di minoranza si sono incontrati nei giorni scorsi per valutare ulteriori iniziative, quali la presentazione congiunta di osservazioni alla delibera di adozione del Piano di recupero e la raccolta di firme in calce ad un documento che chieda l’acquisizione del Loc del Sul da parte del Comune di Castelcovati ed un concorso di idee tra studi di progettazione perché si possa scegliere, tra i vari progetti presentati, quello che meglio di altri corrisponda alle esigenze pubbliche.

 I gruppi danno appuntamento ai loro aderenti

per il giorno 1 settembre 2010 alle ore 20,45
presso il Centro Civico di Via Marconi

per concordare e mettere a punto tempi e modalità di svolgimento delle nuove iniziative sul tema.

 

Rassegna stampa

Bresciaoggi del 06 agosto 2010

Bresciaoggi del 04 agosto 2010


lug 29 2010

Parco chiuso: una vergogna lunga due anni

Tag , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:54

In questi caldi giorni di fine luglio ricorre il secondo anniversario della chiusura del parchetto di Via Indipendenza, uno dei luoghi di Castelcovati tra i più frequentati da genitori, nonni e bambini.
Una comunicazione, probabilmente illegittima, del Sindaco, appesa al cancello serrato da un lucchetto, annunciava la momentanea chiusura del parco per motivi di sicurezza.
È certamente vero che questo luogo avesse bisogno di un importante intervento di messa in sicurezza, infatti durante il periodo del commissariamento nessuna delle annuali opere di manutenzione, da eseguirsi prima della sua riapertura, è stata effettuata e l’arredo presente risentiva indubbiamente di questa carenza oltre a mostrare qualche segno dell’usura.
Purtroppo a nulla sono servite la lettera inviata al Sindaco delle mamme, i disegni di protesta appesi alla recinzione nei giorni della chiusura, il parco resta sfrontatamente chiuso, anzi si è provveduto a smantellare progressivamente ogni arredo.
Così lo scorso mese di settembre, in occasione della riapertura della scuola materna Capitanio, abbiamo civilmente denunciato, con l’affissione di un semplice striscione “PARCO CHIUSO: CHE VERGOGNA!”, il vergognoso protrarsi della momentanea chiusura, affinché il silenzio non possa far diventare normale una situazione che in realtà normale non è, e facendoci portavoce di tutti quei cittadini ai quali è stato sottratto un bene pubblico.
Ma se le richieste legittime di mamme e bambini hanno ottenuto la più totale indifferenza di questa amministrazione, il nostro striscione no: ha prodotto ben due contravvenzioni!

La nostra contrarietà all’operato dell’amministrazione, manifestata da quello striscione, è stata multata richiamando un’improbabile violazione del codice della strada, avviando così una storia che ad oggi non ha ancora visto scritta la parola fine.
In data 02 settembre 2009 infatti è stata elevata la prima contravvenzione di € 394,60 a Luciano Onger, in qualità di capogruppo di Proposta per Castelcovati, dimenticando che da oltre un anno questi non ricopriva più la carica di Consigliere comunale e quindi tantomeno di Capogruppo.
Il 10 settembre, accortisi dell’errore in merito al destinatario oltre che di aver citato articoli errati del codice della strada, la polizia municipale scrive nuovamente a Luciano Onger scusandosi per la contravvenzione elevata e annullando la stessa. Contemporaneamente la stessa polizia municipale invia al Prefetto istanza di annullamento della contravvenzione in sede di autotutela, meccanismo che non funziona esattamente così, tanto è vero che la contravvenzione ha seguito l’iter previsto dalla legge, Luciano Onger ha dovuto incaricare un avvocato per il ricorso, e la sua causa è stata più volte oggetto di udienza dal Giudice di Pace di Chiari, per giungere il 16 aprile scorso all’archiviazione.
Il 23 settembre 2009, la seconda contravvenzione, sempre per presunte violazioni al codice della strada, per l’affissione del medesimo striscione viene recapitata ad Olivini Paolo. Ad oggi il ricorso di Paolo Olivini, che ha visto per ben 3 volte l’avvocato dello stesso e la polizia municipale comparire in udienza davanti al Giudice di Pace di Chiari non si è ancora concluso e nel corso dell’ultima udienza del 19 Luglio ne è stata fissata un’altra per il 18 ottobre.
Se la vicenda del balletto delle multe può apparire grottesca e ridicola, è in realtà l’emblema di come questa amministrazione non ammetta i propri errori, impuntandosi nelle proprie decisioni e facendo ricadere i costi di questo comportamento su tutta la collettività.
Infatti i privati cittadini hanno dovuto sostenere spese di avvocati che si sono presentati a numerose udienze; gli uffici della prefettura affrontare una pratica non di loro competenza; gli uffici comunali, dall’ufficio tecnico alla ragioneria, hanno dovuto accantonare il proprio lavoro per seguire questa inutile vicenda, oltre ai nostri vigili che, anziché svolgere le loro mansioni sul territorio, sono dovuti comparire numerose volte alle udienze di fronte al Giudice di Pace.
Che il nostro Sindaco si sia dimenticata di far parte di quel partito che, da sempre, proclama di farsi paladino della lotta agli sprechi e all’inefficienza della pubblica amministrazione?!

