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	<title>Commenti per Proposta per Castelcovati</title>
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	<description>Con rinnovato impegno al servizio della nostra comunità.</description>
	<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 03:12:43 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su Dal Bresciaoggi: Sisma in Giunta di vania</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2011/11/10/dal-bresciaoggi-sisma-in-giunta/comment-page-1/#comment-230</link>
		<dc:creator>vania</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 22:09:42 +0000</pubDate>
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		<description>Su con la vita!  Non ci sono soltanto realtà che chiudono o lasciate a languire, c’è anche chi vive momenti di particolare attivismo e visibilità. 
Parlo ad esempio della associazione “Laurà per Castel” - la cui nascita è stata fortemente propiziata dal sindaco -  che si è messa particolarmente in vista nei giorni della neve. 
Così bene in vista che è riuscita ad oscurare la presenza della protezione civile, tradizionalmente molto attiva in questi eventi. 
Stranamente ho visto poche delle loro casacche gialloverdi  in giro per il paese, e quelle poche non si muovevano con il piglio energico che da sempre li caratterizza; chissà perché. 
Ma parlo anche della  realtà  delle feste, diventate sistema oramai,  organico alla vita del paese. Non c’è soldi per nulla e per nessuno, ma qualcosa si trova sempre nelle pieghe del bilancio per sponsorizzare l’ennesima festa piuttosto che la canunselàda in oratorio. Con comizio d’ordinanza a margine.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Su con la vita!  Non ci sono soltanto realtà che chiudono o lasciate a languire, c’è anche chi vive momenti di particolare attivismo e visibilità.<br />
Parlo ad esempio della associazione “Laurà per Castel” - la cui nascita è stata fortemente propiziata dal sindaco -  che si è messa particolarmente in vista nei giorni della neve.<br />
Così bene in vista che è riuscita ad oscurare la presenza della protezione civile, tradizionalmente molto attiva in questi eventi.<br />
Stranamente ho visto poche delle loro casacche gialloverdi  in giro per il paese, e quelle poche non si muovevano con il piglio energico che da sempre li caratterizza; chissà perché.<br />
Ma parlo anche della  realtà  delle feste, diventate sistema oramai,  organico alla vita del paese. Non c’è soldi per nulla e per nessuno, ma qualcosa si trova sempre nelle pieghe del bilancio per sponsorizzare l’ennesima festa piuttosto che la canunselàda in oratorio. Con comizio d’ordinanza a margine.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dal Bresciaoggi: Sisma in Giunta di roberto</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2011/11/10/dal-bresciaoggi-sisma-in-giunta/comment-page-1/#comment-229</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 21:28:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3562#comment-229</guid>
		<description>Certo, bei tempi quelli dell’OGTP, davvero un ottimo strumento di conoscenza e di confronto per l’ambiente scuola, chissà perché soppresso dalla precedente amministrazione (nessuno è perfetto …), se non vado errato. 
Ma in tema di soppressioni e sottrazioni, cambi e alternanze credo sia difficile eguagliare l’attuale amministrazione, che le rivendica come segno distintivo. 
Io non mi auspico certo un paese immobile, però … non so voi, ma io comincio a faticare a riconoscere il mio paese dopo queste operazioni. 
Ne cito alcune: 
- scomparse 8 panchine dalla piazza (ovvero: quando il buongiorno si vede dal mattino); 
- scomparse le commissioni, da sempre strumento di formazione, crescita e confronto fra società civile e le varie amministrazioni;  
- chiuso lo sportello affitti e lo sportello stranieri; 
- smantellato e chiuso a tempo indeterminato il parchetto dell’asilo; 
- chiusa l’esperienza dell’educativa di strada; 
- chiusa e liquidata la CAST (e  dipendenti); 
- abbandonata la gestione comunale  della casa di riposo, affidata ad una fondazione di cui si conosce poco o nulla, e soprattutto nulla si sa di come gestisce i vari capitoli di spesa e i servizi (scandalosa la gestione sanitaria dell’emergenza scabbia, dove si è  dimostrata efficacia e competenza solo nella ricerca di un capro espiatorio); 
- eliminata la gestione storica della mensa scolastica: da allora si son già cambiati tre gestori arrivati chissà da dove; 
- cambiata la gestione degli impianti sportivi - da sempre affidata a soggetti di Castelcovati - ora assegnata per un quarto di secolo a una società estranea al paese (ma forse vicina a ambienti politici influenti); 
- la gestione ICI – precedentemente condotta in proprio – è stata delegata a una cooperativa che si distingue per arroganza e ottusità, ma in compenso piglia solenni cantonate che rischiano di costar care al comune;  
- eliminata Comunità di Zona: a breve nella gestione raccolta rifiuti subentrerà una nuova ditta con modalità di raccolta porta a porta, ma nessuno si è ancora attivato per informare la popolazione sulle modalità di funzionamento del servizio.  
Insomma, cambi, soppressioni e scomparse di realtà consolidate da tempo si susseguono a ritmo incalzante, e ora vien solo da pensare a chi sarà il prossimo - servizio, associazione o che altro -  a uscire di scena.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo, bei tempi quelli dell’OGTP, davvero un ottimo strumento di conoscenza e di confronto per l’ambiente scuola, chissà perché soppresso dalla precedente amministrazione (nessuno è perfetto …), se non vado errato.<br />
Ma in tema di soppressioni e sottrazioni, cambi e alternanze credo sia difficile eguagliare l’attuale amministrazione, che le rivendica come segno distintivo.<br />
Io non mi auspico certo un paese immobile, però … non so voi, ma io comincio a faticare a riconoscere il mio paese dopo queste operazioni.<br />
Ne cito alcune:<br />
- scomparse 8 panchine dalla piazza (ovvero: quando il buongiorno si vede dal mattino);<br />
- scomparse le commissioni, da sempre strumento di formazione, crescita e confronto fra società civile e le varie amministrazioni;<br />
- chiuso lo sportello affitti e lo sportello stranieri;<br />
- smantellato e chiuso a tempo indeterminato il parchetto dell’asilo;<br />
- chiusa l’esperienza dell’educativa di strada;<br />
- chiusa e liquidata la CAST (e  dipendenti);<br />
- abbandonata la gestione comunale  della casa di riposo, affidata ad una fondazione di cui si conosce poco o nulla, e soprattutto nulla si sa di come gestisce i vari capitoli di spesa e i servizi (scandalosa la gestione sanitaria dell’emergenza scabbia, dove si è  dimostrata efficacia e competenza solo nella ricerca di un capro espiatorio);<br />
- eliminata la gestione storica della mensa scolastica: da allora si son già cambiati tre gestori arrivati chissà da dove;<br />
- cambiata la gestione degli impianti sportivi - da sempre affidata a soggetti di Castelcovati - ora assegnata per un quarto di secolo a una società estranea al paese (ma forse vicina a ambienti politici influenti);<br />
- la gestione ICI – precedentemente condotta in proprio – è stata delegata a una cooperativa che si distingue per arroganza e ottusità, ma in compenso piglia solenni cantonate che rischiano di costar care al comune;<br />
- eliminata Comunità di Zona: a breve nella gestione raccolta rifiuti subentrerà una nuova ditta con modalità di raccolta porta a porta, ma nessuno si è ancora attivato per informare la popolazione sulle modalità di funzionamento del servizio.<br />
Insomma, cambi, soppressioni e scomparse di realtà consolidate da tempo si susseguono a ritmo incalzante, e ora vien solo da pensare a chi sarà il prossimo - servizio, associazione o che altro -  a uscire di scena.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Dal Bresciaoggi: Sisma in Giunta di Luciano Onger</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2011/11/10/dal-bresciaoggi-sisma-in-giunta/comment-page-1/#comment-228</link>
		<dc:creator>Luciano Onger</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 19:35:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3562#comment-228</guid>
		<description>Mentre continua lo sciame sismico, noto con piacere che si torna a parlare di scuola ed edilizia scolastica. 

La mente torna a cinque anni fa, purtroppo da allora non molto è migliorato, quando il tema era di stretta attualità e forte era la disputa tra coloro che volevano costruire scuole nuove e quanti preferivano la ristrutturazione dell'esistente. 
Il tempo ha poi dimostrato che quelli che sostenevano la ristrutturazione, tesi in ogni caso apprezzabile perché si poneva come obiettivo il miglioramento dell'esistente, in realtà puntavano semplicemente a mandare a casa la Giunta Orlandi,  intento centrato. 
Raggiunto l'obiettivo, perseguito con ogni mezzo e con ogni insinuazione, si sono eclissati completamente, mentre noi abbiamo continuato, senza risultato, a martellare l'Amministrazione perché intervenisse. 
Questa dal canto suo, per quanto riguarda la scuola elementare, tra ristrutturazione e nuova costruzione, ha optato per la terza via, col risultato che la soluzione al problema è stata rinviata alle calende greche.

Ma anche noi abbiamo commesso errori, in particolare quello di non coinvolgere in maniera adeguata e preventiva gli organismi scolastici, gli operatori della scuola e le famiglie, dando per scontato che diffusa fosse la percezione della inadeguatezza dell’attuale struttura. Così non era. E hanno trovato facile credito le critiche sulla ubicazione, sul rischio immigrazione, fino alle insinuazioni su interessi personali.
Nemo profeta in patria, dicevano i latini.

Oggi mi pare che la situazione non sia molto migliorata. 
Infatti, a parte qualche lodevole sollecitazione, come quelle comparse sul sito, mi sembra che non sia molto sentita in generale l'esigenza di dotare il nostro paese di una struttura scolastica adeguata e anche tra gli operatori della scuola si avverte una certa reticenza a porre il problema in termini concreti.

Che rimpianto per gli anni dell'OGTP, organo di gestione del tempo pieno, nel quale sedevano insieme amministratori, insegnanti e genitori, che alla fine di ogni anno faceva la lista della spesa di tutte le necessità strutturali e non della scuola elementare, trovando sempre nel Comune un interlocutore attento e pertanto disponibile, anche gradualmente, a soddisfare le richieste.

Tra poco più di un anno si torna a votare e vi è il rischio che il tema dell'edilizia scolastica resti in secondo piano. 
Proposta per Castelcovati, che in ogni caso sarà della partita, è seriamente intenzionata a rimettere al centro del dibattito questo tema, ma perché questo obiettivo possa essere raggiunto è necessario che ognuno, a cominciare dagli organismi scolastici, faccia fino in fondo la propria parte. 
Altrimenti si corre il rischio che tutto, di nuovo, finisca in chiacchiere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre continua lo sciame sismico, noto con piacere che si torna a parlare di scuola ed edilizia scolastica. </p>
<p>La mente torna a cinque anni fa, purtroppo da allora non molto è migliorato, quando il tema era di stretta attualità e forte era la disputa tra coloro che volevano costruire scuole nuove e quanti preferivano la ristrutturazione dell&#8217;esistente.<br />
Il tempo ha poi dimostrato che quelli che sostenevano la ristrutturazione, tesi in ogni caso apprezzabile perché si poneva come obiettivo il miglioramento dell&#8217;esistente, in realtà puntavano semplicemente a mandare a casa la Giunta Orlandi,  intento centrato.<br />
Raggiunto l&#8217;obiettivo, perseguito con ogni mezzo e con ogni insinuazione, si sono eclissati completamente, mentre noi abbiamo continuato, senza risultato, a martellare l&#8217;Amministrazione perché intervenisse.<br />
Questa dal canto suo, per quanto riguarda la scuola elementare, tra ristrutturazione e nuova costruzione, ha optato per la terza via, col risultato che la soluzione al problema è stata rinviata alle calende greche.</p>
<p>Ma anche noi abbiamo commesso errori, in particolare quello di non coinvolgere in maniera adeguata e preventiva gli organismi scolastici, gli operatori della scuola e le famiglie, dando per scontato che diffusa fosse la percezione della inadeguatezza dell’attuale struttura. Così non era. E hanno trovato facile credito le critiche sulla ubicazione, sul rischio immigrazione, fino alle insinuazioni su interessi personali.<br />
Nemo profeta in patria, dicevano i latini.</p>
<p>Oggi mi pare che la situazione non sia molto migliorata.<br />
Infatti, a parte qualche lodevole sollecitazione, come quelle comparse sul sito, mi sembra che non sia molto sentita in generale l&#8217;esigenza di dotare il nostro paese di una struttura scolastica adeguata e anche tra gli operatori della scuola si avverte una certa reticenza a porre il problema in termini concreti.</p>
<p>Che rimpianto per gli anni dell&#8217;OGTP, organo di gestione del tempo pieno, nel quale sedevano insieme amministratori, insegnanti e genitori, che alla fine di ogni anno faceva la lista della spesa di tutte le necessità strutturali e non della scuola elementare, trovando sempre nel Comune un interlocutore attento e pertanto disponibile, anche gradualmente, a soddisfare le richieste.</p>
<p>Tra poco più di un anno si torna a votare e vi è il rischio che il tema dell&#8217;edilizia scolastica resti in secondo piano.<br />
Proposta per Castelcovati, che in ogni caso sarà della partita, è seriamente intenzionata a rimettere al centro del dibattito questo tema, ma perché questo obiettivo possa essere raggiunto è necessario che ognuno, a cominciare dagli organismi scolastici, faccia fino in fondo la propria parte.<br />
Altrimenti si corre il rischio che tutto, di nuovo, finisca in chiacchiere.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Dal Bresciaoggi: Sisma in Giunta di vania</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2011/11/10/dal-bresciaoggi-sisma-in-giunta/comment-page-1/#comment-227</link>
		<dc:creator>vania</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 15:43:15 +0000</pubDate>
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		<description>A proposito di scuole: di recente si è di nuovo cambiata la gestione della mensa. Fin qui niente di male, anche se da qualche tempo -  dopo anni di stabilità - le gestioni si alternano con fin troppa frequenza. 
Il punto è che questi cambi – almeno l’ultimo – avvengono repentini ,  inaspettati , senza nessun preavviso o comunicazione per i genitori. Pare addirittura che lo stesso trattamento sia stato riservato anche alle autorità scolastiche, che si sono trovate davanti alla situazione di fatto, alla faccia della collaborazione e comunicazione fra istituzioni. 
A me pare una mancanza di rispetto grave nei confronti di noi genitori; credo che sia una pretesa minima quella di sapere a chi va in mano il compito di provvedere  alla qualità del cibo e del servizio e in definitiva della salute dei nostri figli a tavola all’interno della scuola. 
Soprattutto quando, cercando il prezzo più basso, si affida il servizio a chi cerca di risparmiare sulle ore di lavoro spingendo le inservienti - cronometro alla mano - a velocizzare i tempi di distribuzione delle portate e di conseguenza i portando i bambini a mangiare “con l’imbuto”. 
Il risparmio sarà pure importante, ma di questo passo  va a finire che in breve si passerà al catering, perdendo il servizio cucina che è patrimonio importante della scuola a tempo pieno, e poi magari – perché no -  al self service, per arrivare infine alla schiscietta portata da casa e consumata in aula; così si risparmia davvero, si libera spazio nella mensa da destinare a usi diversi ( visto che sopra si piange la mancanza di aule) e si comincia ad abituare i bimbi alla quotidianità di molti dei loro papa’, portando anche in classe   quel tantino di aria di cantiere e di precario che fa tanto neorealista e offrendo uno scorcio sul futuro (...) delle nuove generazioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di scuole: di recente si è di nuovo cambiata la gestione della mensa. Fin qui niente di male, anche se da qualche tempo -  dopo anni di stabilità - le gestioni si alternano con fin troppa frequenza.<br />
Il punto è che questi cambi – almeno l’ultimo – avvengono repentini ,  inaspettati , senza nessun preavviso o comunicazione per i genitori. Pare addirittura che lo stesso trattamento sia stato riservato anche alle autorità scolastiche, che si sono trovate davanti alla situazione di fatto, alla faccia della collaborazione e comunicazione fra istituzioni.<br />
A me pare una mancanza di rispetto grave nei confronti di noi genitori; credo che sia una pretesa minima quella di sapere a chi va in mano il compito di provvedere  alla qualità del cibo e del servizio e in definitiva della salute dei nostri figli a tavola all’interno della scuola.<br />
Soprattutto quando, cercando il prezzo più basso, si affida il servizio a chi cerca di risparmiare sulle ore di lavoro spingendo le inservienti - cronometro alla mano - a velocizzare i tempi di distribuzione delle portate e di conseguenza i portando i bambini a mangiare “con l’imbuto”.<br />
Il risparmio sarà pure importante, ma di questo passo  va a finire che in breve si passerà al catering, perdendo il servizio cucina che è patrimonio importante della scuola a tempo pieno, e poi magari – perché no -  al self service, per arrivare infine alla schiscietta portata da casa e consumata in aula; così si risparmia davvero, si libera spazio nella mensa da destinare a usi diversi ( visto che sopra si piange la mancanza di aule) e si comincia ad abituare i bimbi alla quotidianità di molti dei loro papa’, portando anche in classe   quel tantino di aria di cantiere e di precario che fa tanto neorealista e offrendo uno scorcio sul futuro (&#8230;) delle nuove generazioni.</p>
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		<title>Commenti su Dal Bresciaoggi: Sisma in Giunta di roberto</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2011/11/10/dal-bresciaoggi-sisma-in-giunta/comment-page-1/#comment-226</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 22:04:54 +0000</pubDate>
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		<description>             &lt;strong&gt;Dal “sisma” politico a quello reale.
&lt;/strong&gt;
Dopo la scossa di terremoto avvenuta alle 9,07 di mercoledì 25 Gennaio in pieno orario scolastico, il pensiero è andato in automatico alle scuole elementari, gonfie dei nostri piccoli studenti, insegnanti e bidelli. Si è trattato di una scossa breve e di modesta entità, ma distintamente avvertita: tanto spavento, diverse classi scese in cortile,  qualche bambino in lacrime, ma per fortuna tutto è finito lì, e in capo a un quarto d’ora ognuno è rientrato al suo posto. Niente di grave quindi, ma qualche riflessione vien comunque da fare. 
A proposito della sicurezza della scuola, per esempio, mi ricordo che qualcuno, tempo fa, sosteneva che la nostra è una zona simicamente tranquilla; non è vero evidentemente, e ogni tanto la “Zolla Adriatica” ce lo tiene a mente. 
Ora, pochi mesi fa sulla scuola si sono eseguiti  lavori che le dovrebbero aver dato un minimo di sicurezza statica, ma se su questo fronte si può –forse- essere un po’ più tranquilli, molti altri sono i problemi che la affliggono, sempre più gravi al passar del tempo, a iniziare dalla carenza di spazio a tutto tondo: carenza di spazio per aule sottodimensionate; carenza di aule per incremento di popolazione scolastica;  carenza di spazî laboratoriali, convertiti in aule per far fronte all’inevitabile incremento delle sezioni, mancanza di spazî di riunione importanti (aula magna), ridotti spazî di gioco esterni;  vetustà degli impianti tecnologici, e così via. 
Mi chiedo: quanto ci vorrà per dare una risposta seria a questi problemi? E quali risposte saranno, quali progetti si hanno in mente  dopo la cortina fumogena diffusa a proposito dello spostamento della materna? 
Non crede questa amministrazione che sia più opportuno pensare a questi problemi invece che buttare di nuovo soldi pubblici e fumo negli occhi dei cittadini lamentando il bisogno di un nuovo Municipio? L’assessore che lagnava l’inadeguatezza del vecchio comune per mancanza di spazio funzionale al ricevimento dei cittadini da parte degli assessori, ha mai verificato quanto sono adeguati gli spazî di cui godono i bambini nelle vecchie scuole? 
Ogni famiglia di buon senso, prima pensa ai bisogni dei bambini, poi al resto. Esiste una scala di priorità, e mi pare quantomeno bizzarro che al primo posto debbano starci stanze comode per l’assessore. 
Si dovrebbe provare imbarazzo per certe affermazioni, quanto il disagio che si prova a sentirle.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal “sisma” politico a quello reale.<br />
</strong><br />
Dopo la scossa di terremoto avvenuta alle 9,07 di mercoledì 25 Gennaio in pieno orario scolastico, il pensiero è andato in automatico alle scuole elementari, gonfie dei nostri piccoli studenti, insegnanti e bidelli. Si è trattato di una scossa breve e di modesta entità, ma distintamente avvertita: tanto spavento, diverse classi scese in cortile,  qualche bambino in lacrime, ma per fortuna tutto è finito lì, e in capo a un quarto d’ora ognuno è rientrato al suo posto. Niente di grave quindi, ma qualche riflessione vien comunque da fare.<br />
A proposito della sicurezza della scuola, per esempio, mi ricordo che qualcuno, tempo fa, sosteneva che la nostra è una zona simicamente tranquilla; non è vero evidentemente, e ogni tanto la “Zolla Adriatica” ce lo tiene a mente.<br />
Ora, pochi mesi fa sulla scuola si sono eseguiti  lavori che le dovrebbero aver dato un minimo di sicurezza statica, ma se su questo fronte si può –forse- essere un po’ più tranquilli, molti altri sono i problemi che la affliggono, sempre più gravi al passar del tempo, a iniziare dalla carenza di spazio a tutto tondo: carenza di spazio per aule sottodimensionate; carenza di aule per incremento di popolazione scolastica;  carenza di spazî laboratoriali, convertiti in aule per far fronte all’inevitabile incremento delle sezioni, mancanza di spazî di riunione importanti (aula magna), ridotti spazî di gioco esterni;  vetustà degli impianti tecnologici, e così via.<br />
Mi chiedo: quanto ci vorrà per dare una risposta seria a questi problemi? E quali risposte saranno, quali progetti si hanno in mente  dopo la cortina fumogena diffusa a proposito dello spostamento della materna?<br />
Non crede questa amministrazione che sia più opportuno pensare a questi problemi invece che buttare di nuovo soldi pubblici e fumo negli occhi dei cittadini lamentando il bisogno di un nuovo Municipio? L’assessore che lagnava l’inadeguatezza del vecchio comune per mancanza di spazio funzionale al ricevimento dei cittadini da parte degli assessori, ha mai verificato quanto sono adeguati gli spazî di cui godono i bambini nelle vecchie scuole?<br />
Ogni famiglia di buon senso, prima pensa ai bisogni dei bambini, poi al resto. Esiste una scala di priorità, e mi pare quantomeno bizzarro che al primo posto debbano starci stanze comode per l’assessore.<br />
Si dovrebbe provare imbarazzo per certe affermazioni, quanto il disagio che si prova a sentirle.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dal Bresciaoggi: Sisma in Giunta di Mario</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2011/11/10/dal-bresciaoggi-sisma-in-giunta/comment-page-1/#comment-222</link>
		<dc:creator>Mario</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 11:20:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3562#comment-222</guid>
		<description>La notizia del “licenziamento” del Vice Sindaco credo meriti qualche commento.

