dic 02 2011

Dal Bresciaoggi del 23 novembre sul Polo Logistico

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Dal Bresciaoggi di mercoledì 23 novembre 2011 - Pagina 21 Provincia

L´OVEST SOTTOSOPRA. Sulla Provinciale 18 si è ancora in attesa della sistemazione dell´«incrocio della morte». E la tangenzialina di Castelcovati marcia a rilento

Promesse mancate, strade allo sbando

di Massimiliano Magli

Il polo logistico Sma-Auchan ha sconvolto la viabilità ma gli interventi promessi sono al palo o in ritardo Le note dolenti tra Chiari, Rudiano e Roccafranca

promesse-mancate-strade-allo-sbandoStrade allo sbando nell´Ovest Bresciano, a dispetto di tante promesse confezionate da quel «pacco natalizio» fuori
stagione che gli amministratori aderenti al Piano di area vasta avevano annunciato come «regalia» di Sma-Auchan per il polo ormai operativo sulla provinciale 72 Chiari-Roccafranca.
Se anche i Comuni con piccoli bilanci di tutta la provincia si adoperano per creare mozziconi di ciclabili nel proprio
territorio, quella che doveva essere la panacea di tutti i mali in fatto di viabilità minore, l´ area vasta clarense, sta facendo acqua su tutti i fronti.
È LETTERALMENTE una croce quella che si può tracciare sulla mappa geografica in fatto di pericolosità viabilistica in
questa zona: sono le direttrici 20 tra Rudiano e Comezzano- Cizzago (asse ovest-est) e la provinciale 72 (nord-sud) a rappresentare una oggettiva area viabilistica di sottosviluppo in fatto di tutela degli utenti «minori» della strada, in particolare per i ciclisti.
Ancora oggi, infatti, nessuna pista ciclabile è stata realizzata, a differenza di un progetto che prevedeva ben altro, a partire da realtà ricettive in ambito turistico-ambientale e opere di tutela per gli utenti deboli della strada, oltre che di potenziamento della viabilità maggiore. A questa «croce» è  da aggiungere la mancanza di qualsiasi intervento di adeguamento sulla Provinciale 18, in particolare per la messa in sicurezza dei cigli e la sistemazione «dell´incrocio della morte» tra via Rudiano e la provinciale stessa.
Il vice sindaco di Rudiano Pietro Vavassori si è detto «finalmente ottimista per un incontro fissato in Provincia tra pochi giorni che dovrebbe sbloccare le opere», ma resta oggettivo il maxi-ritardo su interventi che avrebbero dovuto precedere l´apertura del polo logistico.
La parola d´ordine, mentre la burocrazia amministrativa sembra stentare, è buio: buie sono le strade su cui un ciclista si cimenta in questa zona, ma soprattutto buie sono le politiche di prevenzione in un momento nel quale il traffico nella zona per la presenza di mezzi pesanti e dei cantieri sempre più invasivi della Brebemi è in costante aumento.
A ciò si aggiunga la situazione sul tratto escluso dall´area vasta per volere del Comune di Roccafranca che ha rinunciato a questo progetto per poi confezionarne uno di circa il doppio della superficie proprio a ridosso dell´incrocio di S. Fermo tra la provinciale 20 e la 72.
IL RISULTATO è che oggi queste strade rappresentano un «insulto agli utenti deboli che appartengono a territori depauperati in fatto di campagna dalle Amministrazioni locali in favore dei più ricchi»: così argomentava nei giorni scorsi anche il consigliere comunale Udc di Chiari Stefano Riccardi. A Roccafranca infatti la situazione è ancora più pesante perché non appare nemmeno prossimo un intervento di messa in sicurezza di strade come via Francesca Nord, o via Rudiano, particolarmente stretta e pericolosa per la presenza di scarpate, come pure per il proseguimento dalla località San Fermo della Provinciale 72: una strada questa percorsa quotidianamente da decine di ciclisti diretti agli insediamenti artigianali di S. Fermo.
IL SINDACO di Roccafranca Marina Murachelli, del resto, già questa estate ha definito in alto mare la ciclabile di via Fiume Oglio per mancanza di finanziamenti già richiesti. Facile immaginare quanto siano lontani i progetti sul territorio di Roccafranca per vie come quelle appena citate, per le quali gli elaborati mancano addirittura. Anche la tangenzialina per Castelcovati dalla provinciale 72 risulta ancora in fase di realizzazione, contrariamente agli ampi anticipi garantiti in fase di progettazione dell´area vasta annunciati dagli amministratori. La ciliegina - amara - sulla torta è legata al ritardo della Provincia anche per la variante della variante, ossia quel budello realizzato per la chiusura della variante alla Provinciale 11, cancellata per lasciare spazio alla Brebemi: per settembre era prevista un´opera di ampliamento del budello che in realtà è lontanissima, non essendo ancora iniziato nemmeno il cantieramento.


nov 30 2011

Approvazione definitiva PGT: dichiarazione di voto di Proposta

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:14

Proposta per Castelcovati
Gruppo consiliare

CONSIGLIO COMUNALE
26 novembre 2011
Approvazione definitiva del Piano di Governo del Territorio

A nome del gruppo di Proposta per Castelcovati anticipo il voto contrario all’approvazione definitiva del P.G.T. predisposto dall’attuale Amministrazione comunale.

Poiché la programmazione urbanistica del territorio del proprio paese è azione importante, avendo conseguenze significative per tutti i residenti e per molto tempo, e dato che la “costruzione” del P.G.T. è un evento straordinario, sarebbe stato opportuno che la maggioranza esplicitasse chiaramente le motivazioni che l’hanno condotta a fare delle scelte anziché altre rispetto alle singole questioni affrontate dal P.G.T.
Invece si è avuta l’impressione che il gruppo politico che amministra Castelcovati abbia voluto semplicemente passare il più rapidamente possibile da una fase all’altra dell’iter previsto, demandando, nelle sedi di confronto pubblico, ai tecnici incaricati l’esposizione dei documenti predisposti, senza voler descrivere lo spirito che ha mosso le scelte.
L’impressione generale è, quindi, di trovarsi di fronte ad un P.G.T. nel quale le priorità non sono chiare e le scelte urbanistiche non hanno un indirizzo preciso.

L’unica finalità pubblica che sembra si voglia perseguire è la realizzazione di un nuovo municipio sul sito del Loc del sul, scelta che non condividiamo perché sicuri che le priorità per i cittadini di Castelcovati siano ben diverse da un investimento ingente, che inchioderebbe il bilancio comunale per molti anni, al solo scopo di realizzare un edificio di cui non si sente la necessità.

Restano per noi valide tutte le critiche mosse in occasione dell’adozione dello strumento urbanistico (attraverso un documento depositato agli atti il giorno stesso della seduta del Consiglio comunale del 20 luglio scorso), relativamente allo sviluppo frammentato e dispersivo degli ambiti di trasformazione residenziali, collocati in zone non strategiche per il completamento del tessuto urbano e che comportano ulteriore consumo di suolo; i piani di recupero per gli edifici artigianali e industriali inseriti nel tessuto urbano, per i quali non è prevista la riconversione in residenziale; la mancanza di aree per insediamenti produttivi, la cui allocazione viene rimandata invocando lo strumento del S.U.A.P.; gli eccessivi incrementi delle monetizzazioni degli standard urbanistici non reperiti e il costo del cosiddetto “standard di qualità”; gli indici edificatori troppo bassi (maggiore consumo di suolo e difficile sostenibilità economica degli interventi); la mancanza di una valida progettualità sulla viabilità; la scarsa attenzione per opere di mitigazione ambientale a nord del paese, a fronte delle infrastrutture altamente impattanti in fase di realizzazione o progettate; le previsioni urbanistiche frutto di scelte che ci hanno visto contrari in questi ultimi anni (la localizzazione di un nuovo municipio nell’ambito del piano di recupero del Loc del sul, con la contestuale scelta di alienare l’attuale palazzo comunale; la previsione di un’area per edilizia scolastica (per altro collocata in posizione non ottimale e con vie d’accesso “tortuose”) al di fuori di un contesto urbanistico che chiuda il comparto interessato, creando collegamenti accettabili; la realizzazione della bretella fra la SP 17 e la SP 72 in una forma che non realizzi una vera circonvallazione a nord del paese.