Ormai, a due anni dalla sua chiusura, è sempre più evidente che non vi era alcuna intenzione da parte di questa amministrazione di mettere mano alla messa in sicurezza di quel luogo, ma solamente la volontà di chiudere un luogo civilmente frequentato da calstelcovatesi ed immigrati.
La bella scusa della mancanza dei soldi, che questa amministrazione usa in ogni occasione, non regge ormai proprio più: nei giorni in cui si è deciso la sua chiusura il preventivo di spesa per la messa in sicurezza del parco ammontava a qualche migliaia di euro, sarebbe bastata la volontà di fare quell’opera e non si sarebbe dovuto cercare tanto per trovare le necessarie risorse.
Il bilancio del Comune negli ultimi due esercizi ha chiuso con importanti avanzi, in particolare nell’esercizio 2009, come emerge dalla relazione al consuntivo, ammontano a ben più di € 20.000,00 i fondi previsti ma non spesi per la gestione del territorio.
Così per non spendere alcune migliaia di euro, che restano ad ingrassare inutilmente l’avanzo, è stato smantellato un bene della nostra comunità e dilapidato il capitale lì investito nel tempo dalle diverse amministrazioni comunali che hanno promosso la fruizione di quel parco.
Poco importa se nel frattempo si sono buttate migliaia di euro in carte, contravvenzioni, revoche di contravvenzioni, memorie, ore di lavoro del personale costretto ad inseguire le udienze presso il giudice di pace, il tutto per assecondare le impuntature del Sindaco.
Come se non bastasse il Sindaco si è anche inventato il gettone di presenza per i genitori che hanno partecipato ai corsi, obbligatori lo scorso anno e facoltativi da quest’anno, dopo che il TAR ha sconfessato le scelte dell’amministrazione, spendendo a casaccio i soldi dei cittadini.
Viviamo davvero un brutto momento, con le amministrazioni comunali, prevalentemente a guida leghista, che fanno a gara nel frapporre ogni ostacolo alla presenza di cittadini stranieri sul territorio, incorrendo spesso in interventi della magistratura che condannano le loro scelte discriminatorie. In questa gara il nostro Sindaco, oltre a non disdire le prescrizioni più strampalate in ordine alla concessione della residenza ai cittadini stranieri, brilla per le motivazioni subdole, che sono anche segno di poco coraggio, per cui per presunti motivi di sicurezzqa chiude il parco, per elevare il livello culturale dei genitori di Castelcovati organizza corsi obbligatori e per rispetto rigoroso delle leggi i dei regolamenti nega il centro civico per lo svolgimento di corsi di italiano per le donne straniere. Ma va là…. !