Intanto per il &lt;strong&gt;rilievo&lt;/strong&gt; di Luca Salvoni, non un consigliere qualsiasi, nominato al ruolo anche in forza delle preferenze espresse dagli elettori, quello che a tutti appariva come il naturale candidato alla successione dell’attuale Sindaco.

Poi ancora per la &lt;strong&gt;forma&lt;/strong&gt;: infatti, a parte le espressioni di circostanza sulla scelta sofferta e dolorosa, quello che più colpisce è il modo plateale, volutamente ostentato anche sui giornali, con il quale è avvenuto il licenziamento, quasi una sorta di avvertimento.

A questa forma, sicuramente eccessiva, non corrisponde altrettanta enfasi sulla &lt;strong&gt;sostanza&lt;/strong&gt;. Non trattandosi di vicende interne ad un partito, ma che riguardano un’amministrazione pubblica, non sarebbe superfluo conoscere meglio le motivazioni dei contrasti, gli argomenti sui quali si sono manifestati e la consistenza delle posizioni. 

I cittadini di Castelcovati hanno il diritto di conoscere, gli amministratori il dovere di comunicare, altrimenti si corre il rischio che tutto venga letto come una faida interna finita con l’eliminazione di chi si è permesso di dissentire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia del “licenziamento” del Vice Sindaco credo meriti qualche commento.</p>
<p>Intanto per il <strong>rilievo</strong> di Luca Salvoni, non un consigliere qualsiasi, nominato al ruolo anche in forza delle preferenze espresse dagli elettori, quello che a tutti appariva come il naturale candidato alla successione dell’attuale Sindaco.</p>
<p>Poi ancora per la <strong>forma</strong>: infatti, a parte le espressioni di circostanza sulla scelta sofferta e dolorosa, quello che più colpisce è il modo plateale, volutamente ostentato anche sui giornali, con il quale è avvenuto il licenziamento, quasi una sorta di avvertimento.</p>
<p>A questa forma, sicuramente eccessiva, non corrisponde altrettanta enfasi sulla <strong>sostanza</strong>. Non trattandosi di vicende interne ad un partito, ma che riguardano un’amministrazione pubblica, non sarebbe superfluo conoscere meglio le motivazioni dei contrasti, gli argomenti sui quali si sono manifestati e la consistenza delle posizioni. </p>
<p>I cittadini di Castelcovati hanno il diritto di conoscere, gli amministratori il dovere di comunicare, altrimenti si corre il rischio che tutto venga letto come una faida interna finita con l’eliminazione di chi si è permesso di dissentire.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Nuova piazza e nuovo municipio: i conti non tornano! di vania</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2011/03/21/nuova-piazza-e-nuovo-municipio-i-conti-non-tornano/comment-page-1/#comment-221</link>
		<dc:creator>vania</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 21:20:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3459#comment-221</guid>
		<description>Sono finalmente riuscita a leggere il notiziario di metà mandato pubblicato dal comune. 
All’interno si illustra una attività frenetica; direi addirittura pirotecnica. 
Tralascio l’editoriale del sindaco, che spende la metà del suo spazio su sicurezza, polizia, telecamere, sorveglianza, immigrati e ovviamente delegittimazione dell’avversario; tralascio il resoconto del settore bilancio, in quanto non ferrata in dispositivi economici ecc…
Rivolgo invece la mia attenzione sulle attività di altri settori, dove si forniscono elenchi di cose fatte o in procinto di, e alla fine non posso fare a meno di rilevare la “dimenticanza” di alcune cosette.
Servizi sociali: C’è un lungo elenco di servizi erogati, ma  che alla fin fine erano già attivi da prima; positiva l’iniziativa a favore dei disoccupati, ma in compenso è scomparso ogni riferimento su assistente sociale, educativa di strada, servizio civile. 
Lavori pubblici: l’amministrazione deve essere proprio allergica alla nuova sede associazioni-centro anziani; pur avendo portato a termine buona parte dei lavori si evita accuratamente di segnalarli  nell’elenco dei lavori svolti. 
Urbanistica e ambiente, e  perché no, ancora lavori pubblici: Anche qui un bell’elenco di cose fatte o da fare, compreso il tanto discusso nuovo municipio e l’“indispensabile” bretella detta del Sunset. 
Silenzio totale invece sulla situazione di via De Gasperi, e bocche cucite sulla situazione scuole elementari. Il ribaltamento delle priorità.
Cultura, sport e tempo libero: a parte la meritevole iniziativa “Adolescenti inquieti…” per il resto Alice ci porta nel Paese delle Meraviglie. 
“Tre anni scoppiettanti” che sono una esmplare sequela di sagre dei canunsei, spiedi da Guinnes, Q-Factor, Zelig, Striscie. La fiera del godereccio.
Ma su organizzazione di eventi  sportivi non c’è una sola menzione; per eventi culturali, menzioni zero. E in tutto il pezzo non compare una sola volta la parola “biblioteca”. Chissà perché.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono finalmente riuscita a leggere il notiziario di metà mandato pubblicato dal comune.<br />
All’interno si illustra una attività frenetica; direi addirittura pirotecnica.<br />
Tralascio l’editoriale del sindaco, che spende la metà del suo spazio su sicurezza, polizia, telecamere, sorveglianza, immigrati e ovviamente delegittimazione dell’avversario; tralascio il resoconto del settore bilancio, in quanto non ferrata in dispositivi economici ecc…<br />
Rivolgo invece la mia attenzione sulle attività di altri settori, dove si forniscono elenchi di cose fatte o in procinto di, e alla fine non posso fare a meno di rilevare la “dimenticanza” di alcune cosette.<br />
Servizi sociali: C’è un lungo elenco di servizi erogati, ma  che alla fin fine erano già attivi da prima; positiva l’iniziativa a favore dei disoccupati, ma in compenso è scomparso ogni riferimento su assistente sociale, educativa di strada, servizio civile.<br />
Lavori pubblici: l’amministrazione deve essere proprio allergica alla nuova sede associazioni-centro anziani; pur avendo portato a termine buona parte dei lavori si evita accuratamente di segnalarli  nell’elenco dei lavori svolti.<br />
Urbanistica e ambiente, e  perché no, ancora lavori pubblici: Anche qui un bell’elenco di cose fatte o da fare, compreso il tanto discusso nuovo municipio e l’“indispensabile” bretella detta del Sunset.<br />
Silenzio totale invece sulla situazione di via De Gasperi, e bocche cucite sulla situazione scuole elementari. Il ribaltamento delle priorità.<br />
Cultura, sport e tempo libero: a parte la meritevole iniziativa “Adolescenti inquieti…” per il resto Alice ci porta nel Paese delle Meraviglie.<br />
“Tre anni scoppiettanti” che sono una esmplare sequela di sagre dei canunsei, spiedi da Guinnes, Q-Factor, Zelig, Striscie. La fiera del godereccio.<br />
Ma su organizzazione di eventi  sportivi non c’è una sola menzione; per eventi culturali, menzioni zero. E in tutto il pezzo non compare una sola volta la parola “biblioteca”. Chissà perché.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su VIVA L&#8217;ITALIA UNITA di roberto</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2011/03/14/viva-litalia-unita/comment-page-1/#comment-220</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 15:42:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3453#comment-220</guid>
		<description>Sono appena tornato dalla manifestazione sull’Unità d’Italia organizzata dall’associazione Combattenti e Reduci di Castelcovati insieme all’associazione “Il filo di Arianna”. Ci sono andato soprattutto per amore del mio Paese, perché l’evento è impedibile, ma anche curioso di sentire l’intervento del nostro sindaco, la cui presenza non era per nulla scontata, visto la posizione di molti alti papaveri della Lega Nord. 
Ebbene, più che ad un discorso, abbiamo assistito a una vera e propria imboscata politica. 
Una vergognosa tirata propagandistica dove tanto per cominciare è stata interpretata la storia secondo una sua personale opinione; dove nemmeno le date fondanti sono state riconosciute, e infatti il 17 marzo 1861 - &lt;strong&gt;data della proclamazione ufficiale del Regno d’Italia&lt;/strong&gt; - non è stato neppure citato, preferendogli il 17 febbraio 1861, confuso per errore col 18 di febbraio, data in cui si ebbe la prima seduta del parlamento dell’Italia unita,  tanto per dirne una. 
Stando al suo discorso tutto quello avvenuto prima  riveste una importanza relativa, in quanto la vera unità arriverà solo col federalismo, che è stato l’argomento unico del suo intervento. Perciò, in sintesi, secondo pensiero del nostro primo cittadino, è la Lega che si incaricherà di completare il percorso unitario e finalmente, se va bene a loro, dopo un secolo e mezzo si faranno anche gli italiani. Sempre che passi il loro progetto, altrimenti… 
Quindi, incredibile ma vero, dopo tutte le sparate sulla secessione del nord, dopo i trecentomila fucili delle valli bergamasche, dopo i tricolori da buttare nel cesso, fra poco dovremo ricordare Bossi e i suoi epigoni fra i padri della Patria. 
Mazzini, Cavour, Garibaldi; chi erano costoro?
Una cosa allucinante; mi ha confortato solo il fatto che alla fine del discorso nessuno ha applaudito, ci sono stati alcuni secondi di imbarazzante silenzio, finchè dal pubblico qualcuno ha gridato
 “ VIVA L’ITALIA!”
e allora sì, è scattato il battimani. 
Per fortuna subito dopo ci ha pensato il Professor Tossi a rimettere le cose a posto, facendo una seria e puntuale  ricostruzione storica del percorso unitario; mettendo date, importanza degli eventi e degli attori del percorso al posto giusto, con un discorso a volte magari anche retorico, ma colmo, davvero colmo di passione, e questo sì calorosamente applaudito, anche  per la riconosciuta capacità di mettere i puntini sulle “i”. 
E la partecipazione convinta al momento di preghiera proposta dal parroco, ci dice ancora di più sulla voglia di Unità.
Perciò, nonostante la pioggia, nonostante i tranelli, la festa è riuscita comunque bene grazie all’impegno degli organizzatori e delle Associazioni; bella,  grazie alla mostra fotografica allestita dell’Iride, e anche allegra e gustosa grazie al rinfresco offerto dall’Associazione Commercianti.
E soprattutto sentita, grazie alla presenza di tanta, tanta gente - senza la quale non ci sarebbe festa – che si riconosceva in un solo grido: &lt;strong&gt;VIVA L’ITALIA!!!&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono appena tornato dalla manifestazione sull’Unità d’Italia organizzata dall’associazione Combattenti e Reduci di Castelcovati insieme all’associazione “Il filo di Arianna”. Ci sono andato soprattutto per amore del mio Paese, perché l’evento è impedibile, ma anche curioso di sentire l’intervento del nostro sindaco, la cui presenza non era per nulla scontata, visto la posizione di molti alti papaveri della Lega Nord.<br />
Ebbene, più che ad un discorso, abbiamo assistito a una vera e propria imboscata politica.<br />
Una vergognosa tirata propagandistica dove tanto per cominciare è stata interpretata la storia secondo una sua personale opinione; dove nemmeno le date fondanti sono state riconosciute, e infatti il 17 marzo 1861 - <strong>data della proclamazione ufficiale del Regno d’Italia</strong> - non è stato neppure citato, preferendogli il 17 febbraio 1861, confuso per errore col 18 di febbraio, data in cui si ebbe la prima seduta del parlamento dell’Italia unita,  tanto per dirne una.<br />
Stando al suo discorso tutto quello avvenuto prima  riveste una importanza relativa, in quanto la vera unità arriverà solo col federalismo, che è stato l’argomento unico del suo intervento. Perciò, in sintesi, secondo pensiero del nostro primo cittadino, è la Lega che si incaricherà di completare il percorso unitario e finalmente, se va bene a loro, dopo un secolo e mezzo si faranno anche gli italiani. Sempre che passi il loro progetto, altrimenti…<br />
Quindi, incredibile ma vero, dopo tutte le sparate sulla secessione del nord, dopo i trecentomila fucili delle valli bergamasche, dopo i tricolori da buttare nel cesso, fra poco dovremo ricordare Bossi e i suoi epigoni fra i padri della Patria.<br />
Mazzini, Cavour, Garibaldi; chi erano costoro?<br />
Una cosa allucinante; mi ha confortato solo il fatto che alla fine del discorso nessuno ha applaudito, ci sono stati alcuni secondi di imbarazzante silenzio, finchè dal pubblico qualcuno ha gridato<br />
 “ VIVA L’ITALIA!”<br />
e allora sì, è scattato il battimani.<br />
Per fortuna subito dopo ci ha pensato il Professor Tossi a rimettere le cose a posto, facendo una seria e puntuale  ricostruzione storica del percorso unitario; mettendo date, importanza degli eventi e degli attori del percorso al posto giusto, con un discorso a volte magari anche retorico, ma colmo, davvero colmo di passione, e questo sì calorosamente applaudito, anche  per la riconosciuta capacità di mettere i puntini sulle “i”.<br />
E la partecipazione convinta al momento di preghiera proposta dal parroco, ci dice ancora di più sulla voglia di Unità.<br />
Perciò, nonostante la pioggia, nonostante i tranelli, la festa è riuscita comunque bene grazie all’impegno degli organizzatori e delle Associazioni; bella,  grazie alla mostra fotografica allestita dell’Iride, e anche allegra e gustosa grazie al rinfresco offerto dall’Associazione Commercianti.<br />
E soprattutto sentita, grazie alla presenza di tanta, tanta gente - senza la quale non ci sarebbe festa – che si riconosceva in un solo grido: <strong>VIVA L’ITALIA!!!</strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dall’assemblea sul P.G.T. di Proposta per Castelcovati</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/11/30/dall%e2%80%99assemblea-sul-pgt/comment-page-1/#comment-219</link>
		<dc:creator>Proposta per Castelcovati</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 17:07:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3410#comment-219</guid>
		<description>Caro Mario, per cominciare ricambiamo gli auguri di buone feste.