Si aggiungono: l’aumento di vincoli urbanistici nelle zone B, che potrebbero impedire anche piccoli interventi sulle unità abitative familiari; la mancanza di una esplicita e concreta politica edilizia per le fasce deboli della popolazione (giovani coppie, anziani, ecc.); l’errata scelta strategica sui piani di recupero terziari (gli indici previsti porteranno aggravio delle criticità delle zone interessate e non soluzione dei problemi, oltre a sfavorire il piccolo commercio esistente).

Attuando le scelte contenute nel PGT proposto l’Amministrazione comunale pare a noi abbia rinunciato al suo ruolo fondamentale in campo urbanistico: da un lato, coordinare e indirizzare le iniziative private relative all’edificazione e, dall’altro, promuovere uno sviluppo sostenibile del territorio che miri a raggiungere finalità di interesse collettivo con positive ricadute sulla vita di tutti i cittadini.

Castelcovati, 26 novembre 2011

Paolo Olivini
capogruppo


nov 25 2011

Piano di Governo del Territorio - parte 3

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Di seguito presentiamo tutti i documenti che Proposta per Castelcovati ha prodotto lungo l’iter di formazione del P.G.T., fino alle 19 osservazioni presentate lo scorso 13 settembre, integrate dalle tavole grafiche delle nostre proposte e, per un adeguato confronto, dagli estratti del PGT adottato.

  1. Interrogazione sul P.G.T. presentata il 17/07/2011;
  2. Risposta all’interrogazione dell’assessore all’urbanistica del 08/08/2011;
  3. Lettera di segnalazione errori riscontrati nei documenti del P.G.T. del 18/07/2011;
  4. Parere per l’adozione del P.G.T .del 20/07/2011;
  5. Lettera accompagnatoria delle 19 osservazioni al PGT depositate;
  6. Osservazione “A” proposta di eliminazione dell’ambito di possibile trasformazione A individuato dal Documento di Piano (nuova area edificabile per residenziale presso via Giotto-via Po);
  7. Osservazione “B” proposta di riduzione dell’ambito di possibile trasformazione A individuato dal Documento di Piano (nuova area edificabile per residenziale presso via Giotto-via Po), si allega la tavola 01;
  8. Osservazione “C” proposta di modifica dell’ambito di possibile trasformazione B individuato dal Documento di Piano (riconferma area edificabile per residenziale presso via Fontanone-via Toninelli), si allega la tavola 02;
  9. Osservazione “D” proposta di modifica dell’ambito di possibile trasformazione C (riconferma area edificabile per residenziale presso via Marocchina-via Rudiana) individuato dal Documento di Piano, si allega la tavola 03;
  10. Osservazione “E” proposta di eliminazione dell’ambito di possibile trasformazione D individuato dal Documento di Piano (nuova area edificabile per residenziale presso via Isonzo-via IV novembre);
  11. Osservazione “F” proposta di riduzione dell’ambito di possibile trasformazione D individuato dal Documento di Piano (nuova area edificabile per residenziale presso via Isonzo-via IV novembre), si allega la tavola 04;
  12. Osservazione “G” proposta di modifica dell’ambito di possibile trasformazione E (nuova area per scuole inferiori presso via De Gasperi-via Indipendenza) individuato dal Documento di Piano, si allega la tavola 05;
  13. Osservazione “H” proposta di un ambito di possibile trasformazione G (nuova area edificabile per residenziale presso via Fermi-via Fontanone) a completamento del tessuto urbano, si allega la tavola 06;
  14. Osservazione “I” proposta di un ambito di possibile trasformazione H (nuova area edificabile per produttivo presso via dell’Industria) a completamento dell’area artigianale-industriale, si allega la tavola 07;
  15. Osservazione “L” proposta di individuazione di area d’interesse pubblico in via Caduti per ampliamento della futura piazza, si allega la tavola 08;
  16. Osservazione “M” proposta di individuazione di una nuova area per la costruzione degli alloggi ALER in via Toninelli a tutela del parco esistente, si allega la tavola 09;
  17. Osservazione “N” proposta di modifica del tracciato stradale della cosiddetta “bretella nord” con la creazione di una vera tangenziale, si allega la tavola 10;
  18. Osservazione “O” proposta di individuazione di una nuova area verde in via Tagliate da attrezzare come “filtro” dall’inquinamento della TAV, della BREBEMI e della bretella nord a tutela dell’abitato esistente;
  19. Osservazione “P” prevedere la valorizzazione del percorso della roggia Castellana tramite la sistemazione a parco attrezzato con pista ciclopedonale;
  20. Osservazione “Q” proposta di eliminare il piano di recupero commerciale-terziario n. 4 relativo all’attuale municipio e all’area pubblica circostante, a tutela dei servizi pubblici e del commercio esistente;
  21. Osservazione “R” proposta di modificare le norme tecniche di attuazione previste nel Piano delle Regole relativamente ai piani di recupero di riqualificazione urbanistica commerciali e terziari (art. 28) a tutela di uno sviluppo coerente e sostenibile del tessuto urbano e del commercio esistente;
  22. Osservazione “S” proposta di incrementare del 15% l’indice territoriale SLP previsto per gli ambiti di trasformazione a destinazione residenziale a tutela del risparmio del suolo e del contenimento dei costi delle case;
  23. Osservazione “T” proposta di riduzione di almeno il 25% del nuovo onere denominato “standard di qualità” a tutela della sostenibilità economica degli investimenti edilizi e del contenimento dei costi delle case;
  24. Osservazione “U” proposta di eliminare un errore grafico di alcune tavole del Documento di Piano;

nov 15 2011

Il piano di Governo del Territorio - parte 2

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 17:22

In data 11 luglio 2011 Proposta per Castelcovati presentava un’interrogazione di chiarimento su alcuni aspetti del PGT, i cui documenti solo recentemente sono stati forniti in forma completa, seguita da una risposta ufficiale da parte dell’assessore all’urbanistica. Di seguito pubblichiamo il testo di tale interrogazione integrato punto per punto dalle “puntuali ed esaustive” risposte dell’amministrazione (testo riquadrato). Si allega copia integrale dei documenti stessi.

1) Interrogazione sul P.G.T. presentata il 17/07/2011;
2) Risposta all’interrogazione dell’assessore all’urbanistica del 08/08/2011.

 

 INTERROGAZIONE SCRITTA ALL’ASSESSORE ALL’URBANISTICA
11 LUGLIO 2011

 Proposta per Castelcovati
Gruppo consiliare

Alla cortese attenzione
dell’Assessore all’Urbanistica
di Castelcovati

Oggetto: interrogazione su alcuni aspetti del PGT

Ai sensi dell’art. 24, comma 3, del Regolamento del Consiglio comunale del Comune di Castelcovati, chiedo che alla seguente interrogazione non venga data risposta in Consiglio comunale, ma in forma scritta.

Al fine di meglio comprendere le motivazioni tecniche e/o politiche che hanno condotto codesta Amministrazione ad alcune scelte contemplate nella proposta di PGT che presto verrà portata all’attenzione del Consiglio comunale per l’adozione, sono a chiedere chiarimenti su alcuni aspetti del documento in oggetto.

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Oggetto: risposta all’interrogazione del gruppo consigliare “Proposta per Castelcovati” del 11/07/2011 prot. N. 7901.

…[omissis]….

Leggendo attentamente il contenuto dell’Interrogazione da voi proposta alla mia attenzione, mi chiedo se il gruppo di minoranza “Proposta per Castelcovati” abbia avuto qualche rappresentante nelle varie commissioni e se sia stato rappresentato da qualche Consigliere Comunale nelle riunioni tenute nelle sedi opportune.

Il contenuto della vostra interrogazione ha già, in parte avuto risposta implicita o esplicita nelle riunioni sia pubbliche che in quelle ristrette ai soli Consiglieri Comunali, ma non ricordo un solo intervento del capogruppo di Proposta per Castelcovati, il sig. Paolo Olivini, sempre rimasto taciturno e non collaborativo nelle scelte illustrate, che talvolta hanno prodotto giuste e puntuali osservazioni costruttive dagli altri gruppi di minoranza.

Rimango convinto che l’atteggiamento del vostro gruppo, non collaborativo, abbia cercato di ritardare l’adozione di questo importante documento, che dovrà risolvere alcune situazioni di degrado urbano dovute a scelte urbanistiche del passato non opportune per le caratteristiche del nostro territorio e della nostra gente.

