nov 05 2010

11 novembre : assemblea pubblica su Piazza, ICI, P.G.T.

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:25

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PIAZZA. Da tempo i gruppi di Impegno per Castelcovati, Castelcovati al Centro e Proposta per Castelcovati hanno intrapreso iniziative comuni contro il progetto di recupero del Loc del Sul, un edificio strategico nel centro del paese, che le minoranze chiedono venga acquisito dal Comune per un intervento pubblico che abbia come obiettivi la realizzazione di una nuova piazza, la piazza che non c’è, di importanti funzioni pubbliche e di numerosi parcheggi a servizio del centro storico. Durante l’Assemblea verranno illustrati i risultati della raccolta di firme iniziata il 16 settembre in calce ad una petizione, si parla di oltre 800 firme, e le ulteriori iniziative che i gruppi intendono assumere sul tema.

ICI. A partire dall’autunno 2009, poi ancora dal gennaio 2010 fino a ottobre, stanno arrivando ad ondate nelle case dei cittadini di Castelcovati accertamenti d’ufficio relativi ad ICI per gli anni dal 2003 al 2009.
In alcuni casi si tratta di richieste per poche decine di euro, per rendite catastali non corrette, in altri ancora di somme effettivamente dovute e che i contribuenti hanno omesso di versare. Fin qui nulla da eccepire: è normale che tutti debbano pagare e comprensibile che il Comune intervenga in presenza di errori e omissioni.
Ma non sono sicuramente queste due tipologie di contribuenti a costituire il grosso del gettito fiscale che il Comune di Castelcovati sta introitando in modo arbitrario, per un importo complessivo di alcune centinaia di migliaia di euro.
Infatti l’Amministrazione leghista di Castelcovati sì è inventata la nuova categoria del contribuente che, pur avendo pagato il dovuto, deve ora sottostare alle nuove disposizioni tributarie che prevedono la determinazione a posteriori del valore delle aree edificabili.
E così molti cittadini ignari, convinti di aver già assolto in modo corretto ai propri obblighi contributivi, non solo si sono visti recapitare cartelle per molte migliaia di euro, ma sono stati additati dal Sindaco all’opinione pubblica come incalliti evasori!
Ma le cose non stanno così, non siamo in presenza di evasione fiscale, ma piuttosto di un sopruso dell’amministrazione leghista, che sempre di più si presenta come l’amministrazione delle tasse.
Nel corso dell’Assemblea i gruppi daranno una informativa sui casi più frequenti di imposizione arbitraria, su come opporsi agli accertamenti e su ulteriori iniziative che intendono assumere sul tema (volantini, interpellanze).

PGT. Da tempo il nostro Comune ha conferito l’incarico per la stesura del PGT, il Piano di Governo del Territorio, che prenderà il posto del PRG, il Piano Regolatore Generale.
Nonostante la Legge Regionale 12 del 2005 preveda che il PGT venga costruito attraverso pubblicità, trasparenza delle attività di formazione e partecipazione dei cittadini e delle associazioni, il nostro Comune ha ritenuto di gestire il tutto in sordina, evitando non solo di coinvolgere cittadini e associazioni, ma anche di far conoscere le linee di sviluppo che si intendono perseguire e che costituiscono il documento di piano.
Questo documento, che fissa lo sviluppo urbanistico del paese per i prossimi 5 anni ed individua gli obiettivi pubblici che l’amministrazione intende perseguire, ad oggi non è ancora stato presentato, nonostante da tempo sia in corso trattative tra Comune e privati su possibili aree di espansione.
Le minoranze si chiedono, in assenza del documento di piano, su quali basi e per il raggiungimento di quali obiettivi si tengano questi incontri.

Rassegna stampa

Bresciaoggi 08 novembre 2010


ott 20 2010

Un ricordo di Giulio Scarpulì

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:16

Vogliamo ricordare Giulio Festa quale concittadino sempre impegnato su più fronti a servizio della nostra comunità. Una delle figure più caratteristiche di Castelcovati negli ultimi decenni, che ha rivestito anche incarichi amministrativi pubblici, non è stata in alcun modo ricordata dall’Amministrazione leghista, che a parole vorrebbe difendere radici e tradizioni locali, ma si dimentica vergognosamente di chi rappresenta un pezzetto della nostra storia recente: in occasione dei funerali nemmeno un manifesto per condividere il lutto della famiglia né il gonfalone comunale listato a lutto alla cerimonia!

  1. 1964: Giulio al pianoforte
  2. Fine anni 50: Giulio, il primo a destra, con gli amici a Iseo
  3. 31 dicembre 1968: Giulio, in basso al centro, con i suoi amici, reduci da una “spedizione punitiva” contro il pino di Angelo Massenza, reo di coprire l’insegna Fina del distributore di Italo Ribola
  4. Fine anni 50: Giulio con Angelo e Italo, cambiati a festa, forse per un matrimonio
  5. Scuola di canto
  6. Gennaio 75: matrimonio

GIULIO FESTA

Il 4 settembre scorso è morto Giulio Festa. Aveva 87 anni, essendo nato il 10 luglio del 1923.
Con lui è scomparso uno tra i più caratteristici e significativi “personaggi” castelcovatesi, cioè una di quelle persone che, pur non essendo grandiose o famose personalità, sono però figure che non passano inosservate, sono conosciute da tutti in paese e lasciano un segno, magari piccolo ma incisivo, in qualche settore della vita comunitaria.
Era conosciuto come Giulio Scarpulì, appartenendo alla casata dei Festa che da generazioni ha una bottega di calzolaio proprio di fronte alla chiesa parrocchiale, sulla via principale di Castelcovati, con alle spalle la propria abitazione, collocata in una delle nostre cascine che meglio ha conservato le caratteristiche dell’edificio rurale, pur trovandosi nel cuore del centro storico.
In qualche (molto) vecchia fotografia lo si vede bambino vestito da chierichetto; in altre (comunque ben datate), fra i componenti della filodrammatica dell’oratorio.
Parlare di Giulio Festa vuol dire, prima di tutto, parlare di musica.
Sin da giovane, sulla scia di una tradizione musicale vissuta in famiglia grazie al nonno e allo zio, iniziò studi in campo musicale, approfondendo la propria formazione sotto la guida del clarense maestro Carlo Capra.
Nella metà degli anni quaranta del novecento divenne organista della nostra chiesa, compito portato avanti fino a che la salute glielo ha permesso, nel giugno 2005, vale a dire per oltre sessant’anni. Durante i giorni feriali, alla mattina (magari portandosi al “luogo di lavoro” in ciabatte, dovendo solo attraversare la strada e considerando la chiesa - dopo tanti anni - la sua seconda casa) e alla sera, suonava ufficio per i defunti. La domenica era impegnato soprattutto per mes’alta, alle 11, specie nelle solennità o nelle occasioni di rilievo comunitario, come la commemorazione dei Caduti a novembre. E poi, i funerali, i matrimoni; anche qualche battesimo.
Chi non ne ricorda la testolina sbucare dalla balaustra del balcone dell’organo, per seguire, attraverso uno specchietto appeso alla cantoria, i movimenti del celebrante per attaccare al giusto momento con le note adeguate, ma anche per spiare verso la navata chi si trovava nei banchi?!
Il suo abbandono del servizio in chiesa è coinciso - vedi a volte il caso che combina… - con lo spegnersi della voce dell’organo, a causa dei troppi problemi legati al passare degli anni, acutizzati dalla condotta del riscaldamento che passa nella stanza dei mantici, dai topi ghiotti del materiale di cui sono fatte canne e somiere, dalla polvere, ecc.
Quante volte Giulio ha tamponato le ferite del “suo” strumento, insinuandosi fra le canne alla ricerca della fonte del difetto sonoro che si manifestava in quel momento, chiudendo le falle che spifferavano aria e suoni non desiderati con fogli di giornale accartocciati, pur di poter suonare!
Si può dire che l’appellativo di “maestro” se lo fosse guadagnato sul campo, dedicandosi senza risparmio di tempo e fatiche alla condecorazione musicale delle celebrazioni liturgiche.
Per decenni ha seguito la preparazione del coro parrocchiale, specie in collaborazione con suor Giuseppina, dagli anni settanta fino alla metà degli anni novanta del secolo scorso.
Le sue capacità e il suo repertorio da organista, ampliatisi nel corso degli anni attraverso il continuo esercizio, Giulio li metteva volentieri a disposizione anche delle parrocchie del circondario: a cavallo della sua inseparabile Vespina, con ogni condizione atmosferica si recava a Rudiano, Ludriano, Roccafranca, presso la casa di riposo di Castrezzato o la cappella dell’ospedale di Chiari. Anche in questi paesi (dove era conosciuto come il maestrì de Castel) ha lasciato un buon ricordo, testimoniato, ad esempio, dal saluto portato da un signore di Rudiano al suo funerale e ribadito sul bollettino parrocchiale della stessa comunità.
Altro suo impegno legato alla musica suonata era profuso per la preparazione dei saggi di fine anno della scuola materna, anche qui in collaborazione con le suore. Chi, tra coloro che hanno concluso l’asilo negli anni settanta o ottanta, non ha almeno una foto della propria esibizione nella quale non spunti la testa ingrigita del maestro Giulio ripreso di spalle, intento ad eseguire al pianoforte o all’armonium le musiche di accompagnamento di balletti e poesie?
Giulio Festa ha anche avvicinato alla musica diverse persone attraverso l’attività didattica, sia nelle scuole che con lezioni private.
Ma ci sono anche altri aspetti della vita di Giulio Festa che è doveroso ricordare. Egli si spese, infatti, anche in molteplici attività di carattere sociale e politico.
Per molti anni fu attivo sulla scena amministrativa locale: fu consigliere comunale della DC dal 1960 al 1980 e assessore (supplente dal 1970 al ‘75 e poi effettivo fino al 1980).
Uomo di fiducia del Sindaco Morandini, vivendo a stretto contatto con la gente del paese, ne sapeva cogliere umori e necessità, portandoli all’attenzione dell’intera compagine amministrativa.
Viene ricordato, in particolare, come delegato per seguire il funzionamento della piscina (struttura di proprietà parrocchiale data in gestione al Comune), occupandosi della biglietteria e della cassa.
Altro suo campo d’azione, il Consiglio di amministrazione della scuola materna “Capitanio”.
Tra i soci fondatori della locale cassa rurale ed artigiana nel 1962, Giulio Festa sedette nel relativo consiglio per 22 anni, devolvendo (insieme ad altri) il proprio compenso per l’acquisto di macchinari ospedalieri inviati nei paesi in via di sviluppo.
All’apparenza a volte scontroso, poteva sembrava un tipo dal carattere difficile, pungente; ma si trattava solo di una maschera: chi lo ha conosciuto da vicino può testimoniare di un animo allegro e generoso (dedito a gesti di carità concreta e non sbandierata).
Dotato di una vivace curiosità, non perdeva occasione di muovere a chi di dovere osservazioni e critiche, non per creare polemiche, ma spinto da un sincero desiderio che le cose (ad esempio in parrocchia, o nel paese) fossero gestite al meglio.
Si può ben dire che, con la morte di Giulio Festa, Castelcovati ha trasferito un pezzo significativo della propria storia dalla vita vissuta quotidianamente all’archivio della memoria comunitaria.

