gen 17 2012

Dal Bresciaoggi del 17 gennaio sull’ICI

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:38

Bresciaoggi di martedì 17 gennaio 2012 - PROVINCIA - Pagina 22
CASTELCOVATI. Il pronunciamento della Commissione tributaria «boccia» l´amministrazione

Stangata Ici, un boomerang: il sindaco rischia una batosta

di Massimiliano Magli
Accolti quattro ricorsi di cittadini per le imposte ritenute inique Per il Comune possibile scenario di reclami e rimborsi a «valanga»

stangata-ici-un-boomerangAlla «batosta» tributaria subita da alcuni contribuenti covatesi, ha fatto fronte nei giorni scorsi  una batosta giudiziaria, che questa volta ha colpito l´Amministrazione comunale.
A Castelcovati fa ancora rumore la forte contestazione sulle modalità di applicazione dell´Ici da parte della Giunta. E le quattro sentenze della Commissione tributaria, arrivate su altrettanti ricorsi promossi da aziende e privati, finiscono per sollevare un polverone, rischiando di compromettere l´intera operazione di riscossione con tanto di sanzioni promosse dal Comune.
A FAR NOTARE «il grave impasse in cui è caduto il Comune» è l´ex vice sindaco Luciano Onger, nonché delegato all´urbanistica. «Ho saputo, sentenze alla mano, del successo di quattro cittadini nel ricorso contro questa Amministrazione, per quelle che ritenevano gravi ingiustizie applicative».
I ricorsi hanno ottenuto sentenza nel 2011, da giugno a dicembre, e quanto si evince potrebbe mettere in difficoltà lo stesso Comune, qualora gli altri cittadini che non hanno fatto ricorso, molti dei quali per evitare ulteriori spese, facessero una sorta di class action contro il Comune.
«GLI IMPORTI che sono oggetto di sentenza - spiega Onger - ammontano a decine di migliaia di euro: cifre importanti. Inoltre la Commissione ha bocciato l´applicazione retroattiva dal 2009 al 2007 a fronte di due principi dominanti. Anzitutto la perizia utilizzata nell´individuare l´imponibile - spiega Onger - è stata fatta con metodo inaccettabile, perché ricostruisce il valore dell´area partendo dal valore finale del fabbricato, nell´ipotesi che tutta la volumetria utilizzabile sia realizzata. Questa è una follia - sostiene Onger -, perché basti immaginare che molti cittadini potrebbero preferire un giardino più grande, ma in tal caso pagano il giardino come se fosse edificato. In secondo luogo era richiesto, per individuare l´imponibile, una media con i valori di mercato. Il Comune ha previsto tale valore. Eppure - incredibile ma vero, non lo ha individuato numericamente».
Secondo Onger, inoltre, il Comune, avendo modificato il regolamento applicativo all´inizio del 2010, non avrebbe potuto applicare in via retroattiva tale modalità di calcolo.
«L´enorme ingiustizia di questo Comune - ha aggiunto l´ex vice sindaco - è che ha stravolto valori che erano già stati individuati dal Comune nelle precedenti Amministrazioni, con le Giunte di Aldo Onger e Roberto Orlandi: a quel punto i cittadini pagarono secondo quelle stime. Ora invece vengono trattati come scorretti, nonostante abbiano ubbidito a quanto prescritto loro dal Comune in quegli anni, con tanto di sanzioni».
A fronte delle recenti sentenze, Onger chiede al Comune di «restituire quanto tolto ai cittadini in modo ingiusto. Diversamente - ha concluso - si tratterà di somme con le quali dovranno fare i conti le future Amministrazioni».


nov 15 2011

Il piano di Governo del Territorio - parte 2

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 17:22

In data 11 luglio 2011 Proposta per Castelcovati presentava un’interrogazione di chiarimento su alcuni aspetti del PGT, i cui documenti solo recentemente sono stati forniti in forma completa, seguita da una risposta ufficiale da parte dell’assessore all’urbanistica. Di seguito pubblichiamo il testo di tale interrogazione integrato punto per punto dalle “puntuali ed esaustive” risposte dell’amministrazione (testo riquadrato). Si allega copia integrale dei documenti stessi.

1) Interrogazione sul P.G.T. presentata il 17/07/2011;
2) Risposta all’interrogazione dell’assessore all’urbanistica del 08/08/2011.

 

 INTERROGAZIONE SCRITTA ALL’ASSESSORE ALL’URBANISTICA
11 LUGLIO 2011

 Proposta per Castelcovati
Gruppo consiliare

Alla cortese attenzione
dell’Assessore all’Urbanistica
di Castelcovati

Oggetto: interrogazione su alcuni aspetti del PGT

Ai sensi dell’art. 24, comma 3, del Regolamento del Consiglio comunale del Comune di Castelcovati, chiedo che alla seguente interrogazione non venga data risposta in Consiglio comunale, ma in forma scritta.

Al fine di meglio comprendere le motivazioni tecniche e/o politiche che hanno condotto codesta Amministrazione ad alcune scelte contemplate nella proposta di PGT che presto verrà portata all’attenzione del Consiglio comunale per l’adozione, sono a chiedere chiarimenti su alcuni aspetti del documento in oggetto.

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Oggetto: risposta all’interrogazione del gruppo consigliare “Proposta per Castelcovati” del 11/07/2011 prot. N. 7901.

…[omissis]….

Leggendo attentamente il contenuto dell’Interrogazione da voi proposta alla mia attenzione, mi chiedo se il gruppo di minoranza “Proposta per Castelcovati” abbia avuto qualche rappresentante nelle varie commissioni e se sia stato rappresentato da qualche Consigliere Comunale nelle riunioni tenute nelle sedi opportune.

Il contenuto della vostra interrogazione ha già, in parte avuto risposta implicita o esplicita nelle riunioni sia pubbliche che in quelle ristrette ai soli Consiglieri Comunali, ma non ricordo un solo intervento del capogruppo di Proposta per Castelcovati, il sig. Paolo Olivini, sempre rimasto taciturno e non collaborativo nelle scelte illustrate, che talvolta hanno prodotto giuste e puntuali osservazioni costruttive dagli altri gruppi di minoranza.

Rimango convinto che l’atteggiamento del vostro gruppo, non collaborativo, abbia cercato di ritardare l’adozione di questo importante documento, che dovrà risolvere alcune situazioni di degrado urbano dovute a scelte urbanistiche del passato non opportune per le caratteristiche del nostro territorio e della nostra gente.

…[omissis]….

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 Sviluppo del tessuto urbano

A fronte delle limitate risorse economiche a disposizione delle amministrazioni locali, oggi più che mai lo sviluppo urbanistico di un paese è legato all’iniziativa privata, ma, al contempo, compito fondamentale in capo all’ente pubblico è il coordinare e indirizzare tali iniziative in modo da raggiungere finalità di interesse collettivo e promuovere uno sviluppo sostenibile del territorio.

Dunque:

a) Si è considerato che il PGT proposto pianifica uno sviluppo frammentato e dispersivo degli ambiti di trasformazione residenziali, creando alcuni “inutili” ampliamenti in zone non strategiche per il completamento del tessuto urbano?

b) Si è considerata l’opportunità di concentrare le nuove aree edificabili nelle zone del paese dov’è necessario il completamento delle reti viarie e tecnologiche o il potenziamento degli standard urbanistici carenti o addirittura assenti?

c) Si è considerata la pessima situazione infrastrutturale del quadrante sud-ovest del paese dove sono localizzate anche le strutture pubbliche dell’isola ecologica e del depuratore?

d) Si è considerato che in alcune zone quasi completamente urbanizzate sono presenti ampie aree verdi abbandonate o ancora coltivate che creano problematiche urbanistiche non indifferenti (via Roma, via Fontanone-via Fermi,…), sulle quali considerare l’opportunità di individuare ambiti di trasformazione alternativi a quelli proposti?

e) Si è validamente considerata la possibilità strategica di introdurre piani attuativi d’ufficio laddove si è riscontrato il disinteresse della proprietà privata a promuovere interventi aventi importanti ricadute positive per lo sviluppo omogeneo del paese?

f) Si è considerata l’opportunità di continuare la riqualificazione urbanistica dei quartieri residenziali al cui interno insistono realtà artigianali o industriali (o edifici dismessi) tramite piani di recupero, anche incentivati con il cambio di destinazione d’uso da terziaria o produttiva a residenziale, che permettano lo spostamento delle attività produttive in zone specificamente adibite?

