In data 11 luglio 2011 Proposta per Castelcovati presentava un’interrogazione di chiarimento su alcuni aspetti del PGT, i cui documenti solo recentemente sono stati forniti in forma completa, seguita da una risposta ufficiale da parte dell’assessore all’urbanistica. Di seguito pubblichiamo il testo di tale interrogazione integrato punto per punto dalle “puntuali ed esaustive” risposte dell’amministrazione (testo riquadrato). Si allega copia integrale dei documenti stessi.
1) Interrogazione sul P.G.T. presentata il 17/07/2011;
2) Risposta all’interrogazione dell’assessore all’urbanistica del 08/08/2011.
INTERROGAZIONE SCRITTA ALL’ASSESSORE ALL’URBANISTICA
11 LUGLIO 2011
Proposta per Castelcovati
Gruppo consiliare
Alla cortese attenzione
dell’Assessore all’Urbanistica
di Castelcovati
Oggetto: interrogazione su alcuni aspetti del PGT
Ai sensi dell’art. 24, comma 3, del Regolamento del Consiglio comunale del Comune di Castelcovati, chiedo che alla seguente interrogazione non venga data risposta in Consiglio comunale, ma in forma scritta.
Al fine di meglio comprendere le motivazioni tecniche e/o politiche che hanno condotto codesta Amministrazione ad alcune scelte contemplate nella proposta di PGT che presto verrà portata all’attenzione del Consiglio comunale per l’adozione, sono a chiedere chiarimenti su alcuni aspetti del documento in oggetto.
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Oggetto: risposta all’interrogazione del gruppo consigliare “Proposta per Castelcovati” del 11/07/2011 prot. N. 7901.
…[omissis]….
Leggendo attentamente il contenuto dell’Interrogazione da voi proposta alla mia attenzione, mi chiedo se il gruppo di minoranza “Proposta per Castelcovati” abbia avuto qualche rappresentante nelle varie commissioni e se sia stato rappresentato da qualche Consigliere Comunale nelle riunioni tenute nelle sedi opportune.
Il contenuto della vostra interrogazione ha già, in parte avuto risposta implicita o esplicita nelle riunioni sia pubbliche che in quelle ristrette ai soli Consiglieri Comunali, ma non ricordo un solo intervento del capogruppo di Proposta per Castelcovati, il sig. Paolo Olivini, sempre rimasto taciturno e non collaborativo nelle scelte illustrate, che talvolta hanno prodotto giuste e puntuali osservazioni costruttive dagli altri gruppi di minoranza.
Rimango convinto che l’atteggiamento del vostro gruppo, non collaborativo, abbia cercato di ritardare l’adozione di questo importante documento, che dovrà risolvere alcune situazioni di degrado urbano dovute a scelte urbanistiche del passato non opportune per le caratteristiche del nostro territorio e della nostra gente.
…[omissis]….
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Sviluppo del tessuto urbano
A fronte delle limitate risorse economiche a disposizione delle amministrazioni locali, oggi più che mai lo sviluppo urbanistico di un paese è legato all’iniziativa privata, ma, al contempo, compito fondamentale in capo all’ente pubblico è il coordinare e indirizzare tali iniziative in modo da raggiungere finalità di interesse collettivo e promuovere uno sviluppo sostenibile del territorio.
Dunque:
a) Si è considerato che il PGT proposto pianifica uno sviluppo frammentato e dispersivo degli ambiti di trasformazione residenziali, creando alcuni “inutili” ampliamenti in zone non strategiche per il completamento del tessuto urbano?
b) Si è considerata l’opportunità di concentrare le nuove aree edificabili nelle zone del paese dov’è necessario il completamento delle reti viarie e tecnologiche o il potenziamento degli standard urbanistici carenti o addirittura assenti?
c) Si è considerata la pessima situazione infrastrutturale del quadrante sud-ovest del paese dove sono localizzate anche le strutture pubbliche dell’isola ecologica e del depuratore?
d) Si è considerato che in alcune zone quasi completamente urbanizzate sono presenti ampie aree verdi abbandonate o ancora coltivate che creano problematiche urbanistiche non indifferenti (via Roma, via Fontanone-via Fermi,…), sulle quali considerare l’opportunità di individuare ambiti di trasformazione alternativi a quelli proposti?
e) Si è validamente considerata la possibilità strategica di introdurre piani attuativi d’ufficio laddove si è riscontrato il disinteresse della proprietà privata a promuovere interventi aventi importanti ricadute positive per lo sviluppo omogeneo del paese?
f) Si è considerata l’opportunità di continuare la riqualificazione urbanistica dei quartieri residenziali al cui interno insistono realtà artigianali o industriali (o edifici dismessi) tramite piani di recupero, anche incentivati con il cambio di destinazione d’uso da terziaria o produttiva a residenziale, che permettano lo spostamento delle attività produttive in zone specificamente adibite?