Paolo Olivini


ott 12 2010

Un nuovo patto per Castelcovati

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 21:18

13 aprile 2008, elezioni comunali. Un risultato elettorale tondo e indiscutibile consegna Castelcovati alla Lega Nord e manda all’opposizione gli altri tre contendenti, ognuno con circa il 20% dei consensi. I cittadini hanno evidentemente scelto la novità e bocciato coloro che, in ruoli diversi, rappresentavano quella litigiosità che aveva consegnato il nostro Comune nelle mani di un commissario del Prefetto.

16 settembre 2010, centro civico. Un pubblico numeroso, eterogeneo ed attento partecipa all’assemblea pubblica che i tre gruppi di minoranza congiuntamente hanno organizzato sul tema del Loc del Sul e della nuova piazza. La gestione collegiale ed il modo organico con il quale viene trattato l’argomento sono la manifestazione, anche plastica, di come a Castelcovati l’aria stia girando.

Sono neppure trenta i mesi intercorsi, siamo alla metà del mandato della non più nuova amministrazione, ma molto diverse sono le percezioni: deluse molte aspettative del nuovo, la gente si guarda intorno e sembra aspettare che qualcuno si decida a declinare un progetto amministrativo di lungo respiro.

Sono molteplici i fattori che hanno determinato questo nuovo clima.

Da un lato la constatazione alla prova dei fatti, dopo l’ubriacatura della propaganda, della pochezza amministrativa dei nuovi e della scarsità dei risultati ottenuti.
Dall’altro l’arroganza di chi comanda, che ha svilito la partecipazione dei cittadini, relegati a spettatori, quando non a sudditi di un modo di amministrare sordo alle loro reali esigenze e molto attento a mettere loro le mani in tasca, atteggiamento questo che ha avuto nella vicenda dell’ICI il punto apicale, svelando ai castelcovatesi il vero volto della Lega come partito delle tasse.
Infine un nuovo modo di porsi dei tre gruppi di minoranza che, superati via via i pregiudizi, sono riusciti a parlare un linguaggio comune, prima in maniera episodica e poi su temi complessi e di grande impatto sui cittadini, come l’ICI, per arrivare insieme all’assemblea sulla piazza, punto di arrivo di un percorso tribolato e lungo, ma anche, si spera, punto di partenza per offrire alla comunità di Castelcovati una concreta e valida alternativa amministrativa.

Sì, perché, anche se può sembrare molto lontano, mancano solo due anni, che in ambito amministrativo sono poco più di un soffio, alle elezioni comunali.
A questo appuntamento certo si presenterà la Lega Nord, debole di concreti risultati amministrativi, ma con una dote sicura di voti che deriva dal consenso indubbio di cui gode a livello di partito.
Nessuno dei tre gruppi di minoranza, liste civiche senza una precisa collocazione politica e quindi senza rendita di posizione, può seriamente pensare di competere.

Da questa semplice constatazione è necessario partire per costruire un nuovo patto per Castelcovati, una aggregazione civica in grado di rappresentare una concreta e credibile alternativa alla Lega.

Ma perché questo nuovo soggetto non sia la somma di debolezza e non abbia come unico collante il contrapporsi a chi oggi comanda, è necessario iniziare alla svelta un percorso che, partendo dalle collaborazioni importanti già realizzate e dai risultati conseguiti sul versante della partecipazione dei cittadini, persegua i seguenti obiettivi:

  • forte rinnovamento, che deve avvenire attraverso il ricambio generazionale, che porti i giovani ad avvicinarsi da protagonisti alla vita amministrativa, ed un nuovo modo di coinvolgere i cittadini nelle scelte;
  • competenza amministrativa, che si forma offrendo ai giovani occasioni di approfondimento e di confronto con diverse esperienze sui vari temi che interessano la vita della comunità, dall’urbanistica ai servizi alla persona, dal bilancio alle imposte;
  • valido programma amministrativo, costruito partendo dall’analisi dei bisogni ed in grado di fornire ai cittadini risposte rapide, praticabili e compatibili con le risorse economiche a disposizione.

Siamo fiduciosi che esistano le condizioni perché questo patto possa diventare realtà. Noi faremo la nostra parte e, ne siamo certi, anche gli altri non si tireranno indietro.

Castelcovati si merita un futuro migliore.


ott 02 2010

Vergogna

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:02

Di fronte alle iniziative intraprese dai tre gruppi di minoranza, che pongono questioni e proposte concrete, l’amministrazione non trova di meglio che diffondere un documento dal quale emerge l’assoluta mancanza di argomenti in risposta ai temi sollevati sul piano di recupero del Löc del Sul.

La nostra contrarietà all’iniziativa dell’amministrazione nasce dalla volontà di operare per il bene del paese e non dal mettersi a priori in contrapposizione con chi amministra.

Alle nostre richieste, puntuali e precise, con rammarico vediamo che l’amministrazione anziché confrontarsi sul tema della piazza decide di non risponde nel merito delle nostre questioni ma alimenta confusione, da enfasi a chiacchiere ed insinuazioni, e non trova di meglio che attaccare, come sua abitudine, chi ha amministrato in passato, colpendo in modo vergognoso anche chi è lontano dalle vicende amministrative.

Dichiarandoci disgustati ed estranei a questo modo becero di concepire la contesa politica, intendiamo esprimere la totale solidarietà a coloro che sono ingiustamente colpiti da insinuazioni che li vorrebbero coinvolti in vicende a loro assolutamente estranee, oltre che a Luciano Onger e a Oliviero Busetti.
Riteniamo il comportamento degli Amministratori leghisti, sindaco, giunta e consiglieri comunali, vergognoso ed infame nel momento in cui, a corto di argomenti sensati, si riducono ad infangare persone innocenti, che hanno la sola colpa di essere figlio e nuora di Luciano Onger, alle quali viene arrecato un danno ingiusto e gratuito.
Questo atteggiamento ci ricorda tempi bui, come quando i fascisti marchiavano con la stella di David i negozi degli ebrei, o quando i brigatisti teorizzavano il colpirne uno per educarne cento, e sappiamo tutti come sono finite in tragedia quelle vicende.

I signori della Lega, difensori della famiglia, evidentemente solo la loro, e paladini dei crocefissi dovrebbero vergognarsi.


set 29 2010

Gli alloggi per anziani sommersi dalle chiacchiere

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 17:38

La casa è un bisogno primario al quale le amministrazioni di Castelcovati hanno da sempre prestato una particolare attenzione. Così nel tempo, a partire dagli anni ‘60 con Giuseppe Morandini Sindaco, il Comune ha realizzato sia alloggi da concedere in affitto a canone agevolato ai nuclei famigliari bisognosi e a persone anziane, che alloggi a riscatto destinati alle famiglie di lavoratori e alle giovani coppie. In anni più recenti queste iniziative tese a favorire la casa in proprietà si sono esplicate attraverso l’ urbanizzazione delle aree PEEP e con la realizzazione di alloggi da parte della CAST, assegnati in proprietà a cittadini di Castelcovati.

Il completamento di questa attività del Comune sul tema della casa doveva essere rappresentato dalla costruzione di nuovi e moderni alloggi per anziani e famiglie con disabili, realizzati con le più avanzate tecnologie per il risparmio energetico e ubicati in posizione centrale, al Loc del Pio, già di proprietà comunale e per i quali esisteva un progetto approvato dalla precedente amministrazione.
Non è che il comune disponesse di uno scarso numero di alloggi (anzi, sono più di 60), ma la vetustà di molte palazzine, i costi eccessivi delle manutenzioni, l’inadeguatezza energetica e la loro ubicazione, spesso periferica, rendeva necessario che si provvedesse ad una loro “rottamazione”, sostituendoli con tipologie meglio rispondenti per confort e ubicazione alle esigenze delle persone anziane.

Siamo stati quindi contenti quando, oltre un anno fa, la nuova amministrazione, ponendosi in apparente continuità con le precedenti, ha annunciato di voler costruire alloggi per gli anziani, ma anche piuttosto preoccupati per l’ubicazione scelta che, oltre a non considerare la disponibilità del centralissimo Loc del Pio, collocava la costruzione in una zona molto periferica e tagliava a metà un parco pubblico.
Siamo rimasti invece proprio allibiti quando il Sindaco, solo poche settimana dopo l’annuncio, paventava il rischio che gli alloggi non potessero essere realizzati nella zona scelta per la presenza di una presunta discarica. Ci saremmo aspettati che a queste dichiarazioni seguissero i fatti e da subito si scegliesse una ubicazione alternativa e migliore tra le molte opportunità che il nostro Comune offre.
A oltre un anno di distanza ci troviamo con l’ipotesi dei nuovi alloggi per anziani scomparsa dalle priorità dell’amministrazione e con un presunto problema ambientale ancora indefinito per consistenza e totalmente irrisolto.

Ribadiamo con forza la richiesta al Comune di procedere alla costruzione di nuovi alloggi per anziani, riprendendo il nostro progetto, che prevedeva la realizzazione di 13 alloggi nel Loc del Pio, di proprietà comunale, che è indubbiamente l’ubicazione più adatta per un’opera che costituisce il completamento naturale degli interventi sulla casa di riposo, su casa Cadei e sul parco adiacente e che porterebbe gli anziani nel cuore di Castelcovati, vicino al Centro dei pensionati, alla Casa di riposo, alla Chiesa e ai negozi.

A meno che, anche stavolta, al nostro Sindaco non interessi nulla degli alloggi per gli anziani, ma semplicemente, in perfetto stile leghista, viva e sopravviva di proclami e di annunci mai realizzati, nella convinzione che tanto la gente non se ne accorge.