Sulla scorta del tuo suggerimento abbiamo verificato ed effettivamente vi è discordanza tra i files inizialmente riportati dal sito e queli pubblicati il 24 dicembre, discordanza che a prima vista appare molto evidente nelle Norme Tecniche di Attuazione a riguardo dell’Ambito di Trasformazione Residenziale “D”, posto in Via Tagliate che, nella versione originaria era di 40.000 mq. e poi si è ridotto a 29.150.

Non sappiamo con certezza quale sia la soluzione effettivamente approvata dal Comune, possiamo solo dirti che in Assemblea è stata presentata quella di maggiore estensione.

Crediamo si sia trattato di un errore ma, vista la delicatezza dell’argomento e i legittimi interessi in gioco, ci pare doveroso che l’Amministrazione chiarisca ufficialmente la situazione, spiegando l’origine dell’errore, se ce ne siano altri e quale sia la versione del Documento di Piano in vigore..

&lt;strong&gt;Altrimenti si corre il rischio che una delle poche volte che il sito del Comune viene utilizzato per fare informazione finisca invece per creare solo confusione!&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Mario, per cominciare ricambiamo gli auguri di buone feste.</p>
<p>Sulla scorta del tuo suggerimento abbiamo verificato ed effettivamente vi è discordanza tra i files inizialmente riportati dal sito e queli pubblicati il 24 dicembre, discordanza che a prima vista appare molto evidente nelle Norme Tecniche di Attuazione a riguardo dell’Ambito di Trasformazione Residenziale “D”, posto in Via Tagliate che, nella versione originaria era di 40.000 mq. e poi si è ridotto a 29.150.</p>
<p>Non sappiamo con certezza quale sia la soluzione effettivamente approvata dal Comune, possiamo solo dirti che in Assemblea è stata presentata quella di maggiore estensione.</p>
<p>Crediamo si sia trattato di un errore ma, vista la delicatezza dell’argomento e i legittimi interessi in gioco, ci pare doveroso che l’Amministrazione chiarisca ufficialmente la situazione, spiegando l’origine dell’errore, se ce ne siano altri e quale sia la versione del Documento di Piano in vigore..</p>
<p><strong>Altrimenti si corre il rischio che una delle poche volte che il sito del Comune viene utilizzato per fare informazione finisca invece per creare solo confusione!</strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dall’assemblea sul P.G.T. di Mario</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/11/30/dall%e2%80%99assemblea-sul-pgt/comment-page-1/#comment-217</link>
		<dc:creator>Mario</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 20:10:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3410#comment-217</guid>
		<description>Ho bisogno di un chiarimento, magari voi potete aiutarmi.

Il 16 dicembre è comparso sul sito del Comune di Castelcovati il Piano del Governo del Territorio, composto di 22 file PDF, probabilmente anche a seguito delle vostre sollecitazioni. 

Questa mattina i file sono scomparsi per ricomparire poi nel pomeriggio. Solo che i file di oggi non corrispondono a quelli pubblicati inizialmente, in particolare le Norme Tecniche di Attuazione e le tavole del PGT.

Sapendo che tale documento è stato presentato in un’assemblea pubblica il 15 dicembre chiedo a voi di verificare se i documenti di oggi corrispondono  a quelli presentati in quella sede e , se così non fosse, quali sono quelli “veri”?

Ringrazio anticipatamente e auguro Buon Natale e Buone Feste ai visitatori del sito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho bisogno di un chiarimento, magari voi potete aiutarmi.</p>
<p>Il 16 dicembre è comparso sul sito del Comune di Castelcovati il Piano del Governo del Territorio, composto di 22 file PDF, probabilmente anche a seguito delle vostre sollecitazioni. </p>
<p>Questa mattina i file sono scomparsi per ricomparire poi nel pomeriggio. Solo che i file di oggi non corrispondono a quelli pubblicati inizialmente, in particolare le Norme Tecniche di Attuazione e le tavole del PGT.</p>
<p>Sapendo che tale documento è stato presentato in un’assemblea pubblica il 15 dicembre chiedo a voi di verificare se i documenti di oggi corrispondono  a quelli presentati in quella sede e , se così non fosse, quali sono quelli “veri”?</p>
<p>Ringrazio anticipatamente e auguro Buon Natale e Buone Feste ai visitatori del sito.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dall&#8217;assemblea sull&#8217;ICI di Alessia Festa</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/11/26/dallassemblea-sullici/comment-page-1/#comment-216</link>
		<dc:creator>Alessia Festa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 14:20:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3388#comment-216</guid>
		<description>Mettendo insieme le informazioni tratte dall’ intervento sul sito e dall’articolo del Giornale di Brescia non si può che arrivare a concludere che:

•	i valori attribuiti dal comune alle aree edificabili sono troppo alti, tanto che le aree non ancora costruite producono più gettito ICI di quello prodotto da tutti gli appartamenti che vi si potrebbero costruire, cosa questa che pare &lt;strong&gt;irrazionale&lt;/strong&gt;;

•	l’applicazione retroattiva di questi valori non è un obbligo di legge per il comune, ma al massimo una facoltà: pertanto è &lt;strong&gt;l’amministrazione di Castelcovati che ha deciso di salassare i propri cittadini&lt;/strong&gt;;

•	l’applicazione di sanzioni ed interessi a coloro che hanno pagato quanto il comune all’epoca richiedeva, solo perché adesso chi comanda ha deciso di incrementare i valori, pare &lt;strong&gt;illegittima&lt;/strong&gt;, in quanto punisce cittadini incolpevoli;

•	come se non bastasse, adesso si apprende dalla stampa che probabilmente la perizia stessa, quella che ha determinato valori così alti, redatta da un tecnico della cooperativa incaricata degli accertamenti e deliberata dalla Giunta, conterrebbe un &lt;strong&gt;clamoroso errore, tale da condurre al quasi raddoppio dei valori stessi&lt;/strong&gt;.

Ovviamente sarà necessario procedere a tutte le opportune verifiche, ma quello denunciato dai due consiglieri di Castelcovati al centro, se confermato, è qualcosa di &lt;strong&gt;devastante per la credibilità degli amministratori&lt;/strong&gt;, in grado di produrre &lt;strong&gt;ricadute molto negative sul Bilancio del comune&lt;/strong&gt;.
Cerco di spiegare con parole semplici, per quanto possibile, il macroscopico errore di calcolo che sarebbe contenuto nella perizia del comune. 
Il tecnico incaricato ha determinato il valore delle aree edificabili attraverso una stima analitica, partendo dal valore medio di cessione a Castelcovati degli immobili costruiti.
Ha così determinato l’incidenza del costo dell’area su ogni metro quadro di costruito vendibile. 
Il valore complessivo dell’area, sulla quale calcolare l’ICI, dovrebbe quindi essere il risultato di una moltiplicazione tra la superficie costruibile e l’incidenza dell’area per ogni metro quadro costruibile.
L’errore consiste nel fatto che il costo dell’area per ogni metro quadro costruibile viene moltiplicato per l’intera superficie del lotto, ottenendo un valore praticamente doppio.
Esempio un lotto di 1000 mq, dove sia consentito costruire 1,5 metri cubi per ogni metro quadro di superficie, consente di edificare 1500 metri cubi. Essendo l’altezza di un piano 3 metri, 1500 metri cubi consentono di costruire 500 metri quadri di superficie vendibile. Se l’incidenza dell’area per ogni metro quadro di superficie vendibile è di 250 euro il valore di quel lotto (quindi il valore imponibile), calcolato in modo corretto è 

&lt;strong&gt;Mq 500 x 250 € / mq = 125.000 €
Ici dovuta 750 €.&lt;/strong&gt;

Il tecnico della cooperativa invece moltiplica la superficie dell’intero lotto per l’incidenza dell’area per ogni metro quadro di superficie vendibile, ottenendo il seguente risultato :

&lt;strong&gt;Mq 1000 x 250 € / mq = 250.000 €
Ici dovuta 1.500 €&lt;/strong&gt;

&lt;strong&gt;Esattamente il doppio !&lt;/strong&gt;

La conseguenza pratica di questo errore è che per gli anni a venire ai possessori di aree si chiede il doppio del dovuto e per gli anni passati, se consideriamo interessi, sanzioni e togliamo l’ici già versata dal contribuente, il comune potrebbe essere costretto a restituire quasi per intero le somme arbitrariamente accertate ed incassate.

Se pensiamo che il Sindaco di Castelcovati si è permesso di chiamare questi cittadini evasori, mi viene difficile immaginare quali potrebbero essere le conseguenze se davvero la perizia della cooperativa fosse sbagliata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mettendo insieme le informazioni tratte dall’ intervento sul sito e dall’articolo del Giornale di Brescia non si può che arrivare a concludere che:</p>
<p>•	i valori attribuiti dal comune alle aree edificabili sono troppo alti, tanto che le aree non ancora costruite producono più gettito ICI di quello prodotto da tutti gli appartamenti che vi si potrebbero costruire, cosa questa che pare <strong>irrazionale</strong>;</p>
<p>•	l’applicazione retroattiva di questi valori non è un obbligo di legge per il comune, ma al massimo una facoltà: pertanto è <strong>l’amministrazione di Castelcovati che ha deciso di salassare i propri cittadini</strong>;</p>
<p>•	l’applicazione di sanzioni ed interessi a coloro che hanno pagato quanto il comune all’epoca richiedeva, solo perché adesso chi comanda ha deciso di incrementare i valori, pare <strong>illegittima</strong>, in quanto punisce cittadini incolpevoli;</p>
<p>•	come se non bastasse, adesso si apprende dalla stampa che probabilmente la perizia stessa, quella che ha determinato valori così alti, redatta da un tecnico della cooperativa incaricata degli accertamenti e deliberata dalla Giunta, conterrebbe un <strong>clamoroso errore, tale da condurre al quasi raddoppio dei valori stessi</strong>.</p>
<p>Ovviamente sarà necessario procedere a tutte le opportune verifiche, ma quello denunciato dai due consiglieri di Castelcovati al centro, se confermato, è qualcosa di <strong>devastante per la credibilità degli amministratori</strong>, in grado di produrre <strong>ricadute molto negative sul Bilancio del comune</strong>.<br />
Cerco di spiegare con parole semplici, per quanto possibile, il macroscopico errore di calcolo che sarebbe contenuto nella perizia del comune.<br />
Il tecnico incaricato ha determinato il valore delle aree edificabili attraverso una stima analitica, partendo dal valore medio di cessione a Castelcovati degli immobili costruiti.<br />
Ha così determinato l’incidenza del costo dell’area su ogni metro quadro di costruito vendibile.<br />
Il valore complessivo dell’area, sulla quale calcolare l’ICI, dovrebbe quindi essere il risultato di una moltiplicazione tra la superficie costruibile e l’incidenza dell’area per ogni metro quadro costruibile.<br />
L’errore consiste nel fatto che il costo dell’area per ogni metro quadro costruibile viene moltiplicato per l’intera superficie del lotto, ottenendo un valore praticamente doppio.<br />
Esempio un lotto di 1000 mq, dove sia consentito costruire 1,5 metri cubi per ogni metro quadro di superficie, consente di edificare 1500 metri cubi. Essendo l’altezza di un piano 3 metri, 1500 metri cubi consentono di costruire 500 metri quadri di superficie vendibile. Se l’incidenza dell’area per ogni metro quadro di superficie vendibile è di 250 euro il valore di quel lotto (quindi il valore imponibile), calcolato in modo corretto è </p>
<p><strong>Mq 500 x 250 € / mq = 125.000 €<br />
Ici dovuta 750 €.</strong></p>
<p>Il tecnico della cooperativa invece moltiplica la superficie dell’intero lotto per l’incidenza dell’area per ogni metro quadro di superficie vendibile, ottenendo il seguente risultato :</p>
<p><strong>Mq 1000 x 250 € / mq = 250.000 €<br />
Ici dovuta 1.500 €</strong></p>
<p><strong>Esattamente il doppio !</strong></p>
<p>La conseguenza pratica di questo errore è che per gli anni a venire ai possessori di aree si chiede il doppio del dovuto e per gli anni passati, se consideriamo interessi, sanzioni e togliamo l’ici già versata dal contribuente, il comune potrebbe essere costretto a restituire quasi per intero le somme arbitrariamente accertate ed incassate.</p>
<p>Se pensiamo che il Sindaco di Castelcovati si è permesso di chiamare questi cittadini evasori, mi viene difficile immaginare quali potrebbero essere le conseguenze se davvero la perizia della cooperativa fosse sbagliata.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Gli alloggi per anziani sommersi dalle chiacchiere di Alessia Festa</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/09/29/gli-alloggi-per-anziani-sommersi-dalle-chiacchiere/comment-page-1/#comment-215</link>
		<dc:creator>Alessia Festa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 20:34:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3291#comment-215</guid>
		<description>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Chi risarcirà il nostro paese per tutto il tempo perso?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;

Sottopongo alla riflessione dei visitatori un estratto delle nostre linee programmatiche, con il quale ci siamo presentati alle amministrative del 13-14 aprile 2008. &lt;em&gt;Purtroppo tutti i nostri progetti sono ancora attuali.&lt;/em&gt;

&lt;em&gt;Alloggi per anziani in centro&lt;/em&gt;

Il completamento naturale degli interventi già realizzati sulla casa di riposo e di quelli in corso su casa Cadei e parco annesso sarà rappresentato dalla costruzione di nuovi alloggi per anziani.
L’area interessata è quella denominata Loc del Pio, già di proprietà comunale, che si trova in una posizione strategica di raccordo tra la Piazza e la Sgrafignana.
Questo renderà possibile un più agevole collegamento, pedonale e ciclabile, tra le varie zone del paese e la realizzazione di numerosi parcheggi a servizio della casa di riposo, degli alloggi per anziani e del centro storico.
Il parco urbano, adeguatamente piantumato e dotato di giochi, panche e tavolini diventerà così un naturale punto di incontro di tutta la comunità.
Il progetto, già approvato, prevede la costruzione di una palazzina con adeguati criteri di risparmio energetico, su tre piani fuori terra con ascensore ed un piano interrato a cantine e spazi comuni.
Verranno ricavati 9 bilocali e 4 trilocali, dotati di ampie pertinenze a balconi e logge.
Le sistemazioni esterne consentiranno di ricavare 33 parcheggi, 5 box ed una autorimessa per il ricovero dei mezzi del Gruppo Volontari Ambulanza, che avrà la propria sede nei locali ristrutturati di casa Cadei.

&lt;em&gt;Ampliamento del cimitero&lt;/em&gt;

Il nostro cimitero purtroppo è quasi saturo. Si pone pertanto con urgenza il problema del suo ampliamento, che dovrà essere accompagnato anche da una modifica dei regolamenti e da una gestione efficiente del verde interno ed esterno.
L’intervento di ampliamento sarà anche l’occasione per la sistemazione definitiva degli spazi esterni, compresi quelli antistanti l’ingresso principale, già di proprietà comunale, che potranno essere attrezzati a verde pubblico.
La gestione dell’intero cimitero e quindi anche i costi dell’ampliamento e delle sistemazioni esterne verrà affidata a CAST e sarà sostenuta con i proventi delle concessioni cimiteriali, delle tombe giardino e delle tombe di famiglia.

&lt;em&gt;Miglioramento della viabilità&lt;/em&gt;

Intendiamo riprendere i contatti con la provincia di Brescia relativi ai lavori sulla SP 18 (via De Gasperi) e sulla SP 17 (tangenziale Est).
La via De Gasperi sarà interessata da un intervento di riqualificazione con riduzione della sezione ed incremento di marciapiedi, parcheggi e ciclabili.
La tangenziale Est sarà invece completata con l’inserimento di due rotatorie, una in prossimità degli impianti sportivi e l’altra a Fenile Bontempo, e con l’allargamento e la rettifica della sezione stradale di via Comezzano, fino al confine comunale.
Il costo complessivo dei due interventi, che verranno affidati alla CAST, è stimato in € 1.600.000, che saranno finanziati con mezzi propri della nostra società per € 750.000, attraverso il concorso della provincia per € 600.000 e dell’autorità d’ambito del servizio idrico per i restanti € 250.000.

&lt;em&gt;Recupero del Loc del Sul&lt;/em&gt;

Attraverso l’accordo con i proprietari sarà possibile procedere all’intervento di recupero della cascina e del vecchio municipio. Saranno così ricavati la nuova piazza di Castelcovati, una buona dotazione di parcheggi e significative porzioni edificate da destinare a nuovi servizi pubblici.
L’amministrazione non sosterrà costi in questa operazione: il valore relativo al vecchio municipio verrà restituito al Comune sotto forma di spazi edificati, preferibilmente al piano terra.
Tra le funzioni che sarà possibile trasferire pensiamo al centro civico, con conseguente ampliamento della biblioteca, all’ufficio postale ed altre funzioni.