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Volevo ricordarvi che l’avvio della procedura per l’attuazione del P.G.T. è iniziata nel 2008, pochi mesi dopo il nostro insediamento. Considerando che non mi ritengo un fannullone, nel corso dei tre anni che sono passati e che ci hanno portato all’adozione del P.G.T. il 20 Luglio scorso, si sono tenuti innumerevoli incontri e sono state fatte diverse considerazioni per ottenere un P.G.T. di qualità indirizzato al miglioramento della vita, mettendo a disposizione un maggior numero di servizi per la collettività.
Certo non posso pensare che le nostre scelte coincidano con le vostre aspettative, ma questo evidenzia l’unicità del documento proposto e sottolinea anche la poco affinità tra il nostro pensiero politico e il Vostro.
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Costi delle nuove urbanizzazioni
Nel presumibile tentativo di aumentare la qualità delle nuove edificazioni, il PGT proposto prevede per gli ambiti di trasformazione residenziali una sostanziale diminuzione della capacità edificatoria, rispetto agli indici attuali, di circa il 40-50 %.
Per contro, non solo è stato aumentato di circa il 50% il costo delle monetizzazioni degli standard urbanistici non reperiti, ma si impone un nuovo onere di urbanizzazione (il cosiddetto “standard di qualità”) che, seppur necessario per reperire nuove risorse per investimenti, viene però applicato in modo esoso, prevedendo una quota variabile fra i 90 e i 120 €/mq di superficie lorda di pavimento.
Considerando la congiuntura generale, i costi di costruzione in continuo aumento e la perdita di potere d’acquisto dei salari medi, queste scelte rischiano di essere strategicamente e socialmente fallimentari.
Infatti:
a) Si è considerato che l’aumento sproporzionato dei costi e degli oneri, unitamente alla diminuzione del prodotto finale vendibile, potrebbe rendere economicamente insostenibili gli investimenti sugli ambiti di trasformazione, disincentivandoli e congelando di fatto lo sviluppo urbano del paese?
b) Si è considerato che la netta diminuzione degli indici edificabili costringerebbe il possibile investitore privato a realizzare tipologie edilizie di categoria alta e medio-alta aventi prezzi d’acquisto difficilmente accessibili alle famiglie a medio reddito o alle giovani coppie?
c) Si è considerato che l’imposizione di standard di qualità tra i 90 e i 120 €/mq di superficie lorda di pavimento porterà, in piena crisi del mercato immobiliare, ad un aumento di circa il 5-6% del prezzo finale delle case?
d) Si è considerato che, di fronte alle difficoltà economiche di sempre più ampie fasce della cittadinanza, sarebbe opportuno promuovere un piano di edilizia sociale, destinando da subito una quota delle nuove aree edificabili all’edilizia convenzionata?
e) Si è considerata l’opzione di ridurre in maniera meno sensibile rispetto a quelli vigenti gli indici edificabili degli ambiti di trasformazione residenziali, riducendo il numero e/o le superfici degli stessi, in modo da mantenere inalterata la popolazione insediabile, ma creando le condizioni generali sia per ottenere una sostenibilità economica più favorevole degli interventi edificatori, sia per ridurre l’impatto ambientale attraverso un minor consumo di suolo?
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Gli indici edificatori non sono stati ridotti del 40-50% come da voi riportato, ma bensì di un 25%. Questi dati appaiono evidenti nel Documento di Piano e non riesco a capire, alla luce di questo vostro abbaglio, come quindi abbiate valutato l’insostenibilità dell’attuazione dei nuovi ambiti di trasformazione.
Comunque proseguo nel chiarirvi che, a scomputo opere, gli oneri di urbanizzazione primari e secondari, negli ambiti di trasformazione, non verranno più corrisposti all’Amministrazione. Precedentemente con il P.R.G. venivano scomputati solo gli oneri primari. Si consideri inoltre che in realtà la trasformazione da terreno agricolo a terreno edificabile avveniva solitamente con atti d’obbligo dove il privato cedeva, oltre alle aree a standard, anche quota parte del terreno destinato all’edificazione (cosa avvenuta anche a Castelcovati vedasi P.L. via dell’Industria, P.L. di Via Cizzago). Sommando questi due costi per l’imprenditore si arriverà allo standard di qualità introdotto dalla legge 12/2005. Comunque i valori degli standard di qualità sono variabili e al momento della loro applicazione l’Amministrazione valuterà in base alle esigenze e in base al mercato.
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Considerando che nella risposta sopra riprodotta ci viene sottolineato un presunto abbaglio, di seguito si propone una tabella riassuntiva delle variazioni degli indici edificabili nel passaggio dal PRG al PGT precisando che nell’interrogazione ci riferivamo alle aree C di espansione.