Un esempio eclatante di questo modo di fare è rappresentato dalla riqualificazione di via de Gasperi, un progetto pronto da anni, completamente finanziato dal Comune attraverso la Cast, con la disponibilità della AOB2 e della Provincia di Brescia a concorrere economicamente e già in possesso del nullaosta per l’esecuzione dei lavori.
Un’ opera che interessa una via centralissima, di grande transito, sulla quale insistono le scuole elementari e la materna, che conduce al cimitero e alla farmacia e che giace ancora oggi in uno stato fatiscente e pericoloso per ciclisti e pedoni.

Ormai è un ritornello di questa amministrazione l’annunciare e il non fare, tanto una scusa pronta c’è sempre -vorrei, ma non posso-, perché mancano i soldi, oppure per il patto di stabilità, oppure perché in Italia ci sono le leggi, oppure per colpa di altri, oppure bla..bla..bla… E anche gli alloggi per gli anziani non sfuggono a questo andazzo.

Basta ripercorrere un attimo i fatti: erano i primi giorni della scorsa estate quando l”amministrazione Gritti ha annunciato di volerli costruire e solo di pochi giorni dopo l’allarmante dichiarazione del Sindaco di aver trovato proprio sull’area destinata alla costruzione degli alloggi una discarica abusiva. E’ trascorso ormai più di un anno e della reale situazione di quel fondo nulla di più si sa, se non quanto abbiamo appreso dai giornali in varie puntate, e cioè che quell’area sarebbe stata oggetto di escavazione abusiva per poi essere riempita con materiali di risulta, forse pericolosi, e che lì di conseguenza non si potevano più costruire.
Dopo quindici mesi non sappiamo ancora con certezza cosa sia depositato in quel terreno. Se vi siano sostanze nocive, come sembra insinuare il Sindaco, ed in questo caso ci meravigliamo di come egli, responsabile della pubblica sicurezza e della salute dei suoi cittadini e proprietario del terreno, abbia potuto tollerare per tutto questo tempo un pericolo potenzialmente grave per la salute, oppure se in quel terreno non vi sia nulla di pericoloso, nel qual caso viene da chiedersi come abbia potuto, sempre il Sindaco, seminare per mesi e in modo totalmente irresponsabile il dubbio e l’incertezza, procurando di fatto falso allarme alla popolazione.
Ma forse più semplicemente fa comodo al Sindaco non sapere la verità, lasciare tutto nell’ambiguità ed utilizzare questo pretesto per cercare di attaccare gratuitamente chi in passato ha ben amministrato ed è stato davvero protagonista della politica del fare.

Tanto l’importante per il Sindaco è avere sempre pronto un alibi per la propria inconsistenza amministrativa. Fin che dura!


set 28 2010

La piazza che non c’è / 12 : domenica si firma in piazza

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 17:47

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set 20 2010

La piazza che non c’è / 11: l’assemblea del sul

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:52

Giovedì sedici settembre, ore 20,45 via Marconi. È una serata nuvolosa, fresca e umida, preludio all’incombente autunno. C’è animazione davanti alla sala civica, la gente parla , scherza, scambia battute in un’atmosfera molto sciolta, in attesa che si dia inizio alla prima assemblea pubblica dedicata alla questione Löc del Sul, argomento che ormai da alcuni mesi è diventato oggetto di contesa fra maggioranza e opposizioni e materia di dibattito che coinvolge sempre più persone in paese.
L’assemblea è l’ennesima tappa di un percorso informativo che - dopo le esperienze relative alla questione rette della materna e a quella dell’ICI - vede di nuovo unite le tre opposizioni attorno a un tema condiviso, intrapreso già da Aprile con la diffusione di volantini, articoli di giornale, manifestazioni in piazza, ecc., che si affianca alle iniziative contemporaneamente portate avanti nelle sedi istituzionali.
È l’occasione che molti aspettano per capire meglio cosa bolle nella pentola del comune, e per sentire le obiezioni al menu della giunta Gritti da parte dei consiglieri delle liste di minoranza.
Così si va a incominciare. Al tavolo dei relatori siedono Marco Bertoldi, Giovanni Alghisi, e Marco Delpanno, rappresentanti di Castelcovati al Centro, Insieme per Castelcovati, Proposta per Castelcovati; di fronte a loro una sala gremita di una folla ben assortita per età (molti giovani, sorpresa!), genere (e quante donne!) e per orientamento; ed è soprattutto questo aspetto che balza agli occhi di chi fa spesso assemblee di lista, dove il target di pubblico è spesso noto e omologato. Il paese è piccolo, ci si conosce tutti, simpatie politiche incluse, e la composizione del pubblico che ci si para davanti stasera ci dice di un interesse trasversale all’argomento.

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Apre gli interventi Marco Bertoldi che, nonostante sia veterano di tante assemblee, tradisce comunque un filino di tensione. Ma è un attimo, in poche battute entra in sintonia con l’evento e si produce in una breve e puntuale genesi dell’affaire Löc del Sul, agevolato da alcune diapositive sul tema.
Sgombra subito il campo da eventuali equivoci: i tre gruppi, dice, sono favorevoli a un progetto di riqualificazione dell’area del Löc del Sul, ma un progetto che porti con sé miglioramenti urbanistici e vantaggi sociali, che individui già da subito la destinazione d’uso dei locali di pertinenza del comune che si ricaveranno nel nuovo edificio, e che soprattutto porti con sé una bella, vera piazza, centro di aggregazione per antonomasia. E questo non è certo il progetto del comune che al momento ha ancora idee confuse sull’utilizzo dei locali a uso della comunità che si dovranno ricavare a piano terra, e che a corredo di una sostanziosa operazione immobiliare (9200 metri cubi) ricava una piazzetta di appena 480 metri quadri, e per di più rialzata di 60 - 70 centimetri dal piano stradale, che sarà forse molto trendy per gli eventuali servizi commerciali che si ricaveranno a piano terra (bar..) ma assolutamente non fruibile per fini aggregativi importanti come quelli prevedibili per una vera piazza (manifestazioni, feste, cerimonie, e perché no, mercato).
Dice che da mesi le opposizioni stanno cercando di convincere la giunta a ripensare il progetto, di avviare un vero percorso di condivisione con la comunità, di prendersi tempo, che non c’è alcuna emergenza, il progetto è nei discorsi da anni e anni, non casca il mondo se per fare cose più ragionate passa altro tempo.
Ma è come parlare ai muri, loro tirano dritto, e nel frattempo hanno già adottato la variante urbanistica per la realizzazione del loro progetto, ignorando bellamente che un confronto con le opposizioni e con la comunità è non solo auspicabile ma imprescindibile, visto che nel bene o nel male un progetto di tale portata è destinato a cambiare per sempre la fisionomia e la fruibilità sociale dell’intero centro storico del paese.
La parola passa poi a Marco Delpanno, anche in lui si nota una certa emozione, non ha certo ancora l’esperienza di chi lo ha appena preceduto, ma questo non gli impedisce comunque di lanciarsi, col supporto di suggestive dia 3-D, in una limpida analisi tecnica-urbanistica sulle problematiche insite nel progetto dell’amministrazione, dando sfoggio di competenze che sono parte del suo lavoro e soprattutto di passione per l’argomento che sta seguendo. Commentando le immagini elenca una lista di negatività derivanti dal progetto approvato, che vanno dall’eccesso di metri cubi da edificare rispetto allo spazio disponibile, alla carenza di parcheggi; perora la necessità del recupero dei volumi e delle architetture esistenti (prescritta dalle norme regionali) in contrasto alla scelta effettuata dalla giunta di applicare impropriamente norme per incrementare i volumi e di imporre un edificio di dimensioni abnormi e dalle caratteristiche estetiche completamente estranee al contesto su cui si affaccia. Suggerisce un intervento edificatorio di dimensioni più ridotte e in linea con le caratteristiche estetiche del cascinale lombardo, per lasciar spazio a una piazza più grande, a una vera piazza; un progetto che dia respiro, aria, luce, sobrietà ed identità.
A seguire è la volta di Giovanni Alghisi, che sottolineando come l’operazione Löc del Sul rappresenti una occasione forse unica per dare una nuova impronta al centro storico, ripercorre le varie occasioni colte dalle precedenti amministrazioni, tipo la ristrutturazione dell’edificio della biblioteca, la riqualificazione di via Chiari (a proposito, a quando la riqualificazione di via De Gasperi?), la realizzazione del complesso Casa Cadei- ampliamento casa di Riposo- acquisto del Löc del Pio, ecc., facendo notare che tutte queste opere sono state pensate non già per prestigio personale, ma tenendo come stella polare il bene comune, mentre in questo caso sembra con tutta evidenza che l’amministrazione si voglia muovere a vantaggio di qualcosa di ben diverso che il bene della comunità, alla quale si nega informazione e condivisione.
Questo dà il destro a Marco Bertoldi per lanciare le prossime iniziative messe in campo dalle liste, a partire dalla raccolta di firme, con presenza di presidi informativi e di raccolta in piazza nelle mattinate di domenica 3 e 10 Ottobre. Si augura che con ciò si formi una coscienza collettiva che dia avvio a un movimento di opinione tale da indurre l’amministrazione a tornare sui suoi passi, a rivedere le modalità di progetto. Ed espone alcune idee da sottoporre alla giunta: trovare il modo di acquistare l’area; rispettare il piano regolatore, elaborare un piano di recupero rispettoso delle norme e compatibile con la situazione esistente, muoversi in modo trasparente; promuovere un concorso di architettura per scegliere un progetto che valorizzi al meglio la piazza, il centro, gli edifici storici prospicienti; coinvolgere la popolazione nella scelta del progetto.
Bertoldi ormai è lanciato, disinvolto, padrone di una efficace oratoria fa esempi di utilizzo pubblico dell’edificio, tenendo d’occhio i bisogni del paese: posta, biblioteca, sala civica, farmacia comunale…tutte cose che sarebbero più agevolmente realizzabili se l’operazione fosse condotta direttamente dal comune, invece che soggiacere ai desiderata di un eventuale privato. Precisando poi che non è certo sbagliato per il comune scegliere un partner privato, ma alla condizione che deve essere quest’ultimo ad adattarsi alle necessità del comune, non il contrario.
Marco Delpanno interviene di nuovo, e chiede attenzione a che si costruisca un luogo che abbia un’anima, non una operazione commerciale utile solo a un operatore immobiliare, scongiurando il rischio della nascita di zone socialmente morte, dormitori, tipo piazza Europa a Cizzago ( a cui il progetto approvato somiglia in modo impressionante) o la zona consorzio a Chiari. Anche lui rimarca il fatto che deve essere il comune a dettare le linee guida, non un eventuale operatore privato. È un intervento preciso e accorato, immediatamente capito e calorosamente applaudito dal pubblico.
Segue un breve dibattito per dare conto-a un interessato fra il pubblico- delle tre osservazioni presentate in consiglio dalle opposizioni, osservazioni piuttosto tecniche e spiegate ancora da Delpanno in modo comprensibile a un pubblico concentratissimo.
L’assemblea volge al termine, un’assemblea svoltasi in modo civile, con tono sobrio e pacato, che ha soddisfatto chi vi ha assistito (grazie alle informazioni apprese) e gratificato chi l’ha condotta , che ha visti premiati gli sforzi organizzativi e le tensioni della vigilia con l’attenzione e il gradimento del pubblico. Ed è ancora Marco Bertoldi, con consumata perizia, a condurla verso le battute conclusive, accennando ancora agli impegni di “persuasione” che le opposizioni, con splendida sintonia di intenti, stanno portando avanti sul piano istituzionale e congedando il pubblico, non prima di aver ricordato gli appuntamenti “in piazza per la piazza.”