Post sciptum: leggiamo sul Bresciaoggi (vedi articolo) dichiarazioni del Sindaco di Castelcovati veramente confortanti. Apprendiamo così, a due anni di distanza, che il parco non è stato chiuso per motivi di sicurezza, ma perché, due anni dopo, si sarebbe dovuto fare il PGT (preveggente!! Direbbe Bisio), come pure che il Sindaco, dopo aver scoperto, molto in ritardo, che il parco non è suo, intende condividere le scelte relative al suo fututo con il Consiglio di Amministrazione della Scuola Materna (democratica!!). Infine una dichiarazione che ci tranquillizza molto: non vi saranno colate di cemento nel parco (sic!), eventualità alla quale non avevamo mai nemmeno lontanamente pensato, ma che probabilmente era balenata nella mente di qualche intraprendente amministratore leghista. Adesso ci aspettiamo che in qualche futura uscita il Sindaco ci rassicuri che non verrà demolita la torre civica, che non verranno avvelenati i pozzi dell’acquedotto e così via (esilarante!!). Dulcis in fundo, veniamo tranquillizzati che nessuno spazio verde sarà sacrificato. Possiamo stare tranquilli: il parco rimarrà anche nei prossimi anni parco; non abbiamo ancora ben capito se tornerà ad essere un parco aperto o rimarrà un parco permanentemente chiuso (diabolica!!).

Rassegna stampa

Bresciaoggi del 18 agosto 2010


lug 16 2010

La piazza che non c’è / 5: esposto alla Procura

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:14

Iniziata in sordina molti mesi orsono, a lungo tenuta nascosta al Consiglio comunale ed ai gruppi di minorana, la vicenda del piano di recupero del Loc del Sul rischia di complicarsi ulteriormente e potrebbe creare non pochi problemi alla giunta leghista di Camilla Gritti Marini.

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In data odierna infatti Proposta per Castelcovati, a firma di Paolo Olivini, Luciano Onger e Marco Delpanno, ha presentato un corposo esposto di oltre 60 pagine alla Procura della Repubblica perché verifichi se nella condotta del Sindaco o di altri siano ravvisabili profili di responsabilità penale per tentato abuso d’ufficio o altri eventuali reati. Continua”La piazza che non c’è / 5: esposto alla Procura”


giu 22 2010

Riflessioni sul Consuntivo 2009

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:07

Il Consiglio Comunale di venerdì 18 giugno ha approvato il conto consuntivo del Comune di Castelcovati per l’anno 2009, quel bilancio che, redatto a fine esercizio con dati definitivi, fotografa un anno di vita amministrativa,  evidenziando come sono state reperite le risorse, quali somme sono state a disposizione degli amministratori e come siano state spese in servizi per i cittadini e opere pubbliche, oltre che ovviamente per tutte  le spese necessarie per far funzionare gli uffici comunali.
Il dato più rilevante è indubbiamente l’entità dell’avanzo di amministrazione, con le entrate  che hanno superato le spese del 2009 determinando un avanzo di amministrazione di 753.704,21 euro. Continua”Riflessioni sul Consuntivo 2009″


giu 03 2010

Dal Bresciaoggi del 30 maggio sulla piazza che vorremmo

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 11:18

Bresciaoggi di Domenica 30 Maggio 2010  pagina 19  PROVINCIA

CASTELCOVATI. Tregua fra i leader di opposizione

La voglia di piazza riaccende il feeling fra le minoranze

Scatta un happening di protesta contro il progetto del «Loc del sul»

di Massimiliano Magli

Due anni fa alcuni componenti della squadra di governo si dichiararano guerra facendo commissariare il Comune. Divorziati in casa si sono ritrovati sia pure percorrendo strade diverse sui banchi di minoranza della nuova Amministrazione civica guidata dalla Lega. E ora proprio «grazie» all’opposizione comune alla politica della Giunta, si sono ritrovati uniti.
A far riscoccare il feeling tra «Proposta per Castelcovati», «Castelcovati al centro» e «Impegno per Castelcovati» è la contrarietà al progetto di recupero del «Loc del sul». Sull’operazione Proposta aveva già sollevato eccezioni con accuse di irregolarità tecniche particolarmente gravi. Continua”Dal Bresciaoggi del 30 maggio sulla piazza che vorremmo”


mag 22 2010

Un colpo all’arroganza

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 14:43

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Rendiconto di una esperienza bella e coinvolgente

