Giovedì sedici settembre, ore 20,45 via Marconi. È una serata nuvolosa, fresca e umida, preludio all’incombente autunno. C’è animazione davanti alla sala civica, la gente parla , scherza, scambia battute in un’atmosfera molto sciolta, in attesa che si dia inizio alla prima assemblea pubblica dedicata alla questione Löc del Sul, argomento che ormai da alcuni mesi è diventato oggetto di contesa fra maggioranza e opposizioni e materia di dibattito che coinvolge sempre più persone in paese.
L’assemblea è l’ennesima tappa di un percorso informativo che - dopo le esperienze relative alla questione rette della materna e a quella dell’ICI - vede di nuovo unite le tre opposizioni attorno a un tema condiviso, intrapreso già da Aprile con la diffusione di volantini, articoli di giornale, manifestazioni in piazza, ecc., che si affianca alle iniziative contemporaneamente portate avanti nelle sedi istituzionali.
È l’occasione che molti aspettano per capire meglio cosa bolle nella pentola del comune, e per sentire le obiezioni al menu della giunta Gritti da parte dei consiglieri delle liste di minoranza.
Così si va a incominciare. Al tavolo dei relatori siedono Marco Bertoldi, Giovanni Alghisi, e Marco Delpanno, rappresentanti di Castelcovati al Centro, Insieme per Castelcovati, Proposta per Castelcovati; di fronte a loro una sala gremita di una folla ben assortita per età (molti giovani, sorpresa!), genere (e quante donne!) e per orientamento; ed è soprattutto questo aspetto che balza agli occhi di chi fa spesso assemblee di lista, dove il target di pubblico è spesso noto e omologato. Il paese è piccolo, ci si conosce tutti, simpatie politiche incluse, e la composizione del pubblico che ci si para davanti stasera ci dice di un interesse trasversale all’argomento.

Apre gli interventi Marco Bertoldi che, nonostante sia veterano di tante assemblee, tradisce comunque un filino di tensione. Ma è un attimo, in poche battute entra in sintonia con l’evento e si produce in una breve e puntuale genesi dell’affaire Löc del Sul, agevolato da alcune diapositive sul tema.
Sgombra subito il campo da eventuali equivoci: i tre gruppi, dice, sono favorevoli a un progetto di riqualificazione dell’area del Löc del Sul, ma un progetto che porti con sé miglioramenti urbanistici e vantaggi sociali, che individui già da subito la destinazione d’uso dei locali di pertinenza del comune che si ricaveranno nel nuovo edificio, e che soprattutto porti con sé una bella, vera piazza, centro di aggregazione per antonomasia. E questo non è certo il progetto del comune che al momento ha ancora idee confuse sull’utilizzo dei locali a uso della comunità che si dovranno ricavare a piano terra, e che a corredo di una sostanziosa operazione immobiliare (9200 metri cubi) ricava una piazzetta di appena 480 metri quadri, e per di più rialzata di 60 - 70 centimetri dal piano stradale, che sarà forse molto trendy per gli eventuali servizi commerciali che si ricaveranno a piano terra (bar..) ma assolutamente non fruibile per fini aggregativi importanti come quelli prevedibili per una vera piazza (manifestazioni, feste, cerimonie, e perché no, mercato).
Dice che da mesi le opposizioni stanno cercando di convincere la giunta a ripensare il progetto, di avviare un vero percorso di condivisione con la comunità, di prendersi tempo, che non c’è alcuna emergenza, il progetto è nei discorsi da anni e anni, non casca il mondo se per fare cose più ragionate passa altro tempo.
Ma è come parlare ai muri, loro tirano dritto, e nel frattempo hanno già adottato la variante urbanistica per la realizzazione del loro progetto, ignorando bellamente che un confronto con le opposizioni e con la comunità è non solo auspicabile ma imprescindibile, visto che nel bene o nel male un progetto di tale portata è destinato a cambiare per sempre la fisionomia e la fruibilità sociale dell’intero centro storico del paese.