set 17 2010

La piazza che non c’è /10: resoconto dell’Assemblea

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 16:05

Si è tenuta ieri sera presso il Centro civico una assemblea pubblica sul tema della piazza. La presenza numera di cittadini e l’attenzione con la quale sono stati ascoltati i relatori è una prova edivente di quanto l’argomento stia a cuore alla stragrande maggioranza dei castelcovatesi
Al tavolo della presidenza Marco Bertoldi, Marco Delpanno e Giovanni Alghisi, in rappresentanza dei gruppi che hanno organizzato la serata, hanno illustrato ai presenti, con il supporto di proiezioni, il loro punto di vista sull’iniziativa intrapresa dal Comune, hanno espresso le loro critiche ed hanno formulato proposte alternative nel metodo e negli obbiettivi, traendo spunto da precedenti positive esperienze.
E apparso chiaro a tutti come questa iniziativa fosse stata preceduta da un importante lavoro di approfondimento. Pur nella diversità di lunguaggio, gli interventi sono apparsi molto coordinati tra di loro ed indirizzati sullo stesso obbiettivo.
Marco Bertoldi ha intodotto i lavori sviluppando i seguenti argomenti:

  • Il Comune di Castelcovati ha iniziato la procedura per l’approvazione del Piano di recupero del Loc del Sul.
  • Si tratta di un progetto che prevede la demolizione del vecchio municipio, già avvenuta nei mesi scorsi, dell’acquedotto e della vecchia cascina posta all’incrocio tra via Chiari e via De Gasperi.
  • Nello spazio così ricavato il Comune prevede di realizzare un voluminoso edificio, di circa 9.200 mc, con forma ad L rovesciata, prospiciente le vie De Gasperi e Chiari, da destinarsi prevalentemente ad uffici, negozi e residenza e, in forma residuale, a funzioni pubbliche non meglio definite.
  • All’interno della corte così determinata, chiusa a sud da via Capitanio ed a ovest dal condominio Turrini e da viale dei Caduti, verrebbe ricavata una piazzetta di 483 mq oltre a circa 40 parcheggi, uno in meno di quelli esistenti ad oggi.
  • Senza entrare nel merito architettonico del progetto, che comunque appare avulso dal contesto urbano e presenta caratteristiche moderne che nulla hanno a che vedere con la struttura dell’antico cascinale lombardo, i tre gruppi di minoranza hanno manifestato da tempo, sin dal consiglio comunale dell’aprile scorso, le proprie critiche.

Questi ragionamenti sono stati accompagnati dalla proiezione di diapositive ed in particolare da ricostruzioni al computer tese ad evidenziare l’impatto del nuovo intervento sull’assetto urbano di Castelcovati.

E’ toccato a Marco Delpanno evidenziare le critiche al progetto, già espresse in Consiglio Comunale ed oggetto di un volantino diffuso nello scorso mese di guigno. In particolare è stato evidenziato come l’intervento adottato dall’amministrazione:

  • non tiene conto delle esigenze connesse con l’interesse pubblico, privilegiando invece l’aspetto economico e l’interesse di eventuale operatore privato;
  • non ricava all’interno del perimetro una piazza di adeguate dimensioni, ma piuttosto una piazzetta interna, rialzata e poco fruibile, schiacciata dal nuovo ingombrante edificio previsto sulle Vie Chiari e De Gasperi;
  • prevede la costruzione, in fregio a Via Chiari, di un nuovo voluminoso corpo di fabbrica, che soffoca e sottrae alla vista gli edifici di pregio prospicienti;
  • prevede la realizzazione di un numero minimo di parcheggi aggiuntivi rispetto a quelli esistenti al momento dell’adozione ed irrisorio rispetto a quelli realizzati attraverso la demolizione del vecchio municipio;
  • prevede un numero di parcheggi comunque esiguo ed insufficiente a far fronte alle necessità degli insediamenti residenziali, direzionali e commerciali previsti dal piano di recupero;
  • non consegue alcun miglioramento delle condizioni complessive del centro storico, che già si presenta sottodimensionato per parcheggi, finendo col pregiudicare ulteriormente le attività commerciali esistenti e la vivibilità complessiva del centro di Castelcovati.

Giovanni Alghisi è partito dalla constatazione che raramente si presenti al Comune la possibilità di realizzare interventi che concorrano in modo significativo a migliorare la qualità complessiva dei centri urbani e la loro conseguente vivibilità e dalla convinzione che, quando si presentano, queste occasioni vadano assolutamente colte, come molte volte è avvenuto in passato, con risultati positivi ancora evidenti ai giorni nostri.
Ha quindi presentato alcuni esempi :

  • Intervento di ristrutturazione dell’edificio scolastico di via Marconi.
    Realizzato a metà degli anni 80, con Giuseppe Morandini Sindaco, ha restituito ad un uso pubblico un vecchio edificio scolastico, da tempo non in uso, consentendo la realizzazione di importanti funzioni pubbliche quali la biblioteca comunale, il centro civico e l’ufficio postale oltre ad appartamenti di edilizia convenzionata ed un significativo numero di parcheggi in posizione strategica.
  • Sistemazione di Via Chiari
    Realizzata negli anni 2003/2004 con Aldo Onger Sindaco, l’intervento ha migliorato in modo significativo l’immagine del nostro Comune per chi proviene da nord, principale direttiva di traffico, consentendo anche di ricavare un buon numero di parcheggi, la pista ciclabile e porzioni a verde alberato. Questo intervento ha anche rappresentato il completamento di iniziative intraprese negli anni precedenti, che avevano portato alla realizzazione del PEEP e della variante alla strada provinciale 17.
  • Complesso di Casa Cadei
    Si tratta di un insieme organico di interventi realizzati nel periodo 2004/2007, con Roberto Orlandi Sindaco, che hanno visto la radicale ristrutturazione con ampliamento della nostra casa di riposo, l’acquisizione e ristrutturazione di un fabbricato adiacente per realizzarvi la sede di gruppi e associazioni e la costruzione di un parco pubblico centrale.
    Tale intervento è stato realizzato sottraendo l’immobile ad un privato ed interamente finanziato dal Comune, senza significativo indebitamento. Ha inoltre consentito di acquisire, praticamente senza costi, la proprietà del Loc del Pio.
  • Ristrutturazione dell’oratorio
    Si tratta di un intervento, in parte già realizzato e in parte in fase di realizzazione, portato avanti dalla Parrocchia con il convinto sostegno del Comune. Tale intervento, oltre a perseguire le finalità proprie di chi lo ha realizzato, ha consentito un miglioramento dell’intera zona con una buona dotazione di parcheggi aggiuntivi.

Gli esempi illustrati rendono evidenti le seguenti considerazioni:

  • vi è un filo logico che li collega, a prescindere da chi li ha realizzati e dal periodo. Questo filo è l’obbiettivo evidente di perseguire il miglioramento del nostro paese;
  • anche dal punto di vista urbanistico questi interventi hanno in comune l’attenzione agli spazi pubblici, alla loro vivibilità ed ai collegamenti tra le varie zone del paese, in buona sostanza un paese più unito.

Concludento i lavori Marco Bertoldi ha puntualizzato che l’iniziativa dei tre gruppi è finalizzata a far si che si prosegua su questa strada e proprio per questo, in presenza di uno spazio strategico quale il Loc del Sul, è stata lanciata una raccolta di firme affinchè sia l’interesse pubblico prevalente nel guidare gli interventi e non quello privato. Per dirla con uno slogan:

Meno metri cubi e più servizi!


set 09 2010

La piazza che non c’è / 9 : iniziative delle minoranze

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 11:33

I tre gruppi di minoranza presenti in Consiglio comunale, che hanno conteso nelle precedenti elezioni amministrative alla Lega Nord la guida del paese e che insieme rappresentano più del 55% dell’elettorato, hanno via via trovato sempre maggiori punti di convergenza. Così, dopo aver dapprima contrastato l’introduzione dei corsi obbligatori per i genitori degli alunni della scuola materna ai fini dell’ottenimento del contributo del comune per l’abbattimento delle rette di frequenza ed aver ottenuto il pronunciamento del TAR con la sospensiva della delibera del Consiglio comunale sul piano diritto allo studio e dei provvedimenti conseguenti, successivamente assunto iniziative comuni contro l’azione dell’Amministrazione leghista che imponeva il pagamento retroattivo dell’ICI sulle aree edificabili a ignari cittadini che già avevano versato il dovuto, i tre gruppi hanno trovato l’intesa sulla posizione comune da assumere nei confronti del Piano di recupero del Loc del Sul, già adottato dal Consiglio comunale e che verrà sottoposto all’approvazione definitiva nelle prossime settimane.

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Tale progetto, che prevede la totale demolizione di un antico cascinale posto in centro al paese e del vecchio municipio adiacente e la loro sostituzione con un nuovo edificio di oltre 9.000 mc a destinazione commerciale direzionale residenziale, che dovrebbe essere realizzato da privati, completamente avulso dal contesto urbanistico e per nulla attento alle esigenze pubbliche, tra l’altro normate dal piano regolatore vigente, è già stato aspramente criticato dai 3 gruppi attraverso un volantino dal titolo “Perché sia una vera piazza” distribuito in paese nel giugno scorso.

