martedì 30 dicembre 2008 provincia pag. 15
SERVIZI. Dopo le lamentele di tante famiglie
La dote scuola? Ora la Regione attacca i Comuni
di Massimiiano Magli
Che fine ha fatto la «dote scuola»? Se lo chiede per prima la Regione Lombardia che l’ha erogata, «tirando le orecchie» a diverse amministrazioni comunali bresciane dopo la registrazione di numerose segnalazioni di famiglie che hanno lamentato varie difficoltà nell’impiego dei mini assegni per lo studio.
Con una nota informativa, il Pirellone ha ricordato che già con tre comunicazioni distinte ha «istruito» i comuni sulle novità intervenute con questo contributo, sollecitandoli a favorire il convenzionamento con la rete Accor (la società appaltataria del servizio di emissione dei mini assegni) da parte di quelle realtà (mense, aziende di autotrasporti, cartolerie ecc.) che non lo avessero ancora fatto. Continua”Bresciaoggi del 30 dicembre su “dote scuola””
lunedì 29 dicembre 2008 provincia pag. 19
CASTELCOVATI. Polemica famiglie-Comune
«La dote scuola? È arrivata tardi e serve a poco»
di Massimiliano Magli
Rappresenta una importante «boccata d’ossigeno» per molte famiglie titolari di redditi medi e bassi (oggi purtroppo sono sempre più numerose) che possono così alleggerire significativamente il proprio impegno finanziario per il mantenimento dei figli a scuola. Si tratta della «dote scuola», liquidata dalla Regione a migliaia di famiglie lombarde. Ebbene, tra i tanti comuni del Bresciano che beneficiano di questo aiuto, quello di Castelcovati è sicuramente tra quelli in cui la dote scuola serve meno.
Il motivo? La prima spiegazione è che la «dote» è arrivata solo alcuni giorni fa, in notevole ritardo, dunque sui tempi dell’acquisto dei libri di testo; ma se questo disguido si è verificato anche in molte altre realtà comunali, a Castelcovati la situazione che si è creata è davvero paradossale, perchè in questo paese i genitori non possono indirizzare i mini assegni per affrontare i costi della mensa scolastica, e neppure per ripagarsi del servizio di trasporto. Continua”Bresciaoggi del 29 dicembre su “dote scuola””
L’OBOLO DI STATO PER LE FAMIGLIE CHE NON ARRIVANO PIÙ A METÀ MESE
È COME DARE L’ASPIRINA A UN MALATO TERMINALE
I soldi per la spesa finiscono a metà mese. L’autonomia della busta paga scade, invece, alla fine della terza settimana per più di sei milioni di famiglie. Sono i dati allarmanti di un sondaggio Confesercenti-Swg.
La manovra finanziaria che dovrebbe rilanciare l’Italia, approvata in dieci minuti dal Consiglio dei ministri, riserva pochi spiccioli a famiglie e imprese. E soltanto per “una volta”. «I soldi non si buttano mai via», ha detto Bersani. «Ma ci sono modi meno disgustosi di darli». Così, dopo solenni proclami, la montagna ha partorito un topolino. Siamo all’obolo di Stato. «Misura debole», ha detto Casini, «che vuole accontentare tutti, senza riuscirci». Demagogia, più che l’inizio d’una politica familiare seria. Continua”Da Famiglia Cristiana”
Alcuni nostri lettori ci hanno segnalato l’ennesima bizzarria della Giunta leghista, che stavolta ha per oggetto la Dote Scuola.
Ma procediamo con ordine. La Regione Lombardia, con l’intento di sostenere la permanenza nel sistema dell’istruzione dei figli, ha istituito per l’anno scolastico 2008/2009 un aiuto economico a favore delle famiglie meno abbienti con figli in età scolare e degli studenti meritevoli, denominato appunto “Dote scuola”. Continua”Dote scuola: una nuova presa in giro per le famiglie”