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 Volevo ricordarvi che l’avvio della procedura per l’attuazione del P.G.T. è iniziata nel 2008, pochi mesi dopo il nostro insediamento. Considerando che non mi ritengo un fannullone, nel corso dei tre anni che sono passati e che ci hanno portato all’adozione del P.G.T. il 20 Luglio scorso, si sono tenuti innumerevoli incontri e sono state fatte diverse considerazioni per ottenere un P.G.T. di qualità indirizzato al miglioramento della vita, mettendo a disposizione un maggior numero di servizi per la collettività.
Certo non posso pensare che le nostre scelte coincidano con le vostre aspettative, ma questo evidenzia l’unicità del documento proposto e sottolinea anche la poco affinità tra il nostro pensiero politico e il Vostro.

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Costi delle nuove urbanizzazioni

Nel presumibile tentativo di aumentare la qualità delle nuove edificazioni, il PGT proposto prevede per gli ambiti di trasformazione residenziali una sostanziale diminuzione della capacità edificatoria, rispetto agli indici attuali, di circa il 40-50 %.
Per contro, non solo è stato aumentato di circa il 50% il costo delle monetizzazioni degli standard urbanistici non reperiti, ma si impone un nuovo onere di urbanizzazione (il cosiddetto “standard di qualità”) che, seppur necessario per reperire nuove risorse per investimenti, viene però applicato in modo esoso, prevedendo una quota variabile fra i 90 e i 120 €/mq di superficie lorda di pavimento.
Considerando la congiuntura generale, i costi di costruzione in continuo aumento e la perdita di potere d’acquisto dei salari medi, queste scelte rischiano di essere strategicamente e socialmente fallimentari.

Infatti:

a) Si è considerato che l’aumento sproporzionato dei costi e degli oneri, unitamente alla diminuzione del prodotto finale vendibile, potrebbe rendere economicamente insostenibili gli investimenti sugli ambiti di trasformazione, disincentivandoli e congelando di fatto lo sviluppo urbano del paese?

b) Si è considerato che la netta diminuzione degli indici edificabili costringerebbe il possibile investitore privato a realizzare tipologie edilizie di categoria alta e medio-alta aventi prezzi d’acquisto difficilmente accessibili alle famiglie a medio reddito o alle giovani coppie?

c) Si è considerato che l’imposizione di standard di qualità tra i 90 e i 120 €/mq di superficie lorda di pavimento porterà, in piena crisi del mercato immobiliare, ad un aumento di circa il 5-6% del prezzo finale delle case?

d) Si è considerato che, di fronte alle difficoltà economiche di sempre più ampie fasce della cittadinanza, sarebbe opportuno promuovere un piano di edilizia sociale, destinando da subito una quota delle nuove aree edificabili all’edilizia convenzionata?

e) Si è considerata l’opzione di ridurre in maniera meno sensibile rispetto a quelli vigenti gli indici edificabili degli ambiti di trasformazione residenziali, riducendo il numero e/o le superfici degli stessi, in modo da mantenere inalterata la popolazione insediabile, ma creando le condizioni generali sia per ottenere una sostenibilità economica più favorevole degli interventi edificatori, sia per ridurre l’impatto ambientale attraverso un minor consumo di suolo?

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 Gli indici edificatori non sono stati ridotti del 40-50% come da voi riportato, ma bensì di un 25%. Questi dati appaiono evidenti nel Documento di Piano e non riesco a capire, alla luce di questo vostro abbaglio, come quindi abbiate valutato l’insostenibilità dell’attuazione dei nuovi ambiti di trasformazione.
Comunque proseguo nel chiarirvi che, a scomputo opere, gli oneri di urbanizzazione primari e secondari, negli ambiti di trasformazione, non verranno più corrisposti all’Amministrazione. Precedentemente con il P.R.G. venivano scomputati solo gli oneri primari. Si consideri inoltre che in realtà la trasformazione da terreno agricolo a terreno edificabile avveniva solitamente con atti d’obbligo dove il privato cedeva, oltre alle aree a standard, anche quota parte del terreno destinato all’edificazione (cosa avvenuta anche a Castelcovati vedasi P.L. via dell’Industria, P.L. di Via Cizzago). Sommando questi due costi per l’imprenditore si arriverà allo standard di qualità introdotto dalla legge 12/2005. Comunque i valori degli standard di qualità sono variabili e al momento della loro applicazione l’Amministrazione valuterà in base alle esigenze e in base al mercato.

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 Considerando che nella risposta sopra riprodotta ci viene sottolineato un presunto abbaglio, di seguito si propone una tabella riassuntiva delle variazioni degli indici edificabili nel passaggio dal PRG al PGT precisando che nell’interrogazione ci riferivamo alle aree C di espansione.

N.B. Poiché il PGT ha modificato il nome di alcune tipologie di destinazione d’uso e l’unità di misura (mq/mq invece di mc/mq) la seguente tabella è stata sviluppata confrontando le tipologie equivalenti e ragguagliando gli indici moltiplicando le superfici per l’altezza virtuale di 3.00 metri

 

 

DESTINAZIONE AREA

 

INDICI VOLUMETRICI P.R.G.                    [mc/mq]

 

INDICI VOLUMETRICI P.G.T.                    [mc/mq]

 

VARIAZIONE INDICI VOLUMETRICI [%]

B 1.0

2.00

1.50

-25.00%

B 2.1

1.80

1.20

-33.33%

B 2.2

1.50

1.20

-20.00%

C                                 Ville Bifamiliari

1.0

0.60

-40.00%

C                              Ville a Schiera

1.1

0.60

-45.45%

C                              Palazzine

1.2

0.60

-50.00%

Cambi di destinazione in zona B

Si evidenziano nel PGT proposto alcuni cambi di destinazione d’uso di aree che il PRG prevedeva come agricole, senza l’individuazione di ambiti di possibile trasformazione (ad esempio, area in via A. Moro, delimitata a nord da via Pascoli; area a nord di via De Gasperi, delimitata dall’ambito di trasformazione E).

a) Si desiderano conoscere le motivazioni e gli strumenti utilizzati che giustifichino tale procedura, specificando contenuti ed estremi identificativi di eventuali accordi con i privati interessati.

b) Rispetto all’area contigua all’ambito di trasformazione E, si vuole sapere se il cambio di destinazione ha comportato aumenti volumetrici già utilizzati dal privato che sta costruendo in area collegata a quella di cui si tratta.

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Il cambio di destinazione di alcune aree senza l’individuazione di ambiti di possibile trasformazione è stato reso possibile tramite la stesura di atti unilaterali d’obbligo da parte del privato nei confronti dell’Amministrazione, e in considerazione della contenuta estensione territoriale. Sono stati in ogni caso applicati i criteri di degli oneri secondari riportati nel Piano dei Sevizi.
I documenti sono a disposizione presso gli uffici.
Per il punto b), vi chiarisco che non sono stati rilasciati bonus volumetrici, ma è stata steso un atto unilaterale d’obbligo
.

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Ambiti di possibile trasformazione

a) E’ possibile conoscere i contenuti degli accordi stipulati con i proprietari delle aree interessate dai singoli ambiti di possibile trasformazione (atti unilaterali d’obbligo, ecc.), indicandone gli estremi e il numero di protocollo?

b) In particolare si desidera acquisire informazioni sull’operazione alla base dell’ambito di possibile trasformazione F: quali gli impegni del privato e quale la motivazione della creazione di una striscia edificabile parallela a via Caravaggio?

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Come ho detto in Consiglio Comunale sono pervenute n. 39 richieste/proposte da parte dei cittadini, n. 14 entro il termine e n. 25 fuori dai termini; non vi sono accordi con i cittadini, tutto è alla luce del sole, le richieste sono protocollate, elencate e conservate all’ufficio tecnico del Comune di Castelcovati e su richiesta è possibile consultarli.
Nell’ambito di trasformazione “F” nella scheda allegata sono espressamente riportati gli impegni che il privato si assume in caso di attuazione dell’ambito.
La striscia edificabile che l’Amministrazione otterrebbe, servirebbe unendo a quella già di proprietà prospiciente via Caravaggio, ad ottenere un ambito residenziale di iniziativa pubblica da riservare ad una edilizia convenzionata.
Mi domando, ma c’era qualcuno di voi alle riunioni?