I motivi di contrarietà al progetto sono conseguenti al fatto che l’intervento adottato:

  • non tiene conto delle esigenze connesse con l’interesse pubblico, previlegiando invece l’aspetto economico e l’interesse di eventuale operatore privato;
  • non ricava all’interno del perimetro una piazza di adeguate dimensioni, ma piuttosto una piazzetta interna, rialzata e poco fruibile, schiacciata dal nuovo ingombrante edificio previsto sulle Vie Chiari e De Gasperi;
  • prevede la costruzione, in fregio a Via Chiari, di un nuovo voluminoso corpo di fabbrica, che soffoca e sottrae alla vista gli edifici di pregio prospicienti;
  • prevede la realizzazione di un numero minimo di parcheggi aggiuntivi rispetto a quelli esistenti al momento dell’adozione ed irrisorio rispetto a quelli realizzati attraverso la demolizione del vecchio municipio;
  • prevede un numero di parcheggi comunque esiguo ed insufficiente a far fronte alle necessità degli insediamenti residenziali, direzionali e commerciali previsti dal piano di recupero;
  • non consegue pertanto alcun miglioramento delle condizioni complessive del centro storico, che già si presenta sottodimensionato per parcheggi, finendo col pregiudicare ulteriormente le attività commerciali esistenti e la vivibilità complessiva del centro di Castelcovati;

Con l’approssimarsi del Consiglio comunale che dovrebbe rappresentare il via libera definitivo all’iniziativa, i gruppi di minoranza hanno deciso di intraprendere ulteriori passi ed in particolare:

  1. la presentazione congiunta di 3 osservazioni alla delibera di adozione, a firma di Marco Bertoldi (Castelcovati al Centro), Angiolino Agosti (Impegno per Castelcovati) e Marco Delpanno (Proposta per Castelcovati), che saranno sottoposte all’esame del Consiglio Comunale. La prima di queste osservazioni articolata in otto punti contesta l’eccesso di volumi, la posizione dei corpi di fabbrica, l’assenza nel progetto di una vera piazza pubblica, la scarsità dei parcheggi, l’errato computo degli standard urbanistici ed il ricorso alla monetizzazione per quelli non reperiti. Le altre due sostengono invece l’illegittimità del ricorso alla procedura semplificata, normata dalla legge regionale 23/97, in presenza di un intervento che configura ristrutturazione urbanistica e variante normativa, essendo entrambe le cose espressamente vietate dalla norma;
  2. oltre a questi rilievi presentati in sede istituzionale i tre gruppi hanno deciso di:

• indire un’assemblea pubblica presso il centro civico di via Marconi per giovedì 16 settembre 2010 alle ore 20.45 nella quale verranno illustrati alla cittadinanza i motivi della nostra contrarietà al progetto dell’amministrazione comunale, le nostre proposte alternative e le ulteriori iniziative che intendiamo assumere, tra le quali
• organizzare una raccolta di firme tra i cittadini di Castelcovati in calce ad un documento che recita

Davanti all’occasione unica e irripetibile di dare una vera piazza a Castelcovati, l’Amministrazione Comunale ha presentato un progetto che invece è la negazione della piazza stessa, riducendola ad una piccola corte interna che sarà più a uso degli edifici, commerciali e residenziali, costruitogli attorno piuttosto che una vera piazza al servizio della comunità.

I sottoscritti cittadini di Castelcovati invitano pertanto i nostri amministratori a rivedere le scelte sin qui operate e chiedono di:

1. Ritirare il progetto inizialmente presentato in quanto discordante con le previsioni del Piano Regolatore Generale vigente e non i grado di raggiungere significativi obiettivi di interesse pubblico;

2. Studiare un metodo che permetta al Comune di avere la piena disponibilità dell’area del Loc del Sul;

3. Rispettare il Piano Regolatore Generale attualmente in vigore elaborando un Piano di Recupero di vera iniziativa pubblica tenendo conto di tutte le ricadute urbanistiche e sociali sulla comunità;

4. Promuovere un concorso di architettura finalizzato alla scelta del progetto in modo da valorizzare la nuova piazza e il centro storico e di ottenere l’incremento dei parcheggi pubblici e l’integrazione degli edifici storici;

5. Coinvolgere la popolazione nella scelta del progetto, dando ampia ed esaustiva informazione tramite assemblee e mostre pubbliche.

La raccolta di firme, che avrà inizio al termine dell’assemblea si concluderà il 31 ottobre, sarà accompagnata da mostre in piazza e da banchetti al mercato. L’obbiettivo degli organizzatori è quello di raggiungere le mille firme, che verranno successivamente consegnate al Sindaco.

Marco Bertoldi (Castelcovati al centro)

Oliviero Busetti (Impegno per Castelcovati)

Marco Delpanno (Proposta per Castelcovati)

Rassegna stampa

Bresciaoggi del 10 settembre 2010

Giornale di Brescia del 10 settembre 2010


set 09 2010

La piazza che non c’è /8: Assemblea Pubblica

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 11:29

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set 03 2010

La piazza che non c’è / 7 : una proposta concreta

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:04

Nei Piani Regolatori Generali (P.R.G.) che normano lo sviluppo urbanistico dei Comuni sono previste aree edificabili prive di vincoli in cui il privato cittadino può liberamente intervenire ed aree edificabili vincolate a problematiche d’interesse pubblico in cui il privato può intervenire solo con il consenso dell’amministrazione comunale.

Tali aree vincolate possono essere interessate da un Piano di Edilizia Economico Popolare (P.E.E.P), da un Piano d’Insediamento Produttivo (P.I.P.) oppure da un Piano di Recupero di iniziativa pubblica finalizzato a miglioramenti urbanistici.

A causa di tali vincoli spesso il privato cittadino non ha interesse a realizzare l’operazione, di fatto bloccando lo sviluppo di un paese intero.

Ecco perché amministrazioni capaci e lungimiranti spesso si sono impegnate direttamente in tali operazioni immobiliari, sostituendosi alle legittime proprietà e realizzando progetti di ampio respiro volti soprattutto al bene comune.

Queste amministrazioni, invece di nascondersi dietro la facile e banale scusa di mancanza di fondi, si sono impegnate a fondo realizzando progetti anche milionari senza indebitare affatto il Comune, anzi incrementando spesso il suo patrimonio.

Il Comune, proprio in forza dei vincoli d’interesse pubblico posti sulle aree strategiche, può aprire una trattativa con i legittimi proprietari fino alla stesura di un atto unilaterale d’obbligo (procedura ampiamente normata) in base al quale i privati proprietari si impegnano a cedere la proprietà al Comune per un periodo concordato.
Il Comune, entro tale periodo, si impegna a realizzare un progetto d’interesse collettivo e pagare un prezzo adeguato e concordato con i proprietari iniziali, altrimenti l’atto unilaterale d’obbligo decadràalla scadenza ed i proprietari rientreranno nella piena disponibilità delle aree interessate.

Grazie a questa procedura legale i Comuni possono avere temporaneamente nella propria disponibilità tali immobili, senza il bisogno di indebitarsi direttamente, ma avendo comunque la possibilità di sviluppare progetti adeguati.

A Castelcovati questa procedura è già stata più volte utilizzata nel passato con ottimi risultati.

Nel 1996 grazie a un atto unilaterale d’obbligo il Comune entrò in possesso di un’area in cui realizzò direttamente la prima parte della zona industriale a nord-est di Castelcovati dando finalmente risposta alle esigenze delle nostre attività artigianali e industriali che presentarono numerose domande d’acquisto superiori all’offerta.

Grazie agli acconti dei contratti di promessa di vendita il Comune trovò immediatamente la liquidità per pagare i proprietari originali. Alla fine della lottizzazione industriale il Comune non solo aveva permesso la nascita di nuovi posti di lavoro, ma anche migliorato l’assetto urbano separando le zone produttive da quelle residenziali, creando nuove strade di servizio e rotonde ed aveva anche aumentato le proprie entrate grazie agli oneri di urbanizzazione.

Poco tempo dopo sempre grazie a un atto unilaterale d’obbligo il Comune eseguiva un’operazione analoga realizzando la zona di edilizia convenzionata (P.E.E.P.) compresa fra Via Chiari e la Bretella Est. Anche in questo caso grazie agli acconti dei contratti di promessa di vendita e a delle permute il Comune trovò immediatamente la liquidità per pagare i proprietari originali e completare le opere.

Alla fine della lottizzazione residenziale il Comune non aveva solo soddisfatto la fame di case della gente fermando l’emigrazione verso Cizzago, ma aveva nuovamente migliorato l’assetto urbano completando la viabilità esistente con la Bretella Est e aumentato le proprie entrate grazie agli oneri di urbanizzazione.

Ritornando purtroppo all’attualità, considerando:

  • l’importanza strategica della cascina Loc del Sul posta nel centro di vita del nostro paese;
  • che il PRG ha da molti anni vincolato tale area ad un Piano di Recupero di iniziativa pubblica, volto a migliorare o sanare le problematiche del centro storico;
  • che la proprietà ha di fatto già firmato un atto unilaterale d’obbligo con il Comune;

Non si capisce perché il comune non intervenga direttamente con un progetto di ampie vedute volto al bene della Comunità ed invece rinuncia a questa occasione unica, con il rischio di cedere tutto alla speculazione immobiliare privata.

Marco Delpanno


set 02 2010

Sacro e profano

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 21:29

E’ comparsa oggi sul Giornale di Brescia (vedi articolo) la notizia, annunciata dal Sindaco di Castelcovati, che lo spiedo più lungo del mondo finanzierà il rimpatrio delle salme di tre nostri soldati morti dopo l’otto settembre 1943 nei campi di concentramento nazisti in Germania.

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Se da un lato non possiamo che condividere l’intenzione di rimpatriare con tutti gli onori le spoglie di Giovanni Brescianelli, Battista Lupatini e Paolo Nodari, iniziativa alla quale daremo tutto il nostro sostegno, dall’altro ci troviamo in totale disaccordo sulla scelta del nostro Sindaco di legare in modo quasi indissolubile, con il rischio evidente di farla passare in secondo piano, una iniziativa che ha un grande significato di riconoscenza morale e storica ad un evento con caratteristiche di sagra paesana.

Quello che chiediamo è molto semplice:

  • il rientro delle spoglie dei soldati avvenga a prescindere dallo spiedo più lungo del mondo e sia garantito con tutti gli onori dall’Amministrazione comunale, che è espressione di tutti i cittadini e non di una parte politica;
  • l’evento sia preceduto ed accompagnato, attraverso il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, delle associazioni d’arma, dei gruppi culturali e dell’intera comunità, da iniziative di approfondimento e di conoscenza, affinchè diventi l’occasione per riflettere su quegli eventi sconosciuti alle nuove generazioni, sul loro significato e sulla loro attualità.