…[omissis]….

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 Sviluppo del tessuto urbano

A fronte delle limitate risorse economiche a disposizione delle amministrazioni locali, oggi più che mai lo sviluppo urbanistico di un paese è legato all’iniziativa privata, ma, al contempo, compito fondamentale in capo all’ente pubblico è il coordinare e indirizzare tali iniziative in modo da raggiungere finalità di interesse collettivo e promuovere uno sviluppo sostenibile del territorio.

Dunque:

a) Si è considerato che il PGT proposto pianifica uno sviluppo frammentato e dispersivo degli ambiti di trasformazione residenziali, creando alcuni “inutili” ampliamenti in zone non strategiche per il completamento del tessuto urbano?

b) Si è considerata l’opportunità di concentrare le nuove aree edificabili nelle zone del paese dov’è necessario il completamento delle reti viarie e tecnologiche o il potenziamento degli standard urbanistici carenti o addirittura assenti?

c) Si è considerata la pessima situazione infrastrutturale del quadrante sud-ovest del paese dove sono localizzate anche le strutture pubbliche dell’isola ecologica e del depuratore?

d) Si è considerato che in alcune zone quasi completamente urbanizzate sono presenti ampie aree verdi abbandonate o ancora coltivate che creano problematiche urbanistiche non indifferenti (via Roma, via Fontanone-via Fermi,…), sulle quali considerare l’opportunità di individuare ambiti di trasformazione alternativi a quelli proposti?

e) Si è validamente considerata la possibilità strategica di introdurre piani attuativi d’ufficio laddove si è riscontrato il disinteresse della proprietà privata a promuovere interventi aventi importanti ricadute positive per lo sviluppo omogeneo del paese?

f) Si è considerata l’opportunità di continuare la riqualificazione urbanistica dei quartieri residenziali al cui interno insistono realtà artigianali o industriali (o edifici dismessi) tramite piani di recupero, anche incentivati con il cambio di destinazione d’uso da terziaria o produttiva a residenziale, che permettano lo spostamento delle attività produttive in zone specificamente adibite?

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 Volevo ricordarvi che l’avvio della procedura per l’attuazione del P.G.T. è iniziata nel 2008, pochi mesi dopo il nostro insediamento. Considerando che non mi ritengo un fannullone, nel corso dei tre anni che sono passati e che ci hanno portato all’adozione del P.G.T. il 20 Luglio scorso, si sono tenuti innumerevoli incontri e sono state fatte diverse considerazioni per ottenere un P.G.T. di qualità indirizzato al miglioramento della vita, mettendo a disposizione un maggior numero di servizi per la collettività.
Certo non posso pensare che le nostre scelte coincidano con le vostre aspettative, ma questo evidenzia l’unicità del documento proposto e sottolinea anche la poco affinità tra il nostro pensiero politico e il Vostro.

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Costi delle nuove urbanizzazioni

Nel presumibile tentativo di aumentare la qualità delle nuove edificazioni, il PGT proposto prevede per gli ambiti di trasformazione residenziali una sostanziale diminuzione della capacità edificatoria, rispetto agli indici attuali, di circa il 40-50 %.
Per contro, non solo è stato aumentato di circa il 50% il costo delle monetizzazioni degli standard urbanistici non reperiti, ma si impone un nuovo onere di urbanizzazione (il cosiddetto “standard di qualità”) che, seppur necessario per reperire nuove risorse per investimenti, viene però applicato in modo esoso, prevedendo una quota variabile fra i 90 e i 120 €/mq di superficie lorda di pavimento.
Considerando la congiuntura generale, i costi di costruzione in continuo aumento e la perdita di potere d’acquisto dei salari medi, queste scelte rischiano di essere strategicamente e socialmente fallimentari.

Infatti:

a) Si è considerato che l’aumento sproporzionato dei costi e degli oneri, unitamente alla diminuzione del prodotto finale vendibile, potrebbe rendere economicamente insostenibili gli investimenti sugli ambiti di trasformazione, disincentivandoli e congelando di fatto lo sviluppo urbano del paese?

b) Si è considerato che la netta diminuzione degli indici edificabili costringerebbe il possibile investitore privato a realizzare tipologie edilizie di categoria alta e medio-alta aventi prezzi d’acquisto difficilmente accessibili alle famiglie a medio reddito o alle giovani coppie?

c) Si è considerato che l’imposizione di standard di qualità tra i 90 e i 120 €/mq di superficie lorda di pavimento porterà, in piena crisi del mercato immobiliare, ad un aumento di circa il 5-6% del prezzo finale delle case?

d) Si è considerato che, di fronte alle difficoltà economiche di sempre più ampie fasce della cittadinanza, sarebbe opportuno promuovere un piano di edilizia sociale, destinando da subito una quota delle nuove aree edificabili all’edilizia convenzionata?

e) Si è considerata l’opzione di ridurre in maniera meno sensibile rispetto a quelli vigenti gli indici edificabili degli ambiti di trasformazione residenziali, riducendo il numero e/o le superfici degli stessi, in modo da mantenere inalterata la popolazione insediabile, ma creando le condizioni generali sia per ottenere una sostenibilità economica più favorevole degli interventi edificatori, sia per ridurre l’impatto ambientale attraverso un minor consumo di suolo?

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 Gli indici edificatori non sono stati ridotti del 40-50% come da voi riportato, ma bensì di un 25%. Questi dati appaiono evidenti nel Documento di Piano e non riesco a capire, alla luce di questo vostro abbaglio, come quindi abbiate valutato l’insostenibilità dell’attuazione dei nuovi ambiti di trasformazione.
Comunque proseguo nel chiarirvi che, a scomputo opere, gli oneri di urbanizzazione primari e secondari, negli ambiti di trasformazione, non verranno più corrisposti all’Amministrazione. Precedentemente con il P.R.G. venivano scomputati solo gli oneri primari. Si consideri inoltre che in realtà la trasformazione da terreno agricolo a terreno edificabile avveniva solitamente con atti d’obbligo dove il privato cedeva, oltre alle aree a standard, anche quota parte del terreno destinato all’edificazione (cosa avvenuta anche a Castelcovati vedasi P.L. via dell’Industria, P.L. di Via Cizzago). Sommando questi due costi per l’imprenditore si arriverà allo standard di qualità introdotto dalla legge 12/2005. Comunque i valori degli standard di qualità sono variabili e al momento della loro applicazione l’Amministrazione valuterà in base alle esigenze e in base al mercato.

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 Considerando che nella risposta sopra riprodotta ci viene sottolineato un presunto abbaglio, di seguito si propone una tabella riassuntiva delle variazioni degli indici edificabili nel passaggio dal PRG al PGT precisando che nell’interrogazione ci riferivamo alle aree C di espansione.

N.B. Poiché il PGT ha modificato il nome di alcune tipologie di destinazione d’uso e l’unità di misura (mq/mq invece di mc/mq) la seguente tabella è stata sviluppata confrontando le tipologie equivalenti e ragguagliando gli indici moltiplicando le superfici per l’altezza virtuale di 3.00 metri

 

 

DESTINAZIONE AREA

 

INDICI VOLUMETRICI P.R.G.                    [mc/mq]

 

INDICI VOLUMETRICI P.G.T.                    [mc/mq]

 

VARIAZIONE INDICI VOLUMETRICI [%]

B 1.0

2.00

1.50

-25.00%

B 2.1

1.80

1.20

-33.33%

B 2.2

1.50

1.20

-20.00%

C                                 Ville Bifamiliari

1.0

0.60

-40.00%

C                              Ville a Schiera

1.1

0.60

-45.45%

C                              Palazzine

1.2

0.60

-50.00%

Cambi di destinazione in zona B

Si evidenziano nel PGT proposto alcuni cambi di destinazione d’uso di aree che il PRG prevedeva come agricole, senza l’individuazione di ambiti di possibile trasformazione (ad esempio, area in via A. Moro, delimitata a nord da via Pascoli; area a nord di via De Gasperi, delimitata dall’ambito di trasformazione E).

a) Si desiderano conoscere le motivazioni e gli strumenti utilizzati che giustifichino tale procedura, specificando contenuti ed estremi identificativi di eventuali accordi con i privati interessati.

b) Rispetto all’area contigua all’ambito di trasformazione E, si vuole sapere se il cambio di destinazione ha comportato aumenti volumetrici già utilizzati dal privato che sta costruendo in area collegata a quella di cui si tratta.