Quando decidemmo di organizzare un corso di lingua italiana per le numerose donne albanesi presenti nel nostro territorio, non immaginavamo certo che il Sindaco, seppur di fede leghista, avesse motivo di ostacolarci. Non lo pensavamo perché convinte che un’iniziativa simile andasse a beneficio di tutta la comunità e soprattutto non disturbasse nessuno, ma evidentemente eravamo in errore. Infatti, con pretesti via via più assurdi, ci è stato negato l’uso del Centro civico e velatamente suggerito di lasciar perdere. Ma grazie prima alla sensibilità del parroco e del curato, che ci hanno permesso di tenere le prime due lezioni in un’aula dell’oratorio e prestato poi i tavoli, poi alla generosità di un privato, che ha messo a disposizione alcuni locali abbiamo potuto far decollare il nostro progetto che sta volgendo al termine con successo.

Fin dall’inizio abbiamo avuto un buon numero di partecipanti che è progressivamente aumentato sino a raggiungere le 27 iscrizioni, cosa che ci ha rassicurate circa le qualità e la bontà del nostro impegno; essendo infatti alla nostra prima esperienza in questo campo avevamo un po’ di timore di non saperla gestire in maniera proficua. Invece eccoci qua con un’allegra e numerosa classe di donne desiderose di imparare la nostra lingua per integrarsi più facilmente nel paese in cui le varie circostanze della vita le hanno condotte a vivere.

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 Ogni mercoledì sera arrivano puntuali a piccoli gruppi, alcune accompagnate dai figli, e, dopo i saluti di rito, si da il via ai lavori. I bambini presenti si riuniscono a giocare in una saletta attigua insieme ad un paio di noi volontarie, mentre le “allieve” si concentrano sulla lezione. Continua”Un colpo all’arroganza”


mag 11 2010

Da Chiariblog sul polo logistico

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:09

Nell’ultimo consiglio comunale di fronte alle segnalazioni del rishio di escavazione abusiva nell’area interessata dal polo logistico il nostro Sindaco, con l’aria di chi la sa lunga, ci ha tranquillizzato che quegli scavi servono per le fondazioni dei plinti.

Riportiamo di seguito quanto comparso su Chiariblog, corredato di alcune foto scattate dall’alto, che evidenziano le dimensioni dei “plinti”, realizzati a confine.Il nostro dubbio è che si stia realizzando la Piramide di Cheope. Continua”Da Chiariblog sul polo logistico”


mag 11 2010

Pentole e coperchi

Tag , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:26

Presentata all’inizio come un’opera strategica, inserita all’interno di un progetto di area vasta, in grado di garantire la promozione turistica della nostra zona e trasformare il nostro paese nelle “cittadella sntistress” bla…. Bla…. Bla…. , ora la famosa bretella, quella che taglierà la campagna a nord di Castelcovati e porterà tutto il traffico in uscita dal futuro casello della Brebemi si rivela per quello che è, cioè un’opera “indispensabile per sostenere un progetto complesso come quello del Polo Sma-Auchan”. Queste sono le testuali parole pronunciate dal Sindaco nell’articolo di seguito riportato. Continua”Pentole e coperchi”


mag 05 2010

La piazza che non c’e / 4: pretendiamo chiarezza

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 22:05

Riportiamo di seguito l’articolo comparso oggi sul Giornale di Brescia in merito alla vicenda Loc del Sul e nel quale il Sindaco Camilla Gritti Marini annuncia di aver presentato ai carabinieri una querela contro Proposta per Castelcovati e L’altra Campana in quanto sostiene “mi hanno accusato di aver ritoccato una tavola del piano regolatore”.
Riteniamo necessarie alcune precisazioni in merito al contenuto e ai destinatari delle nostre critiche, che, sia chiaro, ribadiamo parola per parola. Continua”La piazza che non c’e / 4: pretendiamo chiarezza”


apr 13 2010

La piazza che non c’e: ma quale interesse pubblico?