Crediamo si tratti di una questione di dignità e rispetto che non sfugga ai più!


ago 28 2010

Incontro gruppi di minoranza del 01 settembre 2010

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 21:50

Dopo la pausa estiva, come precedentemente concordato, è stata organizzata una riunione congiunta fra i vari gruppi di minoranza per

Mercoledì 1 settembre 2010 ore 20.45
presso il Centro Civico di Via Marconi

per discutere il seguente importante ordine del giorno:

  • Valutazione delle comuni posizioni assunte sul delicato argomento della “piazza di Castelcovati” (Piano di Recupero “Loc del Sül”);
  • Valutazione e condivisione delle reciproche osservazioni al progetto del Piano di Recupero citato;
  • Definizione e organizzazione delle iniziative congiunte di opposizione a tale progetto (assemblee pubbliche, mostre in piazza, raccolta firme);
  • Definizione del documento comune oggetto della raccolta firme;
  • Organizzazione dei gruppi di lavoro, composti da membri di tutte le minoranze, responsabili del materiale necessario alle assemblee ed alle mostre;
  • Organizzazione dei volontari, composti da membri di tutte le minoranze, responsabili della raccolta firme;
  • Varie ed eventuali.

Vi aspetto con puntualità.

Marco Delpanno
Coordinatore di Proposta
per Castelcovati


ago 05 2010

Riportiamo a casa i nostri soldati morti nei lager nazisti

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 21:00

Il Brescia Oggi ha pubblicato il 12 luglio scorso l’elenco di 300 militari bresciani (ma anche di qualche prigioniero politico o lavoratore coatto), che dopo l’8 settembre 1943, sbandati e senza ordine, gli stati maggiori smobilitati, il re in fuga, finirono con l’essere internati nei campi di prigionia degli ex alleati tedeschi, i famigerati Stammlager/Stalag. Deceduti e poi sepolti nelle fosse dei lager o nei cimiteri dei paesi vicini, furono esumati sul finire degli anni ‘50 e quelli identificati trasferiti in sei cimiteri italiani d’onore di Austria, Germania e Polonia.
Il capitolo degli internati rappresenta certo una delle pagine più cupe della storia italiana, quando non meno di 700mila soldati italiani si trovarono nel settembre ‘43 in poche ore a passare dalla posizione di alleati a quella di nemici, chiusi nei lager tedeschi, e soltanto una piccola parte accettò di tornare in Italia per vestire la divisa della Repubblica sociale italiana di Salò.

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Tra questi militari internati e poi deceduti nei campi di concentramento nazisti vi sono tre nostri concittadini:

BRESCIANELLI GIOVANNI, NATO IL 3 GENNAIO 1917 A CASTELCOVATI (BRESCIA) - DECEDUTO IL 10 GIUGNO 1945 - ATTUALMENTE SEPOLTO A FRANCOFORTE SUL MENO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D’ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO A - FILA 5 - TOMBA 22.

LUPATINI BATTISTA, NATO IL 16 SETTEMBRE 1922 A CASTELCOVATI (BRESCIA) - DECEDUTO IL 14 MARZO 1945 - ATTUALMENTE SEPOLTO AD AMBURGO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D’ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO 1 - FILA Q - TOMBA 22.

NODARI PAOLO, NATO IL 9 OTTOBRE 1915 A CASTELCOVATI (BRESCIA) - DECEDUTO IL 15 APRILE 1944 - ATTUALMENTE SEPOLTO A FRANCOFORTE SUL MENO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D’ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO M - FILA 9 - TOMBA 24.

Oggi vi è la possibilità di far rientrare a Castelcovati le salme dei nostri caduti, dopo che circa vent’anni fa erano rientrate quelli dei caduti sul fronte russo.
Chiediamo all’amministrazione comunale di farsi carico delle procedure e dei costi del rientro delle salme, una volta ottenuto il benestare dei famigliari, e di fare in modo che questa iniziativa diventi l’occasione per riflettere su quegli eventi e sul loro significato, coinvolgendo le scuole, le associazioni d’arma e dei combattenti, le associazioni del volontariato, le forze politiche e tutti i cittadini perché, nel ricordo del sacrificio dei nostri tre militari, si ritrovino le ragioni dell’unità nazionale.

Le notizie, le fotografie e le piante dei cimiteri sono tratte dal sito www.robertozamboni.com

Rassegna stampa

Bresciaoggi del 07 agosto 2010


ago 04 2010

La piazza che non c’è / 6: nuove iniziative dei gruppi di minoranza

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 21:19

I gruppi di minoranza presenti in Consiglio comunale, Impegno per Castelcovati, Castelcovati al centro e Proposta per Castelcovati, hanno già assunto iniziative comuni sul tema della piazza, contro un progetto dell’amministrazione ritenuto profondamente sbagliato, a prescindere dal’artificioso incremento volumetrico, oggetto del nostro esposto, per i motivi di seguito riportati.

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Pur essendo assolutamente chiaro l’inquadramento urbanistico, in quanto:

  • il Piano Regolatore Generale (PRG), approvato con Delibera Giunta Regionale della Lombardia n.7/3381 del 9 febbraio 2001 e pubblicato sul BURL, Serie Inserzioni, n. 20 del 16 maggio 2001, disciplina in maniera esauriente, all’interno delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA), il Piano di Recupero del “Loc del Sul”. In particolare all’articolo 30.3 - PIANI URBANISTICI ATTUATIVI vengono evidenziati i piani di recupero obbligatori ai sensi della legge 457/78, tra i quali, al comma c), è ricompreso il complesso edilizio “Loc del Sul”;
  • le caratteristiche principali dell’intervento sono che il piano di recupero è di iniziativa pubblica, che il corpo agricolo esistente posto a nord debba essere soggetto a ristrutturazione di tipo A e che venga consentito il recupero dei volumi demoliti;
  • oltre alla norma, quale allegato all’articolo 30.3 comma c), vi è una scheda progettuale che evidenzia lo stato di fatto, lo stato di progetto, le modalità di intervento e le sezioni;

l’intervento proposto dall’amministrazione e adottato dal Consiglio comunale:

  • non tiene conto delle esigenze connesse con l’interesse pubblico, previlegiando invece l’aspetto economico e l’interesse di eventuale operatore privato;
  • non ricava all’interno del perimetro una piazza di adeguate dimensioni, ma piuttosto una piazzetta interna, rialzata e poco fruibile, schiacciata dal nuovo ingombrante edificio previsto sulle Vie Chiari e De Gasperi;
  • prevede la costruzione, in fregio a Via Chiari, di un nuovo voluminoso corpo di fabbrica, che soffoca e sottrae alla vista gli edifici di pregio prospicenti;
  • prevede la realizzazione di un numero minimo di parcheggi aggiuntivi rispetto a quelli esistenti al momento dell’adozione ed irrisorio rispetto a quelli realizzati attraverso la demolizione del vecchio municipio;
  • prevede un numero di parcheggi comunque esiguo ed insufficente a far fronte alle necessità degli insediamenti residenziali, direzionali e commerciali previsti dal piano di recupero;
  • non consegue pertanto alcun miglioramento delle condizioni complessive del centro storico, che già si presenta sottodimensionato per parcheggi, finendo col pregiudicare ulteriormente le attività commerciali esistenti e la vivibilità complessiva del centro di Castelcovati.

Sulla scorta di queste considerazioni i rappresentanti dei gruppi di minoranza si sono incontrati nei giorni scorsi per valutare ulteriori iniziative, quali la presentazione congiunta di osservazioni alla delibera di adozione del Piano di recupero e la raccolta di firme in calce ad un documento che chieda l’acquisizione del Loc del Sul da parte del Comune di Castelcovati ed un concorso di idee tra studi di progettazione perché si possa scegliere, tra i vari progetti presentati, quello che meglio di altri corrisponda alle esigenze pubbliche.

 I gruppi danno appuntamento ai loro aderenti

per il giorno 1 settembre 2010 alle ore 20,45
presso il Centro Civico di Via Marconi

per concordare e mettere a punto tempi e modalità di svolgimento delle nuove iniziative sul tema.

 

Rassegna stampa

Bresciaoggi del 06 agosto 2010

Bresciaoggi del 04 agosto 2010


lug 29 2010

Parco chiuso: una vergogna lunga due anni

Tag , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:54

In questi caldi giorni di fine luglio ricorre il secondo anniversario della chiusura del parchetto di Via Indipendenza, uno dei luoghi di Castelcovati tra i più frequentati da genitori, nonni e bambini.
Una comunicazione, probabilmente illegittima, del Sindaco, appesa al cancello serrato da un lucchetto, annunciava la momentanea chiusura del parco per motivi di sicurezza.
È certamente vero che questo luogo avesse bisogno di un importante intervento di messa in sicurezza, infatti durante il periodo del commissariamento nessuna delle annuali opere di manutenzione, da eseguirsi prima della sua riapertura, è stata effettuata e l’arredo presente risentiva indubbiamente di questa carenza oltre a mostrare qualche segno dell’usura.
Purtroppo a nulla sono servite la lettera inviata al Sindaco delle mamme, i disegni di protesta appesi alla recinzione nei giorni della chiusura, il parco resta sfrontatamente chiuso, anzi si è provveduto a smantellare progressivamente ogni arredo.
Così lo scorso mese di settembre, in occasione della riapertura della scuola materna Capitanio, abbiamo civilmente denunciato, con l’affissione di un semplice striscione “PARCO CHIUSO: CHE VERGOGNA!”, il vergognoso protrarsi della momentanea chiusura, affinché il silenzio non possa far diventare normale una situazione che in realtà normale non è, e facendoci portavoce di tutti quei cittadini ai quali è stato sottratto un bene pubblico.
Ma se le richieste legittime di mamme e bambini hanno ottenuto la più totale indifferenza di questa amministrazione, il nostro striscione no: ha prodotto ben due contravvenzioni!