 ___________________________________________________________________________

Il cambio di destinazione di alcune aree senza l’individuazione di ambiti di possibile trasformazione è stato reso possibile tramite la stesura di atti unilaterali d’obbligo da parte del privato nei confronti dell’Amministrazione, e in considerazione della contenuta estensione territoriale. Sono stati in ogni caso applicati i criteri di degli oneri secondari riportati nel Piano dei Sevizi.
I documenti sono a disposizione presso gli uffici.
Per il punto b), vi chiarisco che non sono stati rilasciati bonus volumetrici, ma è stata steso un atto unilaterale d’obbligo
.

___________________________________________________________________________

Ambiti di possibile trasformazione

a) E’ possibile conoscere i contenuti degli accordi stipulati con i proprietari delle aree interessate dai singoli ambiti di possibile trasformazione (atti unilaterali d’obbligo, ecc.), indicandone gli estremi e il numero di protocollo?

b) In particolare si desidera acquisire informazioni sull’operazione alla base dell’ambito di possibile trasformazione F: quali gli impegni del privato e quale la motivazione della creazione di una striscia edificabile parallela a via Caravaggio?

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Come ho detto in Consiglio Comunale sono pervenute n. 39 richieste/proposte da parte dei cittadini, n. 14 entro il termine e n. 25 fuori dai termini; non vi sono accordi con i cittadini, tutto è alla luce del sole, le richieste sono protocollate, elencate e conservate all’ufficio tecnico del Comune di Castelcovati e su richiesta è possibile consultarli.
Nell’ambito di trasformazione “F” nella scheda allegata sono espressamente riportati gli impegni che il privato si assume in caso di attuazione dell’ambito.
La striscia edificabile che l’Amministrazione otterrebbe, servirebbe unendo a quella già di proprietà prospiciente via Caravaggio, ad ottenere un ambito residenziale di iniziativa pubblica da riservare ad una edilizia convenzionata.
Mi domando, ma c’era qualcuno di voi alle riunioni?

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Piani di recupero in zona D1

a) Mentre per i piani di recupero nn. 1, 2, 4 e 6 vengono dettagliate le destinazioni d’uso all’art. 28 delle norme tecniche di attuazione del Piano dei servizi, per i piani 3 e 5 nulla viene specificato. E’ possibile conoscere la motivazione di tale differente trattamento di casi simili e, soprattutto, sapere cosa sarà possibile realizzare su tali aree?

b) Quali motivazioni hanno indotto ad individuare proprio un piano di recupero relativamente all’attuale municipio (oltre alla nota volontà di alienarlo)? E ancora, perché il suo perimetro comprende anche la superficie a parcheggio antistante (cioè standard già esistenti)? In altri termini: che tipo di operazione è prevista su questa area e che tipo di edificio potrebbe essere realizzato in sostituzione dell’esistente?

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 a) Anche le aree individuate come piani di recupero in zona D1 ai numeri 3 e 5 hanno le stesse destinazioni indicate nell’art. 28, si è verificato un errore di battitura che dovrà essere modificato in sede di osservazioni.

b) I motivi sono evidenti e tutto è legato alla costruzione del nuovo Municipio.

Spero di essere stato esaustivo nelle risposte, rimango a disposizione per confronti costruttivi.

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Ringrazio per la cortese risposta che vorrà dare.

Distinti saluti.
Castelcovati, 11 luglio 2011

 

Paolo Olivini
capogruppo

 


nov 09 2011

Il Piano di Governo del Territorio - parte 1

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:19

Lo scorso 20 luglio il Consiglio comunale di Castelcovati ha adottato il nuovo Piano di Governo del Territorio (P.G.T.), lo strumento urbanistico che ha sostituito il vecchio Piano Regolatore Generale (P.R.G.). Il P.G.T. è composto da una serie di documenti e tavole, frutto di un lungo percorso che ha impegnato l’Amministrazione per oltre due anni.
Vari sono stati i passaggi formali attraverso i quali il P.G.T. è passato, fino ad assumere la forma che è stata portata in Consiglio.Purtroppo, ai vari appuntamenti, nonostante gli avvisi e gli inviti, pochi cittadini hanno presenziato, sostanzialmente solo alcuni dei tecnici del paese e pochissime persone che avevano qualche interesse in gioco. E questo è un peccato poiché la programmazione urbanistica del territorio del proprio paese non è cosa da poco, avendo conseguenze significative per tutti i residenti e per molto tempo.

Inoltre, la “costruzione” del P.G.T. non avviene tutti i giorni, ma è un evento straordinario. Per questo, maggiore è la partecipazione e l’attenzione prestata dai cittadini, minore è la possibilità per l’Amministrazione comunale di fare scelte sbagliate o nell’interesse di pochi. Proposta per Castelcovati ha promosso anche un’assemblea pubblica sul tema, ma anche in questa occasione la presenza di concittadini è stata scarsa.

Ma, dall’altro lato, si è avuta l’impressione che la maggioranza che amministra Castelcovati abbia voluto semplicemente passare il più rapidamente possibile da una fase all’altra dell’iter previsto, senza darsi il tempo e soprattutto darlo alle minoranze per analizzare insieme, con il dovuto approfondimento, i tanti aspetti implicati di un documento tanto complesso quanto importante.

Forse anche i gruppi di opposizione avrebbero potuto pretendere confronti più mirati e specifici, ma nelle commissioni e nelle occasioni pubbliche di presentazione del lavoro svolto, tranne le esposizioni chiare ma per forza di cose riassuntive dei tecnici incaricati, la parte politica si è tenuta molto in secondo linea, non indicando le motivazioni che hanno condotto l’Amministrazione a fare una scelta piuttosto che un’altra rispetto alle singole questioni. Questo modo di fare ha frenato anche nelle minoranze ogni stimolo all’approfondimento in dette sedi.

Un nostro legittimo tentativo di avere almeno qualche informazione e chiarimento su alcuni specifici punti attraverso un’interrogazione scritta all’Assessore all’Urbanistica non solo ha prodotto una risposta reticente e provocatoria su molte questioni, ma è stato anche interpretato come un tentativo di intralciare i lavori della maggioranza e di ritardare l’adozione del P.G.T.. Ma ciò è semplicemente ridicolo, perché ci conferisce un potere che non abbiamo: loro hanno i numeri per fare ciò che vogliono, quando vogliono e come vogliono; tant’è che hanno portato il documento all’attenzione del Consiglio comunale secondo i tempi da loro prestabiliti.

Dopo l’adozione e il periodo di deposito di un mese in cui i cittadini possono presentare delle osservazioni alle previsioni contenute nel P.G.T., il documento tornerà in Consiglio per una seconda votazione, durante la quale anche le singole osservazioni verranno votate. Se accolte, tutte o in parte, andranno a modificare l’originaria stesura del P.G.T., che verrà approvato definitivamente e sarà il nuovo Piano di Governo del Territorio di Castelcovati.

Prossimamente sul sito verranno pubblicati e messi a disposizione i vari documenti prodotti da Proposta per Castelcovati riguardanti il P.G.T.


mar 09 2011

Che cos’è il P.G.T.

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:04

Il Piano di Governo del Territorio (P.G.T.) è un nuovo strumento urbanistico introdotto in Lombardia dalla legge regionale n.12 dell’11 marzo 2005. Il P.G.T., che ha sostituito il Piano Regolatore Generale (P.R.G.) come strumento di pianificazione urbanistica a livello locale, ha lo scopo di definire l’assetto dell’intero territorio comunale e si compone di tre atti distinti:

  • Documento di piano
  • Piano dei servizi
  • Piano delle regole.

Il Documento di Piano (primo atto nella stesura del PGT) definisce il quadro generale della programmazione urbanistica, anche in base a proposte pervenute da cittadini o da associazioni di cittadini. Questo significa che i cittadini sono chiamati a partecipare già nelle prime fasi del processo di elaborazione del PGT. Il documento di piano deve anche prevedere un lavoro di analisi del territorio comunale da tutti i punti di vista, inclusi quello geologico, ambientale, urbanistico, viabilistico, infrastrutturale, economico, sociale e culturale.
Questo documento deve, inoltre, evidenziare eventuali beni architettonici storici o ambientali di particolare interesse e ha anche lo scopo di definire e pianificare lo sviluppo della popolazione residente nel comune.

