dic 23 2009

E qui comando io, e questa è casa mia…

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:42

 

Lo scorso 8 novembre la locale sezione dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci ha organizzato la cerimonia commemorativa del “IV novembre”, festa delle Forze Armate e dell’Unità d’Italia. Come avviene da molti decenni gli ex combattenti hanno gestito la giornata secondo un programma collaudato: messa alle ore 11, corteo fino al monumento ai Caduti in piazza, alzabandiera, discorsi di rito, pranzo sociale.
Quest’anno, però, tale evento è stata l’occasione per uno sfoggio di arroganza da parte dell’Amministrazione comunale. Infatti, solitamente e come logica vuole, è l’Associazione a scegliere l’oratore che deve pronunciare il discorso ufficiale, mentre il rappresentante dell’Amministrazione civica (ordinariamente il sindaco) rivolge ai presenti un saluto e qualche parola di circostanza. Così avviene in tutti i paesi, e così è sempre avvenuto anche a Castelcovati. Ma quest’anno no. Il discorso doveva essere tenuto dal prof. Aldo Onger, ma sindaco e vicesindaco hanno esercitato forti pressioni dirette affinché questi si astenesse dall’intervenire, calpestando l’autonoma scelta di un sodalizio che ha il compito morale e legale di rendere onore ai Caduti in guerra. E così sono riusciti a raggiungere il loro scopo: l’unico a parlare è stato il vicesindaco (il sindaco era assente per un altro impegno istituzionale concomitante).

monumento 

Con questa segnalazione non vogliamo creare tensione fra i soggetti coinvolti né trascinare nella polemica con l’Amministrazione l’Associazione Combattenti o il prof. Onger, che, eventualmente, se lo hanno ritenuto opportuno, avranno autonomamente presa una posizione in merito (e questa è una questione che riguarda esclusivamente i loro rapporti con l’Amministrazione).
Noi, però, abbiamo voluto denunciare all’attenzione di tutti i cittadini questo infelice episodio perché dimostra a che livello può arrivare chi ritiene di poter comandare su tutto e tutti.
“Padroni a casa nostra”? Sì, ma anche in casa d’altri!