La nostra contrarietà all’operato dell’amministrazione, manifestata da quello striscione, è stata multata richiamando un’improbabile violazione del codice della strada, avviando così una storia che ad oggi non ha ancora visto scritta la parola fine.
In data 02 settembre 2009 infatti è stata elevata la prima contravvenzione di € 394,60 a Luciano Onger, in qualità di capogruppo di Proposta per Castelcovati, dimenticando che da oltre un anno questi non ricopriva più la carica di Consigliere comunale e quindi tantomeno di Capogruppo.
Il 10 settembre, accortisi dell’errore in merito al destinatario oltre che di aver citato articoli errati del codice della strada, la polizia municipale scrive nuovamente a Luciano Onger scusandosi per la contravvenzione elevata e annullando la stessa. Contemporaneamente la stessa polizia municipale invia al Prefetto istanza di annullamento della contravvenzione in sede di autotutela, meccanismo che non funziona esattamente così, tanto è vero che la contravvenzione ha seguito l’iter previsto dalla legge, Luciano Onger ha dovuto incaricare un avvocato per il ricorso, e la sua causa è stata più volte oggetto di udienza dal Giudice di Pace di Chiari, per giungere il 16 aprile scorso all’archiviazione.
Il 23 settembre 2009, la seconda contravvenzione, sempre per presunte violazioni al codice della strada, per l’affissione del medesimo striscione viene recapitata ad Olivini Paolo. Ad oggi il ricorso di Paolo Olivini, che ha visto per ben 3 volte l’avvocato dello stesso e la polizia municipale comparire in udienza davanti al Giudice di Pace di Chiari non si è ancora concluso e nel corso dell’ultima udienza del 19 Luglio ne è stata fissata un’altra per il 18 ottobre.
Se la vicenda del balletto delle multe può apparire grottesca e ridicola, è in realtà l’emblema di come questa amministrazione non ammetta i propri errori, impuntandosi nelle proprie decisioni e facendo ricadere i costi di questo comportamento su tutta la collettività.
Infatti i privati cittadini hanno dovuto sostenere spese di avvocati che si sono presentati a numerose udienze; gli uffici della prefettura affrontare una pratica non di loro competenza; gli uffici comunali, dall’ufficio tecnico alla ragioneria, hanno dovuto accantonare il proprio lavoro per seguire questa inutile vicenda, oltre ai nostri vigili che, anziché svolgere le loro mansioni sul territorio, sono dovuti comparire numerose volte alle udienze di fronte al Giudice di Pace.
Che il nostro Sindaco si sia dimenticata di far parte di quel partito che, da sempre, proclama di farsi paladino della lotta agli sprechi e all’inefficienza della pubblica amministrazione?!

Ormai, a due anni dalla sua chiusura, è sempre più evidente che non vi era alcuna intenzione da parte di questa amministrazione di mettere mano alla messa in sicurezza di quel luogo, ma solamente la volontà di chiudere un luogo civilmente frequentato da calstelcovatesi ed immigrati.
La bella scusa della mancanza dei soldi, che questa amministrazione usa in ogni occasione, non regge ormai proprio più: nei giorni in cui si è deciso la sua chiusura il preventivo di spesa per la messa in sicurezza del parco ammontava a qualche migliaia di euro, sarebbe bastata la volontà di fare quell’opera e non si sarebbe dovuto cercare tanto per trovare le necessarie risorse.
Il bilancio del Comune negli ultimi due esercizi ha chiuso con importanti avanzi, in particolare nell’esercizio 2009, come emerge dalla relazione al consuntivo, ammontano a ben più di € 20.000,00 i fondi previsti ma non spesi per la gestione del territorio.
Così per non spendere alcune migliaia di euro, che restano ad ingrassare inutilmente l’avanzo, è stato smantellato un bene della nostra comunità e dilapidato il capitale lì investito nel tempo dalle diverse amministrazioni comunali che hanno promosso la fruizione di quel parco.
Poco importa se nel frattempo si sono buttate migliaia di euro in carte, contravvenzioni, revoche di contravvenzioni, memorie, ore di lavoro del personale costretto ad inseguire le udienze presso il giudice di pace, il tutto per assecondare le impuntature del Sindaco.
Come se non bastasse il Sindaco si è anche inventato il gettone di presenza per i genitori che hanno partecipato ai corsi, obbligatori lo scorso anno e facoltativi da quest’anno, dopo che il TAR ha sconfessato le scelte dell’amministrazione, spendendo a casaccio i soldi dei cittadini.
Viviamo davvero un brutto momento, con le amministrazioni comunali, prevalentemente a guida leghista, che fanno a gara nel frapporre ogni ostacolo alla presenza di cittadini stranieri sul territorio, incorrendo spesso in interventi della magistratura che condannano le loro scelte discriminatorie. In questa gara il nostro Sindaco, oltre a non disdire le prescrizioni più strampalate in ordine alla concessione della residenza ai cittadini stranieri, brilla per le motivazioni subdole, che sono anche segno di poco coraggio, per cui per presunti motivi di sicurezzqa chiude il parco, per elevare il livello culturale dei genitori di Castelcovati organizza corsi obbligatori e per rispetto rigoroso delle leggi i dei regolamenti nega il centro civico per lo svolgimento di corsi di italiano per le donne straniere. Ma va là…. !

Post sciptum: leggiamo sul Bresciaoggi (vedi articolo) dichiarazioni del Sindaco di Castelcovati veramente confortanti. Apprendiamo così, a due anni di distanza, che il parco non è stato chiuso per motivi di sicurezza, ma perché, due anni dopo, si sarebbe dovuto fare il PGT (preveggente!! Direbbe Bisio), come pure che il Sindaco, dopo aver scoperto, molto in ritardo, che il parco non è suo, intende condividere le scelte relative al suo fututo con il Consiglio di Amministrazione della Scuola Materna (democratica!!). Infine una dichiarazione che ci tranquillizza molto: non vi saranno colate di cemento nel parco (sic!), eventualità alla quale non avevamo mai nemmeno lontanamente pensato, ma che probabilmente era balenata nella mente di qualche intraprendente amministratore leghista. Adesso ci aspettiamo che in qualche futura uscita il Sindaco ci rassicuri che non verrà demolita la torre civica, che non verranno avvelenati i pozzi dell’acquedotto e così via (esilarante!!). Dulcis in fundo, veniamo tranquillizzati che nessuno spazio verde sarà sacrificato. Possiamo stare tranquilli: il parco rimarrà anche nei prossimi anni parco; non abbiamo ancora ben capito se tornerà ad essere un parco aperto o rimarrà un parco permanentemente chiuso (diabolica!!).

Rassegna stampa

Bresciaoggi del 18 agosto 2010


lug 16 2010

La piazza che non c’è / 5: esposto alla Procura

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:14

Iniziata in sordina molti mesi orsono, a lungo tenuta nascosta al Consiglio comunale ed ai gruppi di minorana, la vicenda del piano di recupero del Loc del Sul rischia di complicarsi ulteriormente e potrebbe creare non pochi problemi alla giunta leghista di Camilla Gritti Marini.

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In data odierna infatti Proposta per Castelcovati, a firma di Paolo Olivini, Luciano Onger e Marco Delpanno, ha presentato un corposo esposto di oltre 60 pagine alla Procura della Repubblica perché verifichi se nella condotta del Sindaco o di altri siano ravvisabili profili di responsabilità penale per tentato abuso d’ufficio o altri eventuali reati. Continua”La piazza che non c’è / 5: esposto alla Procura”


lug 12 2010

Domande in attesa di risposta

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:06

Sulla controversa vicenda del piano di recupero del Loc del sul abbiamo formulato da tempo, attraverso questo sito, numerose domande al nostro Sindaco.
Purtroppo ad oggi nessuna risposta, se non una querela per diffamazione, non sappiamo se solo minacciata.

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Riformuliamo le domande:


giu 22 2010

Riflessioni sul Consuntivo 2009

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:07

Il Consiglio Comunale di venerdì 18 giugno ha approvato il conto consuntivo del Comune di Castelcovati per l’anno 2009, quel bilancio che, redatto a fine esercizio con dati definitivi, fotografa un anno di vita amministrativa,  evidenziando come sono state reperite le risorse, quali somme sono state a disposizione degli amministratori e come siano state spese in servizi per i cittadini e opere pubbliche, oltre che ovviamente per tutte  le spese necessarie per far funzionare gli uffici comunali.
Il dato più rilevante è indubbiamente l’entità dell’avanzo di amministrazione, con le entrate  che hanno superato le spese del 2009 determinando un avanzo di amministrazione di 753.704,21 euro. Continua”Riflessioni sul Consuntivo 2009″


giu 12 2010

Domenica in piazza per la piazza

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 11:27

L’appuntamento è per le sette, c’è da scaricare il materiale, montare i gazebo e allestire la mostra in tempo per l’uscita di messa delle otto. In principio c’è un po’ di circospezione, del resto è normale, anche se ci si conosce tutti è la prima volta che si tiene una iniziativa comune in piazza. E allora si sprecano i convenevoli, gli “scusa”, i “prego”, i “senti, cosa dici se…”, e “permesso, permesso…” Poi, quando tutto è finalmente in ordine, si danno gli ultimi tocchi, si guarda l’effetto che fa e finalmente ci si rilassa un po’; lo spazio è allestito, la prima fase è andata, ora è il momento di cominciare a rodare gli ingranaggi della nostra tecnica comunicativa, o per farla più semplice, mettere alla prova la capacità degli esponenti di tre gruppi politici diversi a comunicare con efficacia e voce univoca le problematiche che congiuntamente hanno riscontrato sul progetto “Löc del Sul”.
E c’è da dire che in questa prima uscita collettiva (altre forse ne seguiranno) la macchina ha funzionato bene; grazie al materiale prodotto, che descriveva gli argomenti in modo preciso e circostanziato, con documenti, mappe catastali, elaborati di piante della zona di intervento molto esplicative e spettacolari immagini aeree.

Ma la sola esposizione di documenti, per quanto ben fatti, non sarebbe bastata a sollecitare riflessioni senza un adeguato supporto ad personam, senza un Cicerone a guidare il percorso. Continua”Domenica in piazza per la piazza”


giu 05 2010

La Lega sa solo parlare d’altro!

Tag , , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 12:19

L’Amministrazione leghista di Castelcovati è talmente poco convinta della bontà del proprio progetto di “piazza” che, invece che illustrarne ai cittadini i vantaggi, preferisce buttarla in caciara e sollevare polveroni, accusando noi di esserne gli artefici.
Riportiamo di seguito le parole contenute nel nostro programma elettorale sull’argomento:

RECUPERO DEL LOC DEL SUL

Attraverso l’accordo con i proprietari sarà possibile procedere all’intervento di recupero della cascina adiacente il semaforo e del vecchio municipio. Saranno così ricavati la nuova piazza di Castelcovati, una buona dotazione di parcheggi e significative porzioni edificate da destinare a nuovi servizi pubblici. L’Amministrazione non sosterrà costi in questa operazione: il valore relativo al vecchio municipio verrà restituito al Comune sotto forma di spazi edificati, preferibilmente al piano terra.
Tra le funzioni che sarà possibile trasferirvi pensiamo al centro civico, con conseguente ampliamento dell’attuale sede della biblioteca,o all’ufficio postale.”