&lt;em&gt;Interventi di edilizia scolastica&lt;/em&gt;

Rivendichiamo il merito di aver riportato al centro dell’attenzione dei gruppi politici locali e  dell’opinione pubblica il tema dell’edilizia scolastica.
Per molti anni, infatti, gli edifici che ospitano le scuole sono stati oggetto solo di interventi di manutenzione, spesso costosi, ma che hanno esclusivamente “tamponato” alcuni problemi urgenti.
Ora che la necessità di intervenire è acquisita per tutti, intendiamo ripartire da zero e mettere a confronto le diverse soluzioni proposte attraverso  la costituzione di una apposita commissione che, coinvolgendo gli organismi scolastici, possa fornire al Consiglio Comunale tutte le indicazioni utili per operare la scelta migliore, avendo come unica finalità quella di mettere a disposizione dei nostri bambini e ragazzi strutture sicure, adeguate e moderne.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Chi risarcirà il nostro paese per tutto il tempo perso?</em></strong></p>
<p>Sottopongo alla riflessione dei visitatori un estratto delle nostre linee programmatiche, con il quale ci siamo presentati alle amministrative del 13-14 aprile 2008. <em>Purtroppo tutti i nostri progetti sono ancora attuali.</em></p>
<p><em>Alloggi per anziani in centro</em></p>
<p>Il completamento naturale degli interventi già realizzati sulla casa di riposo e di quelli in corso su casa Cadei e parco annesso sarà rappresentato dalla costruzione di nuovi alloggi per anziani.<br />
L’area interessata è quella denominata Loc del Pio, già di proprietà comunale, che si trova in una posizione strategica di raccordo tra la Piazza e la Sgrafignana.<br />
Questo renderà possibile un più agevole collegamento, pedonale e ciclabile, tra le varie zone del paese e la realizzazione di numerosi parcheggi a servizio della casa di riposo, degli alloggi per anziani e del centro storico.<br />
Il parco urbano, adeguatamente piantumato e dotato di giochi, panche e tavolini diventerà così un naturale punto di incontro di tutta la comunità.<br />
Il progetto, già approvato, prevede la costruzione di una palazzina con adeguati criteri di risparmio energetico, su tre piani fuori terra con ascensore ed un piano interrato a cantine e spazi comuni.<br />
Verranno ricavati 9 bilocali e 4 trilocali, dotati di ampie pertinenze a balconi e logge.<br />
Le sistemazioni esterne consentiranno di ricavare 33 parcheggi, 5 box ed una autorimessa per il ricovero dei mezzi del Gruppo Volontari Ambulanza, che avrà la propria sede nei locali ristrutturati di casa Cadei.</p>
<p><em>Ampliamento del cimitero</em></p>
<p>Il nostro cimitero purtroppo è quasi saturo. Si pone pertanto con urgenza il problema del suo ampliamento, che dovrà essere accompagnato anche da una modifica dei regolamenti e da una gestione efficiente del verde interno ed esterno.<br />
L’intervento di ampliamento sarà anche l’occasione per la sistemazione definitiva degli spazi esterni, compresi quelli antistanti l’ingresso principale, già di proprietà comunale, che potranno essere attrezzati a verde pubblico.<br />
La gestione dell’intero cimitero e quindi anche i costi dell’ampliamento e delle sistemazioni esterne verrà affidata a CAST e sarà sostenuta con i proventi delle concessioni cimiteriali, delle tombe giardino e delle tombe di famiglia.</p>
<p><em>Miglioramento della viabilità</em></p>
<p>Intendiamo riprendere i contatti con la provincia di Brescia relativi ai lavori sulla SP 18 (via De Gasperi) e sulla SP 17 (tangenziale Est).<br />
La via De Gasperi sarà interessata da un intervento di riqualificazione con riduzione della sezione ed incremento di marciapiedi, parcheggi e ciclabili.<br />
La tangenziale Est sarà invece completata con l’inserimento di due rotatorie, una in prossimità degli impianti sportivi e l’altra a Fenile Bontempo, e con l’allargamento e la rettifica della sezione stradale di via Comezzano, fino al confine comunale.<br />
Il costo complessivo dei due interventi, che verranno affidati alla CAST, è stimato in € 1.600.000, che saranno finanziati con mezzi propri della nostra società per € 750.000, attraverso il concorso della provincia per € 600.000 e dell’autorità d’ambito del servizio idrico per i restanti € 250.000.</p>
<p><em>Recupero del Loc del Sul</em></p>
<p>Attraverso l’accordo con i proprietari sarà possibile procedere all’intervento di recupero della cascina e del vecchio municipio. Saranno così ricavati la nuova piazza di Castelcovati, una buona dotazione di parcheggi e significative porzioni edificate da destinare a nuovi servizi pubblici.<br />
L’amministrazione non sosterrà costi in questa operazione: il valore relativo al vecchio municipio verrà restituito al Comune sotto forma di spazi edificati, preferibilmente al piano terra.<br />
Tra le funzioni che sarà possibile trasferire pensiamo al centro civico, con conseguente ampliamento della biblioteca, all’ufficio postale ed altre funzioni.</p>
<p><em>Interventi di edilizia scolastica</em></p>
<p>Rivendichiamo il merito di aver riportato al centro dell’attenzione dei gruppi politici locali e  dell’opinione pubblica il tema dell’edilizia scolastica.<br />
Per molti anni, infatti, gli edifici che ospitano le scuole sono stati oggetto solo di interventi di manutenzione, spesso costosi, ma che hanno esclusivamente “tamponato” alcuni problemi urgenti.<br />
Ora che la necessità di intervenire è acquisita per tutti, intendiamo ripartire da zero e mettere a confronto le diverse soluzioni proposte attraverso  la costituzione di una apposita commissione che, coinvolgendo gli organismi scolastici, possa fornire al Consiglio Comunale tutte le indicazioni utili per operare la scelta migliore, avendo come unica finalità quella di mettere a disposizione dei nostri bambini e ragazzi strutture sicure, adeguate e moderne.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 19/11/2010: &#8220;L&#8217;arcobaleno&#8221; di Gianbattista Olivini di roberto</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/11/17/larcobaleno-di-gianbattista-olivini/comment-page-1/#comment-213</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 22:34:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3350#comment-213</guid>
		<description>              &lt;strong&gt;Un arcobaleno per tutti.&lt;/strong&gt;

Venerdì sera mi sono recato al teatro parrocchiale per assistere alla presentazione del libro di Battista Olivini. Sono rimasto sinceramente sorpreso dalla quantità di persone presenti per assistere all’evento, la sala era quasi piena. Accidenti, mi sono detto, non credevo che la presentazione di un libro scritto da uno come il Battista, per quanto lui sia un tipo originale, potesse destare tanto interesse. Chissà da dove arriva tutto questo richiamo. Forse, mi sono detto, è per la presenza di un giornalista noto a livello locale come Tonino Zana, oppure per  quella di alcune vecchie glorie del calcio scoperte o addirittura allevate da lui. 
Ma ho avuto poco tempo per abbozzare improbabili elucubrazioni, giusto il tempo perchè Paolo Olivini (il nostro buon Paolo,che ha curato la stesura del manoscritto, ne è nipote) cominciasse a introdurre il personaggio tracciando, con l’aiuto di alcune vecchie foto e con la lettura di alcuni brani tratti dal libro di Battista, un breve ma intenso profilo di una persona protagonista di una vita vissuta in modo tanto semplice quanto straordinario. 
E questo è anche l’intento del suo libro, che è testimonianza di come sia possibile realizzare i propri sogni e realizzarsi come persona pur senza disporre di grandi risorse; rivendicando anzi una vita semplice, imparando ad accontentarsi e a non scoraggiarsi mai, pur se colpiti da situazioni avverse. Dopo la presentazione di Paolo il “nostro” Battista, emozionantissimo e sempre occupato a strofinarsi gli occhi umidi di lacrime, ha omaggiato con copie autografate del suo libro alcuni amici arrivati apposta per fargli festa; atleti famosi e meno di qualche tempo fa, come Marchetti, Platto, Valli, Toninelli, o vecchi avversari di tornei e campionati come Mantovani, che col tempo hanno fatto carriera come procuratori calcistici, ma non hanno mai dimenticato amicizia e rispetto per il vecchio leone Battista Olivini. 
Amicizia e rispetto portati anche da Zana, che, proprio perché amico ( ma quanta gente conosce ‘sto vecchio Gianburrasca?), non ha faticato a ricamare attorno al più “discolo” dei “Diosànt” una trama di aneddoti e figure che hanno trasmesso per intero un messaggio esistenziale esemplare quanto giocoso;  la genuinità e la  freschezza di una vita improntata alla generosità (una costante: il ricavato della vendita del libro andrà interamente devoluto all’oratorio) e alla fiducia in sè e nel prossimo. 
La serata, ben organizzata, è passata in modo leggero e piacevole, due ore sono filate via in un lampo, a volte ridendo e altre volte commuovendosi davanti alle emozioni di Battista. Quando ci siamo alzati per uscire ho visto tante facce serene e sorridenti, gente felice di aver disertato per una sera il divano e la tv, felice di  ritrovarsi e di parlarsi per fare festa a questo monello impenitente, e che ancora di più si ritroverà entrando nelle pagine del suo libro, che senza pretese, con leggerezza e semplicità, ci accompagna in un quadro del nostro recente passato, dipinto con le parole del cuore e della sua personale realtà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un arcobaleno per tutti.</strong></p>
<p>Venerdì sera mi sono recato al teatro parrocchiale per assistere alla presentazione del libro di Battista Olivini. Sono rimasto sinceramente sorpreso dalla quantità di persone presenti per assistere all’evento, la sala era quasi piena. Accidenti, mi sono detto, non credevo che la presentazione di un libro scritto da uno come il Battista, per quanto lui sia un tipo originale, potesse destare tanto interesse. Chissà da dove arriva tutto questo richiamo. Forse, mi sono detto, è per la presenza di un giornalista noto a livello locale come Tonino Zana, oppure per  quella di alcune vecchie glorie del calcio scoperte o addirittura allevate da lui.<br />
Ma ho avuto poco tempo per abbozzare improbabili elucubrazioni, giusto il tempo perchè Paolo Olivini (il nostro buon Paolo,che ha curato la stesura del manoscritto, ne è nipote) cominciasse a introdurre il personaggio tracciando, con l’aiuto di alcune vecchie foto e con la lettura di alcuni brani tratti dal libro di Battista, un breve ma intenso profilo di una persona protagonista di una vita vissuta in modo tanto semplice quanto straordinario.<br />
E questo è anche l’intento del suo libro, che è testimonianza di come sia possibile realizzare i propri sogni e realizzarsi come persona pur senza disporre di grandi risorse; rivendicando anzi una vita semplice, imparando ad accontentarsi e a non scoraggiarsi mai, pur se colpiti da situazioni avverse. Dopo la presentazione di Paolo il “nostro” Battista, emozionantissimo e sempre occupato a strofinarsi gli occhi umidi di lacrime, ha omaggiato con copie autografate del suo libro alcuni amici arrivati apposta per fargli festa; atleti famosi e meno di qualche tempo fa, come Marchetti, Platto, Valli, Toninelli, o vecchi avversari di tornei e campionati come Mantovani, che col tempo hanno fatto carriera come procuratori calcistici, ma non hanno mai dimenticato amicizia e rispetto per il vecchio leone Battista Olivini.<br />
Amicizia e rispetto portati anche da Zana, che, proprio perché amico ( ma quanta gente conosce ‘sto vecchio Gianburrasca?), non ha faticato a ricamare attorno al più “discolo” dei “Diosànt” una trama di aneddoti e figure che hanno trasmesso per intero un messaggio esistenziale esemplare quanto giocoso;  la genuinità e la  freschezza di una vita improntata alla generosità (una costante: il ricavato della vendita del libro andrà interamente devoluto all’oratorio) e alla fiducia in sè e nel prossimo.<br />
La serata, ben organizzata, è passata in modo leggero e piacevole, due ore sono filate via in un lampo, a volte ridendo e altre volte commuovendosi davanti alle emozioni di Battista. Quando ci siamo alzati per uscire ho visto tante facce serene e sorridenti, gente felice di aver disertato per una sera il divano e la tv, felice di  ritrovarsi e di parlarsi per fare festa a questo monello impenitente, e che ancora di più si ritroverà entrando nelle pagine del suo libro, che senza pretese, con leggerezza e semplicità, ci accompagna in un quadro del nostro recente passato, dipinto con le parole del cuore e della sua personale realtà.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Vergogna di Marco Delpanno</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/10/02/serieta-e-non-calunnie/comment-page-1/#comment-212</link>
		<dc:creator>Marco Delpanno</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 14:31:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3299#comment-212</guid>
		<description>Sabato mattina, alla vigilia della manifestazione congiunta dei gruppi di minoranza,il sottoscritto come altri cittadini di Castelcovati ha avuto la "sorpresa" di un volantino "informativo" o meglio disinformativo dell'amministrazione in carica riguardo il tanto contestato progetto della finta piazza nel Piano di Recupero del Loc del Sul.

Premesso che per un progetto così importante per la nostra comunità l'informazione ed il coinvolgimento della cittadinanza era un atto dovuto che doveva avvenire PRIMA di prendere decisioni definitive, questo maldestro tentativo di creare una confusione di notizie risulta essere solo un nervoso e frenetico rincorrere le iniziative delle tre minoranze unite che, pensando al futuro del paese, si stanno seriamente impegnando in una campagna d'informazione e raccolta firme per dare democraticamente voce al cittadino.

Sinceramente sono molto dispiaciuto che si sia rifiutato costantemente il confronto costruttivo, non solo con le tre minoranze, ma con la comunità tutta, creando una situazione di tensione negativa per il paese.

Dispiace ulteriormente che queste tensioni invece di confrontarsi sul campo degli argomenti, scadano meschinamente in volantini diffamatori che fanno nomi e cognomi in maniera impropria o insinuazioni su interessi personali con i "si dice che...".

Peccato che oggi la politica sia così di bassa lega perché il paese ha bisogno di ben altro.

Colgo l'occasione di questo commento inoltre per esprimere, sia come persona sia come coordinatore del gruppo Proposta per Castelcovati in nome del gruppo intero, la più viva soledarietà a tutte le persone ingiustamente infangate da questo volantino.

Marco Delpanno
Coordinatore del Gruppo Proposta per Castelcovati</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato mattina, alla vigilia della manifestazione congiunta dei gruppi di minoranza,il sottoscritto come altri cittadini di Castelcovati ha avuto la &#8220;sorpresa&#8221; di un volantino &#8220;informativo&#8221; o meglio disinformativo dell&#8217;amministrazione in carica riguardo il tanto contestato progetto della finta piazza nel Piano di Recupero del Loc del Sul.</p>
<p>Premesso che per un progetto così importante per la nostra comunità l&#8217;informazione ed il coinvolgimento della cittadinanza era un atto dovuto che doveva avvenire PRIMA di prendere decisioni definitive, questo maldestro tentativo di creare una confusione di notizie risulta essere solo un nervoso e frenetico rincorrere le iniziative delle tre minoranze unite che, pensando al futuro del paese, si stanno seriamente impegnando in una campagna d&#8217;informazione e raccolta firme per dare democraticamente voce al cittadino.</p>
<p>Sinceramente sono molto dispiaciuto che si sia rifiutato costantemente il confronto costruttivo, non solo con le tre minoranze, ma con la comunità tutta, creando una situazione di tensione negativa per il paese.</p>
<p>Dispiace ulteriormente che queste tensioni invece di confrontarsi sul campo degli argomenti, scadano meschinamente in volantini diffamatori che fanno nomi e cognomi in maniera impropria o insinuazioni su interessi personali con i &#8220;si dice che&#8230;&#8221;.</p>
<p>Peccato che oggi la politica sia così di bassa lega perché il paese ha bisogno di ben altro.</p>
<p>Colgo l&#8217;occasione di questo commento inoltre per esprimere, sia come persona sia come coordinatore del gruppo Proposta per Castelcovati in nome del gruppo intero, la più viva soledarietà a tutte le persone ingiustamente infangate da questo volantino.</p>
<p>Marco Delpanno<br />
Coordinatore del Gruppo Proposta per Castelcovati</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Vergogna di roberto</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/10/02/serieta-e-non-calunnie/comment-page-1/#comment-211</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 21:42:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3299#comment-211</guid>
		<description>Nel volantino diffuso dall’amministrazione emerge evidente la reazione cieca e rabbiosa di chi è a corto di argomenti. 
A chi pone questioni legittime in modo civile e ben argomentato rispondono citando due delibere lontane nel tempo e totalmente decontestualizzate alla realtà attuale, che vede ormai i proprietari del Löc del Sul disposti a vendere e non più a partecipare direttamente del progetto. Novità, questa, che apre nuove opportunità e più ampi margini di manovra al comune, che potrebbe, perché no, osare un colpo d’ala e realizzare l’operazione in proprio, diventando protagonista assoluto di un progetto strategico per il paese e svincolandosi definitivamente dagli interessi (quando pur legittimi) di un eventuale privato, col quale necessariamente si devono raggiungere compromessi. 
Per difendere la bontà della loro scelta non trovano di meglio che rispolverare il sempreverde spauracchio comunista, proponendo confronti ridicoli fra la tipica “piazza della Bassa Bresciana” e una supposta (da loro) “spianata di tipo Sovietico-staliniano”. 
Ma il fondo si tocca in modo vergognoso con insinuazioni e calunnie di bassa lega, non solo con attacchi diretti alla persona, segnatamente a Luciano Onger e Oliviero Busetti, ma colpendo in modo trasversale (secondo pratiche consolidate in certe zone di quel sud che i leghisti tanto odiano) anche gli affetti familiari di Luciano Onger, nelle persone del proprio figlio e della nuora, assolutamente estranei alla vicenda in oggetto. 
È un modo di agire  torbido e vergognoso; sollevano polveroni per creare confusione, cercano capri espiatori per coprire le loro inadeguatezze. Un modo di far politica dove chi si oppone non è visto come un avversario da combattere attraverso il confronto, ma come un nemico da distruggere, un ostacolo da rimuovere con ogni mezzo.
Di fronte a ciò sento la necessità, per quanto valga, di offrire alle persone chiamate in causa la mia totale solidarietà e vicinanza, tanto più a coloro che, oltre che incolpevoli, sono colpiti dal fango di una vicenda cui sono totalmente lontani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nel volantino diffuso dall’amministrazione emerge evidente la reazione cieca e rabbiosa di chi è a corto di argomenti.<br />
A chi pone questioni legittime in modo civile e ben argomentato rispondono citando due delibere lontane nel tempo e totalmente decontestualizzate alla realtà attuale, che vede ormai i proprietari del Löc del Sul disposti a vendere e non più a partecipare direttamente del progetto. Novità, questa, che apre nuove opportunità e più ampi margini di manovra al comune, che potrebbe, perché no, osare un colpo d’ala e realizzare l’operazione in proprio, diventando protagonista assoluto di un progetto strategico per il paese e svincolandosi definitivamente dagli interessi (quando pur legittimi) di un eventuale privato, col quale necessariamente si devono raggiungere compromessi.<br />
Per difendere la bontà della loro scelta non trovano di meglio che rispolverare il sempreverde spauracchio comunista, proponendo confronti ridicoli fra la tipica “piazza della Bassa Bresciana” e una supposta (da loro) “spianata di tipo Sovietico-staliniano”.<br />
Ma il fondo si tocca in modo vergognoso con insinuazioni e calunnie di bassa lega, non solo con attacchi diretti alla persona, segnatamente a Luciano Onger e Oliviero Busetti, ma colpendo in modo trasversale (secondo pratiche consolidate in certe zone di quel sud che i leghisti tanto odiano) anche gli affetti familiari di Luciano Onger, nelle persone del proprio figlio e della nuora, assolutamente estranei alla vicenda in oggetto.<br />
È un modo di agire  torbido e vergognoso; sollevano polveroni per creare confusione, cercano capri espiatori per coprire le loro inadeguatezze. Un modo di far politica dove chi si oppone non è visto come un avversario da combattere attraverso il confronto, ma come un nemico da distruggere, un ostacolo da rimuovere con ogni mezzo.<br />
Di fronte a ciò sento la necessità, per quanto valga, di offrire alle persone chiamate in causa la mia totale solidarietà e vicinanza, tanto più a coloro che, oltre che incolpevoli, sono colpiti dal fango di una vicenda cui sono totalmente lontani.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La piazza che non c’è / 11: l’assemblea del sul di roberto</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/09/20/la-piazza-che-non-c%e2%80%99e-11-l%e2%80%99assemblea-del-sul/comment-page-1/#comment-210</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 21:56:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3283#comment-210</guid>
		<description>Questa mattina, nell’area di parcheggio sortita dalla demolizione del vecchio comune, si è svolta una manifestazione interessante, significativa e molto, molto partecipata. Si tratta di una iniziativa organizzata dal Lyon Club e intitolata “Due occhi per chi non vede”. 
La manifestazione è stata occasione per presentare e lanciare un progetto che prevede l’affidamento di quattro cani guida ad altrettante persone non vedenti, passando attraverso  un percorso di condivisione e coinvolgimento che prevede l’affido di quattro cuccioli a quattro diverse famiglie del paese che li svezzeranno fino all’età di un anno; dopo di che saranno consegnati ad una specifica  scuola per un periodo  di addestramento, concluso il quale  saranno finalmente assegnati a chi, privato della vista , potrà finalmente affidare i suoi passi alla guida di un amico fedele. 
Nel progetto è stata coinvolta anche la scuola, avviando fra i bimbi delle elementari  una sorta di simpatico  concorso con cui scegliere un nome da imporre ai quattro cuccioli. Gli stessi bambini, insieme ad alcuni loro insegnanti, sono poi stati parte della manifestazione, esibendosi in alcune canzoni - prima fra tutte uno squillante inno di Mameli – e da una esibizione tenuta dalle piccole allieve della scuola di danza  maestra Monica  Cogi. Ma il clou della iniziativa è stata l’esibizione dei cani di una scuola di addestramento cinofila, che, guidati dai loro istruttori, si sono prodotti in innumerevoli esercizi in cui hanno dato prova delle abilità acquisite in salvataggio, difesa, ricerca, guida e varie altre abilità, fra la meraviglia dei bambini e gli applausi ammirati di tutto il pubblico adulto. 
Insomma, alla fine si è trattato di una vera festa, che non è certo stata penalizzata dall’evento ben più reclamizzato (e sicuramente molto più impegnativo ma forse non altrettanto denso di significato) dello spiedo dei record che si svolgeva a pochi passi di distanza. Festa che ha visto la presenza di non meno di cinquecento persone allietata dalla colonna sonora proposta da DJ Matteo che smanettava felice all’ombra dell’acquedotto. 
“Due occhi per chi non vede”, credo sia involontariamente un titolo indovinato per l’occasione; per aprire gli occhi a chi non vede quanto sia azzeccato non perdere l’occasione per creare in quel posto un nuovo spazio di aggregazione, e credo che chiunque sia  passato di lì stamattina non abbia potuto fare a meno di pensarlo- magari anche inconsciamente - davanti a quello che mi piace immaginare come involontario atto di  battesimo di una nuova vera piazza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, nell’area di parcheggio sortita dalla demolizione del vecchio comune, si è svolta una manifestazione interessante, significativa e molto, molto partecipata. Si tratta di una iniziativa organizzata dal Lyon Club e intitolata “Due occhi per chi non vede”.<br />
La manifestazione è stata occasione per presentare e lanciare un progetto che prevede l’affidamento di quattro cani guida ad altrettante persone non vedenti, passando attraverso  un percorso di condivisione e coinvolgimento che prevede l’affido di quattro cuccioli a quattro diverse famiglie del paese che li svezzeranno fino all’età di un anno; dopo di che saranno consegnati ad una specifica  scuola per un periodo  di addestramento, concluso il quale  saranno finalmente assegnati a chi, privato della vista , potrà finalmente affidare i suoi passi alla guida di un amico fedele.<br />
Nel progetto è stata coinvolta anche la scuola, avviando fra i bimbi delle elementari  una sorta di simpatico  concorso con cui scegliere un nome da imporre ai quattro cuccioli. Gli stessi bambini, insieme ad alcuni loro insegnanti, sono poi stati parte della manifestazione, esibendosi in alcune canzoni - prima fra tutte uno squillante inno di Mameli – e da una esibizione tenuta dalle piccole allieve della scuola di danza  maestra Monica  Cogi. Ma il clou della iniziativa è stata l’esibizione dei cani di una scuola di addestramento cinofila, che, guidati dai loro istruttori, si sono prodotti in innumerevoli esercizi in cui hanno dato prova delle abilità acquisite in salvataggio, difesa, ricerca, guida e varie altre abilità, fra la meraviglia dei bambini e gli applausi ammirati di tutto il pubblico adulto.<br />
Insomma, alla fine si è trattato di una vera festa, che non è certo stata penalizzata dall’evento ben più reclamizzato (e sicuramente molto più impegnativo ma forse non altrettanto denso di significato) dello spiedo dei record che si svolgeva a pochi passi di distanza. Festa che ha visto la presenza di non meno di cinquecento persone allietata dalla colonna sonora proposta da DJ Matteo che smanettava felice all’ombra dell’acquedotto.<br />
“Due occhi per chi non vede”, credo sia involontariamente un titolo indovinato per l’occasione; per aprire gli occhi a chi non vede quanto sia azzeccato non perdere l’occasione per creare in quel posto un nuovo spazio di aggregazione, e credo che chiunque sia  passato di lì stamattina non abbia potuto fare a meno di pensarlo- magari anche inconsciamente - davanti a quello che mi piace immaginare come involontario atto di  battesimo di una nuova vera piazza.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Sacro e profano di Proposta per Castelcovati</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/09/02/sacro-e-profano/comment-page-1/#comment-208</link>
		<dc:creator>Proposta per Castelcovati</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 16:20:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3224#comment-208</guid>
		<description>Egregio Simone Gritti,