N.B. Poiché il PGT ha modificato il nome di alcune tipologie di destinazione d’uso e l’unità di misura (mq/mq invece di mc/mq) la seguente tabella è stata sviluppata confrontando le tipologie equivalenti e ragguagliando gli indici moltiplicando le superfici per l’altezza virtuale di 3.00 metri
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DESTINAZIONE AREA
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INDICI VOLUMETRICI P.R.G. [mc/mq]
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INDICI VOLUMETRICI P.G.T. [mc/mq]
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VARIAZIONE INDICI VOLUMETRICI [%]
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B 1.0
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2.00
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1.50
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-25.00%
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B 2.1
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1.80
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1.20
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-33.33%
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B 2.2
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1.50
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1.20
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-20.00%
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C Ville Bifamiliari
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1.0
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0.60
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-40.00%
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C Ville a Schiera
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1.1
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0.60
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-45.45%
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C Palazzine
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1.2
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0.60
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-50.00%
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Cambi di destinazione in zona B
Si evidenziano nel PGT proposto alcuni cambi di destinazione d’uso di aree che il PRG prevedeva come agricole, senza l’individuazione di ambiti di possibile trasformazione (ad esempio, area in via A. Moro, delimitata a nord da via Pascoli; area a nord di via De Gasperi, delimitata dall’ambito di trasformazione E).
a) Si desiderano conoscere le motivazioni e gli strumenti utilizzati che giustifichino tale procedura, specificando contenuti ed estremi identificativi di eventuali accordi con i privati interessati.
b) Rispetto all’area contigua all’ambito di trasformazione E, si vuole sapere se il cambio di destinazione ha comportato aumenti volumetrici già utilizzati dal privato che sta costruendo in area collegata a quella di cui si tratta.
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Il cambio di destinazione di alcune aree senza l’individuazione di ambiti di possibile trasformazione è stato reso possibile tramite la stesura di atti unilaterali d’obbligo da parte del privato nei confronti dell’Amministrazione, e in considerazione della contenuta estensione territoriale. Sono stati in ogni caso applicati i criteri di degli oneri secondari riportati nel Piano dei Sevizi.
I documenti sono a disposizione presso gli uffici.
Per il punto b), vi chiarisco che non sono stati rilasciati bonus volumetrici, ma è stata steso un atto unilaterale d’obbligo.
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Ambiti di possibile trasformazione
a) E’ possibile conoscere i contenuti degli accordi stipulati con i proprietari delle aree interessate dai singoli ambiti di possibile trasformazione (atti unilaterali d’obbligo, ecc.), indicandone gli estremi e il numero di protocollo?
b) In particolare si desidera acquisire informazioni sull’operazione alla base dell’ambito di possibile trasformazione F: quali gli impegni del privato e quale la motivazione della creazione di una striscia edificabile parallela a via Caravaggio?
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Come ho detto in Consiglio Comunale sono pervenute n. 39 richieste/proposte da parte dei cittadini, n. 14 entro il termine e n. 25 fuori dai termini; non vi sono accordi con i cittadini, tutto è alla luce del sole, le richieste sono protocollate, elencate e conservate all’ufficio tecnico del Comune di Castelcovati e su richiesta è possibile consultarli.
Nell’ambito di trasformazione “F” nella scheda allegata sono espressamente riportati gli impegni che il privato si assume in caso di attuazione dell’ambito.
La striscia edificabile che l’Amministrazione otterrebbe, servirebbe unendo a quella già di proprietà prospiciente via Caravaggio, ad ottenere un ambito residenziale di iniziativa pubblica da riservare ad una edilizia convenzionata.
Mi domando, ma c’era qualcuno di voi alle riunioni?
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Piani di recupero in zona D1
a) Mentre per i piani di recupero nn. 1, 2, 4 e 6 vengono dettagliate le destinazioni d’uso all’art. 28 delle norme tecniche di attuazione del Piano dei servizi, per i piani 3 e 5 nulla viene specificato. E’ possibile conoscere la motivazione di tale differente trattamento di casi simili e, soprattutto, sapere cosa sarà possibile realizzare su tali aree?
b) Quali motivazioni hanno indotto ad individuare proprio un piano di recupero relativamente all’attuale municipio (oltre alla nota volontà di alienarlo)? E ancora, perché il suo perimetro comprende anche la superficie a parcheggio antistante (cioè standard già esistenti)? In altri termini: che tipo di operazione è prevista su questa area e che tipo di edificio potrebbe essere realizzato in sostituzione dell’esistente?
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a) Anche le aree individuate come piani di recupero in zona D1 ai numeri 3 e 5 hanno le stesse destinazioni indicate nell’art. 28, si è verificato un errore di battitura che dovrà essere modificato in sede di osservazioni.
b) I motivi sono evidenti e tutto è legato alla costruzione del nuovo Municipio.
Spero di essere stato esaustivo nelle risposte, rimango a disposizione per confronti costruttivi.
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Ringrazio per la cortese risposta che vorrà dare.
Distinti saluti.
Castelcovati, 11 luglio 2011
Paolo Olivini
capogruppo