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Ribadiamo per intero i concetti.
Solo una circostanza è mutata in modo significativio: mentre allora erano i legittimi proprietari a voler intervenire e formulare proposte progettuali (sono le stesse che la Lega attribuisce arbitrariamente a noi), mai recepite in alcun atto amministrativo, oggi quegli stessi proprietari non intendono eseguire l’intervento, ma piuttosto vendere ad un prezzo prestabilito. Continua”La Lega sa solo parlare d’altro!”


giu 03 2010

Dal Bresciaoggi del 30 maggio sulla piazza che vorremmo

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 11:18

Bresciaoggi di Domenica 30 Maggio 2010  pagina 19  PROVINCIA

CASTELCOVATI. Tregua fra i leader di opposizione

La voglia di piazza riaccende il feeling fra le minoranze

Scatta un happening di protesta contro il progetto del «Loc del sul»

di Massimiliano Magli

Due anni fa alcuni componenti della squadra di governo si dichiararano guerra facendo commissariare il Comune. Divorziati in casa si sono ritrovati sia pure percorrendo strade diverse sui banchi di minoranza della nuova Amministrazione civica guidata dalla Lega. E ora proprio «grazie» all’opposizione comune alla politica della Giunta, si sono ritrovati uniti.
A far riscoccare il feeling tra «Proposta per Castelcovati», «Castelcovati al centro» e «Impegno per Castelcovati» è la contrarietà al progetto di recupero del «Loc del sul». Sull’operazione Proposta aveva già sollevato eccezioni con accuse di irregolarità tecniche particolarmente gravi. Continua”Dal Bresciaoggi del 30 maggio sulla piazza che vorremmo”


mag 30 2010

Perchè sia una vera piazza

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 8:30

L’Amministrazione comunale ha predisposto un progetto per l’area del Loc del sul e dell’ex municipio.
Il nostro paese, posto di fronte ad un’occasione unica e storica che segnerà per sempre Castelcovati, non deve lasciarsi sfuggire la possibilità di realizzare un sogno a lungo rincorso: avere una vera piazza nel centro storico.
Questa sfida va raccolta per intero e portata a buon fine attraverso un percorso partecipato e condiviso con la cittadinanza, al contrario di quanto fin qui avvenuto.
L’intervento per una vera piazza deve essere pensato tenendo conto soprattutto delle ricadute urbanistiche e sociali sulla comunità, non tanto degli interessi di qualche operatore economico privato.

FOTO 1 Il centro storico di Castelcovati nel Catasto Napoleonico del 1808:
Si evidenziano il giro della Torre, la casa Avogadri e il Loc del sul, che già aveva caratteristiche molto simili alle attuali. Lo spazio di una eventuale piazza, già leggibile nella mappa, si mantiene inalterato fino alla costruzione del Municipio e ci viene riconsegnato con la sua recente demolizione.

FOTO 2 Vista dalla torre, da una cartolina di fine anni ‘50:
Il progetto dell’Amministrazione riempirebbe con troppi volumi lo spazio che storicamente è stato libero fino a cinquant’anni fa e per il quale oggi è necessario studiare un intervento che vi collochi importanti funzioni pubbliche a servizio dell’intera comunità.

FOTO 3 La possibile piazza, vista da sud:
Quello che si vede dall’alto è lo spazio che si è reso disponibile dopo la demolizione del vecchio municipio. Racchiuso tra la vecchia cascina Turrini, casa Avogadri e ristrutturazione Mondini, è uno spazio che offre enormi possibilità di utilizzo pubblico, sia per gli esterni che per le possibili funzioni pubbliche da collocare nell’edificio


Se i nostri amministratori non saranno in grado di comprendere le reali esigenze del paese: Continua”Perchè sia una vera piazza”


mag 22 2010

Un colpo all’arroganza

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 14:43

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Rendiconto di una esperienza bella e coinvolgente

Quando decidemmo di organizzare un corso di lingua italiana per le numerose donne albanesi presenti nel nostro territorio, non immaginavamo certo che il Sindaco, seppur di fede leghista, avesse motivo di ostacolarci. Non lo pensavamo perché convinte che un’iniziativa simile andasse a beneficio di tutta la comunità e soprattutto non disturbasse nessuno, ma evidentemente eravamo in errore. Infatti, con pretesti via via più assurdi, ci è stato negato l’uso del Centro civico e velatamente suggerito di lasciar perdere. Ma grazie prima alla sensibilità del parroco e del curato, che ci hanno permesso di tenere le prime due lezioni in un’aula dell’oratorio e prestato poi i tavoli, poi alla generosità di un privato, che ha messo a disposizione alcuni locali abbiamo potuto far decollare il nostro progetto che sta volgendo al termine con successo.

Fin dall’inizio abbiamo avuto un buon numero di partecipanti che è progressivamente aumentato sino a raggiungere le 27 iscrizioni, cosa che ci ha rassicurate circa le qualità e la bontà del nostro impegno; essendo infatti alla nostra prima esperienza in questo campo avevamo un po’ di timore di non saperla gestire in maniera proficua. Invece eccoci qua con un’allegra e numerosa classe di donne desiderose di imparare la nostra lingua per integrarsi più facilmente nel paese in cui le varie circostanze della vita le hanno condotte a vivere.

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 Ogni mercoledì sera arrivano puntuali a piccoli gruppi, alcune accompagnate dai figli, e, dopo i saluti di rito, si da il via ai lavori. I bambini presenti si riuniscono a giocare in una saletta attigua insieme ad un paio di noi volontarie, mentre le “allieve” si concentrano sulla lezione. Continua”Un colpo all’arroganza”


mag 21 2010

La piazza ritrovata

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:47

La demolizione del vecchio municipio e la sistemazione dei parcheggi, anche se non ancora conclusa, ha reso percepibili spazi scorci e dimensioni fino ad ieri inaspettati. La foto che pubblichiamo ne da conto più di ogni parola e fa capire le grandi potenzialità pubbliche di questa piazza ritrovata.

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mag 14 2010

Un sogno che unisce

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:03

Reduci da un infuocato consiglio comunale dove è stato presentato il progetto “Löc del Sul” avversato in blocco dalle opposizioni, i tre gruppi si sono di nuovo incontrati lunedì sera per confrontarsi su un tema di comune interesse e per studiare insieme le prossime mosse per opporsi a un progetto urbanistico che davvero non piace a nessuno.
“Proposta” si è limitata a segnalare attraverso un volantino e questo sito il rischio imminente di scempio contenuto in una operazione di iniziativa pubblica che si voleva spacciare come vantaggiosa per tutta la comunità, facendo intravedere il miraggio di una grande piazza e di una buona porzione di superficie ad uso pubblico. In realtà si è scoperto che i vantaggi sono invece molto sbilanciati a favore del futuro partner privato dell’operazione, a cui si garantiscono i presupposti per assicurarsi un bel malloppo di volumetria, lasciando in cambio una superficie piuttosto ridotta di locali di indefinita utilità e un’area aggregativa che somiglia più a un cortile interno che alla tanto sbandierata “nuova piazza”. Continua”Un sogno che unisce”


mag 11 2010

Da Chiariblog sul polo logistico

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:09

Nell’ultimo consiglio comunale di fronte alle segnalazioni del rishio di escavazione abusiva nell’area interessata dal polo logistico il nostro Sindaco, con l’aria di chi la sa lunga, ci ha tranquillizzato che quegli scavi servono per le fondazioni dei plinti.

Riportiamo di seguito quanto comparso su Chiariblog, corredato di alcune foto scattate dall’alto, che evidenziano le dimensioni dei “plinti”, realizzati a confine.Il nostro dubbio è che si stia realizzando la Piramide di Cheope. Continua”Da Chiariblog sul polo logistico”


mag 11 2010

Pentole e coperchi

Tag , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:26

Presentata all’inizio come un’opera strategica, inserita all’interno di un progetto di area vasta, in grado di garantire la promozione turistica della nostra zona e trasformare il nostro paese nelle “cittadella sntistress” bla…. Bla…. Bla…. , ora la famosa bretella, quella che taglierà la campagna a nord di Castelcovati e porterà tutto il traffico in uscita dal futuro casello della Brebemi si rivela per quello che è, cioè un’opera “indispensabile per sostenere un progetto complesso come quello del Polo Sma-Auchan”. Queste sono le testuali parole pronunciate dal Sindaco nell’articolo di seguito riportato. Continua”Pentole e coperchi”


mag 06 2010

Polo logistico o escavazione abusiva?

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:54

Pubblichiamo di seguito un filmato ed un commento apparsi sul sito Chiariblog ( http://chiarilog.blogspot.com )

La terra è sacra. Non si seppellisce la terra!

I rappresentanti della Lega appartengono al partito del parlar bene e razzolare male. Continua”Polo logistico o escavazione abusiva?”


mag 05 2010

La piazza che non c’e / 4: pretendiamo chiarezza

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 22:05

Riportiamo di seguito l’articolo comparso oggi sul Giornale di Brescia in merito alla vicenda Loc del Sul e nel quale il Sindaco Camilla Gritti Marini annuncia di aver presentato ai carabinieri una querela contro Proposta per Castelcovati e L’altra Campana in quanto sostiene “mi hanno accusato di aver ritoccato una tavola del piano regolatore”.
Riteniamo necessarie alcune precisazioni in merito al contenuto e ai destinatari delle nostre critiche, che, sia chiaro, ribadiamo parola per parola. Continua”La piazza che non c’e / 4: pretendiamo chiarezza”


apr 23 2010

Una bella serata sul futuro del nostro paese

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:27

Nelle prossime settimane il Consiglio comunale di Castelcovati verrà chiamato ad esprimersi su due rilevanti progetti dalle notevoli ricadute sul futuro di Castelcovati: la bretella nord alle Tagliate, prevista nel piano di area Vasta, e il progetto della Nuova Piazza.
Consapevoli dell’importanza di queste due iniziative e fortemente preoccupati delle possibili conseguenze abbiamo approfondito questi due temi, ampiamente trattati su questo sito, in un incontro del nostro gruppo allargando l’invito anche a persone che non ne fanno parte, ma che riteniamo abbiamo a cuore l’avvenire del nostro comune. Continua”Una bella serata sul futuro del nostro paese”


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