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Piani di recupero in zona D1

a) Mentre per i piani di recupero nn. 1, 2, 4 e 6 vengono dettagliate le destinazioni d’uso all’art. 28 delle norme tecniche di attuazione del Piano dei servizi, per i piani 3 e 5 nulla viene specificato. E’ possibile conoscere la motivazione di tale differente trattamento di casi simili e, soprattutto, sapere cosa sarà possibile realizzare su tali aree?

b) Quali motivazioni hanno indotto ad individuare proprio un piano di recupero relativamente all’attuale municipio (oltre alla nota volontà di alienarlo)? E ancora, perché il suo perimetro comprende anche la superficie a parcheggio antistante (cioè standard già esistenti)? In altri termini: che tipo di operazione è prevista su questa area e che tipo di edificio potrebbe essere realizzato in sostituzione dell’esistente?

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 a) Anche le aree individuate come piani di recupero in zona D1 ai numeri 3 e 5 hanno le stesse destinazioni indicate nell’art. 28, si è verificato un errore di battitura che dovrà essere modificato in sede di osservazioni.

b) I motivi sono evidenti e tutto è legato alla costruzione del nuovo Municipio.

Spero di essere stato esaustivo nelle risposte, rimango a disposizione per confronti costruttivi.

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Ringrazio per la cortese risposta che vorrà dare.

Distinti saluti.
Castelcovati, 11 luglio 2011

 

Paolo Olivini
capogruppo

 


nov 09 2011

Il Piano di Governo del Territorio - parte 1

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:19

Lo scorso 20 luglio il Consiglio comunale di Castelcovati ha adottato il nuovo Piano di Governo del Territorio (P.G.T.), lo strumento urbanistico che ha sostituito il vecchio Piano Regolatore Generale (P.R.G.). Il P.G.T. è composto da una serie di documenti e tavole, frutto di un lungo percorso che ha impegnato l’Amministrazione per oltre due anni.
Vari sono stati i passaggi formali attraverso i quali il P.G.T. è passato, fino ad assumere la forma che è stata portata in Consiglio.Purtroppo, ai vari appuntamenti, nonostante gli avvisi e gli inviti, pochi cittadini hanno presenziato, sostanzialmente solo alcuni dei tecnici del paese e pochissime persone che avevano qualche interesse in gioco. E questo è un peccato poiché la programmazione urbanistica del territorio del proprio paese non è cosa da poco, avendo conseguenze significative per tutti i residenti e per molto tempo.

Inoltre, la “costruzione” del P.G.T. non avviene tutti i giorni, ma è un evento straordinario. Per questo, maggiore è la partecipazione e l’attenzione prestata dai cittadini, minore è la possibilità per l’Amministrazione comunale di fare scelte sbagliate o nell’interesse di pochi. Proposta per Castelcovati ha promosso anche un’assemblea pubblica sul tema, ma anche in questa occasione la presenza di concittadini è stata scarsa.

Ma, dall’altro lato, si è avuta l’impressione che la maggioranza che amministra Castelcovati abbia voluto semplicemente passare il più rapidamente possibile da una fase all’altra dell’iter previsto, senza darsi il tempo e soprattutto darlo alle minoranze per analizzare insieme, con il dovuto approfondimento, i tanti aspetti implicati di un documento tanto complesso quanto importante.

Forse anche i gruppi di opposizione avrebbero potuto pretendere confronti più mirati e specifici, ma nelle commissioni e nelle occasioni pubbliche di presentazione del lavoro svolto, tranne le esposizioni chiare ma per forza di cose riassuntive dei tecnici incaricati, la parte politica si è tenuta molto in secondo linea, non indicando le motivazioni che hanno condotto l’Amministrazione a fare una scelta piuttosto che un’altra rispetto alle singole questioni. Questo modo di fare ha frenato anche nelle minoranze ogni stimolo all’approfondimento in dette sedi.

Un nostro legittimo tentativo di avere almeno qualche informazione e chiarimento su alcuni specifici punti attraverso un’interrogazione scritta all’Assessore all’Urbanistica non solo ha prodotto una risposta reticente e provocatoria su molte questioni, ma è stato anche interpretato come un tentativo di intralciare i lavori della maggioranza e di ritardare l’adozione del P.G.T.. Ma ciò è semplicemente ridicolo, perché ci conferisce un potere che non abbiamo: loro hanno i numeri per fare ciò che vogliono, quando vogliono e come vogliono; tant’è che hanno portato il documento all’attenzione del Consiglio comunale secondo i tempi da loro prestabiliti.

Dopo l’adozione e il periodo di deposito di un mese in cui i cittadini possono presentare delle osservazioni alle previsioni contenute nel P.G.T., il documento tornerà in Consiglio per una seconda votazione, durante la quale anche le singole osservazioni verranno votate. Se accolte, tutte o in parte, andranno a modificare l’originaria stesura del P.G.T., che verrà approvato definitivamente e sarà il nuovo Piano di Governo del Territorio di Castelcovati.

Prossimamente sul sito verranno pubblicati e messi a disposizione i vari documenti prodotti da Proposta per Castelcovati riguardanti il P.G.T.


ott 29 2011

Il programma delle iniziative per il rientro delle salme

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 14:15

Pubblichiamo in allegato il programa delle iniziative organizzate nei giorni 4 e 5 novembre  per accogliere il rientro delle salme dei nostri caduti.

A noi pare il modo più nobile e significativo per celebrare
i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Scarica file locandina 

Riportiamo di seguito i dati anagrafici e le fotografie dei nostri caduti

nodari-paolo

Nodari Paolo  10 ottobre 1915 - 15 aprile 1944

brescianelli-giovanni

 Brescianelli Giovanni  3 gennaio 1917- 10 giugno 1945

 

 

Riportiamo infine articolo pubblicato dal Bresciaoggi dedicato al rientro delle salme dei caduti di Castelcovati e Paderno Franciacorta.

Bresciaoggi di venerdì 28 ottobre 2011 - PROVINCIA - Pagina 18

DOPPIA CERIMONIA. Sepolti nei cimiteri di guerra in Germania, il rimpatrio è stato ostacolato per decenni

A casa le salme di quattro soldati. Un´attesa durata quasi settant´anni

di Massimiliano Magli

28_18_bso_f1_391 Due urne vicine vicine, sopra il tricolore, a fianco le foto che li ricordano giovani e belli, quanto sfortunati. Dopo oltre un anno di tentativi sono finalmente arrivate a Castelcovati le salme di Giovanni Brescianelli e Paolo Nodari, i soldati covatesi morti in Germania, per i quali Comune, famiglie, Avis e associazione Combattenti e reduci avevano intrapreso una crociata burocratica affinché potessero essere sepolti nel cimitero del paese. Da ieri mattina i resti mortali dei due militari sono nella cappella centrale del camposanto riservata  ai sacerdoti.
Un omaggio ai caduti prima di procedere con la sepoltura che il Comune ha voluto avvenisse nei blocchi loculari delle rispettive famiglie. Dunque un vero e proprio ricongiungimento, come ricorda anche la nipote di
Brescianelli, Maria Benedini: «La prima a cercare la sepoltura in Germania di Giovanni fu la moglie Virginia: lo trovò dieci anni fa, ma non si azzardò a tentare un rientro tanto difficile. La beffa è che se n´è andata un anno e mezzo fa, proprio mentre iniziavano le operazioni per tentare il rientro.
Castelcovati così si prepara ai festeggiamenti in programma per il 4 e il 5 novembre: nella serata del 4, alle 20.45, sarà la scuola media a ricordare con una rappresentazione al teatro parrocchiale tutti i caduti covatesi. il 5 novembre, alle 15.30, i funerali dei due soldati a 60 anni dalla loro scomparsa. «Per noi è un grande orgoglio - ha ricordato il sindaco Camilla Gritti - poter riabbracciare chi ha lottato ed è morto per l´Italia. Ci togliamo un peso, vista la grande fatica fatta per riaverli».
Da Castelcovati a Paderno, i resti di altri due soldati sono tornati dalla Germania: il marinaio Fausto Archetti, classe 1923 ed il fante Battista Zanini, classe 1918. Mercoledì di buona mattina Luigi Archetti, fratello di Fausto, Andrea Zanini figlio di Battista ed il vicesindaco Enrico Mazzoldi, sono andati a Malpensa per accogliere le salme. «Stiamo provando un´emozione indescrivibile dicono i parenti dei due soldati -. Dopo così tanti anni avevamo perso la speranza di riportarli in patria. Invece un bel giorno ci ha contattato il vicesindaco Mazzoldi dicendoci della possibilità di far tornare a Paderno le spoglie dei nostri congiunti. Un bel gesto che abbiamo molto apprezzato». Ora le  salme dei due soldati riposano nella sala mortuaria del cimitero in attesa delle celebrazioni solenni
che la pubblica amministrazione ha organizzato dal 3 al 6 novembre prossimi. Per l´occasione da giovedì 3 a sabato 5 novembre la sala consigliare del municipio diverrà la camera ardente dove riposeranno le spoglie dei due soldati. Domenica 6 novembre, invece si svolgerà la cerimonia ufficiale.