La ringraziamo del Suo intervento e ne approfittiamo per evidenziare che concordiamo totalmente con la Sua affermazione “Per favore, non confondiamo le due cose”.
Purtroppo sono l’articolo del Giornale di Brescia, che viene letto in tutta la provincia e non solo, e le affermazioni del Sindaco in esso contenute a confonderle, non certo noi, che chiediamo invece di tenerle fortemente distinte. 
Ben vengano quindi le Sue precisazioni, che giustamente mirano a mettere le cose su un piano diverso, che è poi il senso della nostra richiesta.
Sicuramente sarebbe stato molto meglio se il Sindaco, magari coinvolgendo i consiglieri comunali, che invece hanno appreso la notizia dal giornale, avesse chiarito fin dall’inizio la volontà di riportare a casa le salme dei tre nostri concittadini, a prescindere dallo svolgimento dell’iniziativa dello spiedo più lungo del mondo o dalla sua riuscita, chiarimento del quale rimaniamo in attesa.
Infatti, essendo il nostro intervento una critica al Sindaco per l’inopportuno accostamento, che porta a confondere le cose,  non possiamo ritenere le Sue opportune precisazioni  come sostitutive di quelle dell’Amministrazione, proprio per non confondere anche queste due cose ed attribuirLe un eccesso di zelo nell’interpretare le affermazione del Sindaco, anche per ciò che non dicono.

Quanto allo spiedo ed alle attività dei gruppi, che nel nostro intervento non sono stati tirati in ballo, riteniamo siano liberi di organizzare le iniziative che ritengono più opportune, nella totale autonomia, anche dall’Amministrazione comunale, e che in ogni caso tutte le iniziative hanno un valore positivo, nel momento in cui riescono a coinvolgere i cittadini e ad animare la vita del nostro paese.
Se poi il ricavato delle manifestazioni viene devoluto ad iniziative meritevoli, questo  non può che far onore ai promotori.

Grazie di nuovo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Simone Gritti,</p>
<p>La ringraziamo del Suo intervento e ne approfittiamo per evidenziare che concordiamo totalmente con la Sua affermazione “Per favore, non confondiamo le due cose”.<br />
Purtroppo sono l’articolo del Giornale di Brescia, che viene letto in tutta la provincia e non solo, e le affermazioni del Sindaco in esso contenute a confonderle, non certo noi, che chiediamo invece di tenerle fortemente distinte.<br />
Ben vengano quindi le Sue precisazioni, che giustamente mirano a mettere le cose su un piano diverso, che è poi il senso della nostra richiesta.<br />
Sicuramente sarebbe stato molto meglio se il Sindaco, magari coinvolgendo i consiglieri comunali, che invece hanno appreso la notizia dal giornale, avesse chiarito fin dall’inizio la volontà di riportare a casa le salme dei tre nostri concittadini, a prescindere dallo svolgimento dell’iniziativa dello spiedo più lungo del mondo o dalla sua riuscita, chiarimento del quale rimaniamo in attesa.<br />
Infatti, essendo il nostro intervento una critica al Sindaco per l’inopportuno accostamento, che porta a confondere le cose,  non possiamo ritenere le Sue opportune precisazioni  come sostitutive di quelle dell’Amministrazione, proprio per non confondere anche queste due cose ed attribuirLe un eccesso di zelo nell’interpretare le affermazione del Sindaco, anche per ciò che non dicono.</p>
<p>Quanto allo spiedo ed alle attività dei gruppi, che nel nostro intervento non sono stati tirati in ballo, riteniamo siano liberi di organizzare le iniziative che ritengono più opportune, nella totale autonomia, anche dall’Amministrazione comunale, e che in ogni caso tutte le iniziative hanno un valore positivo, nel momento in cui riescono a coinvolgere i cittadini e ad animare la vita del nostro paese.<br />
Se poi il ricavato delle manifestazioni viene devoluto ad iniziative meritevoli, questo  non può che far onore ai promotori.</p>
<p>Grazie di nuovo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Sacro e profano di Simone Gritti</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/09/02/sacro-e-profano/comment-page-1/#comment-207</link>
		<dc:creator>Simone Gritti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:04:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3224#comment-207</guid>
		<description>Per favore, non confondiamo le due cose.
Purtroppo nell'articolo non si chiarifica bene la cosa, e si rischia di fare un pò di confusione... 
Sarebbe davvero limitato fermarsi a ciò che è scritto sul giornale, senza andare oltre.
Vorrei ricordare che la proposta dell'amministrazione comunale è stata pensata ed accolta da tutte le associazioni del paese, ed è stata creata una commissione proprio per l'organizzazione dell'evento. 
Si, grazie alla manifestazione verranno raccolti i fondi necessari al rimpatrio dei tre caduti, questo è vero, ma non vuole essere assolutamente l' occasione di celebrarli e ricordarli.
Questo avverrà in un secondo momento, che non ha nulla a che vedere con lo spiedo.
Non c'è mai stata l'intenzione di fondere, o confondere, le due cose, che si svolgeranno quindi in due momenti ben distinti.
Credo non ci fosse il bisogno di mettere le mani avanti, si rischia di cadere nell'eccessivo zelo, nella banalità, e nello svilimento di una manifestazione che vuole coinvolgere tutta la cittadinanza e che con la politica ha a che fare ben poco.

Simone Gritti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per favore, non confondiamo le due cose.<br />
Purtroppo nell&#8217;articolo non si chiarifica bene la cosa, e si rischia di fare un pò di confusione&#8230;<br />
Sarebbe davvero limitato fermarsi a ciò che è scritto sul giornale, senza andare oltre.<br />
Vorrei ricordare che la proposta dell&#8217;amministrazione comunale è stata pensata ed accolta da tutte le associazioni del paese, ed è stata creata una commissione proprio per l&#8217;organizzazione dell&#8217;evento.<br />
Si, grazie alla manifestazione verranno raccolti i fondi necessari al rimpatrio dei tre caduti, questo è vero, ma non vuole essere assolutamente l&#8217; occasione di celebrarli e ricordarli.<br />
Questo avverrà in un secondo momento, che non ha nulla a che vedere con lo spiedo.<br />
Non c&#8217;è mai stata l&#8217;intenzione di fondere, o confondere, le due cose, che si svolgeranno quindi in due momenti ben distinti.<br />
Credo non ci fosse il bisogno di mettere le mani avanti, si rischia di cadere nell&#8217;eccessivo zelo, nella banalità, e nello svilimento di una manifestazione che vuole coinvolgere tutta la cittadinanza e che con la politica ha a che fare ben poco.</p>
<p>Simone Gritti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Riportiamo a casa i nostri soldati morti nei lager nazisti di Proposta per Castelcovati</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/08/05/riportiamo-a-casa-i-soldati-morti-nei-lager/comment-page-1/#comment-206</link>
		<dc:creator>Proposta per Castelcovati</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 10:11:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3196#comment-206</guid>
		<description>Egregio Signor Zamboni,

la ringraziamo per il suo intervento.

E' grazie al  suo lavoro certosino, di ricerca e raccolta dati sulle storie dei soldati internati o deportati nei campi nazisti, che siamo venuti a conoscenza della sorte toccata a nostri tre concittadini, e della possibilità di riportarne a casa le spoglie. 

Gliene siamo sinceramente grati.

Non mancheremo di tenerla aggiornata sul'esito delle iniziative che verranno assunte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Signor Zamboni,</p>
<p>la ringraziamo per il suo intervento.</p>
<p>E&#8217; grazie al  suo lavoro certosino, di ricerca e raccolta dati sulle storie dei soldati internati o deportati nei campi nazisti, che siamo venuti a conoscenza della sorte toccata a nostri tre concittadini, e della possibilità di riportarne a casa le spoglie. </p>
<p>Gliene siamo sinceramente grati.</p>
<p>Non mancheremo di tenerla aggiornata sul&#8217;esito delle iniziative che verranno assunte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Riportiamo a casa i nostri soldati morti nei lager nazisti di roberto2381</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/08/05/riportiamo-a-casa-i-soldati-morti-nei-lager/comment-page-1/#comment-205</link>
		<dc:creator>roberto2381</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 04:03:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3196#comment-205</guid>
		<description>Sono Roberto Zamboni (www,robertozamboni.com), l'autore delle ricerche sui caduti italiani sepolti nei cimiteri militari italiani in Germania, Austria e Polonia. Già nel 2008 sono riuscito a far presentare due proposte di legge per addebitare allo Stato tutte le spese per le riesumazioni ed il rimpatrio dei nostri caduti. Purtroppo, visti i tempi di "vacche magre", questi disegni di legge sono tuttora fermi in Commissione Difesa e temo che difficilmente potranno superare la Commissione Bilancio, visto che, facendo un calcolo approssimativo, per poter rimpatriare i nostri caduti sepolti nei sei principali cimiteri militari europei, servirebbero circa 32 milioni di euro.
L'alternativa (che tra l'altro io propongo sempre ai parenti dei caduti) è proprio di coinvolgere le amministrazioni locali. Pertanto ritengo che la vostra iniziativa sia veramente lodevole. Roberto Zamboni - Verona</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono Roberto Zamboni (www,robertozamboni.com), l&#8217;autore delle ricerche sui caduti italiani sepolti nei cimiteri militari italiani in Germania, Austria e Polonia. Già nel 2008 sono riuscito a far presentare due proposte di legge per addebitare allo Stato tutte le spese per le riesumazioni ed il rimpatrio dei nostri caduti. Purtroppo, visti i tempi di &#8220;vacche magre&#8221;, questi disegni di legge sono tuttora fermi in Commissione Difesa e temo che difficilmente potranno superare la Commissione Bilancio, visto che, facendo un calcolo approssimativo, per poter rimpatriare i nostri caduti sepolti nei sei principali cimiteri militari europei, servirebbero circa 32 milioni di euro.<br />
L&#8217;alternativa (che tra l&#8217;altro io propongo sempre ai parenti dei caduti) è proprio di coinvolgere le amministrazioni locali. Pertanto ritengo che la vostra iniziativa sia veramente lodevole. Roberto Zamboni - Verona</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Riflessioni sul Consuntivo 2009 di Roberta</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/06/22/riflessioni-sul-bilancio-consutivo-2009/comment-page-1/#comment-202</link>
		<dc:creator>Roberta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 21:08:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3075#comment-202</guid>
		<description>Non è necessario essere un esperto di bilanci comunali, basta leggere con attenzione questo post, per capire che il problema “mancano i soldi” per il comune di Castelcovati, fortunatamente, non è un problema. 

Da noi il vero guaio consiste nel fatto che i soldi NON vengono usati.

Così quando leggo che più di 20.000,00 euro destinati alla gestione del territorio non sono stati spesi, ed hanno così contribuito a formare questo consistente avanzo, non posso non pensare al parchetto di via Indipendenza, momentaneamente chiuso per manutenzione ormai dal lontano luglio 2008!! 

Torno su questo argomento perché, come tante mamme che hanno persino scritto al Sindaco,  ho frequentato quel parco e la questione mi sta a cuore;
vederlo chiuso è proprio una vergogna!

Con poche migliaia di euro, che nelle casse del comune per questo tipo di opere nel 2009 c’erano, questa amministrazione avrebbe potuto provvedere alla sua sistemazione, e riaprire agli abitanti di Castelcovati un luogo tra i più frequentati da bambini, mamme e nonni.

Appare sempre più evidente che, indipendentemente da quel “momentaneamente chiuso” indicato sul cartello affisso alla ringhiera e poi ripetuto dal Sindaco stesso, non c’e proprio la volontà di riaprire quel parco. Le motivazioni economiche sono un bel alibi, ormai smascherato, e i reali motivi della sua prolungata chiusura sono altri, probabilmente legati ai suoi frequentatori, visto che quel parco era civilmente vissuto da Castelcovatesi e non!

In un paese che appare sempre più trascurato soprattutto nella cura del verde e delle strade  questo è un piccolo intervento che con una minima spesa può offrire benefici  incalcolabili per la qualità della vita. 