Il Piano dei servizi definisce le strutture pubbliche o di interesse pubblico di cui il paese necessita, tenendo in debito conto la popolazione residente nel comune o che gravita in esso e di quella futura prevista dal Documento di piano.

Il Piano dei servizi tiene conto dei costi operativi delle strutture pubbliche esistenti e dei costi di realizzazione di quelle previste, si preoccupa della loro fattibilità e definisce la modalità di realizzazione dei servizi.

Il Piano delle regole definisce la destinazione delle aree del territorio comunale e, in particolare, individua le aree destinate all’agricoltura, le aree di interesse paesaggistico, storico o ambientale e quelle che non saranno soggette a trasformazione urbanistica.

Il Piano delle regole definisce anche le modalità degli interventi sia sugli edifici esistenti che per quelli di nuova realizzazione. Viene, cioè, stabilito quanto costruire, come costruire e quali sono le destinazioni non ammissibili.

Novità introdotte dal PGT
Le principali novità concettuali introdotte dal Piano di Governo del Territorio riguardano:

  • la partecipazione dei cittadini
  • la compensazione (il Comune, per realizzare un’opera di interesse pubblico, può scambiare un’area di sua proprietà con una privata che gli interessa, oppure concedere in cambio maggiori diritti edificatori su un’area collocata in altra zona)
  • la perequazione (benefici e oneri derivanti dalle trasformazioni del territorio devono essere equamente distribuiti tra tutti i cittadini interessati)
  • l’incentivazione urbanistica (incrementi delle superfici edificabili in caso di interventi edilizi ecosostenibili o di recupero del patrimonio storico).

mar 07 2011

Le nostre riflessioni sul Piano di Governo del Territorio

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 23:41

A metà dicembre 2010, in notevole ritardo, è stato finalmente presentato pubblicamente il Documento di Piano, primo atto per la formazione del Piano di Governo del Territorio (PGT), il nuovo strumento urbanistico che pianificherà lo sviluppo del nostro paese.
Un circolo politico locale ha già aperto il dibattito su questo importante e delicato argomento, anticipando sul nostro sito internet un articolo poi uscito sul suo foglio informativo.
Augurandosi che questo dibattito interessi e coinvolga anche altri circoli politici, liste civiche e cittadini, il gruppo di Proposta per Castelcovati vuole iniziare a sviluppare su questo notiziario le prime riflessioni sulla bozza di PGT presentata, rimandando ulteriori approfondimenti (anche più tecnici) ad altre iniziative come manifestazioni in piazza e assemblee pubbliche.
Da una prima visione dei documenti presentati dall’Amministrazione, scaricabili dal sito internet del Comune (www.comune.castelcovati.bs.it), il gruppo di Proposta ha riscontrato purtroppo una serie di criticità e problematiche.
Considerando le caratteristiche del nostro esiguo territorio e del nostro centro urbano, che presenta non solo numerosi appartamenti invenduti e sfitti, ma anche aree artigianali da riconvertire, edifici storici da recuperare e quartieri residenziali da completare o riqualificare, risulta evidente la necessità di limitare il consumo di suolo, di contenere l’incremento di popolazione e di creare le condizioni per incentivare gli interventi edilizi volti a migliorare la vivibilità e la fruibilità del nostro paese, dando la priorità a:

  •  interventi edilizi di recupero del patrimonio storico in disuso;
  • interventi di riconversione degli edifici artigianali inglobati in zone residenziali con recupero obbligatorio di spazi pubblici (verde pubblico attrezzato e parcheggi) per riqualificare i quartieri stessi;
  • interventi di urbanizzazione industriale e residenziale limitati alle zone utili a completare i comparti, le arterie stradali e le reti tecnologiche;
  • interventi di potenziamento dei servizi pubblici in un programma di ampio respiro che consideri le necessità attuali dei cittadini e di quelle potenziali delle future generazioni.

Nonostante queste ovvie considerazioni e i buoni propositi di tutela del territorio e di limitazione del consumo di suolo decantati nella relazione del Documento di Piano, lo stesso documento prevede quattro importanti ambiti di trasformazione residenziale (ATR), due ereditati dal vecchio PRG e due nuovi, per un totale di ben 92.800 mq e oltre 1000 nuovi abitanti (+15% della popolazione in 10 anni). Si prevede anche un piccolo ambito di trasformazione produttiva (ATP), con un ampliamento poco importante della zona industriale.
Secondo il nostro modesto parere gli indirizzi e le previsioni di piano presentano una serie di lacune e problematiche che dimostrano la mancanza di un filo conduttore delle scelte urbanistiche finora fatte, che, si ricorda, non avranno ricadute solo di tipo economico, ma anche e soprattutto di tipo sociale.

Le nuove superfici edificabili, infatti, non sono utili allo sviluppo omogeneo del paese in quanto frammentate e dislocate in varie zone e rappresentano solo degli allargamenti del paese, delle appendici poco utili, che non completano il tessuto urbano e non risolvono le criticità storiche di viabilità (soprattutto nella zona sud-ovest), consumando territorio senza ottenere grandi vantaggi reali.
L’incremento di popolazione del 15% in dieci anni è rischioso e problematico in un paese che già oggi ha pesanti carenze nelle strutture pubbliche (che andrebbero ulteriormente potenziate) e che deve ancora integrare i flussi migratori precedenti; oltretutto, con la vicinanza della BreBeMi c’è il pericolo reale di declassare il nostro abitato da paese a zona dormitorio.
Davanti all’attuale crisi strutturale dell’economia legata all’edilizia la nostra comunità ha l’esigenza di riconvertire parte della propria economia locale, potenziando nuovi settori produttivi. Questa necessità, oltretutto, si accentua ancor più nell’ottica dell’incremento di popolazione previsto. Diventa quindi indispensabile dare risposte occupazionali sul territorio, sia per limitare problemi
di disoccupazione e di impoverimento della cittadinanza, sia per contrastare il rischio di diventare, appunto, un paese dormitorio.
Per questo riteniamo necessaria una più ampia zona artigianale e industriale a nord-est, sia per chiudere in modo regolare il perimetro dell’ambito produttivo, sia per completare la viabilità su via dell’Industria (che altrimenti rischia di rimanere sulla carta). Un’adeguata area industriale sarebbe anche una possibilità e un incentivo alle attività attualmente dislocate all’interno dell’abitato (ad esempio in via Gramsci o via Comezzano) di spostarsi, creando le necessarie condizioni per attuare realmente i piani di riconversione dei capannoni artigianali e di riqualificazione dei quartieri residenziali. Agli attuatori degli insediamenti produttivi si potrebbe chiedere la realizzazione della rotatoria tra via Paolo VI e via Europa, della rotatoria tra via Svanera e via Comezzano e dell’ultimo tratto stradale di via dell’Industria, migliorando la rete stradale senza impegnare il delicato bilancio comunale.

Bisogna, però, ricordare come la Giunta Gritti, al momento dell’adesione a quel grande piano strategico rappresentato dall’Area Vasta con i comuni di Chiari, Urago d’Oglio e Rudiano (in realtà solo un espediente per poter costruire il mostruoso polo logistico nel bel mezzo della campagna di Chiari, vicino al nostro confine), abbia inopportunamente assunto un impegno che impedisce, al momento, di introdurre previsioni per aree da destinare a nuove realtà produttive: un vincolo assurdo sottoscritto due anni fa dal nostro Sindaco!

Anche sulle scelte per lo sviluppo delle infrastrutture pubbliche siamo purtroppo costretti ad esprimere un ulteriore giudizio negativo.

Decisioni quali:

  • la rinuncia all’intervento pubblico nel piano di recupero del Löc del sul, che poteva trasformare il centro storico e dare al paese una vera piazza;
  • la dismissione del municipio di via Chiari (da trasformare in un’area residenzial-commerciale);
  • il posticipare a tempo indeterminato l’annosa questione dell’edilizia scolastica (scuole elementari);
  • il dare la priorità degli investimenti pubblici, indebitando pesantemente il Comune, alla costruzione di servizi già esistenti e adeguatamente funzionanti come il municipio e la scuola materna;

sono purtroppo occasioni perse di sfruttare veramente tutte le potenzialità offerte dal territorio e un rischio molto concreto di bloccare per anni lo sviluppo del paese, rincorrendo false priorità.