apr 22 2011

La legalità: una ferita sempre aperta

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 17:48

Recentemente Brescia è balzata all’onore della cronaca locale e nazionale per il presunto caso di tangenti avvenuto nel comune di Castel Mella, volto a favorire la realizzazione dell’ennesimo centro commerciale in una zona con vincolo paesaggistico-ambientale, che ha portato all’arresto per corruzione di un imprenditore, un progettista e due assessori.
Leggendo questa notizia non ho potuto non pensare che la legalità oggi è ancora una ferita aperta, dolorosa e sanguinante; e non riguarda solo alcune realtà locali o politiche, ma in modo ironicamente “democratico” coinvolge trasversalmente l’intera società italiana.
Nonostante tangentopoli che nel bene o nel male aveva comunque rappresentato un periodo positivo di trasformazione in cui si era respirato il desiderio di cambiamento e di rinnovamento della società; oggi a pochi anni di distanza da tali eventi si percepisce invece un clima negativo, come di rassegnazione davanti agli inevitabili “vizi italiani” della raccomandazione, della tangente, della connivenza fra politica ed affari o dell’abuso del potere amministrativo a fini personali.
Nonostante la battaglia della legalità sembri una lotta contro i mulini a vento, sono sinceramente convinto che se l’Italia vuole veramente risorgere economicamente e socialmente deve riuscire a superare questo fardello del suo malcostume storico che uccide la libera concorrenza, crea lobby di potere ed ingiustizie, bruciando risorse territoriali, economiche ed umane.
Sono altresì convinto che il cuore di questa battaglia, con tutto il rispetto per la magistratura e la polizia, non si combatta di fatto nelle aule dei tribunali, ma nella mente della gente perché alla cultura dell’illegalità va sostituita la cultura della legalità; investendo sulla scuola, la cultura e l’educazione delle generazioni future. Bisogna altresì che anche il singolo cittadino riscopra l’importanza dell’impegno civico, dell’attenzione per la res publica, perché la gestione delle risorse e dei patrimoni pubblici non è qualcosa che riguarda pochi, ma è una questione che primo o poi coinvolge tutti, anche chi è indifferente. Ovunque infatti ci può essere una “Linea del Piave” della legalità da difendere, anche nelle piccole realtà locali.

Marco Delpanno

Rassegna stampa

Bresciaoggi del 21 aprile 2011

Giornale di Brescia del 21 aprile 2011


mar 21 2011

Nuova piazza e nuovo municipio: i conti non tornano!

Tag , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:05

Il 29 novembre 2010 in Consiglio comunale l’ Amministrazione in carica ha adottato l’ennesima variante al contestato progetto della piazza, raccogliendo il voto contrario del gruppo di Proposta per Castelcovati.

Sorvolando sulle irregolarità procedurali che viziano questo provvedimento, vogliamo sottolineare ancora una volta l’impossibilità di avere un confronto costruttivo con questa maggioranza, che nega alle minoranze e ai castelcovatesi tutti la possibilità di partecipare, trattandoli da meri sudditi invece che da cittadini.

Infatti, la variante sviluppata in gran segreto (anche se voci di bar erano già circolate), è stata presentata in Commissione urbanistica martedì 23 novembre; le copie del progetto sono state consegnate ai consiglieri di minoranza solo giovedì 25 e lunedì 29 il tutto è stato portato in Consiglio comunale, senza lasciare né il tempo per una valutazione adeguata, né la possibilità di dare indicazioni migliorative.

Dunque, nonostante le numerose critiche ricevute, nonostante la raccolta di oltre 800 firme condotta all’ insegna dello slogan “MENO METRI CUBI - PIù SERVIZI” e il vasto malcontento nei riguardi del progetto della piazza, il comportamento dell’Amministrazione non è cambiato, persistendo in scelte che denotano superficialità e prepotenza.
Di fronte a questo modo di fare, a nulla servono le finte aperture alle minoranze, cioè delle modifiche marginali apportate al progetto, perché purtroppo non sono che modifiche di facciata, che non cambiano le criticità dell’intervento, ma anzi le aggravano.

Infatti:

  • i volumi restano elevati (9200 metri cubi) ed eccessivi per una corretta riqualificazione del centro storico;
  • la piazza progettata è ancora troppo piccola, inutile per togliere il mercato dalle strade ed esigua per lo svolgimento di manifestazioni pubbliche;
  • non si è valutato quali servizi pubblici manchino o siano carenti a Castelcovati e di conseguenza non ne è stato previsto l’inserimento nell’intervento;
  • i parcheggi sono pochissimi e gravemente insufficienti, soprattutto con l’annunciata previsione di spostare in questo contesto il municipio;
  • non si è pensato di realizzare un ampio parcheggio sotterraneo con autorimesse da vendere anche ai privati residenti nel centro storico per poter risolvere o mitigare la carenza di garage delle abitazioni della zona;
  • non si è trovato posto per realizzare un po’ di verde pubblico (un piccolo parco), ma lo si è limitato a delle semplici e scarne aiuole.

L’Amministrazione si ostina, dunque, a portare avanti un progetto mal concepito, che si lascia scappare l’occasione unica e irripetibile di incidere positivamente sul nostro centro storico.

Anche la proclamazione sui giornali della costruzione del nuovo municipio suona più come l’ennesimo atto di propaganda, un colpo di scena per raccogliere consenso e distrarre l’attenzione dai punti critici e delicati del progetto.
Può essere affascinante l’idea di avere il municipio in pieno centro storico, ma ciò può e deve avvenire all’interno di un progetto di alto livello, che consideri attentamentele ricadute urbanistiche ed economiche (oltre alle vere necessità e urgenze del paese), e non come la facciata presentabile, utile per mascherare un’operazione che darà enormi vantaggi all’operatore privato che la realizzerà.

I nostri amministratori dovrebbero spiegarci perché la priorità fra le opere pubbliche sia diventata improvvisamente la costruzione dell’ ennesimo municipio, tanto da accendere un mutuo per alcuni milioni di euro che bloccherà per anni il bilancio e la libertà d’azione del Comune, a scapito della sistemazione e della messa in sicurezza impiantistica e antisismica degli edifici scolastici, che sono la vera priorità.

A livello economico sorgono molti dubbi, in quanto emergono dati preoccupanti:

  • dopo che più volte il Sindaco ha dichiarato l’impossibilità di comprare il Löc del sul per mancanza di soldi (costo: circa 1 milione di euro), sorprende il fatto che non esiti ad affrontare un mutuo di 2.400.000 euro per acquistare dall’operatore privato il municipio;
  • considerando che il Comune conferisce un’area e una volumetria di sua proprietà del valore di circa 800.000 euro, che ha già affrontato le spese della demolizione del vecchio municipio per 50.000 euro, che conteggia in maniera maldestra gli oneri di urbanizzazioni facendo di fatto uno sconto di 100.000 euro di monetizzazioni e che prevede anche di spendere 325.000 euro di urbanizzazioni per la piazzetta, si ha che l’intera operazione costerà alla comunità (tolta l’IVA) ben 3.435.000 euro e quindi si comprerà l’immobile finale (1.400 mq commerciali) al prezzo di 2.450 €/mq, quando a Castelcovati il prezzo di mercato per gli uffici nella stessa zona è al massimo 1.700 €/mq!