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:43

Pubblichiamo di seguito l’articolo apparso oggi sul Giornale di Brescia. E’ interessante notare come il nostro Sindaco non entri nel merito delle critiche, ma si limiti a sostenere come il suo progetto rappresenti “il giusto compromesso tra interessi pubblici e interessi privati”.
Quanto all’interesse pubblico facciamo molta fatica ad intravvederlo in quel progetto per i seguenti motivi: Continua”La piazza che non c’e: ma quale interesse pubblico?”


apr 10 2010

Chi ci sta rubando la piazza?

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 11:28

Annunciato tramite stampa da un compiaciuto Sindaco, presentato da tutta la Giunta il giorno di Pasqua in pompa magna, il cosiddetto progetto della nuova piazza, in realtà poco più di un cortile, alla prova dei fatti si rivela un intervento edilizio anonimo ed inutile, che rischia di sprecare l’occasione, forse irripetibile, di ridisegnare l’urbanistica del paese, per perdersi invece nella miseria della solita speculazione edilizia.
Questo progetto infatti prevede la demolizione completa della storica cascina del Löc del Sul, la più centrale e la più integra tra le poche rimaste, e la costruzione di un enorme complesso residenziale di incerto stile architettonico di circa 12.240 mc, in base ai disegni che ci sono stati forniti, ulteriormente aumentabili grazie a premi volumetrici previsti dalle norme vigenti sul risparmio energetico.
l complesso, costituito da palazzi di 2 o 3 piani, che come si capisce chiaramente dal progetto potranno essere portati a 4 piani, si sviluppa con forma a L rovesciata a ridosso di via De Gasperi e di via Chiari. Racchiude un piccola corte interna attrezzata con solo 40 parcheggi (dei quali 20 già esistenti e 20 nuovi) e 480 mq di zona pedonale, che si apre verso il condominio Turrini (un palazzone di 4 piani senza pregio architettonico) e l’acquedotto vecchio. La nuova costruzione sottrarrà alla vista invece gli edifici più belli in piazza, proprio quelli che la demolizione del vecchio municipio ha fatto scoprire ai cittadini di Castelcovati sotto nuove prospettive.

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Proposta per Castelcovati è decisamente contraria a questo scempio urbanistico perché:

  • Questo progetto è la negazione dell’idea di piazza come centro di vita e di ritrovo della comunità, obiettivo che molte amministrazioni precedenti hanno perseguito a partire dai primi anni Novanta Continua”Chi ci sta rubando la piazza?”

mar 03 2010

L’area vasta perde i pezzi!

Tag , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:18

La tanto decantata area vasta, che avrebbe dovuto cambiare la vocazione del nostro paese, trasformandolo da polo dell’edilizia a polo del benessere, si sta lentamente sgretolando.
Costituita in fretta e furia dal Sindaco di Chiari, con la silente complicità del nostro Sindaco, per legittimare la realizzazione del polo logistico Auchan-sma, l’area vasta in pochi mesi ha dimostrato di essere quello che noi sin dal’inizio avevamo denunciato e cioè un bel castello di carta senza alcuna possibilità di essere concretamente attuato. Continua”L’area vasta perde i pezzi!”