La parola passa poi a Marco Delpanno, anche in lui si nota una certa emozione, non ha certo ancora l’esperienza di chi lo ha appena preceduto, ma questo non gli impedisce comunque di lanciarsi, col supporto di suggestive dia 3-D, in una limpida analisi tecnica-urbanistica sulle problematiche insite nel progetto dell’amministrazione, dando sfoggio di competenze che sono parte del suo lavoro e soprattutto di passione per l’argomento che sta seguendo. Commentando le immagini elenca una lista di negatività derivanti dal progetto approvato, che vanno dall’eccesso di metri cubi da edificare rispetto allo spazio disponibile, alla carenza di parcheggi; perora la necessità del recupero dei volumi e delle architetture esistenti (prescritta dalle norme regionali) in contrasto alla scelta effettuata dalla giunta di applicare impropriamente norme per incrementare i volumi e di imporre un edificio di dimensioni abnormi e dalle caratteristiche estetiche completamente estranee al contesto su cui si affaccia. Suggerisce un intervento edificatorio di dimensioni più ridotte e in linea con le caratteristiche estetiche del cascinale lombardo, per lasciar spazio a una piazza più grande, a una vera piazza; un progetto che dia respiro, aria, luce, sobrietà ed identità.
A seguire è la volta di Giovanni Alghisi, che sottolineando come l’operazione Löc del Sul rappresenti una occasione forse unica per dare una nuova impronta al centro storico, ripercorre le varie occasioni colte dalle precedenti amministrazioni, tipo la ristrutturazione dell’edificio della biblioteca, la riqualificazione di via Chiari (a proposito, a quando la riqualificazione di via De Gasperi?), la realizzazione del complesso Casa Cadei- ampliamento casa di Riposo- acquisto del Löc del Pio, ecc., facendo notare che tutte queste opere sono state pensate non già per prestigio personale, ma tenendo come stella polare il bene comune, mentre in questo caso sembra con tutta evidenza che l’amministrazione si voglia muovere a vantaggio di qualcosa di ben diverso che il bene della comunità, alla quale si nega informazione e condivisione.
Questo dà il destro a Marco Bertoldi per lanciare le prossime iniziative messe in campo dalle liste, a partire dalla raccolta di firme, con presenza di presidi informativi e di raccolta in piazza nelle mattinate di domenica 3 e 10 Ottobre. Si augura che con ciò si formi una coscienza collettiva che dia avvio a un movimento di opinione tale da indurre l’amministrazione a tornare sui suoi passi, a rivedere le modalità di progetto. Ed espone alcune idee da sottoporre alla giunta: trovare il modo di acquistare l’area; rispettare il piano regolatore, elaborare un piano di recupero rispettoso delle norme e compatibile con la situazione esistente, muoversi in modo trasparente; promuovere un concorso di architettura per scegliere un progetto che valorizzi al meglio la piazza, il centro, gli edifici storici prospicienti; coinvolgere la popolazione nella scelta del progetto.
Bertoldi ormai è lanciato, disinvolto, padrone di una efficace oratoria fa esempi di utilizzo pubblico dell’edificio, tenendo d’occhio i bisogni del paese: posta, biblioteca, sala civica, farmacia comunale…tutte cose che sarebbero più agevolmente realizzabili se l’operazione fosse condotta direttamente dal comune, invece che soggiacere ai desiderata di un eventuale privato. Precisando poi che non è certo sbagliato per il comune scegliere un partner privato, ma alla condizione che deve essere quest’ultimo ad adattarsi alle necessità del comune, non il contrario.
Marco Delpanno interviene di nuovo, e chiede attenzione a che si costruisca un luogo che abbia un’anima, non una operazione commerciale utile solo a un operatore immobiliare, scongiurando il rischio della nascita di zone socialmente morte, dormitori, tipo piazza Europa a Cizzago ( a cui il progetto approvato somiglia in modo impressionante) o la zona consorzio a Chiari. Anche lui rimarca il fatto che deve essere il comune a dettare le linee guida, non un eventuale operatore privato. È un intervento preciso e accorato, immediatamente capito e calorosamente applaudito dal pubblico.
Segue un breve dibattito per dare conto-a un interessato fra il pubblico- delle tre osservazioni presentate in consiglio dalle opposizioni, osservazioni piuttosto tecniche e spiegate ancora da Delpanno in modo comprensibile a un pubblico concentratissimo.
L’assemblea volge al termine, un’assemblea svoltasi in modo civile, con tono sobrio e pacato, che ha soddisfatto chi vi ha assistito (grazie alle informazioni apprese) e gratificato chi l’ha condotta , che ha visti premiati gli sforzi organizzativi e le tensioni della vigilia con l’attenzione e il gradimento del pubblico. Ed è ancora Marco Bertoldi, con consumata perizia, a condurla verso le battute conclusive, accennando ancora agli impegni di “persuasione” che le opposizioni, con splendida sintonia di intenti, stanno portando avanti sul piano istituzionale e congedando il pubblico, non prima di aver ricordato gli appuntamenti “in piazza per la piazza.”