Di fronte a queste cifre sorgono legittime domande e preoccupazioni:

  1. Perché, se il Comune può impegnare un tale capitale, non agisce direttamente nell’acquisto e nella sistemazione dell’area realizzando la piazza, i parcheggi e i servizi pubblici, attuando un progetto che sia veramente di interesse pubblico e che risolva i problemi del centro storico?
  2. Perché si adotta un progetto che danneggia per circa 1 milione di euro il patrimonio pubblico a favore di un operatore privato ad oggi sconosciuto?

In attesa di risposte chiare e soddisfacenti dall’Amministrazione, Proposta per Castelcovati non esiterà a promuovere nelle opportune sedi iniziative di tutela del vero interesse pubblico.

Nel frattempo chiediamo di confermare il mutuo, ma per finanziare le vere priorità, che sono:

  • acquistare l’area del Löc del sul dai Turrini e avviare una seria progettazione urbanistica dell’intervento;
  • dotare il paese di scuole elementari adeguate da ogni punto di vista (dimensionamento, funzionalità, sicurezza);
  • realizzare gli alloggi per anziani nell’area del Löc del Pio.

mar 14 2011

VIVA L’ITALIA UNITA

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:39

Il 17 marzo 2011 si festeggiano i 150 anni dell’ Unità d’Italia, proclamata ufficialmente il 17 marzo 1861 quando Vittorio Emanuele II è stato nominato Re d’Italia “per grazia di Dio e volontà della nazione“. Il Consiglio dei Ministri ha nominato un Comitato interministeriale per le celebrazioni, al quale è affidato il compito, in accordo con le Amministrazioni regionali e locali interessate, di organizzare le attività di pianificazione e preparazione degli eventi legati alla celebrazione di questa importante ricorrenza. Come logo dell’anniversario sono state scelte tre bandiere tricolore che rappresentano i giubilei del 1911, 1961 e 2011, in un collegamento ideale tra le generazioni. La valenza simbolica delle celebrazioni, inoltre, vuole essere la rappresentazione dell’identità e dell’unità nazionale.

Il percorso che ha portato alla formazione del Regno d’Italia è iniziato dopo il Congresso di Vienna del 1815, ma il regno è stato istituito dopo la fine della Seconda Guerra di Indipendenza e la spedizione dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi. Alla fine della Seconda Guerra di Indipendenza, infatti, il Regno di Sardegna comprendeva i territori attuali di Valle d’Aosta, Piemonte, Sardegna, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria e Toscana. Nel 1860 è stata poi organizzata la spedizione dei Mille: Garibaldi è partito da Quarto il 5 maggio e sbarcato l’11 maggio a Marsala.

mille

Nel frattempo il Comitato per l’Unità Nazionale di Napoli cercava di conquista della capitale. Ad agosto la Basilicata si è unita al Regno d’Italia. Sempre ad agosto Giuseppe Garibaldi ha attraversato lo stretto di Messina e la Puglia ha dichiarato decaduti i Borbone con l’insurrezione di Altamura. Il 7 settembre 1860 è entrato a Napoli, ormai abbandonata dal re Francesco II di Borbone. Nel mese di ottobre una serie di plebisciti hanno stabilito l’annessione dei territori delle Due Sicilie al Regno Sabaudo.

Nel 1861, con la prima convocazione del Parlamento Italiano, è stato così proclamato il Regno d’Italia, al quale mancavano ancora Veneto e Friuli, Roma, Trentino-Alto Adige e Venezia Giulia, territori che sarebbero entrati negli anni successivi. Lo Statuto Albertino, che era stato promulgato da Carlo Alberto di Savoia il 4 marzo 1848, viene esteso a tutto il regno per definire le caratteristiche della nuova monarchia costituzionale. Il Regno d’Italia nasceva quindi come ingrandimento del Regno di Sardegna. Il nuovo regno è stato riconosciuto dagli stati esteri e si è diffusa l’idea che una Italia unita avrebbe potuto rappresentare un elemento di stabilità per l’intero continente.


mar 07 2011

Le nostre riflessioni sul Piano di Governo del Territorio

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 23:41

A metà dicembre 2010, in notevole ritardo, è stato finalmente presentato pubblicamente il Documento di Piano, primo atto per la formazione del Piano di Governo del Territorio (PGT), il nuovo strumento urbanistico che pianificherà lo sviluppo del nostro paese.
Un circolo politico locale ha già aperto il dibattito su questo importante e delicato argomento, anticipando sul nostro sito internet un articolo poi uscito sul suo foglio informativo.
Augurandosi che questo dibattito interessi e coinvolga anche altri circoli politici, liste civiche e cittadini, il gruppo di Proposta per Castelcovati vuole iniziare a sviluppare su questo notiziario le prime riflessioni sulla bozza di PGT presentata, rimandando ulteriori approfondimenti (anche più tecnici) ad altre iniziative come manifestazioni in piazza e assemblee pubbliche.
Da una prima visione dei documenti presentati dall’Amministrazione, scaricabili dal sito internet del Comune (www.comune.castelcovati.bs.it), il gruppo di Proposta ha riscontrato purtroppo una serie di criticità e problematiche.
Considerando le caratteristiche del nostro esiguo territorio e del nostro centro urbano, che presenta non solo numerosi appartamenti invenduti e sfitti, ma anche aree artigianali da riconvertire, edifici storici da recuperare e quartieri residenziali da completare o riqualificare, risulta evidente la necessità di limitare il consumo di suolo, di contenere l’incremento di popolazione e di creare le condizioni per incentivare gli interventi edilizi volti a migliorare la vivibilità e la fruibilità del nostro paese, dando la priorità a:

  •  interventi edilizi di recupero del patrimonio storico in disuso;
  • interventi di riconversione degli edifici artigianali inglobati in zone residenziali con recupero obbligatorio di spazi pubblici (verde pubblico attrezzato e parcheggi) per riqualificare i quartieri stessi;
  • interventi di urbanizzazione industriale e residenziale limitati alle zone utili a completare i comparti, le arterie stradali e le reti tecnologiche;
  • interventi di potenziamento dei servizi pubblici in un programma di ampio respiro che consideri le necessità attuali dei cittadini e di quelle potenziali delle future generazioni.

Nonostante queste ovvie considerazioni e i buoni propositi di tutela del territorio e di limitazione del consumo di suolo decantati nella relazione del Documento di Piano, lo stesso documento prevede quattro importanti ambiti di trasformazione residenziale (ATR), due ereditati dal vecchio PRG e due nuovi, per un totale di ben 92.800 mq e oltre 1000 nuovi abitanti (+15% della popolazione in 10 anni). Si prevede anche un piccolo ambito di trasformazione produttiva (ATP), con un ampliamento poco importante della zona industriale.
Secondo il nostro modesto parere gli indirizzi e le previsioni di piano presentano una serie di lacune e problematiche che dimostrano la mancanza di un filo conduttore delle scelte urbanistiche finora fatte, che, si ricorda, non avranno ricadute solo di tipo economico, ma anche e soprattutto di tipo sociale.

Le nuove superfici edificabili, infatti, non sono utili allo sviluppo omogeneo del paese in quanto frammentate e dislocate in varie zone e rappresentano solo degli allargamenti del paese, delle appendici poco utili, che non completano il tessuto urbano e non risolvono le criticità storiche di viabilità (soprattutto nella zona sud-ovest), consumando territorio senza ottenere grandi vantaggi reali.
L’incremento di popolazione del 15% in dieci anni è rischioso e problematico in un paese che già oggi ha pesanti carenze nelle strutture pubbliche (che andrebbero ulteriormente potenziate) e che deve ancora integrare i flussi migratori precedenti; oltretutto, con la vicinanza della BreBeMi c’è il pericolo reale di declassare il nostro abitato da paese a zona dormitorio.
Davanti all’attuale crisi strutturale dell’economia legata all’edilizia la nostra comunità ha l’esigenza di riconvertire parte della propria economia locale, potenziando nuovi settori produttivi. Questa necessità, oltretutto, si accentua ancor più nell’ottica dell’incremento di popolazione previsto. Diventa quindi indispensabile dare risposte occupazionali sul territorio, sia per limitare problemi
di disoccupazione e di impoverimento della cittadinanza, sia per contrastare il rischio di diventare, appunto, un paese dormitorio.
Per questo riteniamo necessaria una più ampia zona artigianale e industriale a nord-est, sia per chiudere in modo regolare il perimetro dell’ambito produttivo, sia per completare la viabilità su via dell’Industria (che altrimenti rischia di rimanere sulla carta). Un’adeguata area industriale sarebbe anche una possibilità e un incentivo alle attività attualmente dislocate all’interno dell’abitato (ad esempio in via Gramsci o via Comezzano) di spostarsi, creando le necessarie condizioni per attuare realmente i piani di riconversione dei capannoni artigianali e di riqualificazione dei quartieri residenziali. Agli attuatori degli insediamenti produttivi si potrebbe chiedere la realizzazione della rotatoria tra via Paolo VI e via Europa, della rotatoria tra via Svanera e via Comezzano e dell’ultimo tratto stradale di via dell’Industria, migliorando la rete stradale senza impegnare il delicato bilancio comunale.