L’impressione generale, dunque, è che manchi una visione politica d’insieme delle necessità urbanistiche e delle vere priorità del paese, che si traduce in un piano di sviluppo farraginoso e dispersivo, che promuove uno sviluppo poco coerente, se non negativo, del paese.

Questa carenza di prospettiva, figlia di una cultura politica basata sulla chiusura al dialogo e sulla presunta autosufficienza delle proprie forze, sarebbe comunque superabile se si tornasse allo spirito della legge istitutiva del PGT, che prevede la partecipazione più ampia possibile di tutte le realtà del territorio interessato, con il coinvolgimento dei gruppi organizzati, delle associazioni di categoria, artigiani, commercianti, imprenditori e professionisti, delle forze politiche e sindacali, delle organizzazioni scolastiche e di coloro che si interessano di ambiente e sviluppo sostenibile.

Considerando che quello fino ad oggi presentato è solo una prima bozza, fortunatamente ci sono i tempi e i modi per migliorarla significativamente, raccogliendo indirizzi e idee attraverso un percorso partecipato con tutti i cittadini (e non solo con i proprietari dei terreni), creando un confronto costruttivo utile al paese.


mar 06 2011

Aspettando la fine di un lungo inverno

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 11:25

Si sa, l’inverno è stagione che non favorisce le attività che prevedano l’uscire di casa, l’incontrarsi, il confrontarsi e il mettere insieme qualcosa da realizzare.
Qui da noi, poi, prima la nebbia spessa, bagnata, maledetta muraglia che non puoi abbattere, poi il gelo, sembrano impedire del tutto scambi costruttivi.
In particolare, a livello amministrativo abbiamo assistito all’ennesima lunga notte nella quale nemmeno una piccola luce è brillata.
Con Sindaco, assessori e vari consiglieri di maggioranza intenti a misurare il quintalaggio di casoncelli per la festa patronale, non si può pretendere che la vita amministrativa abbia un suo corso normale!
Speriamo che il buio finisca presto, anche se gli spiragli di luce che prima o poi lo romperanno rischiano di essere portatori di “trovate” ben peggiori del nulla: a volte è preferibile l’immobilismo… che non fa troppi danni.

Prima che tutto fosse avvolto dal gelo invernale, i consiglieri comunali sono stati investiti di due significative questioni: una nuova variante al piano di recupero del Löc del sul (con la sorpresa dell’inserimento di un nuovo palazzo municipale) e il primo timido e notevolmente in ritardo passo per la stesura del Piano di governo del territorio (PGT).

Rispetto all’ intervento sull’area del Löc del sul, dobbiamo segnalare come esso abbia costituito un’occasione per un serio confronto e un lavoro comune tra i tre gruppi di minoranza, che si sono ritrovati fianco a fianco in un’opera innanzitutto di informazione verso la cittadinanza. L’Amministrazione Gritti, infatti, continua a non comunicare adeguatamente ai cittadini le proprie scelte: qualche annuncio sui quotidiani locali (che in pochi leggono), ma nessuna assemblea, nessun foglio informativo, ecc. Così, è stato positivo incontrare molte persone in piazza, al mercato o singolarmente, mettendole a conoscenza del progetto ipotizzato tra le segrete mura del palazzo, evidenziandone le criticità e, per contro, le potenzialità non valorizzate dell’area. Siamo riusciti a portare in primo piano l’opinione dei castelcovatesi, risvegliando l’interesse su un argomento centrale per lo sviluppo del paese. Abbiamo raccolto molte idee e proposte circa ciò che i cittadini vorrebbero vedere realizzato nel Löc del sul, a dimostrazione che l’informazione e il confronto costruttivo sono una risorsa per chi vuol ben amministrare e non un inutile ostacolo da evitare. Nonostante il “clima” pesante, con molte persone che condividevano le nostre posizioni, ma timorose di esporsi perché impegnate in confronti con l’Amministrazione per questioni legate agli accertamenti ICI o in trattative per la definizione di nuove aree edificabili o da esproprio nel PGT, più di 800 cittadini hanno firmato la petizione che chiedeva agli amministratori di riconsiderare la scelta fatta, perché troppo impattante sul nostro centro storico e perché, così come concepita, sarebbe l’irripetibile occasione sprecata di realizzare una vera piazza per Castelcovati. L’alternativa proposta era (ed è) che il Comune acquisti l’intera
area per poi ragionare con calma e senza vincoli dettati dall’interesse privato sul futuro di una zona strategica per il nostro paese
. La maggioranza leghista è rimasta sorda alle critiche delle opposizioni. Anzi, ha rilanciato sul piatto una nuova variante che, dietro ad alcune marginali modifiche del progetto che solo apparentemente accolgono le richieste avanzate, aggiunge il carico da novanta: costruire lì un nuovo municipio, con costi enormi per il Comune e creando ulteriore necessità di parcheggi. Dunque, un peggioramento del già critico piano iniziale!

Rispetto al Piano di governo del territorio, è necessario creare delle vere occasioni per una pubblica e approfondita discussione dei temi legati allo sviluppo futuro del nostro paese, come per altro impone la legge regionale che ha introdotto questo nuovo strumento di pianificazione urbanistica.

Non è possibile che scelte fondamentali, che avranno ricadute su tutta la popolazione per molti anni a venire, siano decise solo nelle trattative fra proprietari di aree e amministratori.


dic 29 2010

Prime riflessioni sul PGT

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:05

Dopo la presentazione in Assemblea e la pubblicazione sul sito del Comune del Documento di Piano e delle relazioni e tavole che lo compongono, come è logico che sia, i gruppi politici locali hanno iniziato l’esame del documento.
Il circolo del Partito Democratico ci ha inviato un documento che volentieri di seguito pubblichiamo.
Invitiamo anche gli altri partiti o gruppi civici locali a farci pervenire le proprie osservazioni, che provvederemo a pubblicare con l’obiettivo di contribuire, anche attraverso il sito, allo svilupparsi di un ampio dibattito che possa consegnare al nostro paese il migliore PGT possibile.

Il Piano di Governo del Territorio (PGT):
perchè non sia l’ennesima occasione persa

Pur se con grave ritardo rispetto ai tempi previsti dalla Legge Regionale 12/2005, anche il nostro Comune si doterà nel corso del prossimo anno del PGT, lo strumento di programmazione e pianificazione urbanistica, che regolerà lo sviluppo di Castelcovati in modo generale per i prossimi 10 anni ed in modo specifico e dettagliato per i prossimi 5 anni.
Per questo nel mese di Dicembre si è tenuta, a cura dell’Amministrazione, una assemblea pubblica nel corso della quale è stato presentato il Documento di Piano, che individua gli obiettivi quantitativi di sviluppo e che, insieme con il Piano dei Servizi, che si propone di conseguire equilibrio tra l’utilizzo del territorio e l’effettiva realizzazione di nuovi servizi ai cittadini, e con il Piano delle Regole, che sostanzialmente disciplina quanto, come e dove costruire, costituisce il Piano di Governo del Territorio.

E proprio dall’Assemblea vorremmo partire per portare un contributo che vada nella direzione del coinvolgimento dei cittadini, dei gruppi e di tutti gli “attori sociali”, così come previsto per Legge e palesato come obiettivo perseguito.
Ci pare di poter dire, senza che nessuno si senta offeso, che la caratteristica principale di questa assemblea sia stata la scarsa partecipazione in rapporto all’importanza dell’argomento. Siamo convinti che questo non fosse l’obiettivo dell’Amministrazione, che anzi ha scelto una sala molto vasta, l’aula magna della scuola media, proprio perché confidava in una partecipazione ben più massiccia, ma che purtroppo questo scarso interesse sia la naturale conseguenza di anni di guida leghista che hanno ostacolato in ogni modo il desiderio di partecipare e conoscere dei cittadini e dei gruppi politici e sociali, sopprimendo le commissioni consiliari che esistevano da decenni, soffocando il dissenso e persino il dibattito ed imponendo una sorta di pensiero unico in forza del quale si è proceduto sistematicamente a delegittimare tutti quelli che si permettevano di prospettare un altro punto di vista, diverso da quello imperante.
Ci si obbietterà che la Lega si è fatta promotrice di grandi iniziative di partecipazione, dallo spiedo lunghissimo, alle notti bianche e alle sagre di paese, il che è vero, ma una volta tanto chi governa non dovrebbe limitarsi a solleticare la pancia dei cittadini, ma piuttosto cercare di sollecitare la loro testa.