feb 20 2010

Dal Giornale di Brescia sull’ICI

Tag , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 10:40

Giornale di Brescia del 20 febbraio 2010 pag 18 La Provincia

Castelcovati «Botta e risposta» sull’Ici

Le minoranze contestano le modalità con cui viene realizzata la verifica sull’imposta dovuta nel 2003

di Barbara Bertocchi

CASTELCOVATISugli accertamenti Ici, è scontro in questi giorni tra maggioranza e opposizione. I tre gruppi di minoranza consigliare - «Impegno per Castelcovati», «Castelcovati al centro» e «Proposta per Castelcovati» - contestano le modalità con le quali l’Amministrazione del sindaco Camilla Gritti sta gestendo l’operazione di verifica dei pagamenti dell’Imposta comunale sugli immobili che i cittadini avrebbero dovuto eseguire dal 2003. Numerose sono infatti, a loro avviso, le irregolarità compiute dal Comune (il cui braccio operativo è la comunità Fraternità) in fase di accertamento. Continua”Dal Giornale di Brescia sull’ICI”


gen 16 2010

Bresciaoggi del 16 gennaio e la stangata dell’ ICI

Tag , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 13:08

Bresciaoggi di Sabato 16 Gennaio 2010,  pagina 17 Provincia

IL CASO. I Comuni alla prese con la scarsità di risorse finanziarie

Ici, stangata preventiva sui terreni edificabili

Urago anticipa le destinazioni del piano di governo E castelcovati aggiorna le cartelle esattoriali

di Massimiliano Magli

Che non si tratti di cartelle pazze è sicuro, ma che diano alla testa dei cittadini che le ricevono è probabile. Accade a Urago e castelcovati, dove i Comuni hanno messo gli occhi sull’Ici consentita, ricorrendo a soluzioni differenti quanto analoghe per filosofia: colpire chi ha molto di più o chi non ha mai pagato. Continua”Bresciaoggi del 16 gennaio e la stangata dell’ ICI”


dic 26 2009

Polo nord, polo sud

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 10:01

Da molti mesi le pagine di cronaca dei quotidiani della nostra provincia si stanno occupando degli insediamenti di logistica di Chiari ed Azzano Mella, paesi nei quali le amministrazioni comunali sostengono con forza l’iniziativa, mentre le associazioni ambientaliste ed i comitati spontanei vi si oppongono con altrettanta decisione.
Ma nelle ultime settimane è intervenuta una significativa novità, la Lega Nord in provincia si è opposta formalmente alla realizzazione del polo di Azzano, provocando l’abbandono della seduta da parte del PdL e provocando una mezza crisi nella Giunta (leggi gli articoli Giornale di Brescia - BresciaOggi1 - Bresciaoggi2).
Non solo. Continua”Polo nord, polo sud”


dic 15 2009

Polo logistico: rassegna stampa

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 21:38

dal Giornale di Brescia, di martedi 15 dicembre:

Chiari polo logistico: nel 2010 le ruspe

dal BresciaOggi, di domenica 13 dicembre

I dubbi della provincia e l’occupazione tradita

Chiari: qui il polo logistico risana i conti comunali


nov 19 2009

Il “natale bianco” che insulta tutti noi

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:55

Su indicazione di alcuni navigatori del nostro sito riportiamo la lettera inviata al direttore di Repubblica da Francesca Comencini, relativa all’operazione White Christmas.

Dalle lettere a Repubblica di giovedi 19 novembre 2009

Il “natale bianco” che insulta tutti noi

di Francesca Comencini

Caro direttore, leggo sui giornali dell’operazione “White Christmas”, messa in atto dal sindaco di Coccaglio, che consiste nell’individuare, casa per casa, tutte le persone straniere non in regola e cacciarle, in vista del Natale. La notizia mi colpisce, non solo per l’idea di accoglienza, di cittadinanza e di cristianità che la sottende, ma anche perché Coccaglio è il luogo dove riposano i miei nonni, Cesare Comencini e Mimì Hefti Comencini. Per loro mi sento in obbligo di scrivere questa lettera. Continua”Il “natale bianco” che insulta tutti noi”


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