Bisogna, però, ricordare come la Giunta Gritti, al momento dell’adesione a quel grande piano strategico rappresentato dall’Area Vasta con i comuni di Chiari, Urago d’Oglio e Rudiano (in realtà solo un espediente per poter costruire il mostruoso polo logistico nel bel mezzo della campagna di Chiari, vicino al nostro confine), abbia inopportunamente assunto un impegno che impedisce, al momento, di introdurre previsioni per aree da destinare a nuove realtà produttive: un vincolo assurdo sottoscritto due anni fa dal nostro Sindaco!

Anche sulle scelte per lo sviluppo delle infrastrutture pubbliche siamo purtroppo costretti ad esprimere un ulteriore giudizio negativo.

Decisioni quali:

  • la rinuncia all’intervento pubblico nel piano di recupero del Löc del sul, che poteva trasformare il centro storico e dare al paese una vera piazza;
  • la dismissione del municipio di via Chiari (da trasformare in un’area residenzial-commerciale);
  • il posticipare a tempo indeterminato l’annosa questione dell’edilizia scolastica (scuole elementari);
  • il dare la priorità degli investimenti pubblici, indebitando pesantemente il Comune, alla costruzione di servizi già esistenti e adeguatamente funzionanti come il municipio e la scuola materna;

sono purtroppo occasioni perse di sfruttare veramente tutte le potenzialità offerte dal territorio e un rischio molto concreto di bloccare per anni lo sviluppo del paese, rincorrendo false priorità.

L’impressione generale, dunque, è che manchi una visione politica d’insieme delle necessità urbanistiche e delle vere priorità del paese, che si traduce in un piano di sviluppo farraginoso e dispersivo, che promuove uno sviluppo poco coerente, se non negativo, del paese.

Questa carenza di prospettiva, figlia di una cultura politica basata sulla chiusura al dialogo e sulla presunta autosufficienza delle proprie forze, sarebbe comunque superabile se si tornasse allo spirito della legge istitutiva del PGT, che prevede la partecipazione più ampia possibile di tutte le realtà del territorio interessato, con il coinvolgimento dei gruppi organizzati, delle associazioni di categoria, artigiani, commercianti, imprenditori e professionisti, delle forze politiche e sindacali, delle organizzazioni scolastiche e di coloro che si interessano di ambiente e sviluppo sostenibile.

Considerando che quello fino ad oggi presentato è solo una prima bozza, fortunatamente ci sono i tempi e i modi per migliorarla significativamente, raccogliendo indirizzi e idee attraverso un percorso partecipato con tutti i cittadini (e non solo con i proprietari dei terreni), creando un confronto costruttivo utile al paese.


nov 17 2010

19/11/2010: “L’arcobaleno” di Gianbattista Olivini

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:55

Venerdì 19 novembre alle ore 20.45, presso il teatro parrocchiale, si svolgerà la presentazione del volume autobiografico “L’arcobaleno” di Gianbattista Olivini.

Introdurrà la serata il curatore dell’edizione Paolo Olivini.

Presenterà l’opera Tonino Zana del Giornale di Brescia

L’intero ricavato sarà devoluto in favore della ristrutturazione dell’oratorio.

dal Giornale di Brescia del 17 novembre 2010

Castelcovati «L’Arcobaleno» di chi è umile
Venerdì presentazione del libro al Teatro parrocchiale aspettando Cesare Prandelli

di Tonino Zana

thumb_brescia_388CASTELCOVATI L’Arcobaleno per lui è un totem, un’idea salvifica, quasi l’annuncio di un segno religioso. Gianbattista Olivini scrive il diario delle sue stagioni, lo compone in un libro, intitolato «Arcobaleno». E la somma degli archi colorati viene tradotta da nonno Serafino con la saggezza che spiega il rapporto tra vita e natura: «Il giallo vuol dire farina, il verde tanta erba, il viola vino, il bianco pane».
La tempesta è appena passata via e la famiglia della campagna si industria a insegnare l’Arcobaleno e a ringraziare il Signore per il pericolo scampato dalla tempesta. I lampi e i tuoni, da piccoli, ci portano i lampi e i tuoni da grandi.
Tutti quei colori irraggiungibili, lontani e insieme vicini, alludono subito alla nostra natura moribonda, e, subito appresso, rinascente, cioè flessibile ad ogni uragano esistenziale.
Ci saremo, venerdì 19 novembre, alle 20,45, presso il teatro parrocchiale di Castelcovati per accompagnare Gianbattista Olivini nella serata che lui dedica ai cari e al paese, secondo l’idea che gli è stata accanto nella vita, l’idea fondamentale di vivere la comunità di Castelcovati come una famiglia allargata e di esportarne correttezza per guadagnare quella bella figura a cui ci raccomandarono sempre, le madri e i padri. E forse, venerdì sera, potrebbe esserci il ct della Nazionale Cesare Prandelli, legato a Olivini da una lontana amicizia.
«Se camperai, ne vedrai ancora di arcobaleni», gli dice il nonno e nel libro appaiono gli arcobaleni dell’infanzia, dell’adolescenza, della giovinezza sui campi di calcio e sulla bicicletta compagna del giorno e della notte: lo porterà a Roma dal Papa senza vedere il Papa quella bicicletta contro i malanni della vita, la bicicletta del Monte Guglielmo che lo conferma in un benessere di stampo antico.
Bella la presentazione di Paolo Olivini il quale ci spiega la forza evocativa del passato recente, il valore documentale del diario.
Senza fronzoli, con tanti arcobaleno. Un libro terapeutico. Per tutti.


ott 20 2010

Un ricordo di Giulio Scarpulì

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:16

Vogliamo ricordare Giulio Festa quale concittadino sempre impegnato su più fronti a servizio della nostra comunità. Una delle figure più caratteristiche di Castelcovati negli ultimi decenni, che ha rivestito anche incarichi amministrativi pubblici, non è stata in alcun modo ricordata dall’Amministrazione leghista, che a parole vorrebbe difendere radici e tradizioni locali, ma si dimentica vergognosamente di chi rappresenta un pezzetto della nostra storia recente: in occasione dei funerali nemmeno un manifesto per condividere il lutto della famiglia né il gonfalone comunale listato a lutto alla cerimonia!

  1. 1964: Giulio al pianoforte
  2. Fine anni 50: Giulio, il primo a destra, con gli amici a Iseo
  3. 31 dicembre 1968: Giulio, in basso al centro, con i suoi amici, reduci da una “spedizione punitiva” contro il pino di Angelo Massenza, reo di coprire l’insegna Fina del distributore di Italo Ribola
  4. Fine anni 50: Giulio con Angelo e Italo, cambiati a festa, forse per un matrimonio
  5. Scuola di canto
  6. Gennaio 75: matrimonio