Se davvero si vuole che il PGT rappresenti un momento di coinvolgimento dei cittadini per un progetto politico che tragga la sua forza propulsiva dalla condivisione più allargata possibile, come è scritto nella relazione che accompagna il documento di piano, crediamo sia necessario organizzare nuovi incontri, promuovere la conoscenza dei documenti e costituire strumenti di partecipazione, quali una commissione per il PGT, che veda la presenza dei gruppi organizzati, delle associazioni di categoria, artigiani, commercianti, imprenditori e professionisti, delle forze politiche e sindacali, delle organizzazioni scolastiche e di coloro che si interessano di ambiente e sviluppo sostenibile.

Il Circolo del Partito Democratico, da parte sua, con questa pubblicazione intende collaborare alla diffusione della conoscenza, attraverso la stampa nelle pagine centrali della tavola contenente le Previsioni di Piano presentata in assemblea e formulando in prima battuta alcuni osservazioni di carattere generale ed altre nello specifico di alcune scelte urbanistiche. Chi fosse incuriosito dal tema ed interessato ad una conoscenza più approfondita può trovare tutti i documenti sul sito del Comune di Castelcovati all’indirizzo www.comune.castelcovati.bs.it

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Dimensionamento complessivo

L’andamento demografico del nostro Comune è caratterizzato da due periodi di forte incremento di popolazione, il primo a cavallo degli anni settanta che ha superato il 30%, in prevalenza a seguito di fenomeni migratori provenienti dal sud dell’Italia, specialmente dalla Puglia, cui hanno fatto seguito due decenni di contenuto incremento, 12% nel periodo 1981-1991 e 7% nel periodo 1991-2001, ed il secondo nel periodo 2001-2009, che ha visto un incremento del 23%, in prevalenza per fenomeni migratori da paesi stranieri. Entrambi i picchi di migrazione trovano giustificazione nel particolare tessuto economico che caratterizza le nostre zone, nelle quali l’edilizia, in momenti di forte espansione, richiede massiccia presenza di lavoratori. Il fenomeno migratorio più recente ha presentato caratteristiche di forte tensione sociale, in gran parte legate ai paesi di provenienza, alle diverse culture e religioni, al sopraggiungere della crisi economica, tensioni che hanno bisogno di essere riassorbite. Se a questo aggiungiamo le diverse modalità abitative che caratterizzano il fenomeno dell’immigrazione, con nuclei familiari più numerosi e tendenza ad un maggiore utilizzo dei vani, e la forte presenza sul territorio di Castelcovati di appartamenti invenduti e sfitti, risulta evidente la necessità di prevedere per i prossimi 10 anni un limitato incremento di popolazione, con scarso utilizzo di territorio, e di puntare molto su politiche di integrazione.
Purtroppo il documento di piano sembra tenere in scarsa considerazione queste valutazioni ed ipotizza nel prossimo decennio un incremento di 1722 stanze, che prudenzialmente portano ad un incremento di oltre 1.000 abitanti, in prevalenza stranieri, fino a raggiungere 7.600 abitanti, con una presenza di cittadini stranieri che potrebbe superare il 30% dell’intera popolazione.
Riteniamo tale dimensionamento eccessivo, foriero di nuovi disagi legati all’immigrazione ed alla necessità di integrazione e fortemente in contrasto con le sbandierate intenzioni di contenimento del fenomeno, che la Lega ci propina in ogni occasione.
Pur rendendoci conto che tra i motivi di un eccessivo dimensionamento vi sia quello legato alle entrate che lo sviluppo urbanistico ed edilizio in teoria potrebbe garantire al nostro Comune, proponiamo un PGT più ridotto ed indichiamo alcune modalità attraverso le quali garantire al Comune entrate adeguate alle necessità di sviluppo dei servizi.

Aree Residenziali Private

Il documento di piano individua 4 ambiti di possibile trasformazione residenziale (ATR), 2 di poca consistenza già previsti dal Piano Regolatore e precisamente quello a sud, tra via Toninelli e Via Gandhi, di 15.300 mq., e quello ad Ovest su via Marocchina, di 13.500 mq., mentre 2 sono molto estesi e di nuova previsione, cioè quello a sud est tra Via Tetrarca e Via Po di 34.850 mq. e quello a nord ovest su via Tagliate di 40.000 mq. (vedi 1 sulla tavola). La superficie complessiva è di 103.650 metri quadri e a nostro parere è eccessiva. Mentre appare doveroso il mantenimento degli ambiti già previsti dal PRG e può essere logico completare a sud est il quartiere e la viabilità di collegamento con via Comezzano, l’ambito previsto a nord, ubicato a confine con il territorio comunale di Chiari e servito da una viabilità inadeguata appare irrazionale. Ne proponiamo la soppressione o, quantomeno, una notevole riduzione di superficie.

Aree Residenziali Pubbliche

Sono previste due zone di completamento residenziale su proprietà pubblica, la prima antistante al cimitero e la seconda su via Toninelli, che taglia a metà il verde pubblico (vedi 2 sulla tavola). Riteniamo siano da individuare altre aree residenziali pubbliche, la prima nel Loc del Pio e le altre attraverso la modifica del perimetro dell’ATR su via Po (vedi 3 sulla tavola), inglobando i parcheggi pubblici esistenti ad est, oltre al verde a confine, già di proprietà comunale, rendendo così possibile individuare all’interno dell’ambito altri 2 lotti per edilizia residenziale, eventualmente alienabili in presenza di nuovi investimenti in servizi. Per contro proponiamo di sopprimere la previsione residenziale che taglia a metà il parco di Via Toninelli o, quantomeno, di collocarla più a nord, a ridosso dell’edificato su via Fermi.

Viabilità Comunale

Nel PRG vigente sono presenti alcune previsioni di nuova viabilità comunale che non hanno trovato attuazione per motivi diversi. Crediamo che l’occasione del PGT vada colta anche per fare in modo che questi collegamenti viari vengano realizzati, indipendentemente dall’attuazione degli ambiti di trasformazione. Questo problema è particolarmente grave a sud del paese, dove il restringimento di via Fontanone ed il ridotto calibro di via Mazzotti rendono alquanto disagevole l’accesso. Riteniamo pertanto necessario fare in modo che la realizzazione dei tratti di collegamento di via Gandhi e Toninelli possa essere svincolata dall’ATR (vedi 4 sulla tavola). Allo stesso modo riteniamo opportuno proporre la realizzazione del collegamento a sud di via Fermi con la prosecuzione di via Gandhi (vedi 5 sulla tavola)..

Aree per Attività Produttive

Riteniamo indispensabile, nel momento in cui si prevede un incremento di popolazione, che vengano previste adeguate aree per insediamenti produttivi, senza le quali Castelcovati rischia di diventare un paese dormitorio. Per questo chiediamo una più vasta zona artigianale ed industriale a nord est, anche per chiudere in modo regolare il perimetro dell’ambito produttivo (vedi 6 sulla tavola). Questo ampliamento renderebbe concreta la possibilità di completare la viabilità su via dell’Industria, che altrimenti rischia di rimanere sulla carta per molti anni ancora. Agli attuatori di questo nuovo ambito di trasformazione produttiva si potrebbe chiedere la realizzazione della rotatoria tra via Paolo VI e via Europa, un punto che già oggi si presenta pericoloso per l’eccessiva velocità di percorrenza.

Tutela Attività Esistenti

Crediamo che le aziende storicamente operanti sul territorio rappresentino una risorsa non solo per i proprietari ma per l’intera comunità. Per questo è necessario che con il PGT si preveda la possibilità di ampliamento in loco per la Reti Gritti SpA, azienda che da tempo ha palesato la volontà e la necessità di ampliare i propri stabilimenti, per reggere la competizione con i paesi a più basso costo del lavoro. Chiediamo pertanto che venga inserito un adeguato ambito SUAP, tra via Svanera e via Comezzano (vedi 7 sulla tavola), che possa far fronte a questa esigenza. Con un’attenta negoziazione sarà possibile conseguire il potenziamento della viabilità su via Comezzano, con la creazione di una rotatoria all’intersezione con via Svanera, la realizzazione di adeguati parcheggi per i mezzi pesanti, l’attuazione di interventi per la mitigazione ambientale ed un congruo corrispettivo economico sotto forma di standard di qualità.