Roberta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è necessario essere un esperto di bilanci comunali, basta leggere con attenzione questo post, per capire che il problema “mancano i soldi” per il comune di Castelcovati, fortunatamente, non è un problema. </p>
<p>Da noi il vero guaio consiste nel fatto che i soldi NON vengono usati.</p>
<p>Così quando leggo che più di 20.000,00 euro destinati alla gestione del territorio non sono stati spesi, ed hanno così contribuito a formare questo consistente avanzo, non posso non pensare al parchetto di via Indipendenza, momentaneamente chiuso per manutenzione ormai dal lontano luglio 2008!! </p>
<p>Torno su questo argomento perché, come tante mamme che hanno persino scritto al Sindaco,  ho frequentato quel parco e la questione mi sta a cuore;<br />
vederlo chiuso è proprio una vergogna!</p>
<p>Con poche migliaia di euro, che nelle casse del comune per questo tipo di opere nel 2009 c’erano, questa amministrazione avrebbe potuto provvedere alla sua sistemazione, e riaprire agli abitanti di Castelcovati un luogo tra i più frequentati da bambini, mamme e nonni.</p>
<p>Appare sempre più evidente che, indipendentemente da quel “momentaneamente chiuso” indicato sul cartello affisso alla ringhiera e poi ripetuto dal Sindaco stesso, non c’e proprio la volontà di riaprire quel parco. Le motivazioni economiche sono un bel alibi, ormai smascherato, e i reali motivi della sua prolungata chiusura sono altri, probabilmente legati ai suoi frequentatori, visto che quel parco era civilmente vissuto da Castelcovatesi e non!</p>
<p>In un paese che appare sempre più trascurato soprattutto nella cura del verde e delle strade  questo è un piccolo intervento che con una minima spesa può offrire benefici  incalcolabili per la qualità della vita. </p>
<p>Roberta</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Riflessioni sul Consuntivo 2009 di Mario</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/06/22/riflessioni-sul-bilancio-consutivo-2009/comment-page-1/#comment-201</link>
		<dc:creator>Mario</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 20:52:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3075#comment-201</guid>
		<description>Con un avanzo di amministrazione così rilevante, ed un bilancio storicamente florido in grado di far fronte al rimborso di nuovi indebitamenti, ritengo che questa amministrazione non debba lasciarsi sfuggire l’occasione irripetibile di acquisire a patrimonio pubblico il Loc del Sul; promuovere un concorso di architettura affinché si possa sfruttare a pieno, nell’interesse pubblico, le potenzialità di questo intervento prendendo in considerazione la riconversione dell’acquedotto e non la sua demolizione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con un avanzo di amministrazione così rilevante, ed un bilancio storicamente florido in grado di far fronte al rimborso di nuovi indebitamenti, ritengo che questa amministrazione non debba lasciarsi sfuggire l’occasione irripetibile di acquisire a patrimonio pubblico il Loc del Sul; promuovere un concorso di architettura affinché si possa sfruttare a pieno, nell’interesse pubblico, le potenzialità di questo intervento prendendo in considerazione la riconversione dell’acquedotto e non la sua demolizione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Domenica in piazza per la piazza di Luciano Onger</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/06/12/domenica-in-piazza-per-la-piazza/comment-page-1/#comment-200</link>
		<dc:creator>Luciano Onger</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 21:39:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3067#comment-200</guid>
		<description>Ho letto con grande attenzione l'intervento di Roberto e non mi sono neppure accorto che fosse lungo. Mi è piuttosto sembrato vero, autentico, in grado di muovere emozioni sincere senza alcuna retorica, di farci ricordare chi siamo, da dove veniamo e di farci chiedere, con stupore misto a paura, dove stiamo andando. Raramente mi è capitato di intravedere in un intervento che apparentemente parla d'altro tanta "saggezza urbanistica", tanta attenzioni ai segni e a ciò che rappresentano. Bravo Roberto, ci hai ricordato che di mestiere una piazza deve fare la piazza, non l'incrocio stradale, che ogni cittadino ha diritto ad una piazza, ad un parco, ad un giardino, che l'urbanistica si fa occupandosi degli spazi da tenere vuoti, non solo degli spazi da riempire, di cemento e di banalità. Questo è il paese che noi vogliamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con grande attenzione l&#8217;intervento di Roberto e non mi sono neppure accorto che fosse lungo. Mi è piuttosto sembrato vero, autentico, in grado di muovere emozioni sincere senza alcuna retorica, di farci ricordare chi siamo, da dove veniamo e di farci chiedere, con stupore misto a paura, dove stiamo andando. Raramente mi è capitato di intravedere in un intervento che apparentemente parla d&#8217;altro tanta &#8220;saggezza urbanistica&#8221;, tanta attenzioni ai segni e a ciò che rappresentano. Bravo Roberto, ci hai ricordato che di mestiere una piazza deve fare la piazza, non l&#8217;incrocio stradale, che ogni cittadino ha diritto ad una piazza, ad un parco, ad un giardino, che l&#8217;urbanistica si fa occupandosi degli spazi da tenere vuoti, non solo degli spazi da riempire, di cemento e di banalità. Questo è il paese che noi vogliamo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Domenica in piazza per la piazza di roberto</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/06/12/domenica-in-piazza-per-la-piazza/comment-page-1/#comment-199</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 20:24:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3067#comment-199</guid>
		<description>&lt;strong&gt;In difesa dell’ "acquedotto".&lt;/strong&gt;

Questo più che un commento è una riflessione su una cosa che secondo me c’entra con la piazza. È una riflessione un po’…lunga, perciò scusatemi e armatevi di pazienza…
  
Assistendo al consiglio comunale del 18/06/2010 ho appreso dalle parole del sindaco che, dopo apposita richiesta, il comune ha ottenuto parere favorevole a una eventuale operazione di demolizione della vecchia torre- serbatoio dell’acquedotto comunale, del resto in disuso da omai molti anni. 
L’ente preposto a questa perizia (soprintendenza alle belle arti, credo) concede libertà di azione in forza del fatto che alla data di presentazione di tale richiesta il fabbricato non risulta  legato da vincoli di “anzianità” ( il fabbricato è stato collaudato nell’agosto del ’60, quindi non ha superato i 50 anni , requisito minimo), ma soprattutto, lo stesso ente non riconosce al vecchio edificio la dignità di particolare valore architettonico e storico. 
Da mesi si sapeva della richiesta inoltrata dal comune e sinceramente non mi facevo illusioni sull’esito della risposta, già immaginavo che difficilmente la soprintendenza potesse ravvisare elementi di pregio in questa vecchia torre. 
Parere che probabilmente trova concorde anche parte della popolazione. Ho parlato con diverse persone di questa cosa, devo dire che ho trovato una buona parte favorevole alla demolizione perché trova la torre francamente brutta; altri contrari perché la trovano bella o quantomeno ritengono che la sua sagoma sia una presenza familiare nel panorama urbano e caratteristica della “skyline” del paese; molti infine si dichiarano indifferenti alla questione, e comunque, trattandosi di una cosa ritenuta ormai inutile, propendono per una sua eliminazione, sull’onda del consenso riscosso dalla demolizione dell’ormai pericolante ex-edificio comunale. Ma qui, finora, non si parla di demolizione dovuta a rischi di stabilità, (che se così fosse sarebbe anche opzione condivisibile), l’ipotesi è invece conseguente alla possibilità di recupero di volumi da portare in dote alla edificazione del nuovo complesso del “Löc del Sul”. 
A me personalmente, la ventilata scomparsa del vecchio serbatoio rattrista molto, soprattutto se se ne decreta la fine per supposta inutilità, trovando convenienza a utilizzarlo molto più prosaicamente come mera merce di scambio. 
Ma chi lo dice poi che è davvero una zavorra inutile? Siamo tutti quotidianamente circondati da cose ritenute inutili ma delle quali nessuno si sognerebbe di disfarsene, per i motivi più diversi. Primo fra tutti il valore affettivo di alcuni oggetti personali o appartenuti a persone care, che sono parte della nostra storia , della nostra identità; oppure il valore storico o simbolico per quel che riguarda luoghi o strutture a uso della comunità. Faccio parte di una generazione che da sempre ha in mente questo edificio come elemento caratteristico nella “morfologia” urbana di Castelcovati. Non sono esperto di architettura e non posso esprimere giudizi in merito alla sua estetica. Ma certo è che le sue forme non passano inosservate nel panorama urbano e per quel che mi risulta nulla di simile si vede nei dintorni; l’aspetto è piuttosto slanciato ma nello stesso tempo solido, l’alternarsi di fasce orizzontali in calcestruzzo nei perimetrali in caldo, rassicurante mattone, danno movimento e una certa eleganza alla struttura, che per contrasto si termina poi in modo perentorio col sovrastante, grigio, possente volume che contiene il serbatoio, cercando di trovare una sintesi fra un tocco di stile e il pragmatismo dettato dai tempi, che concedeva nulla alla leziosità badando più al sodo, all’utilità, alla funzione. 
Ecco, è innegabile  che la sua utilità è conclusa, ma delle funzioni continua ad averne, seppur non evidentemente palesi, e non è certo quella di porta antenne. Io ci vedo invece una funzione simbolica, storica, identitaria; e anche aggregativa, perché no?  
La soprintendenza ha fatto le sue considerazioni, sicuramente avrà dei parametri per formularle, ma credo si tratti di valutazioni abbastanza fredde, distaccate, che non tengono conto anche della cornice simbolica in cui si inquadrano certe opere, socialmente rilevanti nel contesto storico di una certa comunità, forse perché non ne ha titolo su questo versante. 
Di questo aspetto dovrebbe invece tener conto con tutta evidenza un’amministrazione accorta, soprattutto se retta da chi si dichiara attento a valorizzare radici, luoghi ed elementi identitari di una comunità, i simboli che ne rappresentano la storia e i percorsi di una crescita condivisa, di chi si dichiara attento al rispetto di quanto di buono è stato fatto dai nostri padri. 
E allora, prima di decidere di disfarsi frettolosamente del nostro “acquedotto” (l’abbiamo sempre chiamato così), si dovrebbe fare un ragionamento approfondito, anche sulla base di ciò che rappresenta  per la nostra comunità. Certo, se ci si ostina solo a cercare radici celtiche allora si va da nessuna parte, ma se si inquadra l’opera nel suo tempo allora si scoprirebbe che rappresenta il punto di partenza di un momento  storico nella vita del nostro paese, il passaggio progressivo e ineluttabile – con tutti i suoi pro e contro - dalla civiltà contadina (e lì c’è il Löc del Sul) a quella industriale; certifica in modo fisicamente visibile l’avvio del più importante servizio pubblico a una comunità: la fornitura di acqua potabile, bene comune di primaria importanza; argomento sentito tanto allora quanto adesso . 
Da quel momento la gente ha cominciato ad essere affrancata dall’esigenza di reperire con fatica l’acqua recandosi ogni giorno ai pozzi o alle fontanelle pubbliche; i secchi appesi  vicino agli usci, colmi di acqua da bere col ramaiolo (la “cahô”), hanno cominciato a sparire, sostituiti dai rubinetti montati sopra l’acquaio (al “sicér”) da dove spillava - ora più sicuro e igienicamente controllato - il prezioso elemento, spinto dalla pressione del serbatoio attraverso una fitta ragnatela di condutture che in pochi anni ha raggiunto tutte le case. 
Io non so se al tempo ci sia stata una querelle sul bello o sul brutto della sua forma. Di sicuro per decenni c’è stata totale convergenza sul suo tangibile valore, anche simbolico. 
Simbolo di progresso, dell’inizio di un’epoca di relativo benessere per la popolazione, di nuove prospettive future e migliori speranze di vita, inizio di un periodo di forte e progressiva espansione del paese e della popolazione. 
Popolazione che si è sempre riconosciuta e identificata in questo simbolo, che rappresenta anche la risposta a un bisogno primario attraverso la coesione e il contributo di ognuno. E l’orgoglio di appropriarsi fisicamente di questo posto, di farne una coordinata, “ci si trova all’acquedotto”. 
Da sempre è luogo di aggregazione per giovani e vecchi, che approfittano delle panchine e dell’ombra offerta dalla sua sagoma e dai suoi tigli. 
E allora, davvero è così inutile?. Sicuramente è venuta meno la funzione di servizio per cui è stato eretto, ma, come si vede, ancora attuale è la sua funzione simbolica, storico- identitaria, la sua vocazione aggregativa, che a mio avviso può e deve essere valorizzata e potenziata. 
Proprio da queste colonne è stato lanciato l’appello all’amministrazione a proposito dell’attuale progetto “Löc del Sul”, proponendo un ripensamento del medesimo, di iniziare un percorso che passa attraverso il coinvolgimento della popolazione e il lancio di un bando aperto agli studi di progettazione  per un concorso di idee sulla sistemazione del “Löc del Sul” mettendo in primo piano il carattere di utilità pubblica dell’operazione; dalle superfici edificate riservate ad uso pubblico, alla conformazione dell’edificio, alla conformazione e dimensione della piazza che ne risulta. 
Ebbene, se la piazza deve essere pensata come luogo di aggregazione per eccellenza, credo che l’”acquedotto” debba essere riconosciuto come elemento indispensabile alla nuova piazza, arcigna sentinella dal cuore buono che a lungo ci ha dissetato,  storicamente origine di una naturale forza di aggregazione. 
Ci sono luoghi che spontaneamente assolvono al ruolo di punto d’incontro, pur non essendo stati pensati per questo. Ci arrivano magari attraverso meccanismi inconsciamente evocativi, in questo caso potrebbe proprio essere l’acqua a solleticare l’immaginario collettivo (immaginario fino a un certo punto, visto che lì fino a una ventina d’anni fa c’era ancora una fresca fontanella).Queste suggestioni potrebbero essere potenziate da un progetto che includa nella creazione della piazza la riqualificazione e restauro dell’”acquedotto”. Magari anche tramite una sorta di ritorno in attività, attraverso l’installazione al suo interno di uno di quegli impianti di distribuzione di acqua filtrata che prolificano ormai ovunque. 
Si potrebbe legare questa rinnovata possibilità di servizio a una  sua potenziale vocazione a simbolo  monumentale, trasformarlo in una sorta di tempio dell’acqua.  
La butto lì, è solo un’idea;  poi chissà quante se ne possono trovare se si mettono in competizione esperti del settore. 
E se, soprattutto, ci fosse la volontà di progettare un futuro che tenga legami col nostro passato migliore e i luoghi della sua memoria.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In difesa dell’ &#8220;acquedotto&#8221;.</strong></p>
<p>Questo più che un commento è una riflessione su una cosa che secondo me c’entra con la piazza. È una riflessione un po’…lunga, perciò scusatemi e armatevi di pazienza…</p>
<p>Assistendo al consiglio comunale del 18/06/2010 ho appreso dalle parole del sindaco che, dopo apposita richiesta, il comune ha ottenuto parere favorevole a una eventuale operazione di demolizione della vecchia torre- serbatoio dell’acquedotto comunale, del resto in disuso da omai molti anni.<br />
L’ente preposto a questa perizia (soprintendenza alle belle arti, credo) concede libertà di azione in forza del fatto che alla data di presentazione di tale richiesta il fabbricato non risulta  legato da vincoli di “anzianità” ( il fabbricato è stato collaudato nell’agosto del ’60, quindi non ha superato i 50 anni , requisito minimo), ma soprattutto, lo stesso ente non riconosce al vecchio edificio la dignità di particolare valore architettonico e storico.<br />
Da mesi si sapeva della richiesta inoltrata dal comune e sinceramente non mi facevo illusioni sull’esito della risposta, già immaginavo che difficilmente la soprintendenza potesse ravvisare elementi di pregio in questa vecchia torre.<br />
Parere che probabilmente trova concorde anche parte della popolazione. Ho parlato con diverse persone di questa cosa, devo dire che ho trovato una buona parte favorevole alla demolizione perché trova la torre francamente brutta; altri contrari perché la trovano bella o quantomeno ritengono che la sua sagoma sia una presenza familiare nel panorama urbano e caratteristica della “skyline” del paese; molti infine si dichiarano indifferenti alla questione, e comunque, trattandosi di una cosa ritenuta ormai inutile, propendono per una sua eliminazione, sull’onda del consenso riscosso dalla demolizione dell’ormai pericolante ex-edificio comunale. Ma qui, finora, non si parla di demolizione dovuta a rischi di stabilità, (che se così fosse sarebbe anche opzione condivisibile), l’ipotesi è invece conseguente alla possibilità di recupero di volumi da portare in dote alla edificazione del nuovo complesso del “Löc del Sul”.<br />
A me personalmente, la ventilata scomparsa del vecchio serbatoio rattrista molto, soprattutto se se ne decreta la fine per supposta inutilità, trovando convenienza a utilizzarlo molto più prosaicamente come mera merce di scambio.<br />
Ma chi lo dice poi che è davvero una zavorra inutile? Siamo tutti quotidianamente circondati da cose ritenute inutili ma delle quali nessuno si sognerebbe di disfarsene, per i motivi più diversi. Primo fra tutti il valore affettivo di alcuni oggetti personali o appartenuti a persone care, che sono parte della nostra storia , della nostra identità; oppure il valore storico o simbolico per quel che riguarda luoghi o strutture a uso della comunità. Faccio parte di una generazione che da sempre ha in mente questo edificio come elemento caratteristico nella “morfologia” urbana di Castelcovati. Non sono esperto di architettura e non posso esprimere giudizi in merito alla sua estetica. Ma certo è che le sue forme non passano inosservate nel panorama urbano e per quel che mi risulta nulla di simile si vede nei dintorni; l’aspetto è piuttosto slanciato ma nello stesso tempo solido, l’alternarsi di fasce orizzontali in calcestruzzo nei perimetrali in caldo, rassicurante mattone, danno movimento e una certa eleganza alla struttura, che per contrasto si termina poi in modo perentorio col sovrastante, grigio, possente volume che contiene il serbatoio, cercando di trovare una sintesi fra un tocco di stile e il pragmatismo dettato dai tempi, che concedeva nulla alla leziosità badando più al sodo, all’utilità, alla funzione.<br />
Ecco, è innegabile  che la sua utilità è conclusa, ma delle funzioni continua ad averne, seppur non evidentemente palesi, e non è certo quella di porta antenne. Io ci vedo invece una funzione simbolica, storica, identitaria; e anche aggregativa, perché no?<br />
La soprintendenza ha fatto le sue considerazioni, sicuramente avrà dei parametri per formularle, ma credo si tratti di valutazioni abbastanza fredde, distaccate, che non tengono conto anche della cornice simbolica in cui si inquadrano certe opere, socialmente rilevanti nel contesto storico di una certa comunità, forse perché non ne ha titolo su questo versante.<br />
Di questo aspetto dovrebbe invece tener conto con tutta evidenza un’amministrazione accorta, soprattutto se retta da chi si dichiara attento a valorizzare radici, luoghi ed elementi identitari di una comunità, i simboli che ne rappresentano la storia e i percorsi di una crescita condivisa, di chi si dichiara attento al rispetto di quanto di buono è stato fatto dai nostri padri.<br />
E allora, prima di decidere di disfarsi frettolosamente del nostro “acquedotto” (l’abbiamo sempre chiamato così), si dovrebbe fare un ragionamento approfondito, anche sulla base di ciò che rappresenta  per la nostra comunità. Certo, se ci si ostina solo a cercare radici celtiche allora si va da nessuna parte, ma se si inquadra l’opera nel suo tempo allora si scoprirebbe che rappresenta il punto di partenza di un momento  storico nella vita del nostro paese, il passaggio progressivo e ineluttabile – con tutti i suoi pro e contro - dalla civiltà contadina (e lì c’è il Löc del Sul) a quella industriale; certifica in modo fisicamente visibile l’avvio del più importante servizio pubblico a una comunità: la fornitura di acqua potabile, bene comune di primaria importanza; argomento sentito tanto allora quanto adesso .<br />
Da quel momento la gente ha cominciato ad essere affrancata dall’esigenza di reperire con fatica l’acqua recandosi ogni giorno ai pozzi o alle fontanelle pubbliche; i secchi appesi  vicino agli usci, colmi di acqua da bere col ramaiolo (la “cahô”), hanno cominciato a sparire, sostituiti dai rubinetti montati sopra l’acquaio (al “sicér”) da dove spillava - ora più sicuro e igienicamente controllato - il prezioso elemento, spinto dalla pressione del serbatoio attraverso una fitta ragnatela di condutture che in pochi anni ha raggiunto tutte le case.<br />
Io non so se al tempo ci sia stata una querelle sul bello o sul brutto della sua forma. Di sicuro per decenni c’è stata totale convergenza sul suo tangibile valore, anche simbolico.<br />
Simbolo di progresso, dell’inizio di un’epoca di relativo benessere per la popolazione, di nuove prospettive future e migliori speranze di vita, inizio di un periodo di forte e progressiva espansione del paese e della popolazione.<br />
Popolazione che si è sempre riconosciuta e identificata in questo simbolo, che rappresenta anche la risposta a un bisogno primario attraverso la coesione e il contributo di ognuno. E l’orgoglio di appropriarsi fisicamente di questo posto, di farne una coordinata, “ci si trova all’acquedotto”.<br />
Da sempre è luogo di aggregazione per giovani e vecchi, che approfittano delle panchine e dell’ombra offerta dalla sua sagoma e dai suoi tigli.<br />
E allora, davvero è così inutile?. Sicuramente è venuta meno la funzione di servizio per cui è stato eretto, ma, come si vede, ancora attuale è la sua funzione simbolica, storico- identitaria, la sua vocazione aggregativa, che a mio avviso può e deve essere valorizzata e potenziata.<br />
Proprio da queste colonne è stato lanciato l’appello all’amministrazione a proposito dell’attuale progetto “Löc del Sul”, proponendo un ripensamento del medesimo, di iniziare un percorso che passa attraverso il coinvolgimento della popolazione e il lancio di un bando aperto agli studi di progettazione  per un concorso di idee sulla sistemazione del “Löc del Sul” mettendo in primo piano il carattere di utilità pubblica dell’operazione; dalle superfici edificate riservate ad uso pubblico, alla conformazione dell’edificio, alla conformazione e dimensione della piazza che ne risulta.<br />
Ebbene, se la piazza deve essere pensata come luogo di aggregazione per eccellenza, credo che l’”acquedotto” debba essere riconosciuto come elemento indispensabile alla nuova piazza, arcigna sentinella dal cuore buono che a lungo ci ha dissetato,  storicamente origine di una naturale forza di aggregazione.<br />
Ci sono luoghi che spontaneamente assolvono al ruolo di punto d’incontro, pur non essendo stati pensati per questo. Ci arrivano magari attraverso meccanismi inconsciamente evocativi, in questo caso potrebbe proprio essere l’acqua a solleticare l’immaginario collettivo (immaginario fino a un certo punto, visto che lì fino a una ventina d’anni fa c’era ancora una fresca fontanella).Queste suggestioni potrebbero essere potenziate da un progetto che includa nella creazione della piazza la riqualificazione e restauro dell’”acquedotto”. Magari anche tramite una sorta di ritorno in attività, attraverso l’installazione al suo interno di uno di quegli impianti di distribuzione di acqua filtrata che prolificano ormai ovunque.<br />
Si potrebbe legare questa rinnovata possibilità di servizio a una  sua potenziale vocazione a simbolo  monumentale, trasformarlo in una sorta di tempio dell’acqua.<br />
La butto lì, è solo un’idea;  poi chissà quante se ne possono trovare se si mettono in competizione esperti del settore.<br />
E se, soprattutto, ci fosse la volontà di progettare un futuro che tenga legami col nostro passato migliore e i luoghi della sua memoria.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La Lega sa solo parlare d’altro! di Mario</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/06/05/la-lega-sa-solo-parlare-d%e2%80%99altro/comment-page-1/#comment-198</link>
		<dc:creator>Mario</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 12:44:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=3055#comment-198</guid>
		<description>C’e una vecchia tecnica alla quale ricorrono i regimi autoritari di qualsiasi colore quando sono a corto di argomenti: quella di delegittimare chi critica e di personalizzare le questioni. Questa tecnica sembra essere l’unica che sa usare il Sindaco di Castelcovati Camilla Gritti Marini.