GIULIO FESTA

Il 4 settembre scorso è morto Giulio Festa. Aveva 87 anni, essendo nato il 10 luglio del 1923.
Con lui è scomparso uno tra i più caratteristici e significativi “personaggi” castelcovatesi, cioè una di quelle persone che, pur non essendo grandiose o famose personalità, sono però figure che non passano inosservate, sono conosciute da tutti in paese e lasciano un segno, magari piccolo ma incisivo, in qualche settore della vita comunitaria.
Era conosciuto come Giulio Scarpulì, appartenendo alla casata dei Festa che da generazioni ha una bottega di calzolaio proprio di fronte alla chiesa parrocchiale, sulla via principale di Castelcovati, con alle spalle la propria abitazione, collocata in una delle nostre cascine che meglio ha conservato le caratteristiche dell’edificio rurale, pur trovandosi nel cuore del centro storico.
In qualche (molto) vecchia fotografia lo si vede bambino vestito da chierichetto; in altre (comunque ben datate), fra i componenti della filodrammatica dell’oratorio.
Parlare di Giulio Festa vuol dire, prima di tutto, parlare di musica.
Sin da giovane, sulla scia di una tradizione musicale vissuta in famiglia grazie al nonno e allo zio, iniziò studi in campo musicale, approfondendo la propria formazione sotto la guida del clarense maestro Carlo Capra.
Nella metà degli anni quaranta del novecento divenne organista della nostra chiesa, compito portato avanti fino a che la salute glielo ha permesso, nel giugno 2005, vale a dire per oltre sessant’anni. Durante i giorni feriali, alla mattina (magari portandosi al “luogo di lavoro” in ciabatte, dovendo solo attraversare la strada e considerando la chiesa - dopo tanti anni - la sua seconda casa) e alla sera, suonava ufficio per i defunti. La domenica era impegnato soprattutto per mes’alta, alle 11, specie nelle solennità o nelle occasioni di rilievo comunitario, come la commemorazione dei Caduti a novembre. E poi, i funerali, i matrimoni; anche qualche battesimo.
Chi non ne ricorda la testolina sbucare dalla balaustra del balcone dell’organo, per seguire, attraverso uno specchietto appeso alla cantoria, i movimenti del celebrante per attaccare al giusto momento con le note adeguate, ma anche per spiare verso la navata chi si trovava nei banchi?!
Il suo abbandono del servizio in chiesa è coinciso - vedi a volte il caso che combina… - con lo spegnersi della voce dell’organo, a causa dei troppi problemi legati al passare degli anni, acutizzati dalla condotta del riscaldamento che passa nella stanza dei mantici, dai topi ghiotti del materiale di cui sono fatte canne e somiere, dalla polvere, ecc.
Quante volte Giulio ha tamponato le ferite del “suo” strumento, insinuandosi fra le canne alla ricerca della fonte del difetto sonoro che si manifestava in quel momento, chiudendo le falle che spifferavano aria e suoni non desiderati con fogli di giornale accartocciati, pur di poter suonare!
Si può dire che l’appellativo di “maestro” se lo fosse guadagnato sul campo, dedicandosi senza risparmio di tempo e fatiche alla condecorazione musicale delle celebrazioni liturgiche.
Per decenni ha seguito la preparazione del coro parrocchiale, specie in collaborazione con suor Giuseppina, dagli anni settanta fino alla metà degli anni novanta del secolo scorso.
Le sue capacità e il suo repertorio da organista, ampliatisi nel corso degli anni attraverso il continuo esercizio, Giulio li metteva volentieri a disposizione anche delle parrocchie del circondario: a cavallo della sua inseparabile Vespina, con ogni condizione atmosferica si recava a Rudiano, Ludriano, Roccafranca, presso la casa di riposo di Castrezzato o la cappella dell’ospedale di Chiari. Anche in questi paesi (dove era conosciuto come il maestrì de Castel) ha lasciato un buon ricordo, testimoniato, ad esempio, dal saluto portato da un signore di Rudiano al suo funerale e ribadito sul bollettino parrocchiale della stessa comunità.
Altro suo impegno legato alla musica suonata era profuso per la preparazione dei saggi di fine anno della scuola materna, anche qui in collaborazione con le suore. Chi, tra coloro che hanno concluso l’asilo negli anni settanta o ottanta, non ha almeno una foto della propria esibizione nella quale non spunti la testa ingrigita del maestro Giulio ripreso di spalle, intento ad eseguire al pianoforte o all’armonium le musiche di accompagnamento di balletti e poesie?
Giulio Festa ha anche avvicinato alla musica diverse persone attraverso l’attività didattica, sia nelle scuole che con lezioni private.
Ma ci sono anche altri aspetti della vita di Giulio Festa che è doveroso ricordare. Egli si spese, infatti, anche in molteplici attività di carattere sociale e politico.
Per molti anni fu attivo sulla scena amministrativa locale: fu consigliere comunale della DC dal 1960 al 1980 e assessore (supplente dal 1970 al ‘75 e poi effettivo fino al 1980).
Uomo di fiducia del Sindaco Morandini, vivendo a stretto contatto con la gente del paese, ne sapeva cogliere umori e necessità, portandoli all’attenzione dell’intera compagine amministrativa.
Viene ricordato, in particolare, come delegato per seguire il funzionamento della piscina (struttura di proprietà parrocchiale data in gestione al Comune), occupandosi della biglietteria e della cassa.
Altro suo campo d’azione, il Consiglio di amministrazione della scuola materna “Capitanio”.
Tra i soci fondatori della locale cassa rurale ed artigiana nel 1962, Giulio Festa sedette nel relativo consiglio per 22 anni, devolvendo (insieme ad altri) il proprio compenso per l’acquisto di macchinari ospedalieri inviati nei paesi in via di sviluppo.
All’apparenza a volte scontroso, poteva sembrava un tipo dal carattere difficile, pungente; ma si trattava solo di una maschera: chi lo ha conosciuto da vicino può testimoniare di un animo allegro e generoso (dedito a gesti di carità concreta e non sbandierata).
Dotato di una vivace curiosità, non perdeva occasione di muovere a chi di dovere osservazioni e critiche, non per creare polemiche, ma spinto da un sincero desiderio che le cose (ad esempio in parrocchia, o nel paese) fossero gestite al meglio.
Si può ben dire che, con la morte di Giulio Festa, Castelcovati ha trasferito un pezzo significativo della propria storia dalla vita vissuta quotidianamente all’archivio della memoria comunitaria.

Paolo Olivini


ott 02 2010

Vergogna

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:02

Di fronte alle iniziative intraprese dai tre gruppi di minoranza, che pongono questioni e proposte concrete, l’amministrazione non trova di meglio che diffondere un documento dal quale emerge l’assoluta mancanza di argomenti in risposta ai temi sollevati sul piano di recupero del Löc del Sul.

La nostra contrarietà all’iniziativa dell’amministrazione nasce dalla volontà di operare per il bene del paese e non dal mettersi a priori in contrapposizione con chi amministra.

Alle nostre richieste, puntuali e precise, con rammarico vediamo che l’amministrazione anziché confrontarsi sul tema della piazza decide di non risponde nel merito delle nostre questioni ma alimenta confusione, da enfasi a chiacchiere ed insinuazioni, e non trova di meglio che attaccare, come sua abitudine, chi ha amministrato in passato, colpendo in modo vergognoso anche chi è lontano dalle vicende amministrative.

Dichiarandoci disgustati ed estranei a questo modo becero di concepire la contesa politica, intendiamo esprimere la totale solidarietà a coloro che sono ingiustamente colpiti da insinuazioni che li vorrebbero coinvolti in vicende a loro assolutamente estranee, oltre che a Luciano Onger e a Oliviero Busetti.
Riteniamo il comportamento degli Amministratori leghisti, sindaco, giunta e consiglieri comunali, vergognoso ed infame nel momento in cui, a corto di argomenti sensati, si riducono ad infangare persone innocenti, che hanno la sola colpa di essere figlio e nuora di Luciano Onger, alle quali viene arrecato un danno ingiusto e gratuito.
Questo atteggiamento ci ricorda tempi bui, come quando i fascisti marchiavano con la stella di David i negozi degli ebrei, o quando i brigatisti teorizzavano il colpirne uno per educarne cento, e sappiamo tutti come sono finite in tragedia quelle vicende.

I signori della Lega, difensori della famiglia, evidentemente solo la loro, e paladini dei crocefissi dovrebbero vergognarsi.


mag 22 2010

Un colpo all’arroganza

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 14:43

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Rendiconto di una esperienza bella e coinvolgente

Quando decidemmo di organizzare un corso di lingua italiana per le numerose donne albanesi presenti nel nostro territorio, non immaginavamo certo che il Sindaco, seppur di fede leghista, avesse motivo di ostacolarci. Non lo pensavamo perché convinte che un’iniziativa simile andasse a beneficio di tutta la comunità e soprattutto non disturbasse nessuno, ma evidentemente eravamo in errore. Infatti, con pretesti via via più assurdi, ci è stato negato l’uso del Centro civico e velatamente suggerito di lasciar perdere. Ma grazie prima alla sensibilità del parroco e del curato, che ci hanno permesso di tenere le prime due lezioni in un’aula dell’oratorio e prestato poi i tavoli, poi alla generosità di un privato, che ha messo a disposizione alcuni locali abbiamo potuto far decollare il nostro progetto che sta volgendo al termine con successo.