Area per Edilizia Scolastica

Sull’edilizia scolastica ed in particolare sulla necessità di dotare il nostro Comune di una moderna scuola elementare, adeguata alle nuove esigenze e in grado di far fronte alla crescita della popolazione scolastica è caduta una amministrazione. Ci saremmo aspettati che con il PGT si determinassero le condizioni per dare una risposta rapida e razionale a questo annoso problema. Non ci pare che questa occasione venga colta, anzi.
Il PGT prevede sì un’area a destinazione servizi scolastici in una zona periferica nei pressi del cimitero e con una viabilità di supporto fortemente inadeguata. Su tale area si prevede la costruzione della nuova scuola materna, di cui non vediamo una particolare necessità trattandosi di un edificio che ha già subito recenti interventi di ampliamento e di messa a norma. Attraverso questa realizzazione con costi a carico del Comune si ipotizza poi di poter ampliare la scuola elementare, attraverso la realizzazione di una nuova ala che incorpori l’attuale materna e la radicale ristrutturazione e messa a norma della sede delle elementari. Pare a noi un percorso cervellotico, di grandi costi e di durata eccessiva, oltre che di grande impatto negativo sullo svolgimento della normale attività didattica. Sul tema dell’edilizia scolastica la Lega in campagna elettorale ha promesso un referendum: è giunto il momento che si cominci a mantenere le promesse.

Chiediamo che su questo tema si apra un dibattito, che coinvolga per prime le istituzioni scolastiche, in modo da definire una scelta che sia la più condivisa e la più efficace tra quelle possibili. Quanto alla previsione contenuta nel PGT (vedi 8 sulla tavola) riteniamo possa essere mantenuta senza per questo essere vincolata alla scuola materna, ma piuttosto come una opportunità di risposta al tema dell’edilizia scolastica in generale. Per far questo è necessario aumentare la consistenza delle aree e prevedere una viabilità migliore, evitando percorsi stradali tortuosi e incomprensibili, se non nella logica di tutelare ben precisi interessi a danno di altri.
Tale nuova viabilità dovrà essere studiata in modo da essere coerente con eventuali interventi futuri che possano interessare l’ambito compreso tra via Piave, via Matteotti e via De Gasperi.

Il circolo PD di Castelcovati


nov 30 2010

Dall’assemblea sul P.G.T.

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:39

Si è tenuta nelle scorse settimane una assemblea pubblica congiunta dei tre gruppi di minoranza, che ha affrontato le questioni della nuova piazza, degli accertamenti ICI e del PGT fantasma.
Pubblichiamo di seguito le considerazioni più interessanti uscite in merito al Piano di Governo del Territorio (P.G.T) e, scaricabile in pdf, il testo dell‘interrogazione presentata in Consiglio Comunale.

Cosa è il Piano di Governo del Territorio

Il Piano di Governo del Territorio (abbreviato in PGT) è un nuovo strumento urbanistico introdotto in Lombardia dalla legge regionale n.12 dell’11 marzo 2005. Il PGT ha sostituito il Piano Regolatore Generale (abbreviato in PRG) come strumento di pianificazione urbanistica a livello comunale e ha lo scopo di definire l’assetto dell’intero territorio comunale.
La legge prevedeva che tutti i comuni lombardi si dotassero di un PGT entro marzo 2009, a quella data solo il 5% dei 1.546 Comuni lombardi ha adottato il PGT, quindi Il Consiglio regionale, preso atto della situazione, ha prorogato il termine al 31 marzo 2010 e successivamente al 31 marzo 2011.

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Atti che compongono il PGT

Il PGT si compone di 3 atti distinti:

  • documento di piano;
  • piano dei servizi;
  • piano delle regole.

Documento di Piano

Il documento di piano definisce il quadro generale della programmazione urbanistica anche in base a proposte pervenute da cittadini o da associazioni di cittadini. Questo significa che i cittadini sono chiamati a partecipare già nelle prime fasi del processo di elaborazione del PGT.
Il documento di piano deve anche prevedere un lavoro di analisi del territorio comunale da tutti i punti di vista, inclusi quello geologico, ambientale, urbanistico, viabilistico, infrastrutturale, economico, sociale e culturale.
Questo documento deve anche evidenziare eventuali beni storici o ambientali di particolare interesse. Il documento di piano ha anche lo scopo di definire e pianificare lo sviluppo della popolazione residente nel comune.
Tipicamente il documento di piano è il primo atto nella stesura del PGT.

Piano dei Servizi

Il piano dei servizi definisce le strutture pubbliche o di interesse pubblico di cui il comune necessita. Il piano dei servizi deve tenere conto della popolazione residente nel comune o che gravita in esso e di quella prevista in futuro dal documento di piano.
Il piano dei servizi tiene conto dei costi operativi delle strutture pubbliche esistenti e dei costi di realizzazione di quelle previste, si preoccupa della loro fattibilità e definisce la modalità di realizzazione dei servizi.
Le indicazioni contenute nel piano dei servizi circa le aree identificate come di interesse pubblico sono prescrittive e vincolanti per 5 anni dall’entrata in vigore del PGT e decadono qualora il servizio non sia inserito entro questo termine nel programma triennale delle opere pubbliche.
La Legge regionale lombarda n.12 del 11 marzo 2005 prevede che, per comuni inferiori a 20.000 abitanti, sia possibile redigere un piano dei servizi intercomunale.

Piano delle regole

Il piano delle regole definisce la destinazione delle aree del territorio comunale e in questo assomiglia un po’ al Piano regolatore generale. In particolare individua le aree destinate all’agricoltura, le aree di interesse paesaggistico, storico o ambientale e le aree che non saranno soggette a trasformazione urbanistica.
Il piano delle regole definisce anche le modalità degli interventi urbanistici sia sugli edifici esistenti che di quelli di nuova realizzazione. Questo significa che viene stabilito quanto costruire, come costruire e quali sono le destinazioni non ammissibili.

Novità introdotte dal PGT

Le principali novità concettuali introdotte dal Piano del governo del territorio riguardano:

  • la partecipazione dei cittadini;
  • la compensazione;
  • la perequazione;
  • l’incentivazione urbanistica.

Progettazione partecipata

Trascurando momentaneamente le questioni tecniche (compensazione, perequazione e incentivazione urbanistica) e concentrandosi invece sulle questioni sociali e politiche emerge che il primo DOVERE dell’amministrazione comunale quando decide di iniziare la stesura del PGT è informare la cittadinanza che il processo è iniziato e COINVOLGERE i cittadini, le associazioni di cittadini, le componenti sociali ed economiche a formulare proposte e partecipare attivamente alla stesura del PGT.
Dunque la differenza fondamentale rispetto al Piano regolatore generale sta nel fatto che in quel caso i cittadini erano chiamati ad esprimersi solo dopo la prima adozione sotto forma di osservazioni al PRG già adottato.

Punto della situazione a Castelcovati

Seppure il nostro Comune abbia conferito da tempo l’incarico della stesura del PGT attualmente Castelcovati è uno dei comuni in netto ritardo sui tempi previsti dalla legge istitutiva del PGT.
Nonostante l’approssimarsi della scadenza dell’ultima proroga (31 marzo 2011) ad oggi poco si sa dello stato di sviluppo del PGT anche a causa di una grave mancanza da parte dell’amministrazione in carica di pubblicità, informazione, trasparenza e coinvolgimento.
Il nostro Comune infatti ha ritenuto di gestire il tutto in sordina, evitando non solo di coinvolgere cittadini e associazioni, ma anche di far conoscere le linee di sviluppo che si intendono perseguire e che costituiscono appunto il Documento di Piano.
Questo documento, che fissa lo sviluppo urbanistico del paese per i prossimi 5 anni ed individua gli obiettivi pubblici che l’amministrazione intende perseguire, non è stato ancora presentato, nonostante da tempo siano in corso trattative tra Comune e singoli privati su possibili aree di espansione.

Proposta per Castelcovati si chiede, in assenza di tale documento, su quali basi e per quali fini si tengano questi incontri.

Ci si chiede inoltre:

  • se il Documento di Piano esiste perché l’amministrazione ha gravemente omesso la sua pubblicizzazione?
  • se il Documento di Piano non esiste, non è avviata neppure la procedura del PGT ed allora cosa aspettano ad iniziare?