Così, quando Proposta critica il polo logistico, ecco pronta la replica: Luciano Onger è contrario perché voleva insediare lì una ditta di sua conoscenza. 
Quando Proposta critica l’inutile bretella , la risposta è: Luciano Onger non la vuole perché passa nei suoi terreni.
Quando Proposta, insieme alle altre minoranze  critica la piazza fantasma arriva la riposta: Luciano Onger ha altri interessi .

Nessuna di queste accuse corrisponde al vero  ma evidentemente la signora Camilla Gritti Marini ritiene che questo modo di procedere poco lungimirante possa portare frutti elettorali. 


Mi vengono spontanee 3 domande: 

1 ma perche il nostro Sindaco ha così paura di Luciano Onger al punto di evocarlo come un fantasma e spargere in continuazione insinuazioni gratuite sul suo conto?

2 ma Luciano Onger non è lo stesso che si è sorbito pesanti accuse, interne alla maggioranza Orlandi, per aver difeso la legittimità dello sportello unico ipotizzato dalla Reti Gritti Spa per ampliare la propri azienda?
   
3 ma Luciano Onger non è stato anche il più stretto collaboratore del marito del Sindaco ai tempi della Cassa Rurale ed Artigiana di Castelcovati?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C’e una vecchia tecnica alla quale ricorrono i regimi autoritari di qualsiasi colore quando sono a corto di argomenti: quella di delegittimare chi critica e di personalizzare le questioni. Questa tecnica sembra essere l’unica che sa usare il Sindaco di Castelcovati Camilla Gritti Marini.</p>
<p>Così, quando Proposta critica il polo logistico, ecco pronta la replica: Luciano Onger è contrario perché voleva insediare lì una ditta di sua conoscenza.<br />
Quando Proposta critica l’inutile bretella , la risposta è: Luciano Onger non la vuole perché passa nei suoi terreni.<br />
Quando Proposta, insieme alle altre minoranze  critica la piazza fantasma arriva la riposta: Luciano Onger ha altri interessi .</p>
<p>Nessuna di queste accuse corrisponde al vero  ma evidentemente la signora Camilla Gritti Marini ritiene che questo modo di procedere poco lungimirante possa portare frutti elettorali. </p>
<p>Mi vengono spontanee 3 domande: </p>
<p>1 ma perche il nostro Sindaco ha così paura di Luciano Onger al punto di evocarlo come un fantasma e spargere in continuazione insinuazioni gratuite sul suo conto?</p>
<p>2 ma Luciano Onger non è lo stesso che si è sorbito pesanti accuse, interne alla maggioranza Orlandi, per aver difeso la legittimità dello sportello unico ipotizzato dalla Reti Gritti Spa per ampliare la propri azienda?</p>
<p>3 ma Luciano Onger non è stato anche il più stretto collaboratore del marito del Sindaco ai tempi della Cassa Rurale ed Artigiana di Castelcovati?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Un sogno che unisce di roberto</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/05/14/un-sogno-che-unisce/comment-page-1/#comment-196</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2010 21:28:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=2964#comment-196</guid>
		<description>Il quadro riprodotto qui sopra offre uno squarcio di bellezza e armonia, di suggestivo equilibrio di spazi e colori, propone una interpretazione che  evoca identità e condivisione di valori (la vecchia cascina, il monumento ai Caduti)  in un contesto che negli ultimi anni ha comunque mutato aspetto delimitando ancor più la visione prospettica (riempito lo spazio della casa del dottore, incrementati i volumi sulla casa della vecchia Rosina). 
A vedere questa immagine sembra che si allarghi il respiro, come una botta d’aria fresca;  nella sua visione l’artista sembra volerci suggerire il bisogno di spazi di libertà, apre un’ipotesi di paesaggio futuro, liberando il campo dal vecchio municipio ma  ancorandosi a solidi valori rappresentati da edifici che richiamano la fatica della società contadina che ci è radice comune, da palazzi che indicano anche la presenza di notabili, di un monumento ai caduti che pare collocato di proposito in primo piano, come cardine intorno al quale si raccoglie una comunità che si riconosce nel sacrificio di tanti giovani,  nel destino che ci accomuna a tutto il popolo italiano. 
Una visione che stride col progetto presentato in consiglio, che incombe sul centro con uno stile alieno al contesto storico, con volumi soffocanti e lasciando spazio per una angusta piazzetta murata su tutti i lati. 
Per certe visioni  è anche una questione di sensibilità. Certo, proporre paragoni fra la sensibilità di visione di un artista e quella di un amministratore è un po’ una forzatura, specie considerando i trascorsi. Infatti quale sensibilità (o credibilità) può avere chi da una parte si riempie la bocca annunciando il regalo di una futura grande piazza, pontificando sulla necessità di un nuovo luogo di aggregazione,  mentre dall’altra chiude l’isola pedonale festiva di Piazza Martiri riducendola a parcheggio sette giorni su sette? 
Se c’era tanta voglia di piazza, non era meglio praticarla da subito confermando la zona pedonale e lasciando liberi i cittadini di impossessarsi almeno la domenica del più condiviso spazio di aggregazione del paese? 
Ancora, che sensibilità può avere in tema di aggregazione chi si da lustro spendendo risorse in un parcheggio provvisorio mentre da due anni tiene chiuso il parchetto d’infanzia dell’asilo, negandolo al gioco dei bambini, con la scusa che non ci sono soldi per rimetterlo in ordine?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il quadro riprodotto qui sopra offre uno squarcio di bellezza e armonia, di suggestivo equilibrio di spazi e colori, propone una interpretazione che  evoca identità e condivisione di valori (la vecchia cascina, il monumento ai Caduti)  in un contesto che negli ultimi anni ha comunque mutato aspetto delimitando ancor più la visione prospettica (riempito lo spazio della casa del dottore, incrementati i volumi sulla casa della vecchia Rosina).<br />
A vedere questa immagine sembra che si allarghi il respiro, come una botta d’aria fresca;  nella sua visione l’artista sembra volerci suggerire il bisogno di spazi di libertà, apre un’ipotesi di paesaggio futuro, liberando il campo dal vecchio municipio ma  ancorandosi a solidi valori rappresentati da edifici che richiamano la fatica della società contadina che ci è radice comune, da palazzi che indicano anche la presenza di notabili, di un monumento ai caduti che pare collocato di proposito in primo piano, come cardine intorno al quale si raccoglie una comunità che si riconosce nel sacrificio di tanti giovani,  nel destino che ci accomuna a tutto il popolo italiano.<br />
Una visione che stride col progetto presentato in consiglio, che incombe sul centro con uno stile alieno al contesto storico, con volumi soffocanti e lasciando spazio per una angusta piazzetta murata su tutti i lati.<br />
Per certe visioni  è anche una questione di sensibilità. Certo, proporre paragoni fra la sensibilità di visione di un artista e quella di un amministratore è un po’ una forzatura, specie considerando i trascorsi. Infatti quale sensibilità (o credibilità) può avere chi da una parte si riempie la bocca annunciando il regalo di una futura grande piazza, pontificando sulla necessità di un nuovo luogo di aggregazione,  mentre dall’altra chiude l’isola pedonale festiva di Piazza Martiri riducendola a parcheggio sette giorni su sette?<br />
Se c’era tanta voglia di piazza, non era meglio praticarla da subito confermando la zona pedonale e lasciando liberi i cittadini di impossessarsi almeno la domenica del più condiviso spazio di aggregazione del paese?<br />
Ancora, che sensibilità può avere in tema di aggregazione chi si da lustro spendendo risorse in un parcheggio provvisorio mentre da due anni tiene chiuso il parchetto d’infanzia dell’asilo, negandolo al gioco dei bambini, con la scusa che non ci sono soldi per rimetterlo in ordine?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Un colpo all&#8217;arroganza di PD circolo di Castelcovati</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/05/22/un-colpo-allarroganza/comment-page-1/#comment-195</link>
		<dc:creator>PD circolo di Castelcovati</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2010 15:19:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=2981#comment-195</guid>
		<description>Confermiamo che, in data odierna, abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica in merito alla negazione del centro civico per lo svolgimento dei corsi di lingua e cultura italiana per donne albanesi. 
Ci ha mosso la volontà di ristabilire a Castelcovati il principio per il quale le iniziative dei gruppi e delle associazioni non devono sottostare alle imposizioni del sindaco e possono usufruire degli spazi e dei locali pubblici, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti.

L’esposto, dopo una dettagliata ricostruzione della vicenda, si conclude così :

&lt;em&gt;Considerato.

-L’utilizzo della c.d. sala civica del Comune di Castelcovati è dettagliatamente disciplinato da apposito Regolamento deliberato dal Consiglio Comunale;

-il rilascio dell’autorizzazione per l’utilizzo della sala civica è riservato dalla legge ai dirigenti, o ai responsabili degli uffici, e non compete al sindaco;

-nel caso specifico, non trattandosi di manifestazione artistica (art.3 reg.), non vi era la necessità di “concordare” alcunchè con l’assessore alla cultura o con il sindaco;

-quella promossa, con altri volontari, dalle sottoscritte era una iniziativa indubbiamente finalizzata alla crescita culturale e civile della Comunità (art.1 Reg.), certamente non in contrasto con l’utilizzo previsto dal Regolamento;

-l’operato del sindaco, in disparte ogni considerazione sul “silenzio” di chi era competente a pronunciarsi sulle istanze presentate, pare intenzionalmente volto unicamente ad impedire, al di là di ogni discrezionalità amministrativa, l’uso di una struttura pubblica e quindi a procurare al gruppo promotore dell’iniziativa un danno ingiusto, in violazione di specifica normativa dettata dal Regolamento comunale nonché della normativa statale sul riparto delle competenze tra dirigenza e organi politici.