Fin dall’inizio abbiamo avuto un buon numero di partecipanti che è progressivamente aumentato sino a raggiungere le 27 iscrizioni, cosa che ci ha rassicurate circa le qualità e la bontà del nostro impegno; essendo infatti alla nostra prima esperienza in questo campo avevamo un po’ di timore di non saperla gestire in maniera proficua. Invece eccoci qua con un’allegra e numerosa classe di donne desiderose di imparare la nostra lingua per integrarsi più facilmente nel paese in cui le varie circostanze della vita le hanno condotte a vivere.

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 Ogni mercoledì sera arrivano puntuali a piccoli gruppi, alcune accompagnate dai figli, e, dopo i saluti di rito, si da il via ai lavori. I bambini presenti si riuniscono a giocare in una saletta attigua insieme ad un paio di noi volontarie, mentre le “allieve” si concentrano sulla lezione. Continua”Un colpo all’arroganza”


dic 29 2009

L’altra campana - dicembre 2009

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:59

prima-paginaE’ in distribuzione il nuovo numero del nostro notiziario. Oltre ad essere un modo per farvi i migliori auguri, sarà anche uno strumento per informare i cittadini del nostro punto di vista sulle questioni più importanti, su quanto è stato o non è stato  fatto.In questo numero :

•Castelcovati: chi ha tirato il freno a mano?
•Il parco di via Indipendenza: chiuso e basta! 
•Il comune e la crisi
•Il risiko delle scuole
•Polo logistico Auchan 
•Sogni infranti nell’ex casa Cadei

ma non solo …….. Buona lettura


ago 01 2009

Il punto sul polo logistico

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 10:08

Da mesi si sta ventilando l’ipotesi che il gruppo Auchan - Sma possa realizzare nella nostra zona, in comune di Chiari, un grosso polo logistico per lo smistamento delle merci presso i propri punti vendita di tutto il Nord Italia.
Vediamone le caratteristiche principali.
Ubicazione: in comune di Chiari, sul confine con Castelcovati, con affaccio sulla strada provinciale 18 per Urago d’Oglio, a ridosso della Roggia Castellana.
Area interessata: terreni agricoli per una superficie complessiva di oltre 160.000 mq.
Dimensione degli stabilimenti: verranno realizzati due capannoni, il primo per il secco di 310 x 140 m pari a 43.400 mq, il secondo per il freddo di 110 x 211 m pari a 23.210 mq. A servizio degli stabilimenti verranno realizzati due parcheggi per 100 camion e 293 autovetture.
Addetti: è previsto l’impiego di 144 addetti, di cui 20 impiegati e 124 operai, su 3 turni.
Traffico indotto: è previsto il transito giornaliero di 300 camion in entrata e di 300 camion in uscita, oltre ai veicoli dei dipendenti.

LE NOSTRE CRITICHE

Fin dal settembre scorso, non appena a conoscenza dell’operazione, sono state espresse da più parti forti preoccupazioni, con riferimento a: Continua”Il punto sul polo logistico”


apr 01 2009

L’Albania è in Europa

Tag , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:16

Uno dei cavalli di battaglia dell’amministrazione leghista di Chiari, che sicuramente ha molto contribuito all’elezione del Sindaco e poi del Senatore Mazzatorta, è stato l’impegno a contrastare il fenomeno dell’immigrazione. Non essendoci riuscito con provvedimenti concreti, tanto è vero che negli anni dal 2004 al 2008 gli stranieri ufficialmente presenti a Chiari sono passati da 1696 a 2738, ha fatto ricorso a giochi di prestigio ai quali ci ha abituato in questi anni. Continua”L’Albania è in Europa”


gen 09 2009

Neve di Capodanno

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:49

Il giorno di Capodanno, in coerenza con la cornice invernale, ci ha accolto con la neve. Nonostante le ore piccole consumate per dire addio al vecchio anno e salutare degnamente l’arrivo di quello nuovo, quel mattino mi sono svegliato comunque di buonora. Un rumore strano e cadenzato mi ha dapprima richiamato dal sonno, mentre un insolito chiarore, filtrante dalle griglie socchiuse, mi ha infine convinto a levarmi dal letto.
Apro le ante e…ahhh, che spettacolo!… Nonostante l’età ormai più che matura, la vista della neve riesce ancora a darmi emozioni. Me ne sto qualche minuto in contemplazione, osservando mio zio che sgombra la neve dal vialetto raspando con un badile (ecco cos’era il rumore…) e alcuni passerotti che si azzuffano sul tetto del garage, spruzzando intorno la neve fresca col frullio delle loro alucce. Mi viene l’irresistibile impulso di aprire i vetri , respirare forte e farmi investire in pieno da sensazioni che di rado si presentano insieme: un mattino innevato con un cielo terso, un’aria frizzante e profumata di pulito, traffico inesistente proprio perché è Capodanno e tutti se ne stanno rintanati a smaltire lo stordimento da bagordi. Continua”Neve di Capodanno”


dic 05 2008

Dote scuola: una nuova presa in giro per le famiglie

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:14

Alcuni nostri lettori ci hanno segnalato l’ennesima bizzarria della Giunta leghista, che stavolta ha per oggetto la Dote Scuola.
Ma procediamo con ordine. La Regione Lombardia, con l’intento di sostenere la permanenza nel sistema dell’istruzione dei figli, ha istituito per l’anno scolastico 2008/2009 un aiuto economico a favore delle famiglie meno abbienti con figli in età scolare e degli studenti meritevoli, denominato appunto “Dote scuola”. Continua”Dote scuola: una nuova presa in giro per le famiglie”


dic 04 2008

Dal Bresciaoggi : il Sindaco abolisce lo “Sportello Affitti”

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:21

Bresciaoggi di giovedì 04 dicembre 2008 provincia pag. 21

CASTELCOVATI. Decisione a sorpresa dell’amministrazione che rinuncia a
sostenere le famiglie in difficoltà

Addio «Sportello affitti» Niente aiuti dal Comune
di Massimiliano Magli

Niente calmiere per il caro affitti a Castelcovati e dunque un Natale ancora più duro per le famiglie che, con una casa in locazione, stentano ad arrivare alla fine del mese. La decisione è stata presa a sorpresa dalla giunta leghista guidata da Camilla Marini Gritti e ora rischia di mettere in seria difficoltà molte famiglie di covatesi che anche quet’anno erano certe di poter contare, come accade negli altri Comuni, sull’aiuto dello «Sportello affitti» gestito dal Comune per conto della Regione.
La questione è stata affrontata all’ultimo Consiglio comunale, con i consiglieri di opposizione increduli per un gesto che hanno definito «autolesionista oltre che razzista». Negli ultimi anni a Castelcovati le somme giunte dalla Regione per contributi ai canoni di affitto andavano da un minimo di 100mila euro a un massimo di 180 (nel 2005), cui andavano aggiunti i contributi del Comune, per quanto marginali. Continua”Dal Bresciaoggi : il Sindaco abolisce lo “Sportello Affitti””


nov 29 2008

Il polo della terza età: un sogno che finalmente si realizza

Tag , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 22:24

Una delle opere delle quali il nostro gruppo è maggiormente orgoglioso è la realizzazione del polo per la terza età. Dopo aver completato la ristrutturazione e l’ampliamento della Casa di Riposo, stanno per completarsi i lavori di sistemazione di Casa Cadei, che presto sarà disponibile per i gruppi e le associazioni che lì avranno la loro nuova sede.

Il completamento naturale degli interventi avrebbe dovuto essere la costruzione di nuovi alloggi per anziani. Così è scritto nel nostro programma elettorale: Continua”Il polo della terza età: un sogno che finalmente si realizza”


ott 30 2008

Basta con le calunnie

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:16

Il gruppo di Proposta per Castelcovati è profondamente indignato per la pubblicazione sul forum del Comune di Castelcovati di una lettera scritta, oltre 15 anni fa, dal curato dell’epoca contro la persona di Luciano Onger. Continua”Basta con le calunnie”