&lt;strong&gt;Di tutto quanto sopra premesso ed esposto le sottoscritte portano a conoscenza  codesta Procura, affinchè voglia verificare se nella condotta del sindaco, o di altri, siano ravvisabili profili di responsabilità penale, per abuso d’ufficio o per altri reati."
&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Confermiamo che, in data odierna, abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica in merito alla negazione del centro civico per lo svolgimento dei corsi di lingua e cultura italiana per donne albanesi.<br />
Ci ha mosso la volontà di ristabilire a Castelcovati il principio per il quale le iniziative dei gruppi e delle associazioni non devono sottostare alle imposizioni del sindaco e possono usufruire degli spazi e dei locali pubblici, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti.</p>
<p>L’esposto, dopo una dettagliata ricostruzione della vicenda, si conclude così :</p>
<p><em>Considerato.</p>
<p>-L’utilizzo della c.d. sala civica del Comune di Castelcovati è dettagliatamente disciplinato da apposito Regolamento deliberato dal Consiglio Comunale;</p>
<p>-il rilascio dell’autorizzazione per l’utilizzo della sala civica è riservato dalla legge ai dirigenti, o ai responsabili degli uffici, e non compete al sindaco;</p>
<p>-nel caso specifico, non trattandosi di manifestazione artistica (art.3 reg.), non vi era la necessità di “concordare” alcunchè con l’assessore alla cultura o con il sindaco;</p>
<p>-quella promossa, con altri volontari, dalle sottoscritte era una iniziativa indubbiamente finalizzata alla crescita culturale e civile della Comunità (art.1 Reg.), certamente non in contrasto con l’utilizzo previsto dal Regolamento;</p>
<p>-l’operato del sindaco, in disparte ogni considerazione sul “silenzio” di chi era competente a pronunciarsi sulle istanze presentate, pare intenzionalmente volto unicamente ad impedire, al di là di ogni discrezionalità amministrativa, l’uso di una struttura pubblica e quindi a procurare al gruppo promotore dell’iniziativa un danno ingiusto, in violazione di specifica normativa dettata dal Regolamento comunale nonché della normativa statale sul riparto delle competenze tra dirigenza e organi politici.</p>
<p><strong>Di tutto quanto sopra premesso ed esposto le sottoscritte portano a conoscenza  codesta Procura, affinchè voglia verificare se nella condotta del sindaco, o di altri, siano ravvisabili profili di responsabilità penale, per abuso d’ufficio o per altri reati.&#8221;<br />
</strong></em></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il ruolo del Comune nell&#8217;affrontare la crisi di roberto</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2009/12/12/il-ruolo-del-comune-contro-la-crisi/comment-page-1/#comment-194</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 May 2010 20:57:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=2575#comment-194</guid>
		<description>La nostra nazione, come e forse più di molte altre, sta attraversando un brutto momento, con emergenze di ogni tipo. Emergenza ambientale, emergenza intercettazioni, emergenza riforme, emergenza federalismo, emergenza povertà, emergenza sanità, emergenza istruzione pubblica, emergenza rifiuti, emergenza immigrazione, emergenza sicurezza, emergenza economica, emergenza occupazione, emergenza informazione, ecc. 
Quest’ultima molto più insidiosa di quanto si creda perché è proprio da questa che dipendono certe percezioni per cui si crea enfasi intorno a taluni problemi (es., sicurezza) oppure si mette la sordina a certi altri (es., disoccupazione), anche attraverso la proliferazione di eventi che distolgono temporaneamente il pensiero dai travagli quotidiani, tipo feste o altri eventi ( …panem et circenses) o semplicemente confezionando una informazione reticente, dove problemi come l’occupazione (drammatica la situazione nell’edilizia) sono parecchio messi in disparte nei dibattiti sui principali mezzi di informazione. 
Questa carenza viene per fortuna colmata dalle iniziative di molte amministrazioni locali, con diversi incontri e dibattiti pubblici sui problemi più stringenti, tipo crisi economica, lavoro, sicurezza. 
A questa tendenza è sensibile anche il nostro comune, che proprio in ossequio al bisogno di sapere, il 10 maggio - presso l’aula magna delle medie - propizia un’incontro di &lt;strong&gt;informazione e sensibilizzazione sulla lotta alla zanzara tigre&lt;/strong&gt;, incontro a cura di una ditta di disinfestazione, che omaggerà i presenti di un kit larvicida.  
Certo, forse l’emergenza zanzara tigre non è proprio in cima ai pensieri dei cittadini, ma bisogna ammettere che un qualche rischio di sicurezza sanitaria lo da, e comunque  è un problema particolarmente pungente. E da qualche parte bisogna pur cominciare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La nostra nazione, come e forse più di molte altre, sta attraversando un brutto momento, con emergenze di ogni tipo. Emergenza ambientale, emergenza intercettazioni, emergenza riforme, emergenza federalismo, emergenza povertà, emergenza sanità, emergenza istruzione pubblica, emergenza rifiuti, emergenza immigrazione, emergenza sicurezza, emergenza economica, emergenza occupazione, emergenza informazione, ecc.<br />
Quest’ultima molto più insidiosa di quanto si creda perché è proprio da questa che dipendono certe percezioni per cui si crea enfasi intorno a taluni problemi (es., sicurezza) oppure si mette la sordina a certi altri (es., disoccupazione), anche attraverso la proliferazione di eventi che distolgono temporaneamente il pensiero dai travagli quotidiani, tipo feste o altri eventi ( …panem et circenses) o semplicemente confezionando una informazione reticente, dove problemi come l’occupazione (drammatica la situazione nell’edilizia) sono parecchio messi in disparte nei dibattiti sui principali mezzi di informazione.<br />
Questa carenza viene per fortuna colmata dalle iniziative di molte amministrazioni locali, con diversi incontri e dibattiti pubblici sui problemi più stringenti, tipo crisi economica, lavoro, sicurezza.<br />
A questa tendenza è sensibile anche il nostro comune, che proprio in ossequio al bisogno di sapere, il 10 maggio - presso l’aula magna delle medie - propizia un’incontro di <strong>informazione e sensibilizzazione sulla lotta alla zanzara tigre</strong>, incontro a cura di una ditta di disinfestazione, che omaggerà i presenti di un kit larvicida.<br />
Certo, forse l’emergenza zanzara tigre non è proprio in cima ai pensieri dei cittadini, ma bisogna ammettere che un qualche rischio di sicurezza sanitaria lo da, e comunque  è un problema particolarmente pungente. E da qualche parte bisogna pur cominciare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La piazza che non c’e / 4: pretendiamo chiarezza di vania</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/05/05/la-piazza-che-non-c%e2%80%99e-4-pretendiamo-chiarezza/comment-page-1/#comment-193</link>
		<dc:creator>vania</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 20:44:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=2880#comment-193</guid>
		<description>Il sindaco s'indigna e sente il dovere di difendere la sua giunta. 
Ma che bisogno ce n’è? Non si deve preoccupare. 
Tutti ormai conoscono e apprezzano la correttezza, 
la trasparenza, l’onesta, il limpido spirito di sola abnegazione che permea questi “giovani slegati da interessi economici”. 
O no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il sindaco s&#8217;indigna e sente il dovere di difendere la sua giunta.<br />
Ma che bisogno ce n’è? Non si deve preoccupare.<br />
Tutti ormai conoscono e apprezzano la correttezza,<br />
la trasparenza, l’onesta, il limpido spirito di sola abnegazione che permea questi “giovani slegati da interessi economici”.<br />
O no?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Una lezione di dignita&#8217; di roberto</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/04/15/una-lezione-di-dignita/comment-page-1/#comment-192</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 21:44:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=2873#comment-192</guid>
		<description>Vedendo l’ultima puntata di Anno Zero non ho potuto trattenermi dal provare un senso di repulsione e di angoscia.Vorrei rifiutarmi di credere che quello andato in onda dalla mensa scolastica di Adro sia il pensiero prevalente, ma nella realtà vedo che questa logica ha attecchito fra moltissima gente. Lo capisco parlando con familiari, conoscenti, amici; brave persone, gente perbene, da parte dei quali  incredibilmente c’è un diffuso consenso intorno a queste sciagurate, miopi scelte politiche (non sono scelte amministrative). Tutti in coro a sostenere la tesi del mero rispetto delle regole, senza guardare più in là, evitando di vedere le persone e soprattutto gli occhi dei bimbi, uniche vittime di questa odiosa contesa. 
Ho visto scene impressionanti, donne straniere che invocavano il rispetto dei loro diritti, donne italiane che vi si opponevano urlanti, gli occhi fuori dalle orbite, le vene del collo sul punto di scoppiare, una maschera di odio e di disprezzo. I pochi sostenitori dei diritti dei bimbi contestati e messi all’angolo. Un sindaco rozzo ma abile provocatore, capace di solleticare i peggiori istinti, che invece di unire  si adopera a fomentare divisione nella sua stessa comunità, con l’intenzione non già di ristabilire il rispetto di regole evase, ma di cavarne consenso personale anche a scapito dei bimbi, passando fra taglie sulla testa dei clandestini e difesa del crocifisso. 
Viene da chiedersi, e non è retorica, dove siano finiti i principi di vita e carità cristiani di un popolo che a parole rivendica radici e identità attraverso la religione, e nei fatti volta le spalle al messaggio del Cristo. 
Ognuno di noi quando entra a far parte di una comunità sottoscrive un tacito patto sociale che impone vincoli non scritti ma universalmente riconosciuti. Uno dei più forti è il rispetto dei bambini, e se anche questo tabù viene infranto credo non si prospetti nulla di buono all’interno di questa comunità. Si sta percorrendo una china pericolosa, perché è evidente che con questo modo di ragionare oggi si prendono di mira gli stranieri attraverso i loro bambini, domani saranno gli zingari o i barboni, o i gay, o i soliti intellettuali di “merda” piuttosto che chi non la pensa in modo conforme al pensiero del capo. C’è sempre pronto un capro espiatorio su cui riversare tutti i problemi.  
L’immagine che ne esce non è più quella di una comunità intesa come risorsa, ma di un insieme di individui pronti a essere usati da chi riesce a toccare i tasti del rancore e della paura,  uniti solo da sentimenti di rivalsa verso i più deboli, piegati a difesa dei loro interessi personali, impermeabili alle problematiche altrui. Un distillato di egoismo, negazione di una realtà di volontariato sociale e benefico che pure trova terreno particolarmente fertile in tutto il territorio. 
Su tutta la trasmissione ha aleggiato la presenza del fantomatico “benefattore” oramai ex anonimo, che ora viene accusato di aver fatto una donazione col solo scopo di farsi pubblicità a poco prezzo. Ma la verità è ben diversa, ci dice di una persona che è stata stanata dai cronisti, che in realtà nessuno ha mai visto sui media, mentre il sindaco è da settimane che ci affligge con le sue litanie dagli schermi di tutte le trasmissioni televisive. Ieri, parlando in mezzo a sostenitori che si producevano in un clima da stadio, è uscito ancora più bello chiaro di che pasta è fatto. Ho provato disagio fisico nel sentirlo argomentare, ma c’è da giurare che moltissimi si saranno invece sentiti più vicini ai suoi sostenitori urlanti. 
E questo mi fa molta impressione, perché questo personaggio è espressione del partito che detta l’agenda politica al governo, e non è l’unico. Ormai gran parte del territorio è finito in mano a personaggi del genere, alcuni dei quali buoni a nulla ma capaci di tutto, pronti a raccogliere consenso a danno dei più deboli, approfittando della crisi per fomentare una guerra fra poveri invece che proporre  risposte in aiuto di chi soffre per mancanza di lavoro e di prospettive. 
Mi chiedo: esisterebbe la Lega senza personaggi come questo; oppure, esisterebbe un tale personaggio senza il supporto della Lega? Probabilmente si alimentano a vicenda; peggio fanno, più piacciono. E ancora: come può tanta brava gente identificarsi, sentirsi rappresentata da dei personaggi e da un apparato simile? 
In un passo della sua bella lettera il “benefattore di Adro” parla di come a piccoli passi si giunga a certi esiti, di come il sonno della ragione generi mostri, e la nostra storia ancora vicina ce ne parla: in fondo, dice lui, mettere una stella gialla sulla manica ad un ebreo non faceva dolore. Scene già viste. E altre scene ho visto, che mi rimandano ad altre che tante volte ci sono state raccontate, che ci devono far riflettere; gente che cerca di crocifiggere il “benefattore-imprenditore” sulla pubblica piazza, colpevole, con la sua lettera, di aver interrogato la coscienza di ognuno; ma come si permette? 
Forse l’accostamento è forzato o irriverente e me ne scuso, ma in quel contesto mancava solo che qualcuno si alzasse e dicesse “chi volete libero, Gesù o Barabba?”, e il risultato sarebbe stato uguale, dopo due millenni di elaborazione della storia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vedendo l’ultima puntata di Anno Zero non ho potuto trattenermi dal provare un senso di repulsione e di angoscia.Vorrei rifiutarmi di credere che quello andato in onda dalla mensa scolastica di Adro sia il pensiero prevalente, ma nella realtà vedo che questa logica ha attecchito fra moltissima gente. Lo capisco parlando con familiari, conoscenti, amici; brave persone, gente perbene, da parte dei quali  incredibilmente c’è un diffuso consenso intorno a queste sciagurate, miopi scelte politiche (non sono scelte amministrative). Tutti in coro a sostenere la tesi del mero rispetto delle regole, senza guardare più in là, evitando di vedere le persone e soprattutto gli occhi dei bimbi, uniche vittime di questa odiosa contesa.<br />
Ho visto scene impressionanti, donne straniere che invocavano il rispetto dei loro diritti, donne italiane che vi si opponevano urlanti, gli occhi fuori dalle orbite, le vene del collo sul punto di scoppiare, una maschera di odio e di disprezzo. I pochi sostenitori dei diritti dei bimbi contestati e messi all’angolo. Un sindaco rozzo ma abile provocatore, capace di solleticare i peggiori istinti, che invece di unire  si adopera a fomentare divisione nella sua stessa comunità, con l’intenzione non già di ristabilire il rispetto di regole evase, ma di cavarne consenso personale anche a scapito dei bimbi, passando fra taglie sulla testa dei clandestini e difesa del crocifisso.<br />
Viene da chiedersi, e non è retorica, dove siano finiti i principi di vita e carità cristiani di un popolo che a parole rivendica radici e identità attraverso la religione, e nei fatti volta le spalle al messaggio del Cristo.<br />
Ognuno di noi quando entra a far parte di una comunità sottoscrive un tacito patto sociale che impone vincoli non scritti ma universalmente riconosciuti. Uno dei più forti è il rispetto dei bambini, e se anche questo tabù viene infranto credo non si prospetti nulla di buono all’interno di questa comunità. Si sta percorrendo una china pericolosa, perché è evidente che con questo modo di ragionare oggi si prendono di mira gli stranieri attraverso i loro bambini, domani saranno gli zingari o i barboni, o i gay, o i soliti intellettuali di “merda” piuttosto che chi non la pensa in modo conforme al pensiero del capo. C’è sempre pronto un capro espiatorio su cui riversare tutti i problemi.<br />
L’immagine che ne esce non è più quella di una comunità intesa come risorsa, ma di un insieme di individui pronti a essere usati da chi riesce a toccare i tasti del rancore e della paura,  uniti solo da sentimenti di rivalsa verso i più deboli, piegati a difesa dei loro interessi personali, impermeabili alle problematiche altrui. Un distillato di egoismo, negazione di una realtà di volontariato sociale e benefico che pure trova terreno particolarmente fertile in tutto il territorio.<br />
Su tutta la trasmissione ha aleggiato la presenza del fantomatico “benefattore” oramai ex anonimo, che ora viene accusato di aver fatto una donazione col solo scopo di farsi pubblicità a poco prezzo. Ma la verità è ben diversa, ci dice di una persona che è stata stanata dai cronisti, che in realtà nessuno ha mai visto sui media, mentre il sindaco è da settimane che ci affligge con le sue litanie dagli schermi di tutte le trasmissioni televisive. Ieri, parlando in mezzo a sostenitori che si producevano in un clima da stadio, è uscito ancora più bello chiaro di che pasta è fatto. Ho provato disagio fisico nel sentirlo argomentare, ma c’è da giurare che moltissimi si saranno invece sentiti più vicini ai suoi sostenitori urlanti.<br />
E questo mi fa molta impressione, perché questo personaggio è espressione del partito che detta l’agenda politica al governo, e non è l’unico. Ormai gran parte del territorio è finito in mano a personaggi del genere, alcuni dei quali buoni a nulla ma capaci di tutto, pronti a raccogliere consenso a danno dei più deboli, approfittando della crisi per fomentare una guerra fra poveri invece che proporre  risposte in aiuto di chi soffre per mancanza di lavoro e di prospettive.<br />
Mi chiedo: esisterebbe la Lega senza personaggi come questo; oppure, esisterebbe un tale personaggio senza il supporto della Lega? Probabilmente si alimentano a vicenda; peggio fanno, più piacciono. E ancora: come può tanta brava gente identificarsi, sentirsi rappresentata da dei personaggi e da un apparato simile?<br />
In un passo della sua bella lettera il “benefattore di Adro” parla di come a piccoli passi si giunga a certi esiti, di come il sonno della ragione generi mostri, e la nostra storia ancora vicina ce ne parla: in fondo, dice lui, mettere una stella gialla sulla manica ad un ebreo non faceva dolore. Scene già viste. E altre scene ho visto, che mi rimandano ad altre che tante volte ci sono state raccontate, che ci devono far riflettere; gente che cerca di crocifiggere il “benefattore-imprenditore” sulla pubblica piazza, colpevole, con la sua lettera, di aver interrogato la coscienza di ognuno; ma come si permette?<br />
Forse l’accostamento è forzato o irriverente e me ne scuso, ma in quel contesto mancava solo che qualcuno si alzasse e dicesse “chi volete libero, Gesù o Barabba?”, e il risultato sarebbe stato uguale, dopo due millenni di elaborazione della storia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Una lezione di dignita&#8217; di Alessia Festa</title>
		<link>http://www.propostapercastelcovati.org/2010/04/15/una-lezione-di-dignita/comment-page-1/#comment-191</link>
		<dc:creator>Alessia Festa</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 21:12:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.propostapercastelcovati.org/?p=2873#comment-191</guid>
		<description>&lt;em&gt;Dalle lettere al  Corriere della Sera di domenica 18 aprile pag. 27 &lt;/em&gt;

&lt;strong&gt;Guerra e il buono di Adro&lt;/strong&gt;

Cari direttore e giornalisti del Corriere della Sera, vi prego di pubblicare ancora, e per più giorni, le parole dense di significati che, rotolate fin quassù in cima alle montagne della Valmalecchia, meritano un ascolto ammirato e amplificato da parte di scuole pubbliche e private, centri religiosi, famiglie. Quelle parole dell’imprenditore di Adro non sono soltanto discorsi per risolvere un problema, ma parole elici a tutt’Italia per raddrizzare nostre dichiarazioni scorrette e vergognose, molte delle quali cadono sotto gli occhi indifferenti di milioni di persone (penso, dopo i bambini a pane e acqua, a Rachele, la bimba di 13 mesi immigrata nel milanese, morta una settimana fa all’ospedale di Cernusco sul Naviglio perché al padre licenziato dalla fabbrica in crisi era scaduto il permesso di soggiorno e non aveva i soldi per rinnovarlo). Vi prego, riempiamoci di quei suggerimenti che ci arrivano da questa lettera stupenda. Una commovente lezione no solo di bontà verso l’infanzia indifesa ma un insegnamento civile per una società di uomini decenti  come noi tentiamo di essere. Brava, quella persona nascosta che sento di chiamare “uomo illuminato” nel buio della cattiveria che sempre più ci circonda.

Tonino Guerra 
Poeta e scrittore

Post scriptum: non sarebbe male se il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chiamato a scegliere i nome per riempire il seggio attualmente vacante al Senato, dimenticasse la proposta generosa nei confronti del mio nome fatta da alcuni senatori e deputati  (e altre segnalazioni di nomi ancor più prestigiosi) e assegnasse idealmente quel seggio all’italiano di Adro. Perché mai come in questa occasione imprenditore fa rima con senatore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dalle lettere al  Corriere della Sera di domenica 18 aprile pag. 27 </em></p>
<p><strong>Guerra e il buono di Adro</strong></p>
<p>Cari direttore e giornalisti del Corriere della Sera, vi prego di pubblicare ancora, e per più giorni, le parole dense di significati che, rotolate fin quassù in cima alle montagne della Valmalecchia, meritano un ascolto ammirato e amplificato da parte di scuole pubbliche e private, centri religiosi, famiglie. Quelle parole dell’imprenditore di Adro non sono soltanto discorsi per risolvere un problema, ma parole elici a tutt’Italia per raddrizzare nostre dichiarazioni scorrette e vergognose, molte delle quali cadono sotto gli occhi indifferenti di milioni di persone (penso, dopo i bambini a pane e acqua, a Rachele, la bimba di 13 mesi immigrata nel milanese, morta una settimana fa all’ospedale di Cernusco sul Naviglio perché al padre licenziato dalla fabbrica in crisi era scaduto il permesso di soggiorno e non aveva i soldi per rinnovarlo). Vi prego, riempiamoci di quei suggerimenti che ci arrivano da questa lettera stupenda. Una commovente lezione no solo di bontà verso l’infanzia indifesa ma un insegnamento civile per una società di uomini decenti  come noi tentiamo di essere. Brava, quella persona nascosta che sento di chiamare “uomo illuminato” nel buio della cattiveria che sempre più ci circonda.</p>
<p>Tonino Guerra<br />
Poeta e scrittore</p>
<p>Post scriptum: non sarebbe male se il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chiamato a scegliere i nome per riempire il seggio attualmente vacante al Senato, dimenticasse la proposta generosa nei confronti del mio nome fatta da alcuni senatori e deputati  (e altre segnalazioni di nomi ancor più prestigiosi) e assegnasse idealmente quel seggio all’italiano di Adro. Perché mai come in questa occasione imprenditore fa rima con senatore.</p>
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